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oh mia bella madunnina

Elena Favaretto

Created on May 9, 2022

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Transcript

oh mia bela madunina

Lavoro di Elena, Agata, Leonardo, Riccardo, Carol

TESTO

traduzione

A diesen la canzon la nass a Napulie francament g’han minga tutti i tort Surriento, Margellina tucc’i popoli i avran cantà on milion de volt mi speri che se offendera nissun se parlom un cicin anca de num O mia bela Madunina che te brillet de lontan tuta d’ora e piscinina, ti te dominet Milan sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in man canten tucc “lontan de Napoli se moeur” ma po’ i vegnen chi a Milan

Dicono che la canzone nasca a napoli e francamente non hanno tuti i torti Sorrento, Margellina tutti popoli l’avranno cantata milioni di volte io spero che non si offenderà nessuno se parliamo un poco anche di noi Oh mia bella Madonnina che splendi da lontano tutta d’oro e piccolina, tu domini Milano sotto di te si vive la vita, non si sta mai con le mani in mano cantano tutti “lontano da Napoli si muore” ma poi vengono tutti qui a Milano

Adesso c’è la canzone di Roma magica di Nina er Cupolone e Rugantino si buttano nel tevere, roba tragica esagerano, mi sembra un poco Speriamo che non nasca la moda di mettersi a cantare “Milano mia” Oh mia bella Madonnina che splendi da lontano tutta d’oro e piccolina, tu domini Milano sotto di te si vive la vita, non si sta mai con le mani in mano cantano tutti “lontano da Napoli si muore” ma poi vengono tutti qui a Milano Venite senza paura, noi vi tenderemo la mano tutto il mondo è paese e siamo d’accordo ma Milano, è la grande Milano!

Ades ghè la canzon de Roma magica de Nina er Cupolone e Rugantin se sbaten in del tever, roba tragica esageren, me par on cicinin Sperem che vegna minga la mania de metes a cantà “Milano mia” O mia bela Madunina che te brillet de lontan tuta d’ora e piscinina, ti te dominet Milan sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in man canten tucc “lontan de Napoli se moeur” ma po’ i vegnen chi a Milan Si vegni senza paura, num ve songaremm la man11 ma po’ i vegnen chi a Milan tucc el mond a l’è paes e semm d’accord ma Milan, l’è on gran Milan!

spartito di "o mia bela madunina"

https://www.youtube.com/watch?v=KQlGyB7_oAg

l'autore

Giovanni D'Anzi (Milano, 1º gennaio 1906 – Santa Margherita Ligure, 15 aprile 1974) è stato un musicista e compositore italiano.

Giovanni D'Anzi nacque a Milano nel 1906 da genitori meridionali, Antonio D'Anzi e Maddalena Capasso. Il padre Antonio arrivò a Milano dalla Puglia, lavorando come ispettore della Birra Italia e successivamente come titolare di una trattoria. La sorella Maria studiava pianoforte con un pianista non vedente, il maestro Rusconi, il quale si accorse per primo della bravura di Giovanni.

Giovanni D'Anzi

carriera

Sin da piccolo D'Anzi mostra talento nel suonare il pianoforte. Nel 1935 scrisse parole e musica della famosa canzone "O mia bela Madunina", dedicata a Milano, la sua città natale. La Madonnina della canzone è la statua dorata della Madonna posta sulla sommità del Duomo di Milano. Scrisse anche Viale d'autunno, interpretata da Carla Boni e Flo Sandon's, classificatasi prima al Festival di Sanremo 1953. Assieme ad Alfredo Bracchi formò una prolifica coppia di autori musicali, attiva tra gli anni trenta e cinquanta. Scrissero per la radio, per la rivista, per il cinema e molte delle loro canzoni divennero grandi successi. Alcuni dei titoli più famosi furono "Ma le gambe", "Non dimenticar le mie parole", "Bambina innamorata", "Tu musica divina", "Ma l'amore no", "Ti dirò".

Giovanni D'Anzi

Negli anni cinquanta continuò l'attività con altri parolieri, come Dalmazio Masini, con cui scrisse "Uscita da un quadro di Modigliani" per Johnny Baldini e con Marcello Marchesi, con cui scrisse "Bellezze in bicicletta" cantata dall'attrice Silvana Pampanini (una delle più celebri canzoni dell'epoca). Negli anni sessanta Giovanni D'Anzi si ritirò dall'attività musicale. Trasferitosi in Liguria a Santa Margherita Ligure (la "Santa" dei milanesi), si dedicò alla pittura. Alla sua morte, il comune di Milano lo inserì tra i milanesi benemeriti nell'Edicola Palanti del Cimitero Monumentale.

In sua memoria, dal 1995 il Gruppo Editoriale Curci, col patrocinio del comune di Milano e l'Associazione "Amici della musica e dello spettacolo", organizza annualmente il Premio Giovanni D'Anzi, manifestazione canora in dialetto milanese. Il presentatore storico dell'evento è Tony Martucci aiutato nella conduzione da Liliana Feldmann negli anni 1992 e 1993 e da Roberta Potrich negli anni 2004 e 2005. La sua ultima apparizione sarà il 5 aprile 1974 all'interno della trasmissione "A tavola alle 7" condotta da Ave Ninchi.

storia del brano

La Madonnina in questione è la statua d'oro posta in cima al Duomo di Milano. Con il tempo questa canzone è diventata un brano simbolo del capoluogo lombardo. Nell'aprile 2020 il titolo del brano nonché prima frase del ritornello, notissimo ai milanesi e non solo, è stato scelto dall'arcivescovo di Milano Mario Delpini per il titolo della sua lettera pastorale O mia bèla Madunina. Il coraggio della speranza in tempo di pandemia.

Madonnina a Milano

primo esecutore

Nel 1934 Giovanni D'Anzi, milanese di origine meridionali, lavorava come pianista e cantante al Pavillon dorè di Milano. La città continuava ad assorbire forza-lavoro dalle zone rurali di varie regioni della penisola italiana e, tra queste, dall'Italia meridionale, quindi a D'Anzi capitava spesso di avere tra il proprio pubblico persone di origini meridionali che gli chiedevano di suonare canzoni della tradizione napoletana o del sud Italia.

Giovanni D'Anzi

Anno di esecuzione

La prima volta che hanno cantato questa canzone fu 13 anni fa, e fu anche pubblicata su youtube.

"O mia bela madunina" è stata scritta nel 1934

contesto storico

La canzone non ha una precisa collocazione storica, ma si presume sia stata composta in questo periodo storico.

La fine della prima guerra mondiale vide l'Italia vittoriosa, ma senza grandi profitti territoriali ed economici per via della dichiarazione di invalidità del Patto di Londra da parte del presidente statunitense Woodrow Wilson; per questo motivo Gabriele D'Annunzio si sentì di poter definire la vittoria come "mutilata", un tema ripreso successivamente dal regime fascista per giustificare il sentimento di rivalsa nei confronti delle potenze europee e la propria rinnovata spinta al colonialismo.

Gabriele D'Annunzio

Sempre d'Annunzio, non condividendo le scelte del governo italiano e disobbedendo apertamente agli ordini da esso emanati, con un contingente di 3000 militari si impadronì di Fiume, che secondo il Patto sarebbe dovuta rimanere come "corpus separatum" alla Corona Ungherese.Sempre a proposito di cambiamenti territoriali, si ricorda l'annessione delle zone meridionali del Tirolo, che vennero chiamate da allora Alto Adige. I cambiamenti posero le basi per la questione altoatesina: infatti la provincia di Bolzano era essenzialmente germanofona.

Impresa di Fiume

Nel frattempo l'economia italiana era giunta sull'orlo della bancarotta, con i debiti dello stato che erano più che triplicati. La prima conseguenza fu un drammatico rincaro dei prezzi dei generi alimentari.Ai lavoratori l'attività riformista svolta dai sindacati non bastava più. I cittadini invocavano una rivoluzione dei bolscevichi come in Russia. Nel 1919 nacque il Partito Popolare Italiano (P.P.I.), l'evento è importante perché vede il rientro a pieno dei cattolici nella scena politica italiana.

Rivoluzione Bolscevica in Russia

I socialisti, che erano dalla parte degli operai, incitavano comunque alla calma ma i lavoratori esplosero occupando fabbriche e attuando scioperi che la borghesia tentò di reprimere con qualunque mezzo. La rivolta dei sovversivi rossi risultò comunque un fallimento. Pochi anni dopo, la Marcia su Roma diede una nuova piega agli eventi e aprì la strada al ventennio fascista; il fascismo rivendicò tra l'altro il fatto di avere sventato una svolta comunista, fatto peraltro assai controverso.

Marcia su Roma

ruoli

3. Leonardo Davanzo: contesto storico

5. Carol Miglioranzi: spartito della canzone

1. Elena Favaretto: storia del brano e dell'autore

4. Riccardo Durigon: anno di composizione, anno di esecuzione e i maggiori intepreti

2. Agata Pavan: testo della canzone

Fonti

1. Wikipedia

2. Enciclopedia Treccani