Si narra che. alla fine degli anni ’30 del secolo scorso, l’ambasciatore nazista di Francia Otto Abetz si fosse recato nell’appartamento parigino di Pablo Picasso e, notando sul tavolo una foto del quadro Guernica, gli avesse chiesto: “Avete fatto voi questo orrore, Maestro?" Al che l’artista rispose: "No, è opera vostra.
Salendo verso il vertice del triangolo abbiamo poi un toro, simbolo della forza e del potere della Spagna ma anche di brutalità, che era stato più volte analizzato e dipinto da Picasso nelle sue Tauromachie, e il cavallo invece è il simbolo della natura addomesticata e addolcita all’intelligenza, molto espressivo in questa opera è il grido di dolore che sembra emettere. Picasso dichiarò che il cavallo rappresenta anche il popolo. Un grido di dolore universale dunque, che accomuna tutti, uomini e bestie, verso un unico destino.
Partendo da sinistra verso destra notiamo subito una madre con un bambino in braccio: è disperata, il bambino è ferito o addirittura morto, nel suo volto c’è lo strazio di ha perso un bambino. Il riferimento esplicito, anche per la posizione assunta dai personaggi è a Michelangelo con la prima Pietà o al bambino che nelle Natività rappresenta il presagio della morte e per la posizione del braccio invece il riferimento è a Marat nell’opera di David.
Le figure sulla parte destra invece sono figure umane: una donna che grida e corre verso sinistra ( tutta l’opera sembra essere attraversata da una forza che spinge tutti verso la sinistra, anche gli animali e le altre figure sembrano mosse da un vento che spira verso quella direzione), un’altra figura di donna che sta cercando qualcosa con la luce di una candela e nella parte terminale di destra l’inquietante presenza del fuoco: lingue di fuoco che si sprigionano dalle case bombardate e che colpiscono anche un uomo, che grida e tenta di fuggire. Quest’ultima figura per la posizione assunta rimanda invece alla posizione della Maddalena in molte Crocifissioni.
A terra nella metà di sinistra c’è un soldato: non un eroe che combatte, ma a terra, sconfitto, con una spada ridotta a un frammento. Anche lui caduto sotto il bombardamento. Ma un piccolo segno di speranza in tutta questa tristezza: tra le mani c’è un piccolo fiore, simbolo della pace e della rinascita.
Il 26 aprile 1937, gli aerei tedeschi e italiani, in appoggio alle truppe nazionaliste del generale Francisco Franco contro il governo legittimo repubblicano di Spagna, rasero al suolo, con un bombardamento terroristico, la cittadina basca di Guernica. L'attacco fu opera della Legione Condor, corpo volontario composto da elementi dell'armata aerea tedesca Luftwaffe con il supporto della Aviazione Legionaria, unità volontaria e non ufficiale della Regia Aeronautica italiana, in una terrificante dimostrazione di forza contro la popolazione civile. È ormai storicamente accertato che la distruzione della città fu causata dal bombardamento italo-tedesco, mentre la tesi riportata dai franchisti, di essere stata provocata da miliziani anarchici in ritirata, è stata abbondantemente smentita nel corso degli anni
in francese
Sapevate che esiste un arazzo raffigurante la Guernica di Picasso all’ONU?
Questo arazzo ha fatto da sfondo per molto tempo a tutte le comunicazioni stampa ufficiali dell’ONU, ma nel febbraio 2003 si è deciso di oscurarlo con un drappo azzurro, il colore simbolo dell’ONU, quando era imminente l’annuncio di una prossima guerra in Iran.
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Francesca Amico
Created on September 12, 2022
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Si narra che. alla fine degli anni ’30 del secolo scorso, l’ambasciatore nazista di Francia Otto Abetz si fosse recato nell’appartamento parigino di Pablo Picasso e, notando sul tavolo una foto del quadro Guernica, gli avesse chiesto: “Avete fatto voi questo orrore, Maestro?" Al che l’artista rispose: "No, è opera vostra.
Salendo verso il vertice del triangolo abbiamo poi un toro, simbolo della forza e del potere della Spagna ma anche di brutalità, che era stato più volte analizzato e dipinto da Picasso nelle sue Tauromachie, e il cavallo invece è il simbolo della natura addomesticata e addolcita all’intelligenza, molto espressivo in questa opera è il grido di dolore che sembra emettere. Picasso dichiarò che il cavallo rappresenta anche il popolo. Un grido di dolore universale dunque, che accomuna tutti, uomini e bestie, verso un unico destino.
Partendo da sinistra verso destra notiamo subito una madre con un bambino in braccio: è disperata, il bambino è ferito o addirittura morto, nel suo volto c’è lo strazio di ha perso un bambino. Il riferimento esplicito, anche per la posizione assunta dai personaggi è a Michelangelo con la prima Pietà o al bambino che nelle Natività rappresenta il presagio della morte e per la posizione del braccio invece il riferimento è a Marat nell’opera di David.
Le figure sulla parte destra invece sono figure umane: una donna che grida e corre verso sinistra ( tutta l’opera sembra essere attraversata da una forza che spinge tutti verso la sinistra, anche gli animali e le altre figure sembrano mosse da un vento che spira verso quella direzione), un’altra figura di donna che sta cercando qualcosa con la luce di una candela e nella parte terminale di destra l’inquietante presenza del fuoco: lingue di fuoco che si sprigionano dalle case bombardate e che colpiscono anche un uomo, che grida e tenta di fuggire. Quest’ultima figura per la posizione assunta rimanda invece alla posizione della Maddalena in molte Crocifissioni.
A terra nella metà di sinistra c’è un soldato: non un eroe che combatte, ma a terra, sconfitto, con una spada ridotta a un frammento. Anche lui caduto sotto il bombardamento. Ma un piccolo segno di speranza in tutta questa tristezza: tra le mani c’è un piccolo fiore, simbolo della pace e della rinascita.
Il 26 aprile 1937, gli aerei tedeschi e italiani, in appoggio alle truppe nazionaliste del generale Francisco Franco contro il governo legittimo repubblicano di Spagna, rasero al suolo, con un bombardamento terroristico, la cittadina basca di Guernica. L'attacco fu opera della Legione Condor, corpo volontario composto da elementi dell'armata aerea tedesca Luftwaffe con il supporto della Aviazione Legionaria, unità volontaria e non ufficiale della Regia Aeronautica italiana, in una terrificante dimostrazione di forza contro la popolazione civile. È ormai storicamente accertato che la distruzione della città fu causata dal bombardamento italo-tedesco, mentre la tesi riportata dai franchisti, di essere stata provocata da miliziani anarchici in ritirata, è stata abbondantemente smentita nel corso degli anni
in francese
Sapevate che esiste un arazzo raffigurante la Guernica di Picasso all’ONU? Questo arazzo ha fatto da sfondo per molto tempo a tutte le comunicazioni stampa ufficiali dell’ONU, ma nel febbraio 2003 si è deciso di oscurarlo con un drappo azzurro, il colore simbolo dell’ONU, quando era imminente l’annuncio di una prossima guerra in Iran.