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stalinismo
Domenica Lavalle
Created on March 10, 2022
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Transcript
Lo stalinismo in Unione Sovietica
L’ASCESA DI STALIN NEL PARTITO COMUNISTA
Nel 1922 Stalin diventa segretario generale del Partito comunista dell’Unione Sovietica (PCUS), assumendo gradualmente il controllo totale del paese.
All’interno del partito si crea la trojka, un’alleanza per isolare Trockij, capo dell’Armata rossa e sostenitore della rivoluzione permanente a livello internazionale. Stalin, che invece sostiene la necessità di consolidare il socialismo soltanto in URSS, nel 1927 fa espellere Trockij dal partito, ottenendo il pieno controllo sul PCUS e sull’URSS.
Sul piano economico Stalin cambia più volte posizione: dalla statalizzazione alla parziale privatizzazione con la NEP fino alla pianificazione statale dell’economia (1929).
Viene vietata ogni forma di privatizzazione del mercato e viene avviata la collettivizzazione delle campagne.
LA PIANIFICAZIONE DELL’ECONOMIA SOVIETICA
Dal 1929 Stalin avvia una “rivoluzione dall’alto” per aumentare l’industrializzazione dell’URSS. Viene varato il primo piano quinquennale di sviluppo economico (1928-1933) al fine di spingere ai limiti massimi le potenzialità produttive del paese.
Per ottimizzare l’industrializzazione e il progresso agricolo viene attuata la collettivizzazione forzata delle terre. I contadini vengono raggruppati in aziende statali (sovkhoz) o in cooperative collettive (kolchoz).
Collettivizzazione delle terre
- Prima fase (1928-29): si cerca di convincere i contadini a rinunciare volontariamente alle terre.
- Seconda fase (1930-33): collettivizzazione forzata.
Stalin si impegna ad eliminare i kulaki (contadini in possesso di terre) in quanto classe, internandoli in campi di lavoro e rieducazione forzata (gulag).
Questi fattori, uniti alle requisizioni dei viveri, generano una terribile carestia che peggiora l’arretratezza dell’URSS.
La politica industriale di Stalin è molto drastica (produzione di beni strumentali all’uso industriale a scapito dei beni di consumo individuale) e peggiora la qualità di vita.
Per aumentare la produttività degli operai viene avviata un’opera di propaganda basata sull’esaltazione del lavoro (stakhanovismo).
Il primo piano quinquennale di Stalin riesce nell’intento di aumentare la produzione industriale.
L’EPOCA NERA DELLO STALINISMO
La cultura russa viene uniformata secondo le direttive del PCUS (realismo socialista).
Alla letteratura e al cinema viene affidato il compito di educare le masse sovietiche trasmettendo messaggi positivi al regime, sempre più autoritario e repressivo.
Si diffonde rapidamente l’istruzione di base e calano i livelli di disoccupazione: queste misure e la feroce propaganda alimentano un culto della personalità nei
confronti di Stalin, che si presenta come il padre e il “timoniere” del comunismo russo. Iniziano ad emergere i primi oppositori del regime.
Dal 1934 Stalin inizia una sistematica campagna di repressione ed eliminazione fisica degli oppositori politici. Il popolo viene incitato alla delazione generalizzata nei confronti di possibili nemici del regime.
Grandi purghe (1936-1938) punto più alto del grande terrore staliniano, consistono nell’epurazione sistematica degli avversari politici del regime. Vengono indetti processi pubblici in seguito a confessioni estorte con la tortura.
Il grande terrore staliniano prosegue per tutti gli anni Trenta, anche nei confronti degli stessi collaboratori del partito se ritenuti pericolosi. Nel 1940 Stalin ordina l’assassinio di Trockij, rifugiatosi a Città del Messico.
Gulag (acronimo che in russo significa “amministrazione generale dei campi di lavoro correttivi”) Simbolo del terrore staliniano, sono campi di lavoro forzato in cui vengono rinchiusi i nemici dello Stato (vittime della dekulakizzazione e delle purghe).
La rete dei gulag: repressione e sfruttamento