La madre di Cecilia
marta cirullo 2a
INDICE
La coscienza umana
Informazioni generali
La Provvidenza
La donna
L'atteggiamento
La mamma di Cecilia compare nel capitolo XXXIV ed è protagonista di uno dei momenti più lirici e commoventi dell'intero romanzo, durante il viaggio di Renzo a Milano, sconvolta dalla peste del 1630.
L'episodio è ispirato a un fatto realmente accaduto e descritto dal cardinal Borromeo nel De Pestilentia (VIII, De Miserandis Casibus), lo scritto sulla peste del 1630 in cui l'aneddoto è così raccontato: "Essendole morta sotto gli occhi la bambina di nove anni, la madre non volle che le fosse toccata dai monatti: “Voi, disse, passando di qui verso sera, salirete a prendere anche me”. E, rientrata in casa, stette a contemplare dalla finestra quelle esequie, e poco dopo, morì". Inoltre, questo episodio ha ispirato anche molti artisti del Novecento che ne hanno date varie rappresentazioni pittoriche.
La coscienza umana - creatrice di civiltà
L'episodio della madre di Cecilia costituisce una risposta alla desolazione e all'inquietudine comunicate dalla descrizione della vigna di Renzo, presentando il ritorno del sacro e della civiltà.
Nella madre di Cecilia e nella sua volontà di dare tratti umani alla disumanità della morte si può riconoscere l'unica possibile risposta al caos della natura e della realtà. La coscienza umana, in quanto creatrice di civiltà, è in grado di opporsi al dominio delle barbarie.
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La bellezza della donna non dipende solo dalla natura, ma anche da uno specifico modo d'essere civilizzato. La madre di Cecilia è consapevole del suo dolore e del dolore che la circonda, e, nonostante questo, ha fede nel rito d'amore nei confronti della figlia deceduta. Questo atto di amore ravviva il sentimento umano.
La peste è espressione della Provvidenza di Dio, la quale, sconvolgendo tutta la realtà, porta alla risoluzione delle vicende e al matrimonio tra Renzo e Lucia. Una "provvida sventura" che richiama il coro dell'atto quarto della tragedia "Adelchi". Il mistero della Provvidenza trova un significato nella risposta della coscienza dell'uomo. Le ultime parole della madre di Cecilia sono emblematiche di questo concetto: "Voi, disse, passando di qui verso sera, salirete a prendere anche me, e non me sola".
Il comportamento adottato dalla madre di Cecilia, che trasforma il dolore per la morte della figlia in forza. Incarna molti valori quali forza, coraggio e dignità. Preferisce non mostrare i suoi sentimenti e vivere tutto con dignità. Nella prima parte del brano viene descritta con perifrasi molto ricche e commoventi che fanno riflettere.
Una descrizione scandita dal reiterarsi di quel “ma” avversativo che contribuisce a mettere a confronto lo stato di evidente deperimento che prestissimo la condurrà alla morte con il ricordo della giovanile bellezza. E non è da meno la contestualizzazione. Colpisce quel «vestito bianchissimo», un colore certamente più adatto ad una festa. Un contrasto che può essere accettato solo per l’amore e la fede che riescono a dare nuova significanza al trapasso finale e a impedire che il caos prenda il sopravvento sul secolare rigore che deve governare il rito della sepoltura. Un atteggiamento di fredda e composta determinazione, quello della madre di Cecilia, simile alla Madonna ai piedi della croce che con la sua presenza riempie di umanità l’estremo sacrificio del Figlio; una morte che non è più l’estrema negazione dell’uomo ma la consapevole attestazione dell’umano.
CHE VALORE ASSUME LA DONNA PER MANZONI ?
È chiaro che le donne rappresentate dal Manzoni sono tutte molto diverse da loro; alcune hanno una spiccata religiosità, altre meno. Alcune che credono in un riscatto, altre sono rassegnate e in preda al loro destino.
I personaggi femminili de “I promessi sposi” hanno però un comune denominatore: esse sono tutte protagoniste; non vengono trascurate dall’autore. Anzi, assumono un ruolo di primo piano, a partire dalla figura della protagonista Lucia.
La donna, secondo la filosofia manzoniana, quando è dotata anche di fede cristiana, allora sarà in grado di ottenere tutto ciò che desidera.
1.
2.
3.
Agnese
Madre di Cecilia
VS
+info
+info
Grazie per l'attenzione!
LA MADRE DI CECILIA
Marta Cirullo
Created on May 28, 2022
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La madre di Cecilia
marta cirullo 2a
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La coscienza umana
Informazioni generali
La Provvidenza
La donna
L'atteggiamento
La mamma di Cecilia compare nel capitolo XXXIV ed è protagonista di uno dei momenti più lirici e commoventi dell'intero romanzo, durante il viaggio di Renzo a Milano, sconvolta dalla peste del 1630. L'episodio è ispirato a un fatto realmente accaduto e descritto dal cardinal Borromeo nel De Pestilentia (VIII, De Miserandis Casibus), lo scritto sulla peste del 1630 in cui l'aneddoto è così raccontato: "Essendole morta sotto gli occhi la bambina di nove anni, la madre non volle che le fosse toccata dai monatti: “Voi, disse, passando di qui verso sera, salirete a prendere anche me”. E, rientrata in casa, stette a contemplare dalla finestra quelle esequie, e poco dopo, morì". Inoltre, questo episodio ha ispirato anche molti artisti del Novecento che ne hanno date varie rappresentazioni pittoriche.
La coscienza umana - creatrice di civiltà
L'episodio della madre di Cecilia costituisce una risposta alla desolazione e all'inquietudine comunicate dalla descrizione della vigna di Renzo, presentando il ritorno del sacro e della civiltà. Nella madre di Cecilia e nella sua volontà di dare tratti umani alla disumanità della morte si può riconoscere l'unica possibile risposta al caos della natura e della realtà. La coscienza umana, in quanto creatrice di civiltà, è in grado di opporsi al dominio delle barbarie.
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La bellezza della donna non dipende solo dalla natura, ma anche da uno specifico modo d'essere civilizzato. La madre di Cecilia è consapevole del suo dolore e del dolore che la circonda, e, nonostante questo, ha fede nel rito d'amore nei confronti della figlia deceduta. Questo atto di amore ravviva il sentimento umano.
La peste è espressione della Provvidenza di Dio, la quale, sconvolgendo tutta la realtà, porta alla risoluzione delle vicende e al matrimonio tra Renzo e Lucia. Una "provvida sventura" che richiama il coro dell'atto quarto della tragedia "Adelchi". Il mistero della Provvidenza trova un significato nella risposta della coscienza dell'uomo. Le ultime parole della madre di Cecilia sono emblematiche di questo concetto: "Voi, disse, passando di qui verso sera, salirete a prendere anche me, e non me sola".
Il comportamento adottato dalla madre di Cecilia, che trasforma il dolore per la morte della figlia in forza. Incarna molti valori quali forza, coraggio e dignità. Preferisce non mostrare i suoi sentimenti e vivere tutto con dignità. Nella prima parte del brano viene descritta con perifrasi molto ricche e commoventi che fanno riflettere.
Una descrizione scandita dal reiterarsi di quel “ma” avversativo che contribuisce a mettere a confronto lo stato di evidente deperimento che prestissimo la condurrà alla morte con il ricordo della giovanile bellezza. E non è da meno la contestualizzazione. Colpisce quel «vestito bianchissimo», un colore certamente più adatto ad una festa. Un contrasto che può essere accettato solo per l’amore e la fede che riescono a dare nuova significanza al trapasso finale e a impedire che il caos prenda il sopravvento sul secolare rigore che deve governare il rito della sepoltura. Un atteggiamento di fredda e composta determinazione, quello della madre di Cecilia, simile alla Madonna ai piedi della croce che con la sua presenza riempie di umanità l’estremo sacrificio del Figlio; una morte che non è più l’estrema negazione dell’uomo ma la consapevole attestazione dell’umano.
CHE VALORE ASSUME LA DONNA PER MANZONI ?
È chiaro che le donne rappresentate dal Manzoni sono tutte molto diverse da loro; alcune hanno una spiccata religiosità, altre meno. Alcune che credono in un riscatto, altre sono rassegnate e in preda al loro destino. I personaggi femminili de “I promessi sposi” hanno però un comune denominatore: esse sono tutte protagoniste; non vengono trascurate dall’autore. Anzi, assumono un ruolo di primo piano, a partire dalla figura della protagonista Lucia. La donna, secondo la filosofia manzoniana, quando è dotata anche di fede cristiana, allora sarà in grado di ottenere tutto ciò che desidera.
1.
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Agnese
Madre di Cecilia
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Grazie per l'attenzione!