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esperimento di thomson e millikan

Ilaria

Created on March 12, 2022

presentazione di quinta liceo scienze applicato sugli esperimenti di Thomson e Millikan

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Transcript

1896

Esperimento di

THOMS0N

indice

8. ipotesi

1. INTRODUZIONE

2. OBBIETTIVO

indice

3. ESPERIMENTO

4. DATI

5. PROCEDIMENTO

6. PRECISAZIONI

7. CONCLUSIONI

1880

1880-1896

INTRODUZIONE

Il primo interesse di Thomson per la struttura dell'atomo è già evidente dal 1884, quando pubblicò diversi scritti Treatise on the Motion of Vortex Rings, Application of Dynamics to Physics and Chemistry e Notes on Recent Researches in Electricity and Magnetism.Thomson si dedica ad uno studio sistematico dei raggi catodici, osservando che:1. i raggi vengono deviati da campi elettrici e magnetici; questo porta la presupposizione che siano costituiti da particelle cariche, quindi studiando le direzioni si può dedurre la carica. 2. cambiando il tipo di gas nel tubo, il rapporto tra q/m è costante ed identico nei vari casi

1884

1884

OBBIETTIVO

Studiando la natura dei raggi catodici e la presenza di particelle cariche, perché deviate da un campo elettrico, riesce ad classificare queste particelle, attraverso il campo magnetico, come negative.

1880

Studio dei raggi catodici e dalle deviazioni del campo elettrico

1884

1896

1909

1937

Riesce a classificare le particelle come elettroni

Millikan trova lo stesso valore dell'elettrone trovato da Thomson

Thomson vince il premio Nobel per la fisica

Svolgimento esperimento

Utilizza un tubo di Crookes a raggi catodici; dal catodo, ovvero il polo negativo viene emesso un fascio catodico per effetto termoelettronico. I raggi, con una certa velocità attraversano il campo elettrico generato dalle armature di un condensatore. Qui il raggio viene deviato e la deflessione verticale si può misurare sulla seconda parte del tubo di Crookes

esperimento

condensatore

Schematizzazione e nomenclatura utilizzata nei calcoli

P'

dati

E ---> campo elettrico perpendicolare al moto delle cariche, dovuta da una differenza di potenziale imposta dallo sperimentatore. L ---> lunghezza di entrambe le armature D ---> distanza tra l'estremo dell'armature e lo schermo fluorescente y' ---> massima deviazione sull'asse verticale delle cariche sottoposte y'' ---> differenza tra PP' e y', da cui y' + y'' = y tot = PP'

Condizioni precedenti

Prima di entrare in una regione di campo elettrico, le condizioni del fascio sono:

P'

Supponendo che il fascio sia composto da particelle di massa m e carica q, all'ingresso del campo elettrico risentono di un'accelerazione:

procedimento

Il moto risultante di queste particelle sarà dunque parabolico:

All'uscita del campo elettrico, a deviazione lungo l'asse y sarà

Esperimento

P'

procedimento

Osservando la figura è chiaro che, i raggi proseguono in linea retta inclinati con una angolo, quindi:

Esperimento

Per determinare vx, si utilizza un campo magnetico B ortogonale al campo elettrico. Variando B appropriatamente egli riesce a bilanciare gli effetti del campo elettrico e ad annullare la deviazione.

P'

procedimento

L'unica incognita che rimane è il rapporto q/m, che lo ricaviamo:

Il valore oggi aggiornato è:

Osservazioni sul campo magnetico

Una particella carica in un campo elettrico compie una traiettoria parabolica, mentre una particella carica in un campo magnetico compie una traiettoria circolare. Com'è possibile che i due effetti si bilancino? Questa approssimazione, infatti si può pensare solo se il tratto di circonferenza è molto simile al tratto parabolico.

Effetto del campo magnetico B:

precisazioni

Ricaviamo il raggio di curvatura della traiettoria B:

Visto che abbiamo bisogno di una circonferenza che vada a compensare il tartto parabolico del moto all'interno del campo, prendiamo la circonferenza centrata (0, -R), che avrà equazione:

Osservazioni sul campo magnetico

L'approssimazione di Thomson è

ovvero che la deviazione lungo y è molto minore rispetto alla distanza percorsa sull'asse x.

Otteniamo così la componente del moto lungo l'asse verticale con le correzzioni:

precisazioni

Applichiamo la correzione all'equazione che avevamo precedentemente:

Infine confrontando l'espressioni di ytot, con quella dovuta al suo campo elettrico e successivamente eliminando vx:

Conclusioni

Grazie al suo esperimento non si è scoperta l'esistenza dell'elettrone, ma mostra dei fenomeni che non contraddicono questa ipotesi, riuscendo a calcolare il rapporto tra la sua carica e la sua massa.Fu proprio Thomson a dare il nome elettrone, proveniente dal greco electron, ambra.

conclusioni

Ipotesi sulla struttura dell'atomo

Alla luce di pochi dati sperimentali in suo possesso, Thomson ipotizza un modello atomico rivoluzionario per i suoi tempi, ovvero che fosse costituito da una sfera omogenea carica di elettricità positiva, in cui gli elettroni erano distribuiti uniformemente, senza una disposizione spaziale particolare, come "l'uva di un panettone".

1909

Esperimento di

MILLIKAN

indice

1. INTRODUZIONE

2. OBBIETTIVO

indice

3. ESPERIMENTO

4. INTRO ESPERIMENTO

5. PROCEDIMENTO

6. CONCLUSIONI

7. evoluzione

1909

1909-1912

INTRODUZIONE

Successivamente all'esperimento di Thomson, 14 anni dopo, Millikan riuscì a misurare, grazie ad un esperimento la carica di un elettrone, che fino a quel momento era sconosciuta. Mise in atto un esperimento dell'Università di Chicago.

1912

1912

OBBIETTIVO

Lo scopo dell'esperimento era quello di misurare la carica elettrica di goccioline d'olio accelerate da un campo elettrico uniforme e verificare l'esistenza di una carica fondamentale e di cui tutte le cariche sono multiple.

1880

Studio dei raggi catodici e dalle deviazioni del campo elettrico

1884

1896

1909

1923

Riesce a classificare le particelle come elettroni

Millikan trova lo stesso valore dell'elettrone trovato da Thomson

premio Nobel

Svolgimento esperimento

Tra due piastre carica irradiò con raggi X finissime gocce di olio spruzzate da un atomizzatore; i raggi X provocano l'espulsione di elettroni dagli atomi del gas nell'aria e vengono captati dalle gocce d'olio che acquistano una o più cariche negative. Prima misurò la velocità di caduta nell'aria delle gocce cariche di viscosità, nota, poi misurò il voltaggio da applicare, per far si di sospendere le gocce tra le cariche. Da ciò calcolo su ogni goccia che esisteva un multiplo di 1,6022 x 10^(-19) Coulomb e concluse supponendo che ciò dovesse essere la carica di un singolo elettrone.

esperimento

Introduzione all'esperimento

intro esperimento

Le piccolissime gocce vengono spruzzare dal nebulizzatore e grazie alla forza di gravità solo alcune riescono a passare attraverso il piccolo foro in A. Sul fondo sono poste due piasre piane e parallele di carica di segno opposto, tali da genereare un campo elettrico variabile. Se il campo elettrico fosse nullo, le forze che agirebbero su una piccola goccia:

  • la forza peso che attira verso il basso
  • la forza di attrito viscoso con l'aria, che spinge verso l'alto e dipende dalla velocità
  • la forza di Archimede dovuta all'aria, che spinge verso l'alto

Esperimento

Calcoliamo la forza risultante sulla goccia. Prendiamo un sistema di riferimento monodimensionale così da dare alle forze un segno. Quindi se scegliamo come verso le coordinate crescenti verso iul basso, possiamo scrivere:

Con pa abbiamo indicato la densità dell'aria e con na il coefficiente di attrito viscoso dell'aria.

procedimento

Esprimiamo la massa della gocciolina d'olio come il prodotto tra la densità dell'olio e il volume di una sfera

Una goccia che è riuscita a superare il foro in A prosegue il suo moto verso il basso con velocità costante, per via dell'attrito viscoso, raggiunto un certo valore di velocità, la sommatoria delle forze è nulla.

Esperimento

Ricaviamo la formula della velocità della gocciolina d'olio, imponendo che le forze risultanti abbiano modulo nullo:

da cui:

procedimento

Se si irradia nell'aria raggi X è possibile creare ioni positivi e negativi. Le goccioline di olio possono acquisire carica elettrica nel momento in cui catturano uno ione. Si crea così un campo elettrico uniforme all'interno delle due piastre, che eserciterà una forza elettrica sulle gocce cariche:

Supponiamo che la lastra inferiore sia carica positivamente, mentre quella superiore negativamente, quindi di aver creato un campo che va dal basso verso l'alto. Tale forza rompe l'equilibrio che si era creato precedentemente sulle goccioline, acquistando così un'accellerazione.

Esperimento

Con l'ausiolio di un microscopio è possibile osservare le goccioline che cambiano il loro valore di velocità. La ragione di tale cambiamento è causato dal'aggiunta di una carica che prima non avevano. Ciò causa anche un cambiamento alla forza di attrito viscoso della goccia, perché dipende dalla velocità. Aggiungendop così, alla forza elettrica, la forza di attrito viscoso e imponendo l'annullamento delle forze risultanti:

procedimento

da cui:

Ricaviamo infine:

Notiamo che la velocità cambia al variare della carica q; quindi per una goccia neutra q=0 allora v1 = v, ma se la carica è elettrizzata allora la velocità aumenta o diminuisce a seconda del segno della carica. Quindi:

Conclusioni

Millikan aveva osservato che la carica delle goccioline era sempre multiplo intero di un valore fondamentale, la carica dell'elettrone. Quindi ogni goccia poteva essere caricare con -e, -2e, -3e...

conclusioni

La carica elettrica è quantizzata

La quantizzazione della carica si spiega pensando al fatto che ciò che conferisce la carica elettrica a un corpo è l'acquisizione o la perdita di elettroni, particelle elementari indivisibili.

2018 - concorso scienzafirenze

evoluzione dell'esperimento di millikan

evoluzione

https://www.diessefirenze.org/wp-content/uploads/2018/04/millikan.pdf

thank

you

presentazione di ilaria lorenzetti 5dlsa