L'ITALIA DIVISA E LIBERATA
Dalla fine del fascismo alla Liberazione
I trattati di pace furono firmati a Parigi nel febbraio 1947:
- la Germania restò divisa nelle quattro zone di occupazione stabilite a Potsdam perché i vincitori non trovarono un accordo sulla sua riunificazione;
- l'URSS si ingrandì a ovest riacquistando tutti i territori appartenuti agli zar dell'Impero;
- la Polonia venne ricostituita;
- l'Italia perse tutte le colonie e tutti i possedimenti nel Mediterraneo, cedendo inoltre l'Istria alla Jugoslavia.
START
Prof.ssa Sara Aschelter
Prof.ssa Sara Aschelter
INDICE
BRIGATE PARTIGIANE
REPUBBLICA DI SALò
LA LIBERAZIONE
FINE DELLO STATO FASCISTA
QUIZ 1°
VIDEO: LA RESISTENZA
ARMISTIZIO CON GLI ALLEATI
PARTITI DEMOCRATICI
LA SVOLTA DI SALERNO
REISISTENZA E LIBERAZIONE
L'ITALIA DIVISA
QUIZ 2°
Prof.ssa Sara Aschelter
[Mussolini destituendo Buffarini Guidi ministro degli Interni il 21/02/45]"Un uomo che ha molti meriti ma è odiato da tutti, antifascisti e fascisti: è odiato persino più di me"
La fine dello Stato fascista
Citato in I. MONTANELLI e M. CERVI, L'Italia della guerra civile (8 settembre 1943 - 9 maggio 1946), Rizzoli, Milano, 2001, pg.271
Prof.ssa Sara Aschelter
La fine dello stato fascista
Nel 1943 l'opposizione al fascismo, alimentata dallo sbarco degli Alleati in Sicilia in luglio, rendeva il re sempre più insofferente allo Stato fascista e al Duce.Infine, convinse anche i più titubanti del Gran Consiglio del Fascismo a votare una mozione di sfiducia per Benito Mussolini. Non era mai capitato che il Gran Consiglio fosse avverso a Mussolini, tuttavia le gravi condizioni in cui versava ormai l'Italia spinsero i gerarchi a prendere una decisione e Vittorio Emanuele a far arrestare Mussolini all'uscita della propria residenza a Villa Ada. A capo del governo il re nominò il maresciallo Pietro Badoglio e il 28 luglio sciolse il Partito nazionale fascista.
Il titolo del corriere della sera, 25 luglio 1943
Prof.ssa Sara Aschelter
L'ARMISTIZIO CON GLI ALLEATI
Dal momento che in Italia erano ancora numerose le truppe tedesche, Badoglio decise di dichiarare ancora il supporto della Italia alla Germania.Nel frattempo, stava invece segretamente trattando per un armistizio con gli Alleati per far uscire l'Italia dal conflitto. L'armistizio fu firmato il 3 settembre 1945 a Cassibile, presso Siracusa, ma venne reso noto dagli anglo-americani solamente il giorno 8 settembre, mentre le truppe alleate
la stampa, 9 settembre 1943
sbarcavano a Salerno. Il maresciallo Badoglio diede un annuncio al Paese con un messagio via radio.Subito dopo, Badoglio insieme a Vittorio Emanuele riparano a Brindisi, dove viene ricostituito il Regno (col nome di Regno del Sud), retto dal governo Badoglio. Avevano in questo modo lasciato Roma in mano ai nazisti, che da alleati si erano tramutati in un attimo in truppe di occupazione. Al comando del generale Kesserling vi erano ancora molte divisioni stanziate su territorio italiano e il nostro esercito venne lasciato senza ordini e allo sbando. In breve tempo, l'esercito tedesco riuscì a prendere controllo della parte centro-settentrionale d'Italia.
Prof.ssa Sara Aschelter
L'ITALIA DIVISA
Il 12 settembre 1943 un reparto dell'esercito tedesco liberò Mussolini, detenuto sul Gran Sasso, per condurlo in Germania. Da Monaco il 18 settembre questi proclamò la nascita della Repubblica sociale italiana (RSI), chiamata anche Repubblica di Salò, dalla città sul lago di Garda in cui il governo ebbe sede provvisoria. Il 1° ottobre gli Alleati entrarono a Napoli, che era già stata liberata da un'insurrezione popolare: quattro giorni prima i napoletani erano insorti per impedire ai nazisti di prelevare persone dalle fabbriche per inviarle in Germania a lavorare per il Reich. L'avanzata si arrestò per tutto l'inverno lungo la Linea Gustav. L'Italia risultò così divisa nella Repubblica di Salò al Nord e nel Regno del Sud.
LIBERAZIONE DI NAPOLI
MUSSOLINI A SALò
VIDEO
Prof.ssa Sara Aschelter
LA REPUBBLICA DI SALò E LA DEPORTAZIONE DEGLI EBREI
Mussolini e il suo governo continuarono a obbedire a Hitler, soprattutto collaborando nei rastrellamenti per avviare gli oppositori del regime ai campi di lavoro tedeschi. Adottarono la politica razzista della Germania, il che non significava solo discriminare gli ebrei, ma aiutare attivamente nella deportazione degli ebrei italiani nei campi di sterminio. Il 16 ottobre 1943 a Roma, sulla base di informazioni fornite dalla RSI, le SS deportarono tutti gli ebrei della comunità romana che riuscirono a catturare: 1024 tra donne, bambini, anziani e uomini furono internati ad Auschwitz. Solo 17 tornarono vivi alla fine della guerra.
VIDEO
Prof.ssa Sara Aschelter
VERO
FALSO
start
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 1/5
L'ITALIA DIVISA
Il regime fascista cadde il 25 luglio 1943 per una mozione di sfiducia del Gran Consiglio.
FALSO
VERO
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 1/5
AVANTI
VERO
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 2/5
L'ITALIA DIVISA
Il 3 settembre 1943 Badoglio rese nota la firma dell'armistizio con gli Alleati.
FALSO
VERO
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 2/5
ITALIA DIVISA
AVANTI
FALSO
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 3/5
L'ITALIA DIVISA
La Repubblica sociale italiana fu di fatto asservita al volere di Hitler.
FALSO
VERO
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 3/5
L'ITALIA DIVISA
AVANTI
VERO
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 4/5
L'ITALIA DIVISA
La popolazione di Napoli insorse contro le truppe Alleate.
FALSO
VERO
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 4/5
L'ITALIA DIVISA
AVANTI
FALSO
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 5/5
L'ITALIA DIVISA
I fascisti della Repubblica sociale italiana ebbero un ruolo attivo nel consegnare gli ebrei italiani da avviare ai campi di sterminio.
FALSO
VERO
Prof.ssa Sara Aschelter
Question 5/5
L'ITALIA DIVISA
AVANTI
VERO
Prof.ssa Sara Aschelter
Tu non sai le colline dove si è sparso il sangue. Tutti quanti fuggimmo tutti quanti gettammo l'arma e il nome.
La Resistenza e la liberazione
C.PAVESE, Tu non sai le colline.
La Resistenza italiana
A partire dall'8 settembre '43 l'Italia risultò quindi suddivisa in due: a Nord la Repubblica sociale italiana guidata da Mussolini, cui avevano aderito soldati e civili italiani, e al Sud il Regno del Sud di Vittorio Emanuele III con Badoglio a capo del governo. Non tutti gli italiani nel Nord Italia avevo aderito al fascismo: alcuni si organizzarono in una Resistenza armata per combattere l'occupazione nazista e la dittatura di Mussolini. Questi sono i partigiani. Col termine partigiano si indica un militare o un civile che fa parte di un gruppo armato, autonomo e non inquadrato in un esercito regolare, e combatte contro un esercito invasore o un governo illeggittimo.
VIDEO
Prof.ssa Sara Aschelter
Prof.ssa Sara Aschelter
le organizzazioni della resistenza
I partigiani, uomini e donne che avevano scelto la lotta armata contro l'occupazione nazifascista, agivano sulle montagne e in zone impervie in formazioni militari oppure nelle città e nelle fabbriche in piccole formazioni: i Gap e le Sap (Gruppi e Squadre d'Azione Patriottica).I reparti di montagna e di città erano strutturati in brigate che si distinguevano per l'appartenenza politica: - brigate Garibaldi, del Partito comunista; - brigate Matteotti, del Partito socialista; - brigate di Giustizia e Libertà, del Partito d'Azione; - brigate Fiamme Verdi, cattolici; - brigate badogliane, monarchiche e fedeli al re. L'obiettivo comune era sconfiggere il nazifascismo e restituire all'Italia un ordinamento democratico.
VIDEO
Le azioni delle brigate partigiane
- Chi erano i partigiani di montagna? Militanti dei partiti clandestini e antifascisti rientrati dall'esilio, soldati che si erano rifiutati di consegnarsi alla RSI, uomini comuni, operai, giovani renitenti alla leva, volontari che sceglievano di combattere la dittatura;
- Molte donne aderirono alla Resistenza e se molte riuscirono a destare meno sospetto e dunque furono impiegate come staffette, molte altre vennero invece scoperte e fecero la stessa fine degli uomini;
- I partigiani adottavano azioni di sabotaggio, cioè di danneggiamento, e di guerriglia colpendo di sorpresa.
Prof.ssa Sara Aschelter
le rappresaglie nazifasciste
I nazisti e i collaborazionisti rispondevano alle azioni partigiane con rappresaglie, azioni violente messe in atto dalle forze di occupazione per punire indiscriminatamente la popolazione civile per atti di guerriglie nei loro confronti.L'eccidio delle Fosse Ardeatine fu la più tristemente nota, voluta da Hitler per vendicare la morte di 33 soldati tedeschi. La rappresaglia scattò ancor prima che fossero passate 24 ore dall'omicidio dei tedeschi. Il generale Kesserling fece radunare e uccidere nel giro di brevissimo tempo 335 prigionieri, tra detenuti politici, comuni ed ebrei.
LOREM IPSUM DOLOR SIT AMET
VIDEO
Prof.ssa Sara Aschelter
Resistenza: guerra di liberazione e guerra civile
- La guerra di Resistenza, portata avanti dai partigiani contro le forze nazifasciste e in supporto agli Alleati, non fu solo una guerra di liberazione ma anche una guerra civile, che vide schierati sui due fronti italiani dapprima fratelli: da un lato i fascisti, dall'altro gli antifascisti, con diversi orientamenti politici ma tutti persuasi del futuro democratico dell'Italia;
- Alla Resistenza presero parte 250.000 partigiani circa e ne morirono in combattimento 35.000. Vittime si contarono anche tra i civili, soprattutto per le rappresaglie naziste e fasciste;
- Tuttavia, come in una guerra civile, si verificarono tristi episodi di mera vendetta che colpirono fascisti e collaborazionisti: 9000 vennero uccisi senza processo.
Prof.ssa Sara Aschelter
Prof.ssa Sara Aschelter
"Sandra carissima,dopo appena sette giorni dal mio arresto mi hanno condannato a morte, stamane. Non mi dispero per la mia sorte. Ho agito in piena coscienza di ciò che mi aspettava. Il tuo ricordo è stato per me di grande conforto in questi terribili giorni. Non hanno avuto la soddisfazione di veder un attimo di debolezza da parte mia. Non mi sarei mai immaginato di scrivere la prima lettera a una ragazza in queste condizioni. [...] Sandra, non lasciarmi mai. Perdonami questa mia debolezza, sii forte come voglio e saprò esserlo anch'io. Da buon garibaldino ho combattuto, da buon garibaldino saprò morire. La nostra idea trionferà e io avrò contribuito un poco - sono forse un presuntuoso. Sii felice, è il mio grande desiderio"
BRUNO CIBRARIO, giovane partigiano condannato a morte, dalla carceri giudiziarie di torino, il 22 gennaio 1945
la ripresa della vita democratica al sud
I partiti dichiarati illegali dal fascismo ripreso dunque la loro attività pubblica:
- Democrazia cristiana, di Alcide De Gasperi era l'erede del Partito popolare e si richiamava alla dottrina sociale della Chiesa;
- Partito socialista aveva ritrovato una sua unità sotto la guida di Pietro Nenni;
- Partito comunista, cresciuto da subito nella clandestinità, era guidato da Palmiro Togliatti;
- Partito d'azione, costituito nel 1942 dall'unione delle brigate partigiane di Giustizia e libertà, dei repubblicani e dei liberalsocialisti, era guidato da Ferruccio Parri;
- Partito liberale, con Luigi Einaudi e Benedetto Croce.
Tutti si unirono nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), che coordinava la lotta di liberazione.
+INFO
PARTITI e loro leader
LA SVOLTA DI SALERNO
Il governo Badoglio del re Vittorio Emanuele si spostò a Salerno, dove si ebbe la vera svolta alla guerra.Palmiro Togliatti, rientrato in Italia da un lungo esilio in URSS, divenne segretario del Partito comunista ad aprile del '44. Togliatti propose ai partiti del CLN di fare un compromesso con Badoglio e col re, riuscendo anche a convincere quegli antifascisti che non volevano saperne di una collaborazione con chi aveva aiutato il regime fascista. La svolta di Salerno prevedeva in cambio del supporto al governo Badoglio che il futuro governo provvisorio avrebbe avuto al suo interno anche ministri dei partiti antifascisti. Al termine della guerra veniva infine fissata un'Assemblea costituente col compito di redigere la nuova Costituzione e scegliere quale forma istituzionale dare al Paese: monarchia o repubblica.
LOREM IPSUM DOLOR SIT AMET
VIDEO
Prof.ssa Sara Aschelter
Prof.ssa Sara Aschelter
LA LIBERAZIONE
- Nel maggio '44 gli Alleati riuscirono a sfondare la linea Gustav nei pressi di Cassino e a liberare Roma il 4 giugno;
- L'11 agosto Firenze venne liberata dai partigiani e dai cittadini;
- Nella primavera del '45 ripresero le operazioni militari, che si erano arrestate sulla linea Gotica, e il CLN proclamò uno sciopero generale: era l'inizio dell'insurrezione finale;
- Il 25 aprile 1945 i partigiani liberarono Milano, Genova e Torino insieme ad altre città del nord anticipando l'arrivo degli Alleati come a Firenze;
- Mussolini venne arrestato a Dongo, sul lago di Como, mentre tentava di scappare in Svizzera. Il 28 aprile venne fucilato e il corpo, portato a Milano, fu appeso a testa in giù a Piazzale Loreto, il luogo in cui nell'agosto del '44 erano stati fucilati 15 partigiani milanesi. La folla si accanì senza pietà sui corpi di Mussolini e su quello della sua fedele amante Claretta Petacci.
Prof.ssa Sara Aschelter
Video
La Resistenza
VERO
FALSO
INIZIAMO!
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 1/5
LA RESISTENZA E LA LIBERAZIONE
La Resistenza italiana è a tutti gli effetti una guerra civile.
Prof.ssa Sara Aschelter
FALSO
VERO
Question 1/5
LA RESISTENZA E LA LIBERAZIONE
AVANTI
VERO
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 2/5
LA RESISTENZA E LA LIBERAZIONE
I Gap e le Sap erano formazioni fasciste che lottavano contro i partigiani.
Prof.ssa Sara Aschelter
FALSO
VERO
Domanda 2/5
LA LIBERAZIONE E LA RESISTENZA
AVANTI
FALSO
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 3/5
LA RESISTENZA E LA LIBERAZIONE
Alle azioni di sabotaggio e di guerriglia dei partigiani, le formazioni naziste e fasciste risposero con rappresaglie.
Prof.ssa Sara Aschelter
FALSO
VERO
Domanda 3/5
LA RESISTENZA E LA LIBERAZIONE
AVANTI
VERO
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 4/5
LA RESISTENZA E LA LIBERAZIONE
Il leader del Partito comunista, Palmiro Togliatti, rifiutò sempre ogni collaborazione col governo Badoglio e col re.
Prof.ssa Sara Aschelter
FALSO
VERO
Domanda 4/5
la resistenza e la liberazione
AVANTI
FALSO
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 5/5
la resistenza e la liberazione
I partigiani del Nord Italia NON attesero l'arrivo degli Alleati per liberare Milano, Genova e Torino.
Prof.ssa Sara Aschelter
FALSO
VERO
Domanda 5/5
la resistenza e la liberazione
AVANTI
VERO
Prof.ssa Sara Aschelter
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BUONO STUDIO!
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L'Italia divisa e liberata
Sara Aschelter
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L'ITALIA DIVISA E LIBERATA
Dalla fine del fascismo alla Liberazione
I trattati di pace furono firmati a Parigi nel febbraio 1947:
START
Prof.ssa Sara Aschelter
Prof.ssa Sara Aschelter
INDICE
BRIGATE PARTIGIANE
REPUBBLICA DI SALò
LA LIBERAZIONE
FINE DELLO STATO FASCISTA
QUIZ 1°
VIDEO: LA RESISTENZA
ARMISTIZIO CON GLI ALLEATI
PARTITI DEMOCRATICI
LA SVOLTA DI SALERNO
REISISTENZA E LIBERAZIONE
L'ITALIA DIVISA
QUIZ 2°
Prof.ssa Sara Aschelter
[Mussolini destituendo Buffarini Guidi ministro degli Interni il 21/02/45]"Un uomo che ha molti meriti ma è odiato da tutti, antifascisti e fascisti: è odiato persino più di me"
La fine dello Stato fascista
Citato in I. MONTANELLI e M. CERVI, L'Italia della guerra civile (8 settembre 1943 - 9 maggio 1946), Rizzoli, Milano, 2001, pg.271
Prof.ssa Sara Aschelter
La fine dello stato fascista
Nel 1943 l'opposizione al fascismo, alimentata dallo sbarco degli Alleati in Sicilia in luglio, rendeva il re sempre più insofferente allo Stato fascista e al Duce.Infine, convinse anche i più titubanti del Gran Consiglio del Fascismo a votare una mozione di sfiducia per Benito Mussolini. Non era mai capitato che il Gran Consiglio fosse avverso a Mussolini, tuttavia le gravi condizioni in cui versava ormai l'Italia spinsero i gerarchi a prendere una decisione e Vittorio Emanuele a far arrestare Mussolini all'uscita della propria residenza a Villa Ada. A capo del governo il re nominò il maresciallo Pietro Badoglio e il 28 luglio sciolse il Partito nazionale fascista.
Il titolo del corriere della sera, 25 luglio 1943
Prof.ssa Sara Aschelter
L'ARMISTIZIO CON GLI ALLEATI
Dal momento che in Italia erano ancora numerose le truppe tedesche, Badoglio decise di dichiarare ancora il supporto della Italia alla Germania.Nel frattempo, stava invece segretamente trattando per un armistizio con gli Alleati per far uscire l'Italia dal conflitto. L'armistizio fu firmato il 3 settembre 1945 a Cassibile, presso Siracusa, ma venne reso noto dagli anglo-americani solamente il giorno 8 settembre, mentre le truppe alleate
la stampa, 9 settembre 1943
sbarcavano a Salerno. Il maresciallo Badoglio diede un annuncio al Paese con un messagio via radio.Subito dopo, Badoglio insieme a Vittorio Emanuele riparano a Brindisi, dove viene ricostituito il Regno (col nome di Regno del Sud), retto dal governo Badoglio. Avevano in questo modo lasciato Roma in mano ai nazisti, che da alleati si erano tramutati in un attimo in truppe di occupazione. Al comando del generale Kesserling vi erano ancora molte divisioni stanziate su territorio italiano e il nostro esercito venne lasciato senza ordini e allo sbando. In breve tempo, l'esercito tedesco riuscì a prendere controllo della parte centro-settentrionale d'Italia.
Prof.ssa Sara Aschelter
L'ITALIA DIVISA
Il 12 settembre 1943 un reparto dell'esercito tedesco liberò Mussolini, detenuto sul Gran Sasso, per condurlo in Germania. Da Monaco il 18 settembre questi proclamò la nascita della Repubblica sociale italiana (RSI), chiamata anche Repubblica di Salò, dalla città sul lago di Garda in cui il governo ebbe sede provvisoria. Il 1° ottobre gli Alleati entrarono a Napoli, che era già stata liberata da un'insurrezione popolare: quattro giorni prima i napoletani erano insorti per impedire ai nazisti di prelevare persone dalle fabbriche per inviarle in Germania a lavorare per il Reich. L'avanzata si arrestò per tutto l'inverno lungo la Linea Gustav. L'Italia risultò così divisa nella Repubblica di Salò al Nord e nel Regno del Sud.
LIBERAZIONE DI NAPOLI
MUSSOLINI A SALò
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Prof.ssa Sara Aschelter
LA REPUBBLICA DI SALò E LA DEPORTAZIONE DEGLI EBREI
Mussolini e il suo governo continuarono a obbedire a Hitler, soprattutto collaborando nei rastrellamenti per avviare gli oppositori del regime ai campi di lavoro tedeschi. Adottarono la politica razzista della Germania, il che non significava solo discriminare gli ebrei, ma aiutare attivamente nella deportazione degli ebrei italiani nei campi di sterminio. Il 16 ottobre 1943 a Roma, sulla base di informazioni fornite dalla RSI, le SS deportarono tutti gli ebrei della comunità romana che riuscirono a catturare: 1024 tra donne, bambini, anziani e uomini furono internati ad Auschwitz. Solo 17 tornarono vivi alla fine della guerra.
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Prof.ssa Sara Aschelter
VERO
FALSO
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Domanda 1/5
L'ITALIA DIVISA
Il regime fascista cadde il 25 luglio 1943 per una mozione di sfiducia del Gran Consiglio.
FALSO
VERO
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 1/5
AVANTI
VERO
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 2/5
L'ITALIA DIVISA
Il 3 settembre 1943 Badoglio rese nota la firma dell'armistizio con gli Alleati.
FALSO
VERO
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 2/5
ITALIA DIVISA
AVANTI
FALSO
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Domanda 3/5
L'ITALIA DIVISA
La Repubblica sociale italiana fu di fatto asservita al volere di Hitler.
FALSO
VERO
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Domanda 3/5
L'ITALIA DIVISA
AVANTI
VERO
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Domanda 4/5
L'ITALIA DIVISA
La popolazione di Napoli insorse contro le truppe Alleate.
FALSO
VERO
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Domanda 4/5
L'ITALIA DIVISA
AVANTI
FALSO
Prof.ssa Sara Aschelter
Domanda 5/5
L'ITALIA DIVISA
I fascisti della Repubblica sociale italiana ebbero un ruolo attivo nel consegnare gli ebrei italiani da avviare ai campi di sterminio.
FALSO
VERO
Prof.ssa Sara Aschelter
Question 5/5
L'ITALIA DIVISA
AVANTI
VERO
Prof.ssa Sara Aschelter
Tu non sai le colline dove si è sparso il sangue. Tutti quanti fuggimmo tutti quanti gettammo l'arma e il nome.
La Resistenza e la liberazione
C.PAVESE, Tu non sai le colline.
La Resistenza italiana
A partire dall'8 settembre '43 l'Italia risultò quindi suddivisa in due: a Nord la Repubblica sociale italiana guidata da Mussolini, cui avevano aderito soldati e civili italiani, e al Sud il Regno del Sud di Vittorio Emanuele III con Badoglio a capo del governo. Non tutti gli italiani nel Nord Italia avevo aderito al fascismo: alcuni si organizzarono in una Resistenza armata per combattere l'occupazione nazista e la dittatura di Mussolini. Questi sono i partigiani. Col termine partigiano si indica un militare o un civile che fa parte di un gruppo armato, autonomo e non inquadrato in un esercito regolare, e combatte contro un esercito invasore o un governo illeggittimo.
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Prof.ssa Sara Aschelter
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le organizzazioni della resistenza
I partigiani, uomini e donne che avevano scelto la lotta armata contro l'occupazione nazifascista, agivano sulle montagne e in zone impervie in formazioni militari oppure nelle città e nelle fabbriche in piccole formazioni: i Gap e le Sap (Gruppi e Squadre d'Azione Patriottica).I reparti di montagna e di città erano strutturati in brigate che si distinguevano per l'appartenenza politica: - brigate Garibaldi, del Partito comunista; - brigate Matteotti, del Partito socialista; - brigate di Giustizia e Libertà, del Partito d'Azione; - brigate Fiamme Verdi, cattolici; - brigate badogliane, monarchiche e fedeli al re. L'obiettivo comune era sconfiggere il nazifascismo e restituire all'Italia un ordinamento democratico.
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Le azioni delle brigate partigiane
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le rappresaglie nazifasciste
I nazisti e i collaborazionisti rispondevano alle azioni partigiane con rappresaglie, azioni violente messe in atto dalle forze di occupazione per punire indiscriminatamente la popolazione civile per atti di guerriglie nei loro confronti.L'eccidio delle Fosse Ardeatine fu la più tristemente nota, voluta da Hitler per vendicare la morte di 33 soldati tedeschi. La rappresaglia scattò ancor prima che fossero passate 24 ore dall'omicidio dei tedeschi. Il generale Kesserling fece radunare e uccidere nel giro di brevissimo tempo 335 prigionieri, tra detenuti politici, comuni ed ebrei.
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Resistenza: guerra di liberazione e guerra civile
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"Sandra carissima,dopo appena sette giorni dal mio arresto mi hanno condannato a morte, stamane. Non mi dispero per la mia sorte. Ho agito in piena coscienza di ciò che mi aspettava. Il tuo ricordo è stato per me di grande conforto in questi terribili giorni. Non hanno avuto la soddisfazione di veder un attimo di debolezza da parte mia. Non mi sarei mai immaginato di scrivere la prima lettera a una ragazza in queste condizioni. [...] Sandra, non lasciarmi mai. Perdonami questa mia debolezza, sii forte come voglio e saprò esserlo anch'io. Da buon garibaldino ho combattuto, da buon garibaldino saprò morire. La nostra idea trionferà e io avrò contribuito un poco - sono forse un presuntuoso. Sii felice, è il mio grande desiderio"
BRUNO CIBRARIO, giovane partigiano condannato a morte, dalla carceri giudiziarie di torino, il 22 gennaio 1945
la ripresa della vita democratica al sud
I partiti dichiarati illegali dal fascismo ripreso dunque la loro attività pubblica:
- Democrazia cristiana, di Alcide De Gasperi era l'erede del Partito popolare e si richiamava alla dottrina sociale della Chiesa;
- Partito socialista aveva ritrovato una sua unità sotto la guida di Pietro Nenni;
- Partito comunista, cresciuto da subito nella clandestinità, era guidato da Palmiro Togliatti;
- Partito d'azione, costituito nel 1942 dall'unione delle brigate partigiane di Giustizia e libertà, dei repubblicani e dei liberalsocialisti, era guidato da Ferruccio Parri;
- Partito liberale, con Luigi Einaudi e Benedetto Croce.
Tutti si unirono nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), che coordinava la lotta di liberazione.+INFO
PARTITI e loro leader
LA SVOLTA DI SALERNO
Il governo Badoglio del re Vittorio Emanuele si spostò a Salerno, dove si ebbe la vera svolta alla guerra.Palmiro Togliatti, rientrato in Italia da un lungo esilio in URSS, divenne segretario del Partito comunista ad aprile del '44. Togliatti propose ai partiti del CLN di fare un compromesso con Badoglio e col re, riuscendo anche a convincere quegli antifascisti che non volevano saperne di una collaborazione con chi aveva aiutato il regime fascista. La svolta di Salerno prevedeva in cambio del supporto al governo Badoglio che il futuro governo provvisorio avrebbe avuto al suo interno anche ministri dei partiti antifascisti. Al termine della guerra veniva infine fissata un'Assemblea costituente col compito di redigere la nuova Costituzione e scegliere quale forma istituzionale dare al Paese: monarchia o repubblica.
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La Resistenza
VERO
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Domanda 1/5
LA RESISTENZA E LA LIBERAZIONE
La Resistenza italiana è a tutti gli effetti una guerra civile.
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FALSO
VERO
Question 1/5
LA RESISTENZA E LA LIBERAZIONE
AVANTI
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Domanda 2/5
LA RESISTENZA E LA LIBERAZIONE
I Gap e le Sap erano formazioni fasciste che lottavano contro i partigiani.
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FALSO
VERO
Domanda 2/5
LA LIBERAZIONE E LA RESISTENZA
AVANTI
FALSO
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Domanda 3/5
LA RESISTENZA E LA LIBERAZIONE
Alle azioni di sabotaggio e di guerriglia dei partigiani, le formazioni naziste e fasciste risposero con rappresaglie.
Prof.ssa Sara Aschelter
FALSO
VERO
Domanda 3/5
LA RESISTENZA E LA LIBERAZIONE
AVANTI
VERO
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Domanda 4/5
LA RESISTENZA E LA LIBERAZIONE
Il leader del Partito comunista, Palmiro Togliatti, rifiutò sempre ogni collaborazione col governo Badoglio e col re.
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FALSO
VERO
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Domanda 5/5
la resistenza e la liberazione
I partigiani del Nord Italia NON attesero l'arrivo degli Alleati per liberare Milano, Genova e Torino.
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