Want to create interactive content? It’s easy in Genially!
Dna e crimini AISHE CACA
caca.aishe
Created on April 17, 2022
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Audio tutorial
View
Pechakucha Presentation
View
Desktop Workspace
View
Decades Presentation
View
Psychology Presentation
View
Medical Dna Presentation
View
Geometric Project Presentation
Transcript
NEWS PEAPER
Caca Aishe 3°E
DNA e Crimini
Che cos'è il Dna?
Il DNA è la macromolecola biologica che contiene tutte le informazioni necessarie al corretto sviluppo e adeguato funzionamento delle cellule della maggior parte degli organi vivente, essere umano compreso. La sigla DNA significa acido desossiribonucleico o acido deossiribonucleico. L'acido desossiribonucleico appartiene alla categoria degli acidi nucleici, cioè macromolecole biologiche costituite da lunghe catene di nucleotidi.
3 elementi :
Nucleotidi
- Un gruppo fosfato;
- Un pentoso, cioè uno zucchero a 5 atomi di carbonio;
- Una base azotata.
Un nucleotide è l'unità molecolare di un acido nucleico, risultante dall'unione di 3 elementi
La struttura del DNA
Il cosiddetto "modello a doppia elica" di Watson e Crick dimostrò che il DNA è una lunghissima molecola, formata da due filamenti di nucleotidi (filamenti polinucleotidici). Uniti tra loro ma orientati in direzioni opposte, questi due filamenti polinucleotidici si avvolgono l'uno nell'altro, come una spirale. Nel "modello a doppia elica", i nucleotidi hanno una disposizione ben precisa: gli zuccheri e i gruppi fosfato costituiscono lo scheletro esterno di ciascuna spirale, mentre le basi azotate sono orientate verso l'asse centrale di quest'ultime.
Funzione del DNA
Come anticipato, il DNA si compone di ben specifiche sequenze di nucleotidi, chiamate geni, dalle quali traggono origine le proteine; quest'ultime sono macromolecole biologiche indispensabili a regolare i meccanismi cellulari di un organismo. I libri di genetica e biologia molecolare definiscono il DNA con l'espressione "patrimonio genetico", in quanto è la sede dei geni. I geni sono sequenze più o meno lunghe di DNA, deputate in buona parte a dare origine alle proteine, macromolecole biologiche indispensabili alla vita. Il Progetto Genoma Umano ha stimato che il DNA dell'essere umano comprenda tra i 20.000 e i 25.000 geni. I geni di un individuo determinano il suo stato di salute, ciò che è e quello che diventerà.
IL RUOLO DEL DNA NELLE INDAGINI CRIMINOLOGICHE
Gli scienziati forensi e i criminologi necessitano di avere a disposizione del materiale genetico per cercare di identificare un sospettato o l’artefice di un delitto nonché una vittima senza ricorrere ai fantascientifici database americani di riconoscimento facciale computerizzato.La polizia scientifica, spesso sulla scena del delitto, raccoglie delle tracce biologiche (evidences) da cui sarebbe possibile estrarre il DNA della persona interessata. Ad esempio, sui naselli di un paio d’occhiali da vista è possibile estrarre il DNA da tracce di liquido lacrimale così come da una sigaretta o da una bottiglia distrattamente gettata in un cestino è possibile estrapolare gli acidi nucleici presenti nella saliva. In relazione a quest’ultimo caso basterebbe in linea teorica isolare la secrezione salivare ed estrarre il DNA con un protocollo laboratoriale che prevede la lisi delle cellule, la separazione per centrifuga degli acidi nucleici e la precipitazione selettiva in solventi organici (e inorganici).
La storia dell’omicidio di Yara Gambirasio dalla scomparsa all’ergastolo di Massimo Bossetti
Sono passati 10 anni dal ritrovamento del corpo senza vita di Yara Gambirasio, la ginnasta 13enne di Brembate di Sopra, scomparsa il 26 novembre 2010 e il cui cadavere è stato scoperto il 26 febbraio 2011 in un campo aperto a Chignolo d'Isola. Il delitto, è tra quelli che più hanno segnato la storia d'Italia: il caso all'epoca ebbe una grande rilevanza mediatica, sia per la giovane età della vittima, ma anche per l'efferatezza del crimine e per le vicende che hanno portato all'individuazione dell'assassino. Per l'omicidio nel 2018 è stato condannato all'ergastolo Massimo Giuseppe Bossetti, riconosciuto come unico colpevole.
26 novembre 2010: la scomparsa di Yara Gambirasio
Era il 26 novembre del 2010 quando si diffonde la notizia della scomparsa di Yara Gambirasio da Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo. La ragazzina, che all'epoca aveva 13 anni, si era recata intorno alle 17:30 presso il centro sportivo del suo paese, dove era solita allenarsi nella ginnastica ritmica. Poi se ne persero le tracce. Alle 18:44 il suo telefono cellulare agganciò la cella di Ponte San Pietro in via Adamello, poi alle 18:49 la cella di Mapello, a tre chilometri da Brembate di Sopra, e alle 18:55 la cella di Brembate di Sopra in via Ruggeri. Poi il nulla. Dopo la denuncia venne aperto un fascicolo per sequestro di persona e si intensificarono le ricerche, con l'aiuto anche dei cani molecolari.
26 febbraio 2011: il ritrovamento del corpo di Yara
Esattamente tre mesi dopo la sua scomparsa, il corpo senza vita di Yara fu ritrovato in un campo di Chignolo d'Isola, a pochi chilometri da Brembate di Sopra, in una terra desolata, tra capannoni e sterpaglie.Sul cadavere, come confermeranno i risultati dell'autopsia, furono rilevati numerosi colpi di spranga, un trauma cranico, una profonda ferita al collo e almeno sei ferite da arma da taglio. Gli inquirenti ipotizzarono che la morte fosse sopraggiunta in un momento successivo all'aggressione, a causa del freddo e dell'indebolimento dovuto alle lesioni.
16 giugno 2014: La prova del DNA e "Ignoto 1"
Sugli slip (l'11 marzo 2011) e sui leggins (il 7 luglio) furono individuati aloni con Dna maschile. Sulla parte posteriore degli indumenti lacerati c'erano delle fibre, usate nei tessuti dei sedili delle auto, e ovunque microparticelle metalliche, come quelle che si trovano sui cantieri edili. Ad attirare l'attenzione degli inquirenti fu poi anche furgone bianco, un Iveco Daily passo 3450 modificato che il giorno della scomparsa di Yara girava nei pressi della palestra della ragazzina a Brembate di Sopra. Proprio quel Dna, estratto attraverso otto kit diversi, diede un risultato univoco: è il famoso Ignoto 1. Si risalì così a Giuseppe Guerinoni, autista di autobus di Gorno deceduto nel 1999, identificato come il padre naturale di "Ignoto 1". Solo dopo molti tentativi, e anche con l'aiuto della confidenza di un collega, si riuscì a risalire ad Ester Arzuffi, la donna il cui Dna nucleare corrispondeva alla metà materna del profilo di "Ignoto 1". Sulla base di alcuni indizi, in un controllo stradale, mediante l'etilometro fu prelevato il Dna a Massimo Bossetti, uno dei due figli della donna, e fu verificata la corrispondenza del suo Dna nucleare con quello rinvenuto sulla vittima.
1 luglio 2016: Massimo Bossetti è condannato all'ergastolo
Massimo Bossetti, all'epoca 44 anni, sposato e padre di tre figli, muratore di Mapello incensurato, fu così arrestato il 16 giugno 2014. Il suo Dna nucleare fu trovato sovrapponibile con quello dell'uomo definito "Ignoto 1", rilevato sugli indumenti intimi di Yara nella zona colpita da arma da taglio. Il 26 febbraio 2015 la Procura della Repubblica di Bergamo chiuse ufficialmente le indagini, indicandolo come unico colpevole e chiedendone il rinvio a giudizio. La difesa contestò la prova genetica per la mancanza di Dna mitocondriale di Bossetti nella traccia genetica rinvenuta ed esaminata. Si è dichiarato fin da subito innocente, sostenendo il trasferimento accidentale di Dna da alcuni attrezzi che gli sarebbero stati rubati, sporchi del suo sangue a causa di epistassi, di cui soffrirebbe regolarmente. Anche la moglie di Bossetti sostenne che il marito era con lei a casa la sera del delitto.
fine!!!