Presentazione
Sonetto XLI
Inizio
1. Premesse
indice
7. Figura di Laura
2. Prima Quartina
8. Conclusione
3. Seconda Quartina
4. Prima Terzina
5. Seconda Terzina
6. Contesto
Francesco Petrarca
Tratto dal Canzoniere, Sonetto XLI
Originale
PARAFRASI
Quando l’albero che Febo (Apollo) amò quando assume le vesti mortali (=lauro, Laura, Dafne) si allontana dalla suo posto, Vulcano ansima e suda per l’opera di fornire nuovi aspri fulmini a Giove:
Quando dal proprio sito si rimove
l’arbor ch’amò già Phebo in corpo humano,
sospira et suda a l’opera Vulcano,
per rinfrescar l’aspre saette a Giove:
Originale
PARAFRASI
il quale ora tuona, ora nevica ed ora piove, senza onorare il mese di luglio più di gennaio; la terra piange (per via della pioggia) ed il sole rimane lontano poiché vede la sua cara amica (Dafne-Laura) essere altrove.
il qual or tona, or nevicha et or piove,
senza honorar piú Cesare che Giano;
la terra piange, e ‘l sol ci sta lontano,
che la sua cara amica ved’altrove.
Originale
PARAFRASI
Allora riprendono ardire le crudeli stelle Saturno e Marte; e Orione armato spezza i timoni ed il cordame agli infelici nocchieri;
Allor riprende ardir Saturno et Marte,
crudeli stelle, et Orïone armato
spezza a’ tristi nocchier’ governi et sarte;
Originale
PARAFRASI
i venti turbati fanno sentire a mare, al cielo ed a noi quando il bel viso aspettato dagli angeli si allontana.
Eolo a Neptuno et a Giunon turbato
fa sentire, et a noi, come si parte
il bel viso dagli angeli aspectato.
Contesto
Il sonetto è il primo elemento di un triddico (formato dai sonetti 41-42-43). Il componimento inizia con questo sonetto, dove troviamo una situazione disforica, attenuata con l'elemento centrale (42) ma che riprende nell'ultimo elemento, dove apolle-sole intristito e alterato si nasconde e piange (terzine 43). L'organicità natia della sequenza trova un riscontro nel codice degli scartafacci, dove i tre sonetti sono copiati di seguito nel medesimo ordine e in redazione definitiva sulla facciata 8r, sappiamo dalle carte, che il sonetto risale a prima del 4 novembre 1336 quando l'autore intraprende una nuova fase nell'immaginazione d'un possibile canzoniere. Medesima accezione stilistica la ritroviamo nel sonetto ''L'arbor Gentile(60)'' dove oltre alla preesistente cifra arobrea del lauro-poesia, anche la rima -ove delle terzine, è la stessa che segna le quartine di quest'altra sequenza. Altra importante implicazione verbale rilevante è con lo stesso sonetto dei due amanti a confronto Apollo, s'ancor vive, dove il viso raggiante di Apollo, s'asconde portando il gelo alla stagione primaverile (acerba) come in questo triddico, in parallelo e antitesi, dove il bel viso dell'amore e della poesia ''piu non asconde sue bellezze e riporta la primavera (52)''. I tre sonetti, presentano tutti il medesimo schema ritmico in rotazione e sono marcati dal ritorno di alcune parole in rima in rapporto equivoco: sta lontano... di lontano (v.7 53); si parte.. d'ogni parte e parte (funzione avverbiale, v.12 52, v.13 53); bellezze nove... nove (numerale, v.2 XLII, v.1 XLIII) con un ulteriore fusione fonica di rime ricche e derivate, sparte... disparte (v.14 XLII, v.9 XLIII) rimove... move ...commove (v. I, XLII, XLIII) humano... mano (v.2 XLIII). Il sonetto centrale XLII, ribalta invece la situazione ''metereologica'' (indicante i sentimenti dell'amante) dei 2 elementi laterali del triddico, funzionalmente inverte inoltre il rapporto delle rime sia nelle quaetine (-ano, -ove) che nelle terzine (ato, -arte).
Figura di Laura
Come detto precedentemente, il sonetto è inserito in un trittico, che è incentrato sul tema dell'assenze-presenza della donna del libro, portatrice di forti mutamenti nelle temperie umane (vita quotidiana) a seconda della sua vicinanza e visibilità.Apollo rappresenta la proiezione di sè nell'amore e nello slancio protettivo per il lauro-Laura-Dafne, Apollo stesso è condizionato dal rapporto di vicinanza con l'amata, che influenza le condizioni metereologiche. Nel testo, vengono quindi inserite una serie di mascherate fratture emotive in un contesto classico, dove prevale la nostalgia per l'assenza o per la momentanea rimozione del lauro-poesia (che rappresenta Laura)
Grazie per La visione
Sonetto XLI Petrarca
Cristian
Created on May 1, 2022
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Presentazione
Sonetto XLI
Inizio
1. Premesse
indice
7. Figura di Laura
2. Prima Quartina
8. Conclusione
3. Seconda Quartina
4. Prima Terzina
5. Seconda Terzina
6. Contesto
Francesco Petrarca
Tratto dal Canzoniere, Sonetto XLI
Originale
PARAFRASI
Quando l’albero che Febo (Apollo) amò quando assume le vesti mortali (=lauro, Laura, Dafne) si allontana dalla suo posto, Vulcano ansima e suda per l’opera di fornire nuovi aspri fulmini a Giove:
Quando dal proprio sito si rimove l’arbor ch’amò già Phebo in corpo humano, sospira et suda a l’opera Vulcano, per rinfrescar l’aspre saette a Giove:
Originale
PARAFRASI
il quale ora tuona, ora nevica ed ora piove, senza onorare il mese di luglio più di gennaio; la terra piange (per via della pioggia) ed il sole rimane lontano poiché vede la sua cara amica (Dafne-Laura) essere altrove.
il qual or tona, or nevicha et or piove, senza honorar piú Cesare che Giano; la terra piange, e ‘l sol ci sta lontano, che la sua cara amica ved’altrove.
Originale
PARAFRASI
Allora riprendono ardire le crudeli stelle Saturno e Marte; e Orione armato spezza i timoni ed il cordame agli infelici nocchieri;
Allor riprende ardir Saturno et Marte, crudeli stelle, et Orïone armato spezza a’ tristi nocchier’ governi et sarte;
Originale
PARAFRASI
i venti turbati fanno sentire a mare, al cielo ed a noi quando il bel viso aspettato dagli angeli si allontana.
Eolo a Neptuno et a Giunon turbato fa sentire, et a noi, come si parte il bel viso dagli angeli aspectato.
Contesto
Il sonetto è il primo elemento di un triddico (formato dai sonetti 41-42-43). Il componimento inizia con questo sonetto, dove troviamo una situazione disforica, attenuata con l'elemento centrale (42) ma che riprende nell'ultimo elemento, dove apolle-sole intristito e alterato si nasconde e piange (terzine 43). L'organicità natia della sequenza trova un riscontro nel codice degli scartafacci, dove i tre sonetti sono copiati di seguito nel medesimo ordine e in redazione definitiva sulla facciata 8r, sappiamo dalle carte, che il sonetto risale a prima del 4 novembre 1336 quando l'autore intraprende una nuova fase nell'immaginazione d'un possibile canzoniere. Medesima accezione stilistica la ritroviamo nel sonetto ''L'arbor Gentile(60)'' dove oltre alla preesistente cifra arobrea del lauro-poesia, anche la rima -ove delle terzine, è la stessa che segna le quartine di quest'altra sequenza. Altra importante implicazione verbale rilevante è con lo stesso sonetto dei due amanti a confronto Apollo, s'ancor vive, dove il viso raggiante di Apollo, s'asconde portando il gelo alla stagione primaverile (acerba) come in questo triddico, in parallelo e antitesi, dove il bel viso dell'amore e della poesia ''piu non asconde sue bellezze e riporta la primavera (52)''. I tre sonetti, presentano tutti il medesimo schema ritmico in rotazione e sono marcati dal ritorno di alcune parole in rima in rapporto equivoco: sta lontano... di lontano (v.7 53); si parte.. d'ogni parte e parte (funzione avverbiale, v.12 52, v.13 53); bellezze nove... nove (numerale, v.2 XLII, v.1 XLIII) con un ulteriore fusione fonica di rime ricche e derivate, sparte... disparte (v.14 XLII, v.9 XLIII) rimove... move ...commove (v. I, XLII, XLIII) humano... mano (v.2 XLIII). Il sonetto centrale XLII, ribalta invece la situazione ''metereologica'' (indicante i sentimenti dell'amante) dei 2 elementi laterali del triddico, funzionalmente inverte inoltre il rapporto delle rime sia nelle quaetine (-ano, -ove) che nelle terzine (ato, -arte).
Figura di Laura
Come detto precedentemente, il sonetto è inserito in un trittico, che è incentrato sul tema dell'assenze-presenza della donna del libro, portatrice di forti mutamenti nelle temperie umane (vita quotidiana) a seconda della sua vicinanza e visibilità.Apollo rappresenta la proiezione di sè nell'amore e nello slancio protettivo per il lauro-Laura-Dafne, Apollo stesso è condizionato dal rapporto di vicinanza con l'amata, che influenza le condizioni metereologiche. Nel testo, vengono quindi inserite una serie di mascherate fratture emotive in un contesto classico, dove prevale la nostalgia per l'assenza o per la momentanea rimozione del lauro-poesia (che rappresenta Laura)
Grazie per La visione