Prof.ssa Sara Aschelter
Indice
Storia settoriale
01
L'arte di conservare i cibi in scatola. Il giudizio dei grandi chef. Un cibo per tutti
Cibi in scatola
02
Attenzione alle frodi alimentari. Mangiamo cibo prodotto altrove, tempo fa
Cibi in scatola
03
Quiz
Cibi in scatola
04
Cresce il turismo. La borghesia frequenta l'osteria. Turismo gastronomico
Ristoranti e casalinga
05
La casalinga e la cucina. La figura della casalinga.
Ristoranti e casalinga
06
Ristoranti e casalinga
Quiz
07
Turismo nell'Ottocento. Sport al mare e in montagna. Cartoline e fotografie
Turismo di massa
08
Gli operai vanni in vacanza. L'industria del turismo. Il turismo di lusso.
Turismo di massa
09
Turismo di massa
Quiz
#0001
Prof.ssa Sara Aschelter
STORIA SETTORIALE
CONFLITTI E RIVOLUZIONI NEL PRIMO NOVECENTO DAL PUNTO DI VISTA DELL'ALIMENTAZIONE
Istituto Professionale per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera
L'ARTE DI CONSERVARE I CIBI IN SCATOLA
I motivi del successo dei cibi in scatola sono diversi: la conservazione di grandi quantità di prodotti per periodi molto lunghi permetteva al produttore di garantire un'offerta costante, senza sbalzi stagionali. Dal punto di vista gastronomico, il cibo in scatola ha convinto il gusto dei consumatori: il cibo appariva quasi identico a quello fresco.
L'arte di conservare: i cibi in scatola!
Il metodo di conservazione dei cibi è stato inventato da un confettiere francese, Nicolas Appert, nel corso dell'Ottocento. A partire dalla fine del secolo, l'industria conservativa si era diffusa in tutti i Paesi più avanzati, anche grazie al largo impiego fatto dagli eserciti in guerra.
+info
Un cibo per tutti
Il giudizio dei grandi chef
Il cibo in scatola permette la diffusione di prodotti alimentari a prezzi notevolmente più bassi rispetto al passato. Le differenze alimentari riguarderanno sempre più la qualità, sempre meno la quantità.
Il cibo in scatola convince anche gli chef dei ristoranti e delle case principesche. Dicono che i legumi e i pomodori siano addirittura intercambiabili! Ma non tutti lapensano allo stesso modo.
+info
Prof.ssa Sara Aschelter
Attenzione alle frodi alimentari!
Mangiamo cibo prodotto altrove, molto tempo fa!
Si apre la stagione delle sofisticazioni alimentari
inchiesta parlamentare sulle frodi alimentari. Nei decenni successivi, tutti i Paesi europei si sono dotati di opportune leggi a tutela della salute dei consumatori.
Attenti alle truffe, è proprio il caso di dirlo. La produzione indutriale del cibo in scatola fa gola ai tanti truffatori che sfruttano i sistemi di diffusione di massa per frodare i consumatori con le sofisticazioni alimentari. Ma cosa sono? Si sta parlando della contraffazione di prodotti alimentari realizzata in vari modi, modificandone la composizione o vendendo un prodotto diverso dal dichiarato. Tra tutti i Paesi all'avanguardia nell'industria conserviera, la Gran Bretagna istituì già nel 1834 una commissione di
Delocalizzazione e stagionalità
Prima dell'industrializzazione, si mangiava di base ciò che il territorio produceva. Con la diffusione della conservazione dei cibi in scatola, invece, la popolazione ha cominciato a consumare anche alimenti prodotti a migliaia di chilometri e molto tempo prima. E' questo un effetto della delocalizzazione del sistema alimentare, cioè dello spostamento in altri Paesi dei processi produttivi o della fasi della lavorazione di un prodotto.
Per questo motivo gli chef principeschi e l'aristocrazia non apprezzano i cibi in scatola: sono prodotti meno lussuosi, largamente diffusi. Il cibo ha sempre una funzione sociale, per questo si cercano le primizie, perché sono più costose ed esclusive... per un po'.
Prof.ssa Sara Aschelter
STORIA SETTORIALE
I cibi in scatola
e l'arte della conservazione alimentare
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 1 di 5
La maggiore diffusione dei cibi prodotti industrialmente determinò:
Una diminuzione dei prezzi
Un aumento dei prezzi
Nessun sostanziale cambiamento
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 2 di 5
Cos'è una sofisticazione alimentare?
Un cibo particolarmente ricercato
Un'alterazione di un alimento
Una primizia
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 3 di 5
Come si comportarono gli chef dei ristoranti e principeschi nei confronti dei cibi in scatola?
Tutti accolsero di buon grado i cibi in scatola
Alcuni sostennero i cibi in scatola, altri li condannarono
Tutti rifiutarono i cibi in scatola
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 4 di 5
Come si chiama il fenomeno per il quale vengono spostate in altri Paesi alcune fasi della produzione industriale?
Delocalizzazione
Stagionalità
Sofisticazione
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 5 di 5
Per quale motivo i nobili non apprezzavano i cibi in scatola?
Perché erano troppo diffusi e popolari
Per il sapore troppo diverso
Perché costavano troppo ed erano tirchi
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Proseguiamo
#0002
Prof.ssa Sara Aschelter
STORIA SETTORIALE
CONFLITTI E RIVOLUZIONI NEL PRIMO NOVECENTO DAL PUNTO DI VISTA DELL'ALIMENTAZIONE
Istituto Professionale per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera
IL RISTORANTE E LA CUCINA CASALINGA
Anche la borghesia inizia a viaggiare e le condizioni della ristorazione mutano di nuovo per stare al passo con turisti meno ricchi. Per i borghesi viaggiare rappresentava, oltre allo svago, anche una cura per la salute. Soprattutto, il viaggio non doveva costare molto.
Cresce il turismo e cambia la ristorazione.
Mentre la cucina casalinga acquista a fine Ottocento un ruolo sempre più importante, il turismo sempre più diffuso costringe anche la cucina dei ristoranti a decisivi cambiamenti. Gli alberghi si dotano di cucine professionali e puntano tutto sulla qualità delle pietanze e del servizio.In un contesto cittadino e raffinato, gli chef italiani ripropongono i piatti ricercati della cucina francese.
Il turismo gastronomico
La borghesia frequenta l'osteria
I locali che offrivano piatti della tradizione regionale isipirarono sempre più la creazione di un vero e proprio turismo gastronomico: la gastronomia, infatti, viene finalmente ritenuta parte integrante dell'identità culturale locale.
I nuovi turisti borghesi frequentano spesso le osterie, locali nuovi rispetto al passato perché erano in grado di offrire cibi caldi a volte anche ricercati. L'osteria è spesso a conduzione familiare.
+info
Prof.ssa Sara Aschelter
Le casalinghe e la cucina
La figura della casalinga
Le padrone di casa sono le nuove cuoche borghesi
La regina della casa che non ha diritti politici
Nei ricettari per le casalinghe si trovavano ricette molto semplici, a indicare che tuttavia non si riteneva possibile divenissero delle vere e proprie cuoche. I maggiori chef dell'epoca erano infatti uomini e solo nelle osterie la moglie dell'oste poteva ambire alla preparazione dei cibi. La loro fama di cuoche restava minore, come anche le loro paghe.
Con la diminuzione del personale di servizio nelle famiglie borghesi, il compito di occuparsi della preparazione dei cibi spetta ora alle padrone di casa.Dalla fine dell'Ottocento, infatti, numerose riviste iniziano a riportare informazioni riguardo la cucina, i ricettari, l'economia domestica, ovvero le buone regole per la conduzione della casa, per i lavori di cucito e di maglia e per la gestione della cucina. Nelle scuole medie iniziò a essere impartita nel 1950 solo nelle classi femminili e fu eliminata nel 1977.
Soprattutto nelle famiglie borghesi iniziò a diffondersi la figura della donna casalinga, figura "naturale" delle donne sposate. Alla figura si accompagna anche l'ideologia della casalinga, che attraverso l'esaltazione della regina della casa cercava di distrarre le donne dalla mancanza di diritti politici e civili. La figura della casalinga è tutta Ottocentesca, dal momento che nelle famiglie dei secoli passati, contadine o aristocratiche che fossero, non esisteva.
Le nobili delegavano i mariti e dunque i maggiordomi alla gestione della casa. Le contadine si dedicava ai lavori di campagna in generale e questi riguardavano anche la preparazione e la conservazione dei cibi. Solo nell'Ottocento le donne inizieranno a occuparsi direttamente della gestione della casa.
+info
Prof.ssa Sara Aschelter
STORIA SETTORIALE
Ristoranti e casalinghe
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 1 di 5
La diffusione del turismo riguardò:
Solamente gli aristocratici
Solamente i borghesi
Gli aristocratici e i borghesi
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 2 di 5
Chi frequentava le osterie?
I borghesi
Il clero
I nobili
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 3 di 5
Nelle osterie si potevano ordinare:
Piatti della cucina locale
Piatti ricercati della cucina francese
Tutti i piatti, anche quelli francesi
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 4 di 5
La figura della casalinga si affermò sempre più nel:
Novecento
Dal 1914
Ottocento
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 5 di 5
L'ideologia della casalinga permetteva alle donne di dimenticare:
La povertà della propria famiglia
La mancanza di diritti politici e civili
I mariti e i figli partiti per la guerra
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Proseguiamo
#0003
Prof.ssa Sara Aschelter
STORIA SETTORIALE
CONFLITTI E RIVOLUZIONI NEL PRIMO NOVECENTO DAL PUNTO DI VISTA DELL'ALIMENTAZIONE
Istituto Professionale per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera
LA NASCITA DEL TURISMO DI MASSA
Quando i borghesi smisero di pensare solo al lavoro e alla vita familiare, iniziarono a vedere nel viaggio un'attività salutare. I medici raccomandavano un cambiamento d'aria a chi era costretto a lavorare tutto l'anno in città e ciò contribuì alla fama del turismo presso la classe borghese. Inoltre, il miglioramento delle vie di trasporto e comunicazione permisero spostamenti più economici e appetibili dai borghesi.
Il turismo dell'Ottocento
Il turismo fu fino alla metà dell'800 un fenomeno per nobili. Tuttavia, le sue direttive e le sue mete non cambiarono con la diffusione del turismo di massa. I I luoghi da visitare dovevano essere lontani dalle città, per offrire un contatto diretto con la natura, e dovevano offrire ulteriori servizi, come alberghi, ristoranti, sale da gioco e da ballo.
+info
Souvenirs - oltre il ricordo
Sport al mare e in montagna
Cartoline e fotografie permettevano di realizzare diari visivi e le guide tascabili accompagnavano il turista alla scoperta di obiettivi artistico-culturali. Anche i periodici iniziarono a fornire informazioni sulle località turistiche e sulla vita mondana dei centri di villeggiatura.
Aumenta il numero dei servizi offerti dalle località di villeggiatura: al mare si diffondono i circoli sportivi e si comincia ad andare in montagna anche d'inverno per praticare lo sci alpino
Prof.ssa Sara Aschelter
Sopravvive il turismo di lusso
Gli operai vanno in vacanza!
Anche nel turismo, i ricchi si vogliono far riconoscere!
L'Orient Express era in grado di attraversare interi continenti offrendo servizi e comfort incredibili. I ricchi americani ed europei potevano viaggiare anche in transatlantico, un vero e proprio albergo di lusso galleggiante: il Mauritania, il Normandie, il Queen Mary e il Titanic ne sono un esempio.
Se da un lato il turismo di massa iniziò a occupare la gran fetta dell'industria, anche i nobili continuarono ad amdare in vacanza. Tuttavia, per differenziarsi ancora una volta dalla massa, erano disposti a spendere di più per una qualità superiore. La tendenza è confermata dall'istituzione di numerosi Grand Hotel: il Savoy a Londra, il Ritz a Parigi, il Carlton a Cannes erano alberghi enormi, con almeno 200 camere, suites prestigiose e saloni dedicati alla vita sociale. Anche i treni si adattarono.
Oltre alla nobiltà e ai borghesi, presto anche le altre classi sociali vennero coinvolte nel fenomeno del turismo. Il tempo libero degli operai era impiegato in attività ricreative e di svago così i sindacati chiesero per i lavoratori il diritto alle vacanze, riconosciuto infine per legge in molti Stati a partire dagli anni Trenta del Novecento.
L'industria del turismo
Nacque ben presto un'industria del turismo, in grado di garantire profitti e occupazione. Il turismo è un prodotto da vendere!
Prof.ssa Sara Aschelter
STORIA SETTORIALE
Il turismo di massa
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 1 di 5
Prima dell'Ottocento, il turismo era praticato prevalentemente da:
Borghesi
Operai
Aristocratici
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 2 di 5
Il turismo di massa è un fenomeno che riguarda prevalentemente:
I borghesi
I nobili
Nobili e borghesi
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 3 di 5
Come si chiamavano i viaggi dell'aristocrazia prima dell'Ottocento?
Turismo di massa
Visiting
Grand Tours
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 4 di 5
Sia al mare, sia in montagna tra i turisti iniziarono a diffondersi sempre più le:
Scuole estive
Biblioteche
Attività sportive
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 5 di 5
Quando il turismo divenne un fenomeno di massa iniziarono a essere coinvolti sempre più:
I contadini
Gli operai
I nobili
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Proseguiamo
Prof.ssa Sara Aschelter
Buono studio!
Conservazione alimentare
Sara Aschelter
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Prof.ssa Sara Aschelter
Indice
Storia settoriale
01
L'arte di conservare i cibi in scatola. Il giudizio dei grandi chef. Un cibo per tutti
Cibi in scatola
02
Attenzione alle frodi alimentari. Mangiamo cibo prodotto altrove, tempo fa
Cibi in scatola
03
Quiz
Cibi in scatola
04
Cresce il turismo. La borghesia frequenta l'osteria. Turismo gastronomico
Ristoranti e casalinga
05
La casalinga e la cucina. La figura della casalinga.
Ristoranti e casalinga
06
Ristoranti e casalinga
Quiz
07
Turismo nell'Ottocento. Sport al mare e in montagna. Cartoline e fotografie
Turismo di massa
08
Gli operai vanni in vacanza. L'industria del turismo. Il turismo di lusso.
Turismo di massa
09
Turismo di massa
Quiz
#0001
Prof.ssa Sara Aschelter
STORIA SETTORIALE
CONFLITTI E RIVOLUZIONI NEL PRIMO NOVECENTO DAL PUNTO DI VISTA DELL'ALIMENTAZIONE
Istituto Professionale per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera
L'ARTE DI CONSERVARE I CIBI IN SCATOLA
I motivi del successo dei cibi in scatola sono diversi: la conservazione di grandi quantità di prodotti per periodi molto lunghi permetteva al produttore di garantire un'offerta costante, senza sbalzi stagionali. Dal punto di vista gastronomico, il cibo in scatola ha convinto il gusto dei consumatori: il cibo appariva quasi identico a quello fresco.
L'arte di conservare: i cibi in scatola!
Il metodo di conservazione dei cibi è stato inventato da un confettiere francese, Nicolas Appert, nel corso dell'Ottocento. A partire dalla fine del secolo, l'industria conservativa si era diffusa in tutti i Paesi più avanzati, anche grazie al largo impiego fatto dagli eserciti in guerra.
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Un cibo per tutti
Il giudizio dei grandi chef
Il cibo in scatola permette la diffusione di prodotti alimentari a prezzi notevolmente più bassi rispetto al passato. Le differenze alimentari riguarderanno sempre più la qualità, sempre meno la quantità.
Il cibo in scatola convince anche gli chef dei ristoranti e delle case principesche. Dicono che i legumi e i pomodori siano addirittura intercambiabili! Ma non tutti lapensano allo stesso modo.
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Prof.ssa Sara Aschelter
Attenzione alle frodi alimentari!
Mangiamo cibo prodotto altrove, molto tempo fa!
Si apre la stagione delle sofisticazioni alimentari
inchiesta parlamentare sulle frodi alimentari. Nei decenni successivi, tutti i Paesi europei si sono dotati di opportune leggi a tutela della salute dei consumatori.
Attenti alle truffe, è proprio il caso di dirlo. La produzione indutriale del cibo in scatola fa gola ai tanti truffatori che sfruttano i sistemi di diffusione di massa per frodare i consumatori con le sofisticazioni alimentari. Ma cosa sono? Si sta parlando della contraffazione di prodotti alimentari realizzata in vari modi, modificandone la composizione o vendendo un prodotto diverso dal dichiarato. Tra tutti i Paesi all'avanguardia nell'industria conserviera, la Gran Bretagna istituì già nel 1834 una commissione di
Delocalizzazione e stagionalità
Prima dell'industrializzazione, si mangiava di base ciò che il territorio produceva. Con la diffusione della conservazione dei cibi in scatola, invece, la popolazione ha cominciato a consumare anche alimenti prodotti a migliaia di chilometri e molto tempo prima. E' questo un effetto della delocalizzazione del sistema alimentare, cioè dello spostamento in altri Paesi dei processi produttivi o della fasi della lavorazione di un prodotto.
Per questo motivo gli chef principeschi e l'aristocrazia non apprezzano i cibi in scatola: sono prodotti meno lussuosi, largamente diffusi. Il cibo ha sempre una funzione sociale, per questo si cercano le primizie, perché sono più costose ed esclusive... per un po'.
Prof.ssa Sara Aschelter
STORIA SETTORIALE
I cibi in scatola
e l'arte della conservazione alimentare
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 1 di 5
La maggiore diffusione dei cibi prodotti industrialmente determinò:
Una diminuzione dei prezzi
Un aumento dei prezzi
Nessun sostanziale cambiamento
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 2 di 5
Cos'è una sofisticazione alimentare?
Un cibo particolarmente ricercato
Un'alterazione di un alimento
Una primizia
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 3 di 5
Come si comportarono gli chef dei ristoranti e principeschi nei confronti dei cibi in scatola?
Tutti accolsero di buon grado i cibi in scatola
Alcuni sostennero i cibi in scatola, altri li condannarono
Tutti rifiutarono i cibi in scatola
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 4 di 5
Come si chiama il fenomeno per il quale vengono spostate in altri Paesi alcune fasi della produzione industriale?
Delocalizzazione
Stagionalità
Sofisticazione
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 5 di 5
Per quale motivo i nobili non apprezzavano i cibi in scatola?
Perché erano troppo diffusi e popolari
Per il sapore troppo diverso
Perché costavano troppo ed erano tirchi
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Proseguiamo
#0002
Prof.ssa Sara Aschelter
STORIA SETTORIALE
CONFLITTI E RIVOLUZIONI NEL PRIMO NOVECENTO DAL PUNTO DI VISTA DELL'ALIMENTAZIONE
Istituto Professionale per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera
IL RISTORANTE E LA CUCINA CASALINGA
Anche la borghesia inizia a viaggiare e le condizioni della ristorazione mutano di nuovo per stare al passo con turisti meno ricchi. Per i borghesi viaggiare rappresentava, oltre allo svago, anche una cura per la salute. Soprattutto, il viaggio non doveva costare molto.
Cresce il turismo e cambia la ristorazione.
Mentre la cucina casalinga acquista a fine Ottocento un ruolo sempre più importante, il turismo sempre più diffuso costringe anche la cucina dei ristoranti a decisivi cambiamenti. Gli alberghi si dotano di cucine professionali e puntano tutto sulla qualità delle pietanze e del servizio.In un contesto cittadino e raffinato, gli chef italiani ripropongono i piatti ricercati della cucina francese.
Il turismo gastronomico
La borghesia frequenta l'osteria
I locali che offrivano piatti della tradizione regionale isipirarono sempre più la creazione di un vero e proprio turismo gastronomico: la gastronomia, infatti, viene finalmente ritenuta parte integrante dell'identità culturale locale.
I nuovi turisti borghesi frequentano spesso le osterie, locali nuovi rispetto al passato perché erano in grado di offrire cibi caldi a volte anche ricercati. L'osteria è spesso a conduzione familiare.
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Prof.ssa Sara Aschelter
Le casalinghe e la cucina
La figura della casalinga
Le padrone di casa sono le nuove cuoche borghesi
La regina della casa che non ha diritti politici
Nei ricettari per le casalinghe si trovavano ricette molto semplici, a indicare che tuttavia non si riteneva possibile divenissero delle vere e proprie cuoche. I maggiori chef dell'epoca erano infatti uomini e solo nelle osterie la moglie dell'oste poteva ambire alla preparazione dei cibi. La loro fama di cuoche restava minore, come anche le loro paghe.
Con la diminuzione del personale di servizio nelle famiglie borghesi, il compito di occuparsi della preparazione dei cibi spetta ora alle padrone di casa.Dalla fine dell'Ottocento, infatti, numerose riviste iniziano a riportare informazioni riguardo la cucina, i ricettari, l'economia domestica, ovvero le buone regole per la conduzione della casa, per i lavori di cucito e di maglia e per la gestione della cucina. Nelle scuole medie iniziò a essere impartita nel 1950 solo nelle classi femminili e fu eliminata nel 1977.
Soprattutto nelle famiglie borghesi iniziò a diffondersi la figura della donna casalinga, figura "naturale" delle donne sposate. Alla figura si accompagna anche l'ideologia della casalinga, che attraverso l'esaltazione della regina della casa cercava di distrarre le donne dalla mancanza di diritti politici e civili. La figura della casalinga è tutta Ottocentesca, dal momento che nelle famiglie dei secoli passati, contadine o aristocratiche che fossero, non esisteva.
Le nobili delegavano i mariti e dunque i maggiordomi alla gestione della casa. Le contadine si dedicava ai lavori di campagna in generale e questi riguardavano anche la preparazione e la conservazione dei cibi. Solo nell'Ottocento le donne inizieranno a occuparsi direttamente della gestione della casa.
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STORIA SETTORIALE
Ristoranti e casalinghe
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 1 di 5
La diffusione del turismo riguardò:
Solamente gli aristocratici
Solamente i borghesi
Gli aristocratici e i borghesi
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
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DOMANDA 2 di 5
Chi frequentava le osterie?
I borghesi
Il clero
I nobili
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
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DOMANDA 3 di 5
Nelle osterie si potevano ordinare:
Piatti della cucina locale
Piatti ricercati della cucina francese
Tutti i piatti, anche quelli francesi
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
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DOMANDA 4 di 5
La figura della casalinga si affermò sempre più nel:
Novecento
Dal 1914
Ottocento
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Giusto!
Avanti
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DOMANDA 5 di 5
L'ideologia della casalinga permetteva alle donne di dimenticare:
La povertà della propria famiglia
La mancanza di diritti politici e civili
I mariti e i figli partiti per la guerra
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
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#0003
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STORIA SETTORIALE
CONFLITTI E RIVOLUZIONI NEL PRIMO NOVECENTO DAL PUNTO DI VISTA DELL'ALIMENTAZIONE
Istituto Professionale per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera
LA NASCITA DEL TURISMO DI MASSA
Quando i borghesi smisero di pensare solo al lavoro e alla vita familiare, iniziarono a vedere nel viaggio un'attività salutare. I medici raccomandavano un cambiamento d'aria a chi era costretto a lavorare tutto l'anno in città e ciò contribuì alla fama del turismo presso la classe borghese. Inoltre, il miglioramento delle vie di trasporto e comunicazione permisero spostamenti più economici e appetibili dai borghesi.
Il turismo dell'Ottocento
Il turismo fu fino alla metà dell'800 un fenomeno per nobili. Tuttavia, le sue direttive e le sue mete non cambiarono con la diffusione del turismo di massa. I I luoghi da visitare dovevano essere lontani dalle città, per offrire un contatto diretto con la natura, e dovevano offrire ulteriori servizi, come alberghi, ristoranti, sale da gioco e da ballo.
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Souvenirs - oltre il ricordo
Sport al mare e in montagna
Cartoline e fotografie permettevano di realizzare diari visivi e le guide tascabili accompagnavano il turista alla scoperta di obiettivi artistico-culturali. Anche i periodici iniziarono a fornire informazioni sulle località turistiche e sulla vita mondana dei centri di villeggiatura.
Aumenta il numero dei servizi offerti dalle località di villeggiatura: al mare si diffondono i circoli sportivi e si comincia ad andare in montagna anche d'inverno per praticare lo sci alpino
Prof.ssa Sara Aschelter
Sopravvive il turismo di lusso
Gli operai vanno in vacanza!
Anche nel turismo, i ricchi si vogliono far riconoscere!
L'Orient Express era in grado di attraversare interi continenti offrendo servizi e comfort incredibili. I ricchi americani ed europei potevano viaggiare anche in transatlantico, un vero e proprio albergo di lusso galleggiante: il Mauritania, il Normandie, il Queen Mary e il Titanic ne sono un esempio.
Se da un lato il turismo di massa iniziò a occupare la gran fetta dell'industria, anche i nobili continuarono ad amdare in vacanza. Tuttavia, per differenziarsi ancora una volta dalla massa, erano disposti a spendere di più per una qualità superiore. La tendenza è confermata dall'istituzione di numerosi Grand Hotel: il Savoy a Londra, il Ritz a Parigi, il Carlton a Cannes erano alberghi enormi, con almeno 200 camere, suites prestigiose e saloni dedicati alla vita sociale. Anche i treni si adattarono.
Oltre alla nobiltà e ai borghesi, presto anche le altre classi sociali vennero coinvolte nel fenomeno del turismo. Il tempo libero degli operai era impiegato in attività ricreative e di svago così i sindacati chiesero per i lavoratori il diritto alle vacanze, riconosciuto infine per legge in molti Stati a partire dagli anni Trenta del Novecento.
L'industria del turismo
Nacque ben presto un'industria del turismo, in grado di garantire profitti e occupazione. Il turismo è un prodotto da vendere!
Prof.ssa Sara Aschelter
STORIA SETTORIALE
Il turismo di massa
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 1 di 5
Prima dell'Ottocento, il turismo era praticato prevalentemente da:
Borghesi
Operai
Aristocratici
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 2 di 5
Il turismo di massa è un fenomeno che riguarda prevalentemente:
I borghesi
I nobili
Nobili e borghesi
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
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DOMANDA 3 di 5
Come si chiamavano i viaggi dell'aristocrazia prima dell'Ottocento?
Turismo di massa
Visiting
Grand Tours
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
Prof.ssa Sara Aschelter
DOMANDA 4 di 5
Sia al mare, sia in montagna tra i turisti iniziarono a diffondersi sempre più le:
Scuole estive
Biblioteche
Attività sportive
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Avanti
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DOMANDA 5 di 5
Quando il turismo divenne un fenomeno di massa iniziarono a essere coinvolti sempre più:
I contadini
Gli operai
I nobili
Prof.ssa Sara Aschelter
Giusto!
Proseguiamo
Prof.ssa Sara Aschelter
Buono studio!