EMMA E SVEVA SCARMOZZINO CAVALLI
Dopo la seconda guerra mondiale l’Italia era ancora un paese agricolo.
Gran parte della popolazione era analfabeta. La vita dell’italiano medio era povera di soddisfazioni materiali e la piaga maggiore era la mancanza di lavoro.
Dopo la seconda guerra mondiale l’Italia era ancora un paese agricolo.
Gran parte della popolazione era analfabeta. La vita dell’italiano medio era povera di soddisfazioni materiali e la piaga maggiore era la mancanza di lavoro.
Tra gli anni Cinquanta e Sessanta lo scenario cambiò completamente.
In questo periodo infatti l’Italia conobbe un periodo di straordinaria crescita economica (che sarà soprannominato miracolo economico o boom) che ne trasformò in maniera profonda il volto, facendola diventare una delle principali potenze industriali dell’Occidente.
All’inizio degli anni 60 il reddito nazionale era raddoppiato grazie allo sviluppo delle attività industriali.
La disoccupazione si era drasticamente ridotta. Nel 1958 il totale dei lavoratori nell’industria superava quelli dell’agricoltura.
Centinaia di migliaia di persone lasciarono le campagne «per andare a stare in città», come cantava Adriano Celentano nella celebre canzone Il ragazzo della via Gluck (1966).
Al Sud i giovani partirono in massa, verso Milano e Torino, che vennero completamente trasformate dal flusso di arrivi.
Dopo la seconda guerra mondiale l’Italia era ancora un paese agricolo.
Gran parte della popolazione era analfabeta. La vita dell’italiano medio era povera di soddisfazioni materiali e la piaga maggiore era la mancanza di lavoro.
Nel blu dipinto di blu
Ma tutti i sogni nell'alba svaniscon perché Quando tramonta la luna li porta con sé Ma io continuo a sognare negli occhi tuoi belli Che sono blu come un cielo trapunto di stelle Volare oh, oh Cantare oh, oh Nel blu degli occhi tuoi blu Felice di stare quaggiù E continuo a volare felice più in alto del sole Ed ancora più su Mentre il mondo pian piano scompare negli occhi tuoi blu La tua voce è una musica dolce che suona per me Volare oh, oh Cantare oh, oh Nel blu degli occhi tuoi blu Felice di stare quaggiù Nel blu degli occhi tuoi blu Felice di stare quaggiù Con te
Penso che un sogno così non ritorni mai più Mi dipingevo le mani e la faccia di blu Poi d'improvviso venivo dal vento rapito E incominciavo a volare nel cielo infinito Volare oh, oh Cantare oh, oh Nel blu dipinto di blu Felice di stare lassù E volavo, volavo felice più in alto del sole Ed ancora più su Mentre il mondo pian piano spariva lontano laggiù Una musica dolce suonava soltanto per me Volare oh, oh Cantare oh, oh Nel blu dipinto di blu Felice di stare lassù
Dopo la seconda guerra mondiale l’Italia era ancora un paese agricolo.
Gran parte della popolazione era analfabeta. La vita dell’italiano medio era povera di soddisfazioni materiali e la piaga maggiore era la mancanza di lavoro.
“Nel blu dipinto di blu", conosciuta anche come "Volare”, è una delle canzoni italiane più famose in tutto il mondo, scritta nel 1958 da Franco Migliacci e Domenico Modugno e da quest'ultimo originariamente interpretata. La canzone è la storia di un sogno, come è stato spiegato dagli autori. La frase all’inizio del brano “Penso che un sogno così non ritorni mai più" fa infatti riferimento alla visione di un uomo che si confonde con il colore del cielo e degli occhi della donna amata fino a spiccare un volo di libertà, verso l'infinito. Nel testo si usano parole nuove ( volare oh oh, cantare oh oh…)
che comunicano in un modo diverso con il pubblico e si mettono in contrapposizione con la canzone melodica.
Sono prive di connotazione realistica. I versi sono semplici, i pochi vocaboli utilizzati hanno un valore simbolico (volare, vento…) e trasmettono idee di libertà. L’immagine dell’ uomo che vola nel cielo con la faccia e le mani dipinte di blu non ha precedenti nella storia della canzone ed è lontana dai sentimentalismi delle canzoni dell’epoca. Il volo è un punto di fuga, è libertà, slancio, nuova speranza di vita. Il vento è simbolo di vita e rinnovamento. Il brano si muove su due livelli: nella prima parte parla della volontà di ascesa, di confondersi con il blu del cielo, mentre nella seconda incontra il blu negli occhi della donna amata. Il ritornello “ volare…” si ripiega in un viaggio “quaggiù “dato dal perdersi nel suo sguardo. Il cielo e l’amore sono entrambi infiniti.
Dopo la seconda guerra mondiale l’Italia era ancora un paese agricolo.
Gran parte della popolazione era analfabeta. La vita dell’italiano medio era povera di soddisfazioni materiali e la piaga maggiore era la mancanza di lavoro.
Domenico Modugno
Gli anni Sessanta continuano sull’onda dei suoi primi successi. Nell'ultimo decennio della sua vita si dedica alla politica, impegnandosi per l'affermazione dei diritti dei disabili e per la diffusione delle norme a tutela degli artisti. Muore nel 1994 a Lampedusa.
Domenico Modugno è il padre dei cantautori italiani con circa 230 canzoni incise. La sua popolarità è legata al cinema, al teatro e alla televisione. Nasce nel 1928 a Polignano a Mare e dimostra fin da bambino una grande passione per la musica. Impara a suonare la chitarra e la fisarmonica durante l’adolescenza e nel 1945 scrive le sue prime canzoni. Nel 1958 si presenta al festival di Sanremo con "Nel blu dipinto di blu”, brano che vince il primo premio e sarà destinato a rivoluzionare la canzone italiana. Arriverà in testa anche alle classifiche statunitensi, aggiudicandosi tre Grammy Awards (Disco dell’anno, Canzone dell’anno e Miglior interprete). Trionfa sul palco dell'Ariston altre tre volte grazie ai brani "Piove", "Dio, come ti amo" e "Addio... addio...", entrati insieme ad altri suoi successi nel repertorio classico della canzone italiana.
LE CANZONI DEL BOOM ECONOMICO IN ITALIA
Sveva SCARMOZZINO
Created on May 12, 2022
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EMMA E SVEVA SCARMOZZINO CAVALLI
Dopo la seconda guerra mondiale l’Italia era ancora un paese agricolo. Gran parte della popolazione era analfabeta. La vita dell’italiano medio era povera di soddisfazioni materiali e la piaga maggiore era la mancanza di lavoro.
Dopo la seconda guerra mondiale l’Italia era ancora un paese agricolo. Gran parte della popolazione era analfabeta. La vita dell’italiano medio era povera di soddisfazioni materiali e la piaga maggiore era la mancanza di lavoro. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta lo scenario cambiò completamente. In questo periodo infatti l’Italia conobbe un periodo di straordinaria crescita economica (che sarà soprannominato miracolo economico o boom) che ne trasformò in maniera profonda il volto, facendola diventare una delle principali potenze industriali dell’Occidente. All’inizio degli anni 60 il reddito nazionale era raddoppiato grazie allo sviluppo delle attività industriali. La disoccupazione si era drasticamente ridotta. Nel 1958 il totale dei lavoratori nell’industria superava quelli dell’agricoltura. Centinaia di migliaia di persone lasciarono le campagne «per andare a stare in città», come cantava Adriano Celentano nella celebre canzone Il ragazzo della via Gluck (1966). Al Sud i giovani partirono in massa, verso Milano e Torino, che vennero completamente trasformate dal flusso di arrivi.
Dopo la seconda guerra mondiale l’Italia era ancora un paese agricolo. Gran parte della popolazione era analfabeta. La vita dell’italiano medio era povera di soddisfazioni materiali e la piaga maggiore era la mancanza di lavoro.
Nel blu dipinto di blu
Ma tutti i sogni nell'alba svaniscon perché Quando tramonta la luna li porta con sé Ma io continuo a sognare negli occhi tuoi belli Che sono blu come un cielo trapunto di stelle Volare oh, oh Cantare oh, oh Nel blu degli occhi tuoi blu Felice di stare quaggiù E continuo a volare felice più in alto del sole Ed ancora più su Mentre il mondo pian piano scompare negli occhi tuoi blu La tua voce è una musica dolce che suona per me Volare oh, oh Cantare oh, oh Nel blu degli occhi tuoi blu Felice di stare quaggiù Nel blu degli occhi tuoi blu Felice di stare quaggiù Con te
Penso che un sogno così non ritorni mai più Mi dipingevo le mani e la faccia di blu Poi d'improvviso venivo dal vento rapito E incominciavo a volare nel cielo infinito Volare oh, oh Cantare oh, oh Nel blu dipinto di blu Felice di stare lassù E volavo, volavo felice più in alto del sole Ed ancora più su Mentre il mondo pian piano spariva lontano laggiù Una musica dolce suonava soltanto per me Volare oh, oh Cantare oh, oh Nel blu dipinto di blu Felice di stare lassù
Dopo la seconda guerra mondiale l’Italia era ancora un paese agricolo. Gran parte della popolazione era analfabeta. La vita dell’italiano medio era povera di soddisfazioni materiali e la piaga maggiore era la mancanza di lavoro.
“Nel blu dipinto di blu", conosciuta anche come "Volare”, è una delle canzoni italiane più famose in tutto il mondo, scritta nel 1958 da Franco Migliacci e Domenico Modugno e da quest'ultimo originariamente interpretata. La canzone è la storia di un sogno, come è stato spiegato dagli autori. La frase all’inizio del brano “Penso che un sogno così non ritorni mai più" fa infatti riferimento alla visione di un uomo che si confonde con il colore del cielo e degli occhi della donna amata fino a spiccare un volo di libertà, verso l'infinito. Nel testo si usano parole nuove ( volare oh oh, cantare oh oh…) che comunicano in un modo diverso con il pubblico e si mettono in contrapposizione con la canzone melodica. Sono prive di connotazione realistica. I versi sono semplici, i pochi vocaboli utilizzati hanno un valore simbolico (volare, vento…) e trasmettono idee di libertà. L’immagine dell’ uomo che vola nel cielo con la faccia e le mani dipinte di blu non ha precedenti nella storia della canzone ed è lontana dai sentimentalismi delle canzoni dell’epoca. Il volo è un punto di fuga, è libertà, slancio, nuova speranza di vita. Il vento è simbolo di vita e rinnovamento. Il brano si muove su due livelli: nella prima parte parla della volontà di ascesa, di confondersi con il blu del cielo, mentre nella seconda incontra il blu negli occhi della donna amata. Il ritornello “ volare…” si ripiega in un viaggio “quaggiù “dato dal perdersi nel suo sguardo. Il cielo e l’amore sono entrambi infiniti.
Dopo la seconda guerra mondiale l’Italia era ancora un paese agricolo. Gran parte della popolazione era analfabeta. La vita dell’italiano medio era povera di soddisfazioni materiali e la piaga maggiore era la mancanza di lavoro.
Domenico Modugno
Gli anni Sessanta continuano sull’onda dei suoi primi successi. Nell'ultimo decennio della sua vita si dedica alla politica, impegnandosi per l'affermazione dei diritti dei disabili e per la diffusione delle norme a tutela degli artisti. Muore nel 1994 a Lampedusa.
Domenico Modugno è il padre dei cantautori italiani con circa 230 canzoni incise. La sua popolarità è legata al cinema, al teatro e alla televisione. Nasce nel 1928 a Polignano a Mare e dimostra fin da bambino una grande passione per la musica. Impara a suonare la chitarra e la fisarmonica durante l’adolescenza e nel 1945 scrive le sue prime canzoni. Nel 1958 si presenta al festival di Sanremo con "Nel blu dipinto di blu”, brano che vince il primo premio e sarà destinato a rivoluzionare la canzone italiana. Arriverà in testa anche alle classifiche statunitensi, aggiudicandosi tre Grammy Awards (Disco dell’anno, Canzone dell’anno e Miglior interprete). Trionfa sul palco dell'Ariston altre tre volte grazie ai brani "Piove", "Dio, come ti amo" e "Addio... addio...", entrati insieme ad altri suoi successi nel repertorio classico della canzone italiana.