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Alimentazione prima seconda guerra mondiale

Sara Aschelter

Created on June 18, 2022

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Transcript

#0001

Prof.ssa Sara Aschelter

STORIA SETTORIALE

PRIMA E SECONDA GUERRA MONDIALE DAL PUNTO DI VISTA ALIMENTARE

Istituto Professionale per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera

LE DUE GUERRE MONDIALI: L'ULTIMA FAME EUROPEA

Nel ceto medio, va aggiunto, iniziarono a diffondersi modelli di comportamento nei consumi ispirati a stili di vita in cui si cercavano beni di lusso, status symbol e novità di mercato.

Anni Venti e Trenta: un periodo contraddittorio

Questi sono gli anni dell'ultima fame europea ma anche quelli che preparano alla svolta consumistica che aveva già dato i suoi segnali alla fine dell'800 e divenne sempre più evidente dagli anni '50 del Novecento. La Grande guerra, la crisi del '29 e infine il Secondo conflitto mondiale influirono sui consumi.

Gli anni di guerra: i surrogati

Durante le guerre, soprattutto nella Seconda, il cibo scarseggiò da ogni punto di vista. Era impossibile un rifornimento adeguato per la popolazione: in Europa fu necessario praticare il razionamento per quasi tutti i generi alimentari: pane, pasta, riso, latte, carne, grassi, legumi, zucchero, formaggi. Il caffè o il cacao vennero dapprima razionati, poi sparirono del tutto per essere sostituiti con dei surrogati, cioè prodotti con gusto simile ma derivati da altre sostanze: caffè di cicoria od orzo.

L'Italia: un caso emblematico

Dal punto di vista alimentare, l'Italia era uno dei Paesi più arretrati. Una parte consistente della popolazione aveva un'alimentazione ai limiti della fame. La situazione si era aggravata con la crisi del '29.

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Prof.ssa Sara Aschelter

La fame alimenta il mercato nero

Una dieta sempre più povera che arricchisce il mercato nero

Attraverso il mercato nero chi aveva denaro a sufficienza poteva acquistare generi introvabili.Il mercato nero, o borsa nera, consiste nel commercio illegale di quei beni sottoposti a controllo da parte delle autorità pubbliche. Tende a svilupparsi quando è in atto un razionamento dei beni di prima necessità, che non soddisfa l'effettiva domanda. Già durante la Grande guerra si erano sviluppate le prime forme di mercato nero, che divennero abituali nel corso della Seconda, soprattutto a causa del carattere globale assunto dal conflitto.

Gli abitanti delle campagne riuscivano a mantenere una alimentazione più ricca potendo produrre da soli alcuni generi introvabili in città.

Nel corso della guerra, le dosi pensate dal governo per il fabbisogno alimentare della popolazione diminuirono sempre più, fino a raggiungere livelli insufficienti per il fabbisogno calorico di buona parte della popolazione: nel 1942 la quato di pane venne ridotta a soli 150 g a testa, 250 g per i lavoratori semplici, 350 g per chi svolgeva lavori pesanti e 450 g per chi svolgeva lavori considerati pesantissimi. La fame colpiva particolarmente la popolazione urbana.

Benché dal punto di vista ufficiale il mercato nero fosse contrastato dai governi, esso riuscì a prosperare in quelle situazioni, come l'italiana, in cui le quantià alimentari distribuite erano nettamente inferiori alle necessità della popolazione.

Prof.ssa Sara Aschelter

STORIA SETTORIALE

L'ultima fame

Prof.ssa Sara Aschelter

DOMANDA 1 di 5

Nel periodo tra le due guerre mondiali il fenomeno del consumismo alimentare...

era in crescita

era bloccato

non era iniziato

Prof.ssa Sara Aschelter

Giusto!

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Prof.ssa Sara Aschelter

DOMANDA 2 di 5

Dove si potevano acquistare generi alimentari altrimenti introvabili in guerra?

Dai Paesi stranieri

Mercato nero

Dall'esercito

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Giusto!

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Prof.ssa Sara Aschelter

DOMANDA 3 di 5

Quale mezzo venno utilizzato per invitare al consumo di generi alimentari?

Compri tre, paghi due

Messaggi pubblicitari

Sconti

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Giusto!

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Prof.ssa Sara Aschelter

DOMANDA 4 di 5

Quale fu il periodo peggiore per la fame e la miseria in Italia?

1941-45

1945-1950

1919-29

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Giusto!

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DOMANDA 5 di 5

Durante il fascismo venne praticata...

l'autarchia alimentare

l'alimentazione forzata

l'economia liberista

Prof.ssa Sara Aschelter

Giusto!

Proseguiamo

#0002

Prof.ssa Sara Aschelter

STORIA SETTORIALE

PRIMA E SECONDA GUERRE MONDIALI DAL PUNTO DI VISTA ALIMENTARE

Istituto Professionale per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera

RAZIONALITA' E TECNOLOGIA IN CUCINA

La prima macchina in cucina

Le cucine del passato

L'elemento comune a tutte le cucine ottocentesche, nobili o contadine, era il camino. Le cucine dei nobili erano ampi locali dotati di grande camino e molte suppellettili, in cui una numerosa servità lavorava agli ordini del capocuoco e sotto la supervisione del maggiordomo. Le cucine contadine erano situate in stanze ridotte, annerite dal fumo del camino. Lo spazio comune di tutti i membri della famiglia era la cucina.

La cucina economica, di ferro o ghisa, riscaldata a legna o a carbone, era una macchina polivalente, con i suoi numerosi fornelli, uno o due forni, un serbatoio per l'acqua calda e uno per lo spiedo. Svolgeva anche il compito di stufa per riscaldare il locale. Quando si diffusero il gas per uso domestico, l'acqua corrente, l'elettricità lo sviluppo tecnologico delle cucine subì una decisa accelerazione. Comparirono le cucine a gas, gli acquai, i boiler nelle famiglie più ricche.

Il turismo gastronomico

La cucina razionale

I locali che offrivano piatti della tradizione regionale isipirarono sempre più la creazione di un vero e proprio turismo gastronomico: la gastronomia, infatti, viene finalmente ritenuta parte integrante dell'identità culturale locale.

Nei primi decenni del Novecento iniziò a diffondersi la cucina razionale, ispirata alla razionalità, consistente in funzionalità e aspetti igienici. La cucina doveva essere dominata dalla tecnologia, così da garantire alla casalinga un uso razionale del tempo.

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Prof.ssa Sara Aschelter

La cucina razionale

La conservazione dei cibi

La tecnologia al servizio della casalinga

Già agli inizi del Novecento le cucine delle famiglie borghesi erano fornite di riscaldamento e acqua. Per quanto riguarda invece la conservazione degli alimenti per mezzo del freddo le novità tecnologiche impiegarono più tempo a diffondersi. Solo negli USA i frigoriferi fecero la loro comparsa già negli anni '30. In Italia i frigoriferi si trovavano solo nei porti, nei mercati generali e nei grandi alberghi, ma non nelle case private! Il ritardo fu causato da motivi economici: non esistevano ancora industrie in grado di contenere i costi di produzione.

Questa doveva farsi carico ora da sola della preparazione degli alimenti per tutta la famiglia, perciò dpveva avere a disposizione spazi e utensili.

La cucina ispirata alla razionalità, dunque alla funzionalità e all'igiene, doveva essere un luogo dominato dalla tecnologia, così da garantire alla casalinga sufficienti tempo e spazio. La cucina doveva inoltre garantire il massimo della igiene, utilizzando materiali facilmente lavabili: piastrelle di ceramica sulle pareti e sui pavimenti, di formica per i mobili. Il risultato ricordava più un laboratorio che una cucina, ma era perfetto per la nuova figura della casalinga.

Anche i nobili fino agli anni '40 utilizzavano strumenti arcaici per produrre e mantenere il freddo, come la ghiacciaia: un contenitore riempito di ghiaccio ogni giorno, non producendo il freddo, ma trattenendolo solo. Si potevano incontrare anche venditori ambulanti di ghiaccio.

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STORIA SETTORIALE

Razionalità e tecnologia

Prof.ssa Sara Aschelter

DOMANDA 1 di 5

Attorno a quale elemento ruotavano le cucine ottocentesche, sia nobili, sia contadine?

Cucina a gas

Fornello

Camino

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Giusto!

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DOMANDA 2 di 5

Cos'era la cucina economica?

Una macchina polivalente

Una macchina priva di forno

Un forno

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Giusto!

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DOMANDA 3 di 5

Cosa si intende con razionalità in cucina?

Tecnologia, funzionalità, igiene

Cucina di pensiero

Cucina a misura di servitù

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Giusto!

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DOMANDA 4 di 5

Quale elettrodomestico cominciò a diffondersi già dagli anni Trenta negli USA?

Forno

Freezer

Frigorifero

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Giusto!

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DOMANDA 5 di 5

Quale semplicissimo oggetto veniva ammirato dagli italiani che non potevano produrlo?

Automobile

Ghiaccio a cubetti

Bicchiere

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Giusto!

Proseguiamo

#0003

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STORIA SETTORIALE

PRIMA E SECONDA GUERRE MONDIALI DAL PUNTO DI VISTA DELL'ALIMENTAZIONE

Istituto Professionale per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera

TEMPO LIBERO E TURISMO DI STATO

Nel periodo di cui stiamo parlando, però, i lavoratori trascorrevano raramente periodi di tempo in luoghi di villggiatura, perché gli stipendi erano ancora troppo bassi. I loro figli, tuttavia, soprattutto durante l'estate si allontanavano più spesso da casa. Le vacanze scolastiche duravano alcuni mesi e ciò favorì la nascita di colonie, che proponevano una vacanza in luoghi lontani.

Aumenta il tempo libero

Nel periodo tra le due guerre aumentò il numero di coloro che trascorrevano periodi di vacanza lontano da casa a causa della crescita dei redditi ma anche dell'aumento di tempo libero.Ora i lavoratori dei Paesi avanzati dal punto di vista industriale iniziano a godere del diritto alle ferie riconosciuto per legge.

Scoutismo e ostelli della gioventù

Le colonie estive

Lo Scoutismo è un movimento fondato nel 1908 da Robert Baden-Powell, che proponeva una ricreazione giovanile fondata sul contatto diretto con la natura e organizzata secondo regole, per alcuni aspetti simili a quelle militari.

Le prime colonie estive nacquero in Svizzera per opera della chiesa protestante, ben presto di diffusero in tutta Europa tramite organizzazioni private, religiose o laiche.

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Turismo di Stato

Dai primi del Novecento gli Stati iniziarono a preoccuparsi del tempo libero e delle vacanze della popolazione. L'obiettivo particolare dei regimi totalitari (nazismo, fascismo e stalinismo) era quello di organizzare il tempo libero dei lavoratori e degli studenti. I Balilla fascisti, per esempio, ripresero esercitazioni e attività simili a quelle degli scout, al punto che Mussolini rese illegale lo scoutismo per evitare sovrapposizini. Anche le colonie estive fasciste si ispiravano a quelle religiose o laiche, con la differenza che il loro preciso obiettivo era quello di indottrinare i giovani.

Prof.ssa Sara Aschelter

STORIA SETTORIALE

Il turismo di Stato

Prof.ssa Sara Aschelter

DOMANDA 1 di 5

L'aumento del tempo libero era dovuto a...

Aumento degli stipendi

Disoccupazione

Diritto di ferie riconosciuto

Prof.ssa Sara Aschelter

Giusto!

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Prof.ssa Sara Aschelter

DOMANDA 2 di 5

Dove trascorrevano il tempo libero i giovani italiani?

Nelle colonie estive

Nelle scuole estive

A casa propria

Prof.ssa Sara Aschelter

Giusto!

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Prof.ssa Sara Aschelter

DOMANDA 3 di 5

Come si chiama il turismo organizzato dai regimi totalitari?

Turismo di massa

Turismo dei consumi

Turismo di Stato

Prof.ssa Sara Aschelter

Giusto!

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Prof.ssa Sara Aschelter

DOMANDA 4 di 5

Come è chiamato il movimento fondato da Robert Baden-Pawell nel 1908?

Opera nazionale Balilla

Ostelli della gioventù

Scoutismo

Prof.ssa Sara Aschelter

Giusto!

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Prof.ssa Sara Aschelter

DOMANDA 5 di 5

Qual era l'obiettivo delle colonie estive fasciste per i giovani dell'Opera nazionale Balilla?

Passatempo

Indottrinamento

Diffondere ideali di pace

Prof.ssa Sara Aschelter

Giusto!

Proseguiamo

Prof.ssa Sara Aschelter

Buono studio!