Leonardo da Vinci
L'autoritratto
Vinci, Firenze, 15 aprile 1452 Amboise, 2 maggio 1519).
I nostri disegni
L'infanzia
Leonardo su Marte
Il codice del volo
Le macchine
Giovanni Piumati
C’era una volta il piccolo borgo di Vinci, vicino a Firenze. Era posto proprio all’incrocio di curve strade bianche che dolcemente si snodavano sulla collina ondulata.
Lungo i sentieri file ordinate di cipressi alti e snelli che come sentinelle accompagnavano i viandanti.
Distese di vigneti si alternavano a campi di ulivi e girasoli.
E proprio su una di quelle colline ecco il piccolo borgo in caldi mattoni rossicci, color terra di Siena.
Una manciata di case di pietra semplici e lineari, una chiesa, un castello circondato da mura, botteghe di artigiani.
Vicoli stretti e tortuosi , strade acciottolate, una piazzetta,torri antiche , archi.
Iris bianchi, azzurri e blu straripavano dalle aiuole, vellutati ed eretti sui ciuffi di foglie-spada in primavera.
Papaveri rosso fuoco incendiavano le colline d’estate unite al giallo delle spighe dorate.
Voli di timide rondinelle, di rapaci falchi e delicate tortore volteggiavano nel cielo azzurro della Toscana, simile al colore dei fiordalisi.
Aiutandoci con pezzi di brano abbiamo descritto il villaggio di Leonardo
Immagine tratta da: Luca Novelli Leonardo e la penna del futuro Editoriale Scienza
E subito fuori del paese, tutto intorno, gli ulivi, dal tronco contorto. E poi il bosco scuro, fitto, impenetrabile come i boschi delle fiabe, con qualche raro spiazzo erboso dove pascolavano le mandrie .In uno spiazzo lo sguardo giallo e bonario di un gigantesco girasole col torcicollo vigilava sulla soglia di una casa nobile.
Proprio in quella casa viveva il piccolo Leonardo che passò la sua infanzia nella casa dei nonni, giocando allegramente tuffandosi per le colline, inseguendo il volo degli uccelli di cui era affascinato.
Nascere in quel paese sperduto in mezzo ai boschi, un paese di collina dove lo scorrere del tempo sembrava non aver neanche sfiorato, era stato per Leonardo come sbarcare su Marte…
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L’autoritratto di Leonardo
(33,5x21,6 cm), Biblioteca reale di Torino Copia su Microcip Pianeta Marte /sonda Curiosity
L'opera ci presenta il volto di un uomo anziano, con i capelli bianchi e radi e una lunga e fluente barba bianca , calvo alla sommità della testa. Per dare l'effetto del cranio liscio e calvo l'artista ricorse a pochissime linee, lasciando il foglio in alto quasi intatto.
I segni del tempo sono ben evidenti: la fronte spaziosa, stempiata è attraversata da rughe profonde; gli occhi sono scuri, torvi e infossati , sormontati da folte sopracciglia candide e arcuate. Lo sguardo accigliato è severo, rivolto a destra, con un'espressione seria e leggermente imbronciata.
Il naso appare lievemente ricurvo, in mezzo alle guance scavate e cadenti.
Il giovane leonardo
L'opera ci presenta il volto di un uomo giovane con i capelli biondi, rossicci e una lunga e fluente barba dello stesso colore. Sulla testa è sistemato un elegante copricapo di velluto nero che termina con una piuma bianca. La fronte liscia e spaziosa è in parte nascosta dal cappello , gli occhi sono scuri, tondi e rilassati, sormontati da folte sopracciglia bionde e regolari. Lo sguardo è dolce, rivolto a destra, con un'espressione seria, ma distesa. Il naso appare lievemente ricurvo in mezzo alle guance lisce e rosate, la bocca è socchiusa e si nasconde tra il folto della barba e dei baffi rossicci.
Messer Leonardo in rime
Ecco a voi Messer Leonardo dallo sguardo un po’ beffardo. E’ severo ed accigliato con il mento un po’ imbronciato.
Tra le guance un po’ scavate ci sono due labbra ben serrate e se ben le osservate sembrano un po’ corrucciate.
I capelli bianchi e radi son lunghi lunghi e ondulati e una barba bianca e fluente spaventa un po’ la gente.
Ha la fronte ormai stempiata da tante rughe solcata. Due occhi scuri e infossati, da candide sopracciglia sormontati
Pensa forse alla sua esistenzatutta dedicata alla scienza e alla sua voglia di volare che non ha potuto realizzare…
Rivolgono lo sguardo verso destradandogli un’espressione mesta… Forse pensa a Monna Lisa che ha dipinto vicino a Pisa.
La caricatura ci presenta un Leonardo giovane e spiritoso.Sulla testa è calato uno strano berretto molto in voga a quei tempi di solito fatto di feltro o di velluto. Ha la forma di un basco, è marrone scuro sui bordi e marroncino sulla punta e nasconde interamente i capelli. Una bionda barba, folta e lunga, copre quasi interamente il volto. Si vedono solo gli occhi allegri, uno strano naso rettangolare e una bocca sorridente. Indossa una tunica marroncina dalle maniche larghe e tagliate orizzontalmente, Sono molto ampie e si restringono vicino ai polsi. Sopra alla tunica ha infilato un SORCOTTO marrone lungo fino alle ginocchia e leggermente svasato che scende fino ai reni, delineando elegantemente la vita dell'uomo
e sopra ancora un giubbotto senza maniche dello stesso colore racchiuso da lacci di cuoio. Come tutti gli uomini dell’epoca ha le gambe coperte da una calzamaglia colorata e ai piedi calza un paio di stivali.
Messer Leonardo al lavoro
Immagine tratta da: Luca Novelli Leonardo e la penna del futuro Editoriale Scienza
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Un viaggio lungo 58.000.000 di chilometri per portare Leonardo da Vinci sul Pianeta Marte.
Sfoglia il codice del volo
2011, sabato 26 novembre
Alle 16:02 (ora italiana) dalla base dell'Aeronautica degli Stati Uniti d'America di Cape Canaveral il vettore Atlas V-541, è stato lanciato con successo. Oltre 3 miliardi di persone si sono collegate in diretta TV per vedere questo spettacolo. Da questo momento ha inizio la missione mondiale denominata Mars Science Laboratory (MSL).
Rover Curiosity, questo è il nome della macchina che ha il compito di raggiungere ed esplorare per la prima volta il pianeta Marte, viaggia senza passeggeri: solo tecnologia per studiare il pianeta rosso.
Ha una lunghezza di circa 3 metri e pesa 800 chilogrammi e porta con sè qualcosa di straordinario: un microchip con la scansione del "Codice del Volo" di Leonardo Da Vinci.
PASADENA, California. È arrivato su Marte alle 7.32 ora italiana del 6 agosto 2012. Curiosity, robot di quasi una tonnellata, ha finito il suo volo, durato otto mesi e mezzo, vicino ad una montagna alta 5 mila metri, il Mount Sharp, al centro del cratere Gale, sull'equatore marziano. Il rover è stato costruito dal centro Nasa Jpl per scoprire se su Marte esistano condizioni favorevoli a forme semplici di vita.
Due settimane dopo l'atterraggio, Curiosity ha incominciato a mettere alla prova i suoi strumenti e a muoversi: ha sparato fasci laser su una roccia, come test del sistema di analisi a distanza, e si è sgranchito il braccio, lungo oltre due metri cui sono appesi gli strumenti per raccogliere campioni e analizzarli. Poi i primi passi su Marte.
L'avventura è incominciata.
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Al Museo Civico di Palazzo Traversa a Bra, nelle vetrine della saletta dedicata a Giovanni Piumati che accolgono le pubblicazioni dei suoi codici leonardeschi, è stata di recente collocata una selezione delle diapositive originali che lo studioso utilizzò a supporto di una sua conferenza tenuta al Teatro Carignano di Torino nel 1907.
Le diapositive dell’epoca, antenate per così dire delle odierne, consistono in due lastrine di vetro di circa cm 10 x 8 appaiate e tenute insieme da un nastro adesivo di carta nera lungo i bordi. Venivano proiettate attraverso la lanterna magica*, il popolare strumento ottico che fu in auge fino alla prima Guerra Mondiale, secondo un procedimento messo a punto negli USA alla metà del secolo XIX. Le immagini riprodotte sui nostri esemplari spaziano dagli schizzi del Codice sul Volo degli uccelli alle dettagliate analisi degli studi sull’anatomia nonché alle ingegnose “costruzioni” del Codice Atlantico, anche se non mancano fotografie dei dipinti o dei disegni artistici più noti di Leonardo * lanterna magica
E' un'apparecchiatura per proiettare delle immagini fisse, consistente in una scatola chiusa nella quale è posta una candela, la cui luce passa attraverso un foro praticato sulla scatola sulla quale è applicata una lente. E' un procedimento del tutto analogo a quello dei moderni proiettori di diapositive.
Normalmente si proiettano delle immagini dipinte su una lastra di vetro, su una parete
o uno schermo, in una stanza buia.
Che genio quel Giovanni Piumati che i codici di Leonardo ha ben decifrati. Usando uno specchio e la sua intelligenza a noi ha lasciato questa conoscenza.Che lavoro paziente e di riguardo tradurre quegli scritti di Leonardo. Le pagine del codice ha ben fotografato e poi una ad una il testo ha ricopiato.Dalla ridente Bra un giorno se ne andò e alla ricerca dei codici l'Europa giro' in compagnia di Fedor il russo che amava l’arte e il lusso. E quando finalmente li trovo'sul vetro li fotografo'per poi tornare in patria a lavoraree i codici poter riordinare e pubblicare. Tra una traduzione e una trascrizione non abbandono' mai la sua passione dipingendo paesaggi incantati e schizzi dai tratti delicati. La nostra scuola a lui è dedicata ed anche la via appena aggiustata e a Palazzo Traversa, in una stanza,puoi ammirare i suoi lavori degni di importanza.
Alcune opere di Giovanni Piumati
Paesaggio a primavera, Olio su cartone telato, cm 33 x 48
Ponte di Annibale. Alpi piemontesi,
1908 (firmato e datato). Olio su tela,
cm. 149 x 104
Baita fra gli alberi, inizio sec. XX (siglato GP). Olio su cartoncino,
cm. 35 x 25
La fontana
nel giardino, Olio su cartone,
cm 35 x 51,5
PLENILUNIO Giovanni Piumati lavoro di osservazione e descrizione
SULLO SFONDO
OLTRE
AL CENTRO
PRIMO PIANO
Schema descrittivo
PRIMO PIANO
un pascolo verdeggiante
e una fila di mucche
un gruppo di casa di pietra, una fila di alberi
AL CENTRO
AL CENTRO
la cima dei monti di Colle San Giovanni
OLTRE
la luna che spunta dietro ai monti
SULLO SFONDO
Verbalizza lo schema e descrivi il paesaggio
Il quadro si presenta in campo lungo, con un paesaggio di montagna al tramonto. Incominciano la nostra osservazione partendo da ciò che vediamo in primo piano. Su un pascolo verdeggiante, leggermente inclinato, una fila di mucche, alcune marroni, altre pezzate, seguono in fila indiana un vaccaro che le sta portando nella stalla per la notte.Gli animali procedono lungo un sentiero sterrato che porta all'imbocco del cascinale.
AL CENTRO
Al centro della scena si staglia un gruppo di casette in pietra con il tetto di ardesia e i muri rocciosi. Le casetta sono circondate da alberi folti e ombrosi, sistemati a destra e a sinistra della borgata. Uno in particolare si innalza altissimo nascondendo parte del paesaggio e delle montagne.
Oltre il gruppo di case si delinea il profilo morbido delle montagne di Colle San Giovanni,illuminate dal chiarore lunare
Sullo sfondo si puo' ammirare uno splendido disco dorato:come una palla infuocata la luna sale da dietro ai monti illuminandoil cielo coi i suoi raggi argentei, rubando la scena al tutto il paesaggio.
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LE MACCHINE DI LEONARDO
Il carrarmato
Il paracadute
La macchina volante
Costruisci il paracadute
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Il prototipo dell'elicotetro
la catapulta
Albert Einstein
L'autoritratto:dato il volto costruisci il tuo leonardo
Immagina i luoghi di Leonardo
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L'AVVENTUROSA STORIA Il codice pervenne alla Biblioteca Reale di Torino dopo trasferimenti e peripezie rocamboleschi. Un'odissea durata quattro secoli durante i quali il prezioso manoscritto cambiò una dozzina di proprietari, a incominciare dall'erede di Leonardo, Francesco Melzi.Comprato e poi dimenticato, riscoperto e rivenduto, ma anche rubato insieme ad altri manoscritti del Maestro, il Codice del Volo viaggiò per migliaia di chilometri attraverso l'Europa, da Amboise, dove Leonardo morì, a Parigi, Londra, Milano con un'ultima tappa in Siberia. Fu donato ai Savoia nel 1893 da uno studioso russo del Rinascimento italiano, Teodoro Sabachnikoff con il quale aveva collaborato lo studioso Giovanni Piumati che ne aveva tradotto le pagine: dei 18 fogli ne mancavano 4, che si aggiunsero successivamente per altre donazioni.
Il codice del volo
Il codice sul volo degli uccelli è il cuore del grande trattato che Leonardo sognava ma non riuscì a scrivere. Immaginava di consegnare ai posteri in quattro libri il segreto delle leggi fisiche che regolano il volo degli uccelli da cui avrebbe dedotto le istruzioni per costruire una macchina volante pilotata dall'uomo.
Il Codice del Volo è un fascicoletto composto da 18 fogli di 21 per 15 centimetri, fitti di note, schizzi, osservazioni, intuizioni scientifiche. Ha una modesta copertina in cartone cui si aggiunse nell'800 una rilegatura e una custodia in pelle più preziosa.
LA SCIENZA DEL VOLO IN 18 FOGLI Il manoscritto documenta le meticolose e geniali osservazioni di Leonardo sul volo degli uccelli, in particolare di un nibbio. Tra l'altro egli individua i due punti fondamentali che nel volatile consentono l'assetto in aria: l baricentro e il centro di resistenza delle ali. Sono il fondamento per la macchina che farà librare in aria l'uomo: una sorta di piccola gabbia alla quale sono collegate due gigantesche ali meccaniche di complessa articolazione, capaci di disporsi rispetto ai flussi d'aria in modo da sostenersi nel vento, cabrare e picchiare. È il moderno volo degli alianti. L'artista di Vinci giunge in questo modo ad un passo dall'individuazione delle leggi aerodinamiche che governanoil volo senza motore, e lascia nel codice ora a Torino e nelle molte altreosservazioni disseminate in manoscritti diversi, la maggior trattazione aeronautica anteriore al secolo XIX.
IL PILOTA E IL POLLO La profondità progettuale di Leonardo arriva ad affrontare il problema della sicurezza del pilota della sua macchina: immagina di proteggerlo con otri pieni d'acqua che attutiscano le conseguenze di una eventuale caduta. È commovente, nella terza pagina di copertina del manoscritto, un appunto che apre uno squarcio sulla quotidianità del genio: una piccola nota di spese, fra le quali due soldi per un pollo.
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LENARDO E GIOVANNI PIUMATI
bragiuse
Created on March 10, 2022
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Leonardo da Vinci
L'autoritratto
Vinci, Firenze, 15 aprile 1452 Amboise, 2 maggio 1519).
I nostri disegni
L'infanzia
Leonardo su Marte
Il codice del volo
Le macchine
Giovanni Piumati
C’era una volta il piccolo borgo di Vinci, vicino a Firenze. Era posto proprio all’incrocio di curve strade bianche che dolcemente si snodavano sulla collina ondulata. Lungo i sentieri file ordinate di cipressi alti e snelli che come sentinelle accompagnavano i viandanti. Distese di vigneti si alternavano a campi di ulivi e girasoli. E proprio su una di quelle colline ecco il piccolo borgo in caldi mattoni rossicci, color terra di Siena. Una manciata di case di pietra semplici e lineari, una chiesa, un castello circondato da mura, botteghe di artigiani. Vicoli stretti e tortuosi , strade acciottolate, una piazzetta,torri antiche , archi. Iris bianchi, azzurri e blu straripavano dalle aiuole, vellutati ed eretti sui ciuffi di foglie-spada in primavera. Papaveri rosso fuoco incendiavano le colline d’estate unite al giallo delle spighe dorate. Voli di timide rondinelle, di rapaci falchi e delicate tortore volteggiavano nel cielo azzurro della Toscana, simile al colore dei fiordalisi.
Aiutandoci con pezzi di brano abbiamo descritto il villaggio di Leonardo
Immagine tratta da: Luca Novelli Leonardo e la penna del futuro Editoriale Scienza
E subito fuori del paese, tutto intorno, gli ulivi, dal tronco contorto. E poi il bosco scuro, fitto, impenetrabile come i boschi delle fiabe, con qualche raro spiazzo erboso dove pascolavano le mandrie .In uno spiazzo lo sguardo giallo e bonario di un gigantesco girasole col torcicollo vigilava sulla soglia di una casa nobile. Proprio in quella casa viveva il piccolo Leonardo che passò la sua infanzia nella casa dei nonni, giocando allegramente tuffandosi per le colline, inseguendo il volo degli uccelli di cui era affascinato. Nascere in quel paese sperduto in mezzo ai boschi, un paese di collina dove lo scorrere del tempo sembrava non aver neanche sfiorato, era stato per Leonardo come sbarcare su Marte…
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L’autoritratto di Leonardo (33,5x21,6 cm), Biblioteca reale di Torino Copia su Microcip Pianeta Marte /sonda Curiosity
L'opera ci presenta il volto di un uomo anziano, con i capelli bianchi e radi e una lunga e fluente barba bianca , calvo alla sommità della testa. Per dare l'effetto del cranio liscio e calvo l'artista ricorse a pochissime linee, lasciando il foglio in alto quasi intatto. I segni del tempo sono ben evidenti: la fronte spaziosa, stempiata è attraversata da rughe profonde; gli occhi sono scuri, torvi e infossati , sormontati da folte sopracciglia candide e arcuate. Lo sguardo accigliato è severo, rivolto a destra, con un'espressione seria e leggermente imbronciata. Il naso appare lievemente ricurvo, in mezzo alle guance scavate e cadenti.
Il giovane leonardo
L'opera ci presenta il volto di un uomo giovane con i capelli biondi, rossicci e una lunga e fluente barba dello stesso colore. Sulla testa è sistemato un elegante copricapo di velluto nero che termina con una piuma bianca. La fronte liscia e spaziosa è in parte nascosta dal cappello , gli occhi sono scuri, tondi e rilassati, sormontati da folte sopracciglia bionde e regolari. Lo sguardo è dolce, rivolto a destra, con un'espressione seria, ma distesa. Il naso appare lievemente ricurvo in mezzo alle guance lisce e rosate, la bocca è socchiusa e si nasconde tra il folto della barba e dei baffi rossicci.
Messer Leonardo in rime
Ecco a voi Messer Leonardo dallo sguardo un po’ beffardo. E’ severo ed accigliato con il mento un po’ imbronciato.
Tra le guance un po’ scavate ci sono due labbra ben serrate e se ben le osservate sembrano un po’ corrucciate.
I capelli bianchi e radi son lunghi lunghi e ondulati e una barba bianca e fluente spaventa un po’ la gente.
Ha la fronte ormai stempiata da tante rughe solcata. Due occhi scuri e infossati, da candide sopracciglia sormontati
Pensa forse alla sua esistenzatutta dedicata alla scienza e alla sua voglia di volare che non ha potuto realizzare…
Rivolgono lo sguardo verso destradandogli un’espressione mesta… Forse pensa a Monna Lisa che ha dipinto vicino a Pisa.
La caricatura ci presenta un Leonardo giovane e spiritoso.Sulla testa è calato uno strano berretto molto in voga a quei tempi di solito fatto di feltro o di velluto. Ha la forma di un basco, è marrone scuro sui bordi e marroncino sulla punta e nasconde interamente i capelli. Una bionda barba, folta e lunga, copre quasi interamente il volto. Si vedono solo gli occhi allegri, uno strano naso rettangolare e una bocca sorridente. Indossa una tunica marroncina dalle maniche larghe e tagliate orizzontalmente, Sono molto ampie e si restringono vicino ai polsi. Sopra alla tunica ha infilato un SORCOTTO marrone lungo fino alle ginocchia e leggermente svasato che scende fino ai reni, delineando elegantemente la vita dell'uomo e sopra ancora un giubbotto senza maniche dello stesso colore racchiuso da lacci di cuoio. Come tutti gli uomini dell’epoca ha le gambe coperte da una calzamaglia colorata e ai piedi calza un paio di stivali.
Messer Leonardo al lavoro
Immagine tratta da: Luca Novelli Leonardo e la penna del futuro Editoriale Scienza
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Un viaggio lungo 58.000.000 di chilometri per portare Leonardo da Vinci sul Pianeta Marte.
Sfoglia il codice del volo
2011, sabato 26 novembre Alle 16:02 (ora italiana) dalla base dell'Aeronautica degli Stati Uniti d'America di Cape Canaveral il vettore Atlas V-541, è stato lanciato con successo. Oltre 3 miliardi di persone si sono collegate in diretta TV per vedere questo spettacolo. Da questo momento ha inizio la missione mondiale denominata Mars Science Laboratory (MSL). Rover Curiosity, questo è il nome della macchina che ha il compito di raggiungere ed esplorare per la prima volta il pianeta Marte, viaggia senza passeggeri: solo tecnologia per studiare il pianeta rosso. Ha una lunghezza di circa 3 metri e pesa 800 chilogrammi e porta con sè qualcosa di straordinario: un microchip con la scansione del "Codice del Volo" di Leonardo Da Vinci.
PASADENA, California. È arrivato su Marte alle 7.32 ora italiana del 6 agosto 2012. Curiosity, robot di quasi una tonnellata, ha finito il suo volo, durato otto mesi e mezzo, vicino ad una montagna alta 5 mila metri, il Mount Sharp, al centro del cratere Gale, sull'equatore marziano. Il rover è stato costruito dal centro Nasa Jpl per scoprire se su Marte esistano condizioni favorevoli a forme semplici di vita. Due settimane dopo l'atterraggio, Curiosity ha incominciato a mettere alla prova i suoi strumenti e a muoversi: ha sparato fasci laser su una roccia, come test del sistema di analisi a distanza, e si è sgranchito il braccio, lungo oltre due metri cui sono appesi gli strumenti per raccogliere campioni e analizzarli. Poi i primi passi su Marte. L'avventura è incominciata.
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Al Museo Civico di Palazzo Traversa a Bra, nelle vetrine della saletta dedicata a Giovanni Piumati che accolgono le pubblicazioni dei suoi codici leonardeschi, è stata di recente collocata una selezione delle diapositive originali che lo studioso utilizzò a supporto di una sua conferenza tenuta al Teatro Carignano di Torino nel 1907. Le diapositive dell’epoca, antenate per così dire delle odierne, consistono in due lastrine di vetro di circa cm 10 x 8 appaiate e tenute insieme da un nastro adesivo di carta nera lungo i bordi. Venivano proiettate attraverso la lanterna magica*, il popolare strumento ottico che fu in auge fino alla prima Guerra Mondiale, secondo un procedimento messo a punto negli USA alla metà del secolo XIX. Le immagini riprodotte sui nostri esemplari spaziano dagli schizzi del Codice sul Volo degli uccelli alle dettagliate analisi degli studi sull’anatomia nonché alle ingegnose “costruzioni” del Codice Atlantico, anche se non mancano fotografie dei dipinti o dei disegni artistici più noti di Leonardo * lanterna magica E' un'apparecchiatura per proiettare delle immagini fisse, consistente in una scatola chiusa nella quale è posta una candela, la cui luce passa attraverso un foro praticato sulla scatola sulla quale è applicata una lente. E' un procedimento del tutto analogo a quello dei moderni proiettori di diapositive. Normalmente si proiettano delle immagini dipinte su una lastra di vetro, su una parete o uno schermo, in una stanza buia.
Che genio quel Giovanni Piumati che i codici di Leonardo ha ben decifrati. Usando uno specchio e la sua intelligenza a noi ha lasciato questa conoscenza.Che lavoro paziente e di riguardo tradurre quegli scritti di Leonardo. Le pagine del codice ha ben fotografato e poi una ad una il testo ha ricopiato.Dalla ridente Bra un giorno se ne andò e alla ricerca dei codici l'Europa giro' in compagnia di Fedor il russo che amava l’arte e il lusso. E quando finalmente li trovo'sul vetro li fotografo'per poi tornare in patria a lavoraree i codici poter riordinare e pubblicare. Tra una traduzione e una trascrizione non abbandono' mai la sua passione dipingendo paesaggi incantati e schizzi dai tratti delicati. La nostra scuola a lui è dedicata ed anche la via appena aggiustata e a Palazzo Traversa, in una stanza,puoi ammirare i suoi lavori degni di importanza.
Alcune opere di Giovanni Piumati
Paesaggio a primavera, Olio su cartone telato, cm 33 x 48
Ponte di Annibale. Alpi piemontesi, 1908 (firmato e datato). Olio su tela, cm. 149 x 104
Baita fra gli alberi, inizio sec. XX (siglato GP). Olio su cartoncino, cm. 35 x 25
La fontana nel giardino, Olio su cartone, cm 35 x 51,5
PLENILUNIO Giovanni Piumati lavoro di osservazione e descrizione
SULLO SFONDO
OLTRE
AL CENTRO
PRIMO PIANO
Schema descrittivo
PRIMO PIANO
un pascolo verdeggiante e una fila di mucche
un gruppo di casa di pietra, una fila di alberi
AL CENTRO
AL CENTRO
la cima dei monti di Colle San Giovanni
OLTRE
la luna che spunta dietro ai monti
SULLO SFONDO
Verbalizza lo schema e descrivi il paesaggio
Il quadro si presenta in campo lungo, con un paesaggio di montagna al tramonto. Incominciano la nostra osservazione partendo da ciò che vediamo in primo piano. Su un pascolo verdeggiante, leggermente inclinato, una fila di mucche, alcune marroni, altre pezzate, seguono in fila indiana un vaccaro che le sta portando nella stalla per la notte.Gli animali procedono lungo un sentiero sterrato che porta all'imbocco del cascinale.
AL CENTRO
Al centro della scena si staglia un gruppo di casette in pietra con il tetto di ardesia e i muri rocciosi. Le casetta sono circondate da alberi folti e ombrosi, sistemati a destra e a sinistra della borgata. Uno in particolare si innalza altissimo nascondendo parte del paesaggio e delle montagne.
Oltre il gruppo di case si delinea il profilo morbido delle montagne di Colle San Giovanni,illuminate dal chiarore lunare
Sullo sfondo si puo' ammirare uno splendido disco dorato:come una palla infuocata la luna sale da dietro ai monti illuminandoil cielo coi i suoi raggi argentei, rubando la scena al tutto il paesaggio.
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LE MACCHINE DI LEONARDO
Il carrarmato
Il paracadute
La macchina volante
Costruisci il paracadute
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Il prototipo dell'elicotetro
la catapulta
Albert Einstein
L'autoritratto:dato il volto costruisci il tuo leonardo
Immagina i luoghi di Leonardo
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L'AVVENTUROSA STORIA Il codice pervenne alla Biblioteca Reale di Torino dopo trasferimenti e peripezie rocamboleschi. Un'odissea durata quattro secoli durante i quali il prezioso manoscritto cambiò una dozzina di proprietari, a incominciare dall'erede di Leonardo, Francesco Melzi.Comprato e poi dimenticato, riscoperto e rivenduto, ma anche rubato insieme ad altri manoscritti del Maestro, il Codice del Volo viaggiò per migliaia di chilometri attraverso l'Europa, da Amboise, dove Leonardo morì, a Parigi, Londra, Milano con un'ultima tappa in Siberia. Fu donato ai Savoia nel 1893 da uno studioso russo del Rinascimento italiano, Teodoro Sabachnikoff con il quale aveva collaborato lo studioso Giovanni Piumati che ne aveva tradotto le pagine: dei 18 fogli ne mancavano 4, che si aggiunsero successivamente per altre donazioni.
Il codice del volo
Il codice sul volo degli uccelli è il cuore del grande trattato che Leonardo sognava ma non riuscì a scrivere. Immaginava di consegnare ai posteri in quattro libri il segreto delle leggi fisiche che regolano il volo degli uccelli da cui avrebbe dedotto le istruzioni per costruire una macchina volante pilotata dall'uomo. Il Codice del Volo è un fascicoletto composto da 18 fogli di 21 per 15 centimetri, fitti di note, schizzi, osservazioni, intuizioni scientifiche. Ha una modesta copertina in cartone cui si aggiunse nell'800 una rilegatura e una custodia in pelle più preziosa.
LA SCIENZA DEL VOLO IN 18 FOGLI Il manoscritto documenta le meticolose e geniali osservazioni di Leonardo sul volo degli uccelli, in particolare di un nibbio. Tra l'altro egli individua i due punti fondamentali che nel volatile consentono l'assetto in aria: l baricentro e il centro di resistenza delle ali. Sono il fondamento per la macchina che farà librare in aria l'uomo: una sorta di piccola gabbia alla quale sono collegate due gigantesche ali meccaniche di complessa articolazione, capaci di disporsi rispetto ai flussi d'aria in modo da sostenersi nel vento, cabrare e picchiare. È il moderno volo degli alianti. L'artista di Vinci giunge in questo modo ad un passo dall'individuazione delle leggi aerodinamiche che governanoil volo senza motore, e lascia nel codice ora a Torino e nelle molte altreosservazioni disseminate in manoscritti diversi, la maggior trattazione aeronautica anteriore al secolo XIX.
IL PILOTA E IL POLLO La profondità progettuale di Leonardo arriva ad affrontare il problema della sicurezza del pilota della sua macchina: immagina di proteggerlo con otri pieni d'acqua che attutiscano le conseguenze di una eventuale caduta. È commovente, nella terza pagina di copertina del manoscritto, un appunto che apre uno squarcio sulla quotidianità del genio: una piccola nota di spese, fra le quali due soldi per un pollo.
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