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Il sacro romano impero germanico e il rinnovamento della chiesa

Vincenzo Dugo

Created on May 2, 2022

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Transcript

La rinascita dell'impero e il rinnovamento della chiesa

index

1. Il Sacro Romano Impero Germanico e il Privilegio di Ottone

2. Il rinnovamento della ciesa

1. Il Sacro Romano Impero Germanico e il Privilegio di Ottone

Il feudo, una volta morto il feudatario, ritornava nella mani dell'imperatore che, a sua volta, lo dava ad un altro feudatario. Poco per volta questo meccanismo è cambiato in quanto sia i feudi maggiori che i feudi minori si trasmettevano in modo eriditario le terre (grazie soprattutto alle leggi chiamate Capitolare di Querzy dell'877 e la Constitutio de feudis del 1037). In questo modo, il potere dell'imperatore venne meno a scapito dei feudatari, in quanto il sovrano non aveva più alcuna autorità su quelli che erano una volta i suoi territori.

Questo fu un problema quando prese il potere la dinastia di Sassonia con Enrico I. In particolare, suo figlio Ottone I prese il titolo di imperatore di Sacro Romano Impero della Nazione Germanica. Lui volle rafforzare l'autorità del re e limitare quella dei feudatari. Per far ciò decise di assegnare dei feudi ai vescovi, i quali, non potendo avere figli, dovevano per forza dare la terra di nuovo indietro all'imperatore.

Con l'elezione dei vescovi-conti, in modo indiretto, l'Imperatore voleva anche controllare l'elezione del papa. Fin dal 962 aveva avuto le idee chiare con l'emanazione del Privilegio di Ottone, in base al quale nessun papa poteva essere eletto senza il consenso dell'imperatore . L'elezione del pontefice interessava, in particolare, il clero e il popolo di Roma. Ma è logico che ogni gruppo di ricchi volesse far eleggere un papa che a loro facesse dei favori, non curandosi della sua qualità morali. Ottone I si intromise in questo discorso, affermando che il potere dell'Imperatore era superiore a quello del papa. Iniziava un lungo conflitto.

2. Il rinnovamento della chiesa

Un altro problema affligeva la chiesa: la corruzione. Diffusa era la simonia, la compravendita delle cariche ecclesiastiche. Inoltre erano tanti i preti che si sposavano, non seguendo il celibato. Per questo si sentì la necessità di rinnovare moralmente la chiesa. Nacquero numerosi nuovi ordini monastici, come quello di Cluny, in Francia, nel 910, il quale arrivò a contare 1200 monasteri nel mondo. Sempre in Francia nacquero gli ordini certosino nel 1084 e l'ordine cistercense, dal nome latino di Citeaux, dove venne fondato. Quest'ultimo ebbe una grande importanza, perché i loro centri furono all'avanguardia nella coltivazione dei campi e nella diffusione di tecniche e strumenti per le campagne.

Per tentare di contrastare l'imperatore, nel 1059, papa Niccolò II convocò il concilio lateranense, dove si stabilì che l'elezione del papa spettasse ai cardinali, di fatto sottraendo la nomina all'imperatore. Alla base di ciò ci fu il consiglio di Ildebrando di Soana, un monaco che divenne papa con il nome di Gregorio VII. Questo papa proibì all'imperatore di nominare i vescovi e ai vescovi di accettare la carica di conte. Nel 1075, in particolare, fu pubblicato il documento chiamato Dictatus Papae dove si affermava la superiorità del papa sull'imperatore. Esplose, quindi, lo scontro tra imperatore e pontefice.

Il Dictatus Papae non fu accettato dall'imperatore tedesco, Enrico IV. Inizia la famosa lotta per le investiture. In pratica: chi doveva nominare i vescovi? Il papa o l'imperatore? Enrico IV iniziò la lotta, facendo considerare nulla dai vescovi tedeschi l'elezione del papa. Il papa rispose con la scomunica. La scomunica era una condanna pesantissima: non si faceva più parte della comunità dei fedeli e quindi i sudditi potevano non obbedire all'imperatore. Infatti i feudatari ne approfittarono per ribellarsi.

Visto il proprio potere in pericolo, nel 1077 Enrico IV venne in Italia a chiedere perdono al papa, il quale stava a Canossa dalla contessa Matilde. La penitenza di Enrico IV fu molto severa: dovette stare nella neve per tre giorni e tre notti, prima di essere accolto. Ma il suo perdono non era così sincero: ritornato in Germania e sistemati gli affari contro i suoi feudatari, Enrico IV scese in Italia con l'esercito e occupò Roma, costringendo il papa a fuggire in esilio, dove morì nel 1086.

Con la morte di Enrico IV, la lotta tra impero e chiesa continuò fino al 1122, quando a Worms, in Germania, fu firmato un concordato, ossia un accordo, il quale prevedeva:

  • al papa il potere di eleggere i vescovi;
  • all'imperatore il diritto di renderli conti.
In questo modo finì il lungo scontro, terminato con un principio: un conto era lo spirito, sul quale comandava la Chiesa; un conto era la vita politica, dove comandava l'Impero.

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