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Copy - DA VOLPEDO PELLIzzA GIUSEPPE

savu adelinaelena

Created on March 11, 2022

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Transcript

da VOLPEDO PELLIZZA GIUSEPPE

Elena Savu

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1. Biografia e vita

INDICE

2. Divisionismo

3. Il Quarto Stato

BIOGRAFIA e VITA

Impara a disegnare nella scuola tecnica di Castelnuovo Scrivia e in seguito inizia a formarsi all’Accademia di Brera a Milano, sotto consiglio dei fratelli Grubicy che sostengono l’arte contemporanea;

visiterà studi di molti grandi autori, come Giuseppe Puricelli, e si iscriverà nel 1887 all’Accademia di San Lucca e poi all’Accademia di Francia.

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Giuseppe Pellizza nasce a Volpedo, Piemonte, nel 1868.

Giovanni Fattori

Termina così il suo tirocinio, ma non soddisfatto si iscriverà, nel 1888, anche all’accademia di Belle Arti di Giovanni Fattori a Firenze, capitale artistica internazionale.

Concluso l’anno torna a Volpedo per studiare la natura e successivamente, nel 1889, frequenta l’Accademia Carrara di Bergamo.

’Esposizione Universale di Parigi'

Sempre nello stesso anno partecipa all’Esposizione Universale di Parigi; per studiare meglio il paesaggio frequenta per poco tempo l’Accademia Linguistica a Genova.

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Espone in tutta Italia e ottiene gran successo, ma quest’ultimo culmina a Milano nel 1894 alla seconda Triennale; è ancora, però, solo l’inizio.

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Infatti dopo aver studiato per qualche mese presso l'Istituto di Studi Superiori, per aumentare la sua conoscenza storica ed anche umanistica, espone nel 1900 a Parigi all’Esposizione Internazionale con l’opera “Specchio della mia vita”.

Si trasferisce nella sua città natale e nel 1892 si sposa con Teresa Bidone, dalla quale avrà due figlie, ovvero Maria e Nerina, e un figlio; da quel momento comincerà a firmarsi aggiungendo anche “da Volpedo”

Invece nel 1902 alla Quadriennale di Torino con l’opera “Il quarto stato”, ma qui ottiene molte critiche dal pubblico e perde tutti gli amici. Devo così ricominciare da capo con la sua vita sociale.

Intanto nel 1904 viaggia verso l’Engadina per migliorarsi e nel 1906 a Roma per vendere alcune opere; purtroppo è un brutto periodo perché muore la moglie e il figlio terzogenito, così decide di suicidarsi impiccandosi nel suo studio il 14 giugno del 1907 a 39 anni.

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DIVISIONISMO

Il divisionismo è un movimento artistico che si afferma in Italia a partire dalla metà dell’800 ed è in contemporanea con il puntinismo in Francia; si basa sull’utilizzare solo i colori primari e, invece che i punti, utilizzare tratti di colore.

Viene descritto da Giuseppe in questo modo:”Il Divisionismo non mira che ad una rivoluzione tecnica perché in tal modo noi seguaci di esso crediamo di poter avvicinare le vibrazioni della luce”.

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Pellizza si avvicina al divisionismo solo durante il suo soggiorno a Firenze, in seguito ne diventerà l’esponente principale.

In seguito la sua pittura diventerà come una denuncia sociale, perché i temi principali sono quelli sociali e, in più, ogni situazione, movimento, processo cittadino, urbano diventeranno per lui oggetto di studio e quindi di rappresentazione.

Nel 1884 a Milano espone il suo primo capolavoro divisionista: “Il Fienile”.

Riesce quindi a unire la tecnica divisionista al tema realistico sociale, così che i suoi dipinti diventano un episodio di cronaca; un grande esempio è il quarto stato.

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IL QUARTO STATO

Come sappiamo Pellizza si occupa soprattutto di temi sociali, di denunce sociali delle condizioni in cui vivono gli operai e i contadini.

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L’idea di fare questo quadro Giuseppe ce l’aveva in mente da molto tempo: infatti già nel 1891 fece un primo bozzetto ad olio chiamato “Ambasciatori della fame” e nel 1895 ne fece un altro chiamato “La fiumana”; solo successivamente realizzò la versione definitiva, ovvero “Il quarto stato”.

“Il quarto stato” è uno dei dipinti più famosi di Giuseppe Pellizza da Volpedo ed è diventato un'icona davvero popolare e simbolica. Oggi si trova al museo di Milano del ‘900. Ma partiamo dall’inizio…

Inizialmente però questo quadro viene chiamato “Il cammino dei lavoratori", ispirandosi alle varie manifestazioni lavorative, poi gli venne dato il nome che ha ora per l’esposizione Quadriennale a Torino del 1902.

La formazione del dipinto è simile a quella di “La libertà che guida il popolo” di Delacroix dove la gente avanza dritta fuori dal dipinto verso l’osservatore, infatti i due pittori erano anche buoni amici.

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Delacroix

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Quindi, per concludere, questo quadro rappresenta un cammino deciso che simboleggia il voler cambiare per arrivare in un futuro in un giorno, in un domani migliore.

Tra la folla sono presenti anche dei bambini che indicano come, in questo argomento, sono coinvolti tutti.

“Il quarto stato” ha un vero effetto dinamico che attira l’osservatore per trasportarlo in quel preciso istante, in quel momento di rivolta.

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FONTI

Settemuse.it/arte_bio_D/da_volpedo_pellizza_giuseppe.htm

Attuttarte.it/artista/pellizza-da-volpedo-giuseppe.htm

Lifestar.it/2021/08/16/107046/pellizza-da-volpedo-pittore-il-quarto-stato-opere/

Attuttarte.it/opera/pellizza-da-volpedo-quarto-stato.html

Lifestar.it/2021/08/10/107056/il-quarto-stato-10-cose-da-sapere-sullopera/

FINE!