In viaggio con...Marco Polo
Livre des Merveilles, Fr. 2810, Fol. 1r
Marco Polo
Cartografia
il percorso sulla via della Seta
Insieme a mio padre Niccolò e allo zio Matteo giunsi in Cina (Catai) percorrendo la via della seta. Le cronache del mio viaggio e della mia permanenza in Asia sono state trascritte in francese da Rustichello da Pisa durante la mia prigionia a Genova
Sono nato a Venezia nel 1254, sono un esploratore italiano vissuto nella Repubblica di Venezia. La mia famiglia apparteneva al patriziato veneziano.
La raccolta ha avuto titolo Devisiment dou monde, ma il libro è diventato famoso come “il Milione”.
Mio padre Niccolò e lo zio Matteo partirono nel 1260, attraversarono l’Asia e raggiunsero la Cina passando per Bukhara e il Turkestan cinese, arrivando a Khanbaliq (il nome mongolo dell’odierna Pechino, residenza di Kubilai Khan).
Nel 1271 mi portarono con loroavevo 17 anni. Rimasi in Asia per diciassette anni. Fui investito di cariche governative, io, per le mie missioni ufficiali, mi spinsi nel Yunnan, nel Tibet, in Birmania e in India.
Ripartirono nel 1266 arrivando a Roma nel 1269 con una ambasciata di Kubilai Khan, una richiesta al Papa di missionari per la Mongolia.
Nel 1298 mi trovai su una delle novanta navi veneziane sconfitte a Curzola dai genovesi. Venni catturato e imprigionato.
Nel 1300 mi sono sposato con Donata Badoèr, una patrizia veneziana, con lei ho avute tre figlie: Fantina, Belella e Moreta.
Rustichello da Pisa ha raccolto in forma scritta le mie memorie.
Muore a Venezia l'8 gennaio 1324
sulla via della seta
il mio percorso
Su incarico dall’Imperatore, ispezionai le regioni al confine del Tibet e lo Yün-nan fregiandosi del titolo di “Messere”. È un’onorificenza che mi pose a stretto contatto col sovrano, facendo di me un rappresentante e informatore, oltre che ambasciatore di Stato. Svolgsi inoltre attività amministrative e mi guadagnai la stima delle alte sfere della società mongola. Nel 1278 poi, venni nominato Governatore di Hang-chou, già capitale, sotto la dinastia dei Sung, del reame dei Mangi. Fu il massimo riconoscimento per la mia abilità e per l’impegno profuso alla corte del Kahn.
Il Milione è il resoconto della permanenza in Asia di Marco Polo. l testo è diviso in capitoli, provvisti di rubriche che ne sintetizzano i contenuti. Vengono descritti diversi paesi d'Oriente; non mancano descrizioni di guerre e battaglie. La corte del Gran Khan è descritta nell'ampia sezione centrale del libro. Il codice considerato più fedele all'originale smarrito si intitola Le divisiment dou monde, ma si dà maggior credito ad un altro titolo, Livre de Marco Polo citoyen de Venis, dit Million, où l'on conte les merveilles du monde. Si pensa dovesse venire abbreviato in Libro di Marco Polo detto Milione (Milione aferesi di Emilione probabilmente era anche il nomignolo dell'autore) e poi in Libro di Milione e, infine, in Milione. Nel 1410 fu realizzata la copia manoscritta del Milione conosciuta come “Libro delle meraviglie”, famosa per le splendide miniature.
«Quando gli due fratelli e Marco giunsero alla gran città ov’era il Gran Cane, andarono al mastro palagio, ov’egli era con molti baroni, e inginocchiaronsi dinanzi da lui, cioè al Gran Cane, e molto si umigliarono a lui. Egli li fece levare suso, e molto mostrò grande allegrezza, e domandò loro chi era quello giovane ch’era con loro. Disse messer Nicolò: “Egli è vostro uomo e mio figliuolo”. Disse il Gran Cane: “Egli sia il ben venuto, e molto mi piace”.»
Il Milione di Marco Polo Vol. I, p. 6, Baldelli Boni, Firenze, 1827
E ’l Grande Sire va tuttavia su 4 leofanti ov’egli àe una molta bella camera di legno, la quale è dentro coverta di drappi ad oro battuto, e di fuori è coperta di cuoia di leoni. Lo Grande Sire tiene quiv’entro tuttavia 12 gerfalchi de’ migliori ch’egli abbia; e quivi dimora piú baroni a suo solazzo e compagnia. (...) E sappiate che non è niuno signore nel mondo che tanto solazzo potesse avere in questo mondo, né che avesse il podere d’averlo, né fue né mai sarà, per quel ch i credo. "Come il Gran Cane va a caccia"
Livre de merveilles Fr. 2810 Tav. 42v (Detail)
Elli ànno leofanti assai salvatichi e unicorni, che no son guari minori d’elefanti; e’ son di pelo bufali, i piedi come di lefanti; nel mezzo de la fronte ànno un corno grosso e nero. E dicovi che no fanno male co quel corno, ma co la lingua, che l’ànno spinosa tutta quanta di spine molto grandi; lo capo ànno come di cinghiaro, la testa porta tuttavia inchinata verso la terra: sta molto volentieri tra li buoi.
Livre de merveilles Fr. 2810 Tav. 59v
"Qui hae sì gran caldo che a pena vi si puote sofferire (...). Questa gente sono tutti neri, maschi e femmine, e vanno tutti ignudi, se non se tanto ch'egliono ricuoprono loro natura con un panno molto bianco. Costoro non hanno per peccato veruna lussuria"
Livre des merveilles (BNF Fr2810) fr. 2810, Tav. 84r
"Diconmi certi mercanti, che vi sono iti, che v'ha uccelli grifoni, e questi uccelli (...) non sono così fatti come si dice di qua, cioè mezzo uccello e mezzo leone, ma sono fatti come aguglie e sono grandi (...) che l'alie loro cuoprono venti passi, e le penne sono lunghe dodici passi"
Livre des merveilles (BNF Fr2810). 2810, Tav. 88r
Le sue descrizioni dell’Asia hanno ispirato i viaggi di Cristoforo Colombo, che fino alla morte restò convinto di avere raggiunto il Catai. Le informazioni sulla geografia dell’Estremo Oriente hanno contribuito alla compilazione della mappa di fra Mauro.
Che impatto ha avuto Marco Polo sui suoi posteri?
Diplomatici, commercianti, navigatori, chiunque dovesse mettersi in viaggio verso l’Oriente, adottarono Il Milione.
"Gerusalemme si trova al centro del globo, secondo la geografia della più squisita marca teologia; quanto all'Africa, meglio tacere; L'Asia oltrepassa i limiti del credibile, con quei fiumi buttati a schiovere, e l'India è sparita nella generale compressione del continente. Il Mediterraneo è la sola parte in grazia di Dio, e la sua relativa verosimiglianza garantisce che sul resto si brancolava nel buio."
Illustrazione tratta dal folio 9r della Chronologia Magna (1320 ca.) di Paolino Veneto
Il mappamondo di Fra Mauro: "La Mongolia vi appare debitamente indicata con le sue montagne, sotto, il Catai, cioè la Cina settentrionale, con Pechino al punto giusto, e il Yangtse, lo Hungho e i fiumi maggiori nel loro alveo legittimo; più giù ancora, il mar Giallo, Giava e Sumatra, poi verso Ovest l'insenatura del Gange, o golfo del Bengala, L'india con il relativo mare e parecchio altro in stretta analogia con le carte dei nostri giorni."
Fra Mauro map (1460)
Sitografia
https://rosariobocchino.wordpress.com/2017/05/21/marco-polo/ https://it.wikisource.org/wiki/Milione https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2017/07/La-Via-della-Seta.jpg
in viaggio con Marco Polo
DANIELA MORGAGNI
Created on April 13, 2022
Marco Polo, il Milione
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In viaggio con...Marco Polo
Livre des Merveilles, Fr. 2810, Fol. 1r
Marco Polo
Cartografia
il percorso sulla via della Seta
Insieme a mio padre Niccolò e allo zio Matteo giunsi in Cina (Catai) percorrendo la via della seta. Le cronache del mio viaggio e della mia permanenza in Asia sono state trascritte in francese da Rustichello da Pisa durante la mia prigionia a Genova
Sono nato a Venezia nel 1254, sono un esploratore italiano vissuto nella Repubblica di Venezia. La mia famiglia apparteneva al patriziato veneziano.
La raccolta ha avuto titolo Devisiment dou monde, ma il libro è diventato famoso come “il Milione”.
Mio padre Niccolò e lo zio Matteo partirono nel 1260, attraversarono l’Asia e raggiunsero la Cina passando per Bukhara e il Turkestan cinese, arrivando a Khanbaliq (il nome mongolo dell’odierna Pechino, residenza di Kubilai Khan).
Nel 1271 mi portarono con loroavevo 17 anni. Rimasi in Asia per diciassette anni. Fui investito di cariche governative, io, per le mie missioni ufficiali, mi spinsi nel Yunnan, nel Tibet, in Birmania e in India.
Ripartirono nel 1266 arrivando a Roma nel 1269 con una ambasciata di Kubilai Khan, una richiesta al Papa di missionari per la Mongolia.
Nel 1298 mi trovai su una delle novanta navi veneziane sconfitte a Curzola dai genovesi. Venni catturato e imprigionato.
Nel 1300 mi sono sposato con Donata Badoèr, una patrizia veneziana, con lei ho avute tre figlie: Fantina, Belella e Moreta.
Rustichello da Pisa ha raccolto in forma scritta le mie memorie.
Muore a Venezia l'8 gennaio 1324
sulla via della seta
il mio percorso
Su incarico dall’Imperatore, ispezionai le regioni al confine del Tibet e lo Yün-nan fregiandosi del titolo di “Messere”. È un’onorificenza che mi pose a stretto contatto col sovrano, facendo di me un rappresentante e informatore, oltre che ambasciatore di Stato. Svolgsi inoltre attività amministrative e mi guadagnai la stima delle alte sfere della società mongola. Nel 1278 poi, venni nominato Governatore di Hang-chou, già capitale, sotto la dinastia dei Sung, del reame dei Mangi. Fu il massimo riconoscimento per la mia abilità e per l’impegno profuso alla corte del Kahn.
Il Milione è il resoconto della permanenza in Asia di Marco Polo. l testo è diviso in capitoli, provvisti di rubriche che ne sintetizzano i contenuti. Vengono descritti diversi paesi d'Oriente; non mancano descrizioni di guerre e battaglie. La corte del Gran Khan è descritta nell'ampia sezione centrale del libro. Il codice considerato più fedele all'originale smarrito si intitola Le divisiment dou monde, ma si dà maggior credito ad un altro titolo, Livre de Marco Polo citoyen de Venis, dit Million, où l'on conte les merveilles du monde. Si pensa dovesse venire abbreviato in Libro di Marco Polo detto Milione (Milione aferesi di Emilione probabilmente era anche il nomignolo dell'autore) e poi in Libro di Milione e, infine, in Milione. Nel 1410 fu realizzata la copia manoscritta del Milione conosciuta come “Libro delle meraviglie”, famosa per le splendide miniature.
«Quando gli due fratelli e Marco giunsero alla gran città ov’era il Gran Cane, andarono al mastro palagio, ov’egli era con molti baroni, e inginocchiaronsi dinanzi da lui, cioè al Gran Cane, e molto si umigliarono a lui. Egli li fece levare suso, e molto mostrò grande allegrezza, e domandò loro chi era quello giovane ch’era con loro. Disse messer Nicolò: “Egli è vostro uomo e mio figliuolo”. Disse il Gran Cane: “Egli sia il ben venuto, e molto mi piace”.»
Il Milione di Marco Polo Vol. I, p. 6, Baldelli Boni, Firenze, 1827
E ’l Grande Sire va tuttavia su 4 leofanti ov’egli àe una molta bella camera di legno, la quale è dentro coverta di drappi ad oro battuto, e di fuori è coperta di cuoia di leoni. Lo Grande Sire tiene quiv’entro tuttavia 12 gerfalchi de’ migliori ch’egli abbia; e quivi dimora piú baroni a suo solazzo e compagnia. (...) E sappiate che non è niuno signore nel mondo che tanto solazzo potesse avere in questo mondo, né che avesse il podere d’averlo, né fue né mai sarà, per quel ch i credo. "Come il Gran Cane va a caccia"
Livre de merveilles Fr. 2810 Tav. 42v (Detail)
Elli ànno leofanti assai salvatichi e unicorni, che no son guari minori d’elefanti; e’ son di pelo bufali, i piedi come di lefanti; nel mezzo de la fronte ànno un corno grosso e nero. E dicovi che no fanno male co quel corno, ma co la lingua, che l’ànno spinosa tutta quanta di spine molto grandi; lo capo ànno come di cinghiaro, la testa porta tuttavia inchinata verso la terra: sta molto volentieri tra li buoi.
Livre de merveilles Fr. 2810 Tav. 59v
"Qui hae sì gran caldo che a pena vi si puote sofferire (...). Questa gente sono tutti neri, maschi e femmine, e vanno tutti ignudi, se non se tanto ch'egliono ricuoprono loro natura con un panno molto bianco. Costoro non hanno per peccato veruna lussuria"
Livre des merveilles (BNF Fr2810) fr. 2810, Tav. 84r
"Diconmi certi mercanti, che vi sono iti, che v'ha uccelli grifoni, e questi uccelli (...) non sono così fatti come si dice di qua, cioè mezzo uccello e mezzo leone, ma sono fatti come aguglie e sono grandi (...) che l'alie loro cuoprono venti passi, e le penne sono lunghe dodici passi"
Livre des merveilles (BNF Fr2810). 2810, Tav. 88r
Le sue descrizioni dell’Asia hanno ispirato i viaggi di Cristoforo Colombo, che fino alla morte restò convinto di avere raggiunto il Catai. Le informazioni sulla geografia dell’Estremo Oriente hanno contribuito alla compilazione della mappa di fra Mauro.
Che impatto ha avuto Marco Polo sui suoi posteri?
Diplomatici, commercianti, navigatori, chiunque dovesse mettersi in viaggio verso l’Oriente, adottarono Il Milione.
"Gerusalemme si trova al centro del globo, secondo la geografia della più squisita marca teologia; quanto all'Africa, meglio tacere; L'Asia oltrepassa i limiti del credibile, con quei fiumi buttati a schiovere, e l'India è sparita nella generale compressione del continente. Il Mediterraneo è la sola parte in grazia di Dio, e la sua relativa verosimiglianza garantisce che sul resto si brancolava nel buio."
Illustrazione tratta dal folio 9r della Chronologia Magna (1320 ca.) di Paolino Veneto
Il mappamondo di Fra Mauro: "La Mongolia vi appare debitamente indicata con le sue montagne, sotto, il Catai, cioè la Cina settentrionale, con Pechino al punto giusto, e il Yangtse, lo Hungho e i fiumi maggiori nel loro alveo legittimo; più giù ancora, il mar Giallo, Giava e Sumatra, poi verso Ovest l'insenatura del Gange, o golfo del Bengala, L'india con il relativo mare e parecchio altro in stretta analogia con le carte dei nostri giorni."
Fra Mauro map (1460)
Sitografia
https://rosariobocchino.wordpress.com/2017/05/21/marco-polo/ https://it.wikisource.org/wiki/Milione https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2017/07/La-Via-della-Seta.jpg