Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

Carnevale in Italia

bragiuse

Created on January 18, 2022

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Word Search: Corporate Culture

Corporate Escape Room: Operation Christmas

Happy Holidays Mobile Card

Christmas Magic: Discover Your Character!

Christmas Spirit Test

Branching Scenario: Save Christmas

Correct Concepts

Transcript

Clicca sulle maschere in fondo e nell’Italia dei Carnevali ti troverai

Pantalone Veneto

Gianduia Piemonte

Capitan Spaventa Liguria

Pulcinella Campania

Pancrazio Puglia

Rugantino Lazio

Mamuthones Issocadores Sardegna

Giangiurgolo Calabria

Carnevale in Piemonte

  • Il carnevale di Santhià
  • Il carnevale di Ivrea
  • La maschera tipica
  • Le ricette

Il carnevale di Santhià

  • Il carnevale di Santhià è il secondo per importanza in Piemonte. Quindici giorni prima del carnevale si svolgeva la sfilata dei maiali “la Salamada” che ,infiocchettati, venivano condotti al macello. La tradizione ora non viene più ripetuta e ,il Martedì Grasso si svolgono i 24 giochi di Gianduia(gare per i bimbi)ed il “Rogo del Babaciù”durante il quale si brucia un fantoccio che rappresenta il carnevale.
  • Il carnevale di Santhià è interpretato da due maschere storiche: gli sposi Stevulin dla Plisera e Majuitin dal Pampardù , che prendono il nome da due cascine realmente esistenti.

Il carnevale d ‘ Ivrea

Il carnevale storico più conosciuto in Piemonte è quello d’Ivrea con la famosa “battaglia delle arance” che si svolge lungo le vie cittadine. I festeggiamenti iniziano il giorno dell’ Epifania e ricordano una insurrezione del popolo che nel 1194 si ribellò ad un marchese prepotente usando i sassi come armi. Attualmente le pietre sono state sostituite con delle arance,un frutto che,da queste parti,nulla ha di tradizionale. Gli spettatori,per non essere colpiti,devono indossare il berretto frigio, di colore rosso, simbolo della libertà.

Gianduia

La più popolare maschera del Piemonte è Gianduia. Questo personaggio nacque grazie ad un burattinaio che alla fine del 1700, a Genova , aveva un enorme successo con il suo burattino di nome Gironi che, in dialetto piemontese significa Gerolamo. Il burattinaio fu costretto a cambiare il nome della sua marionetta perché si chiamava come il fratello dell’imperatore Napoleone . Che nome poteva scegliere ? In quel periodo il burattinaio incontrò a Caglianetto, in provincia di Asti,un contadino simpatico, arguto e furbo, un certo Gioan d’la douja perché in qualsiasi osteria entrasse chiedeva un boccale di vino (douja in piemontese) . Così Gerolamo diventò Gianduia . Gianduia indossa un tricorno e la parrucca con il codino .L’ abito borghese è di panno marrone bordato di rosso , con un panciotto giallo e le calze rosse . Al collo porta un fiocco verde – oliva . Ha le scarpe nere e calzini rossi . E’ un galantuomo a cui piace il vino ,l’ allegria e la buona tavola . La sua compagna è Giacometta , donna coraggiosa e pratica , semplice ma dotata di buonsenso . Il suo abbigliamento è composto di un abito rosso con sopra un grembiule bianco , ha il collo un fazzoletto verde , sul capo un cappello giallo legato con un nastro rosso , calze nere e scarpe gialle .

BUGIE

  • Ingredienti
  • 500 g. farina
  • 100 g. zucchero
  • 30 g. burro fuso
  • 3 uova
  • 1 bustina di lievito
  • 1 bicchierino di vino bianco frizzante
  • Preparazione
  • Mescolare gli ingredienti sulla spianatoia,impastare bene stendere con il mattarello una sfoglia sottile.
  • Ricavare dalla pasta dei rettangolini e friggerli in abbondante olio bollente.
  • Scolarli e spolverizzarli di zucchero a velo.

Carnevale in Calabria

  • Carnevale di Amantea
  • La maschera tipica
  • Le ricette

Il carnevale di Amantea (Cosenza)

I carri e i gruppi mascherati sfilano nel paese calabrese insieme a bande musicali e artisti di strada. Famose sono le specialità della cucina locale,tipica a carnevale è la “frittata i carnulevaru”,preparata con spaghetti,salsicce,ciccioli di maiale,formaggio,uova.

Giangiurgolo

La maschera tipica della Calabria è Giangiurgolo ,uno spadaccino spaccone ma pauroso ,con il vizio di mangiare e bere. L’abbigliamento è quello di capitano spagnolo con elementi calabresi. Giangurgolo porta sul volto una mascherina rossa con un nasone di cartone, in testa un alto cappello a forma di cono, di colore marrone o nero, con fascia rossa, ornato con una cadente piuma di pavone. Indossa un collettone bianco alla spagnola tutto pieghettato, un corpetto rosso e un giubbone a righe gialle e rosse con polsini bianchi merlettati, calzoni sotto il ginocchio e calze sempre a righe gialle e rosse, scarpe di vernice nera con fibbia, cinturone e un lungo spadone con bandoliera.

La pignolata

  • Ingredienti:
  • farina
  • uova
  • zucchero
  • aromi naturali
  • strutto
  • Preparazione:
  • Disporre sulla spianatoia la farina, lo zucchero, le uova, lo strutto e gli aromi naturali.
  • Impastare e lasciare riposare la pasta per un’ora al coperto.
  • Spianare la pasta con il mattarello, tagliare delle piccole forme ovali e cuocerle nel forno.

Carnevale in Campania

  • Carnevale a Montemilleto
  • La maschera tipica
  • Le ricette

Il carnevale di Montemilletto

La ZEZA (carnevale).”Zeza” è in Campania il diminutivo del nome femminile Lucrezia,consorte di Pulcinella. Nel carnevale di Montemilletto,la “Zeza” è anche una storia cantata da un rinomato complesso locale, nella quale si raccontano i difficili e litigiosi amori di Pulcinella con la sua donna. Alla fine, un ‘animatissima quadriglia ballata da numerose coppie locali , anche di una certa età . Il carnevale della Zeza è uno dei più rinomati in tutta la Campania .

Pulcinella

  • Pulcinella, insieme alla pizza e al golfo con il Vesuvio sullo sfondo, è diventato il simbolo di Napoli:essendo semplicione e pigro, generoso e spontaneo, incarnava infatti alla perfezione la filosofia di vita dei napoletani. Era in continua lotta contro le avversità e le durezze della vita. Il nome deriva dal latino “Pullicenus”, cioè “piccolo pulcino”, con il significato di uomo impacciato e sprovveduto.

    Gli Struffoli

    • Preparazione
    • Fare ammorbidire lo strutto
    • Grattuggiare la scorza del limone e delle arance e tagliare a pezzettini i canditi. Impastare la farina con lo zucchero, un pizzico di sale, le uova, lo strutto, e la scorza del limone. Lavorare il composto finché avrete ottenuto un impasto omogeneo.
    • Con l’impasto fare dei cilindretti da cui ricaverete dei pozzetti simili a ceci. Friggeteli in olio ben caldo, fateli dorare quindi metterli a perdere l’unto su carta da cucina. Scaldate il miele per 5 minuti, spegnete il fuoco, unite le scorze delle arance, i canditi e di struffoli fritti. Mescolate con delicatezza, quindi versate il composto su un piatto di portata e, con le mani inumidite dategli la forma di una montagnola.
    • Fate riposare un’ora prima di servire.

    Ingredienti:

    • farina
    • uova
    • strutto
    • Arance
    • limone,
    • canditi assortiti,
    • miele,
    • olio di semi
    • zucchero.

    Carnevale in Lazio

    • Carnevale in Ciociaria
    • La maschera tipica
    • Le ricette

    Carnevale in Ciociaria

    In Ciociaria la ricorrenza è sempre stata vissuta tra balli, maschere e cortei caratteristici.Dall’Abruzzo giungono gli zampognari che passano per le strade suonando la zampogna. All’ inizio del secolo, in alcuni paesi si svolgeva la caccia alla bufala, importata dalle truppe spagnole, che stava ad imitare la corrida. I giovani correvano dietro alle bufale, lasciate libere per le vie e, quando l’animale veniva raggiunto perché stremato, era macellato e la carne distribuita ai paesani.

    Rugantino

    E’ il classico “bullo” . La caratteristica principale di Rugantino è sicuramente l'arroganza. Il suo nome, infatti, deriva proprio dal termine "ruganza" ovvero arroganza.Il 13 settembre 1848 Odoardo Zuccari lo presenta sul primo numero della rivista satirica Il primo Rugantino appariva vestito da sbirro; alcune volte veniva rappresentato come capo degli sbirri, altre volte come brigante. Nel corso degli anni queste caratteristiche andarono perdendosi per identificare la maschera sempre di più con il giovane fanfarone di quartiere un po' delinquente, pronto con la lingua e sbruffone, ma soccombente al momento di menar le mani. La maschera tipica lo vede vestito da popolano con un abbigliamento povero: brache al ginocchio un po' consunte, fascia intorno alla vita, camicia con casacca e fazzoletto al collo.

    Ciecamariti

    • 1 uovo intero
    • 1 cucchiaio di olio d’oliva
    • 1 cucchiaio di zucchero
    • Buccia di limone grattugiata
    • Un pizzico di sale
    • Farina
    • Per ogni uovo versare un centimetro di olio, un pizzico di sale e mezzo cucchiaio di zucchero. Fare dei gnocchetti e aggiungere la buccia di limone e friggerli;una volta fritti aggiungere lo zucchero a velo

    Carnevale in Veneto

    • Il carnevale di Venezia
    • Il carnevale di Verona
    • La maschera tipica
    • Le ricette

    Il carnevale di Verona

    Il venerdì grasso(Venerdì gnocolar) ogni quartiere partecipa alla festa con una specialità gastronomica. Il re del carnevale è il “papà dello gnocco”, gigante con una pancia finta piena di gnocchi che il “duca della pignatta” distribuisce ai passanti. Questa festa ha origine da un gesto di libertà del medico-filosofo Tommaso Da Vico che nel secolo XVII fece distribuire alla popolazione oppressa da una carestia farina, formaggio e vino.

    Il carnevale di Venezia

    Annoverato tra gli appuntamenti turistici di maggior richiamo della nostra penisola ,il carnevale di Venezia attira ogni anno nella città lagunare un altissimo numero di spettatori . La festa coinvolge ogni angolo più remoto del capoluogo Veneto e si conclude il martedì grasso con il tradizionale rogo del Pantalone e con i fuochi d’artificio.

    Pantalone

    Pantalone era un mercante veneziano avaro e brontolone. Aveva sempre con sé una borsa piena di monete ed era al centro di tutte le burle per la sua grettezza e per la sua ridicola abitudine di correre dietro alle ragazze. All’ inizio era chiamato il “ Magnifico ”, poi divenne “ Pantalone dè bisognosi ”. L’origine del nome è incerta: alcuni lo fanno risalire a San Pantaleone, uno dei patroni di Venezia; altri agli antichi mercanti delle Serenissima, chiamati “ Pianta leoni ” per l’ abitudine di alzare l’ insegna del leone di San Marco nelle terre di nuovo acquisto.

    Le frittelle di mele

    • Ingredienti:
    • Mele
    • farina
    • latte
    • un pizzico di sale
    • un uovo

    Preparazione:

    • Preparare una pastella con la farina, il latte, l’uovo e il sale.
    • Sbucciare le mele, levare il torsolo, tagliare a fette con un buco in mezzo, immergere le fette di mele nella pastella e e friggerle nell’olio bollente.

    Carnevale in Sardegna

    • La Sartiglia di Oristano
    • Il Carnevale di Mamoiada
    • Le maschere tipiche
    • Le ricette

    La Sartiglia di Oristano

    Ad Oristano si organizza la SARTIGLIA, celebre torneo equestre che si ripete immutato da secoli. Ritenuta da alcuni di origine medioevale, la Sartiglia conserva numerosi elementi iberici. L’esibizione è l’espressione di una società contadina ed ha carattere magico-propiziatorio. Il momento più entusiasmante della manifestazione è costituito dalla corsa alla stella che il capocorsa tenterà di infilzare con lo stocco, dopo aver lanciato il cavallo a tutta velocità lungo il percorso tracciato. Grida di giubilo o di delusione si levano dalla folla va seconda dell’ esito dell’impresa. Il raccolto sarà tanto più prospero quanto maggiore sarà il numero delle stelle infilzate. Conclusa la corsa alla stella, i cavalieri si esibiscono in manifestazioni di abilità equestre :stanno in piedi sulle groppe dei cavalli lanciati a passo di carica, formano piramidi umane e si sfidano in audaci acrobazie.

    Il carnevale di Mamoiada

    • In Sardegna il carnevale è l’unica festa che non si collega alla liturgia cattolica. In Barbagia, zona interna della Sardegna, ogni anno si ripete un rito antichissimo che ha origini pagane, legato ai cicli della morte e della rinascita della natura. Il carnevale di Mamoiada inizia il 17 gennaio, festa di s. Antonio abate con la sfilata dei MAMUTHONES e degli ISSOCADORES, maschere arcaiche di cui si ignora l’ origine, ma che rappresentano l’ allegoria ironica dell’inversione uomo-bestia. I festeggiamenti sono accompagnati dalla distribuzione di fave con lardo,frittelle abbondante vino.

    I mamuthones

    I mamuthones vestono abiti di velluto e una pelle di pecora nera. Sul dorso è legato un grappolo di campanacci da bue, mentre una collana di campanelle è appesa al collo. La loro testa è coperta da un berretto tenuto da un fazzoletto marrone legato sotto il mento. Sul viso è applicata una maschera di legno nera. I Mamuthones procedono generalmente in gruppi di dodici,muovendosi in coppia in modo ritmico, con salti e colpi di spalla,curvi sotto il peso dei campanacci che risuonano cupamente .

    Gli Issocadores

    Con i Mamuthones sfilano gli Issocadores che aprono e chiudono il corteo. Indossano un giubbetto rosso, dei calzoni bianchi o scuri , uno scialletto sui fianchi, un berretto sul capo tenuto da un fazzoletto variopinto stretto sul viso, una bandoliera con sonagli di bronzo e ottone. In mano stringono una fune di giunco. Gli Issocadores, normalmente non più di otto, procedono invece agilmente e lanciano la fune catturando con grande abilità ragazze, amici e spettatori. I catturati ( non le donne) hanno l’obbligo di offrire da bere al gruppo mascherato.

    Frittelle sarde:le zipule(o frittelle lunghe)

    Intiepidire leggermente il latte e aggiungere la farina, la scorza del limone,il succo, la scorza dell’arancia, il lievito, il liquore e la presa di sale. Sbattere energicamente e, quando il composto risulterà liscio, versarlo in una ciotola e lasciarlo riposare coperto per almeno 1h . In una padella scaldare l’olio e con l’aiuto di un imbuto con imboccatura larga, inserire un mestolo di composto e partendo dal centro dalla padella lasciarlo cadere formando una spirale. Appena la frittella si gonfia, è pronta. Scolarla su carta assorbente, cospargerla di zucchero a velo o miele e servire ben calda

    • Ingredienti:
    • farina
    • Scorza grattugiata e succo arancia
    • Scorza grattugiata limone
    • Un cubetto di lievito di birra
    • Liquore
    • Latte intero
    • Sale
    • Zucchero a velo o miele
    • Olio per friggere

    Carnevale in Puglia

    • Carnevale a Putignano
    • La maschera tipica
    • Le ricette

    Il carnevale di Putignano

    Il Carnevale di Putignano è riconosciuto come uno dei più importanti e suggestivi dell’Italia. È uno dei più antichi e più lunghi d’’Europa infatti già il 26 gennaio si tiene il rito della “propaggine”,un corteo mascherato e chiassoso che segna l’avvio delle manifestazioni carnevalesche e le cui origini la tradizione fa risalire al 1394, durante la solenne traslazione delle reliquie di Santo Stefano Protomartire da Monopoli a Putignano. Si narra che alcuni contadini putignanesi intenti a piantare le viti si unirono al corteo sacro con balli, canti e versi a rima baciata. Nel corso dei secoli il rito ha perso parte dei suoi contenuti religiosi per acquistare un carattere più squisitamente critico e satirico nei confronti dei personaggi più in vista d’Italia. Fra le tante maschere la più significativa è quella di Farinella, maschera ufficiale dell’evento, la cui figura evoca un jolly con l’abito a toppe multicolori e con sonagli applicati sulle tre punte del cappello, sulle scarpe ed alla collarina. Il suo nome risale da un antico cibo della civiltà contadina, uno sfarinato di ceci ed orzo abbrustoliti, molto gustoso. Dopo l’ultima sfilata dei carri allegorici, si tiene il” Funerale del Carnevale” un corteo funebre tragicomico che si conclude in una piazza del centro storico, quando si procede a dar fuoco al fantoccio del Carnevale.

    Pancrazio

    Detta maschera è considerata una variazione di "Pantalone", maschera veneziana. Fu affibbiata agli abitanti biscegliesi come simbolo che meglio rappresentasse i loro difetti. Goffo, avaro, ignorante provinciale che poco si integra con le diverse abitudini della città. Don Pancrazio è zoppo, poggiato su di un bastone. Ha indosso un abito in velluto nero con maniche, berretto e calze rosse. Caratteristica peculiare della maschera è la sua classica parlata, il risultato di un intreccio di vari dialetti, quasi storpiata, a simbolo del dialetto biscegliese che è considerato da molti alquanto storpio.

    Ricetta dei taralli

    PREPARAZIONE Impastare tutti gli ingredienti. Far riposare l’ impasto per 20 minuti in un telo di canapa. Formare dei filoni di 10 cm.di larghezza. Spalmarli di olio e ricoprirli con un naylon. Lasciar lievitare per 30 minuti circa . Tagliare delle liste da 1 cm. e dividerla in due e formare dei taralli e farli lievitare per 10 minuti e infornarli alla temperatura di 220 °C

      • INGREDIENTI
      • 1 kg di farina
      • 40 g di olio di oliva extravergine
      • 20 g di sale
      • 20 g di lievito
      • 500 g di acqua
      • 50 g di burro

      Il carnevale in Liguria

      • Il carnevale in Liguria
      • La maschera tipica
      • Le ricette

      Il carnevale in Liguria

      Il carnevale in Liguria viene chiamato “Carlevà”e comincia per le vie di Loano con “il carnevale dei bambini”per continuare poi ad Arenzano e ad Albenga. Le maschere della Liguria sono legate alla tradizione popolare. Il PAISAN rappresenta i più poveri e si caratterizza per i colori molto accesi del berretto a calza,del corpetto e dei pantaloni legati alla vita tramite una fascia. La maschera al femminile si chiama PAISANNA e indossa in genere una gonna di stoffa con fiori colorati, un grembiule, dei mutandoni e della bigiotteria. Il MARCHEISE rappresenta invece la popolazione ricca e indossa il tipico cappello a tricorno,ricche giacche in velluto e polsini con trine.

      Capitan Spaventa

      Fanfarone, spavaldo e insieme pauroso. Si vanta a gran voce delle sue imprese, ma ogni volta viene sbugiardato e battuto. E’ uno spadaccino coraggioso ma preferisce usare più la lingua che la spada, prendendo in giro gli ufficiali del suo tempo.Indossa un vestito a strisce arancioni e gialle, un cappello a tesa larga con piume. Calza un paio di stivali e ai fianchi tiene infilata una spada lunghissima che tocca terra e fa uno spaventoso rumore.Sfoggia lunghi baffi e un bizzarro pizzo gli copre il mento

      Nastri Val d’ Oneglia

      Preparazione:

      Ingredienti:

      • farina,
      • zucchero,
      • olio,
      • marsala,
      • tuorli d’ uovo,
      • latte,
      • zucchero a velo.

      • Setacciare sulla spianatoia la farina e lo zucchero, al centro mettere i tuorli d’ uovo, l’olio ed il marsala. Formare un impasto ed aggiungervi un po’ di latte in modo da ottenere una pasta di media consistenza . Dopo averla lasciata riposare, spianarla con il matterello fino a renderla sottile e con la rotella dentata ritagliare delle strisce di diversa lunghezza alle quali si può dare la forma che si preferisce, annodandole, piegandole. Friggere i nastri in abbondante olio, scolarli e spolverizzarli con lo zucchero a velo.

      Sfilando Sfilando…

      Maschere serie e meno serie sfileranno sulle passerelle e a suon di limerik e a colpi di clic cambiare le vedrai e ti stupirai!!

        Gianduia

        Son Gianduia del Piemonte la regione ai piedi del monte. Bevo sempre tanto vino e quando sono brillino perdo il cervellino perché ho la fama di scemino!

        Capitan Spaventa

        Son Capitan Spaventa che in Liguria mangia e beve anguria. Spavento ogni abitante sempre avvolto nel turbante perchè della Liguria son il brigante!!

        Pulcinella

        Quanto è buffo Pulcinella stonato più di una gazzella mangiando troppo torrone è diventato un gran ciccione quel buffone di Pulcinella

        Giangiurgolo

        È Giangiurgolo un fifone che si piega come un ciambellone e quando ha paura di un brigante diventa un budino tremolante quel fifone di Giangiurgolo

          Pancrazio

          Pancrazio Pancrazio Sei proprio uno strazio a volte ti sdoppi a volte ti intoppi Pancrazio Pancrazio!!

          Lavoro realizzato nell’ambito del Progetto “Tutti uguali tutti diversi” Classi 4^A 4^B Direzione Didattica Bra 2° Circolo Insegnanti Anna Caraglio Area Antropologica Giuseppina Gramaglia Lingua informatica Roberta Rinaudo Matematica Giorgina Patrucco Lingua Inglese

          Home page