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Compiti autentici e rubriche di valutazione
Annamaria Petolicchi
Created on January 9, 2022
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Transcript
compiti autentici e rubriche di valutazione
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Compiti autentici
Caratteristiche, struttura, logica sottesa.
compiti tradizionali
compiti autentici
- sono proattive
- mirano a sollecitare gli allievi all’impiego delle proprie conoscenze, abilità, disposizioni cognitive ed emotive per elaborare risposte a compiti significativi e agganciati a contesti reali
- tendono ad essere retroattivi
- si basano su una “conoscenza inerte”
- la valutazione tende a rimanere autoreferenziale .
VS
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problemi complessi e aperti posti agli studenti come mezzo per dimostrare la padronanza di qualcosa
questa la definizione di Glatthorn relativa ai compiti autentici
Problemi, ovvero situazioni che richiedono allo studente di mobilitare le proprie risorse per trovare delle soluzioni. La natura problematica dei compiti proposti richiede di essere connessa alla loro significatività per lo studente.
Problemi complessi e aperti, ovvero situazioni impegnative per lo studente, che contengano una dimensione di sfida in rapporto alle conoscenze ed esperienze possedute, sollecitino l’attivazione delle sue risorse e si prestino a differenti modalità di soluzione.
Problemi posti agli studenti come mezzo per dimostrare la padronanza di qualcosa, ovvero situazioni che richiedono agli studenti di utilizzare il loro sapere attraverso la rievocazione e l’impiego del loro potenziale di apprendimento.
Quali sono i principali criteri distintivi che caratterizzano l’elaborazione di un compito autentico?
La domanda chiave a cui un compito autentico dovrebbe rispondere è: “Attraverso quale prestazione/i il soggetto può manifestare la competenza che ha acquisito in un dato dominio?”
La qualità di un compito autentico fa riferimento a dei tratti distintivi che possono essere riassunti nei seguenti punti: viene recuperato il sapere pregresso? vengono sollecitati processi cognitivi complessi? ci si riferisce a contesti significativi e reali? viene stimolato l’interesse degli studenti? si offrono differenti percorsi risolutivi? vengono sfidate le capacità degli studenti?
alcuni esempi
coltivazione vegetali (classe 3 primaria)
scenografia e sceneggiatura di una fiaba (classe 4 primaria)
redazione di una rivista geografico-scientifica (classe 3 primaria)
scuola dell'infanzia
scuola dell'infanzia
misurazione della superficie di un'aula e dei costi per pavimentarla (classe 5 primaria)
Le rubriche valutative
Che cosa è una rubrica di valutazione?È uno strumento che individua le dimensioni (aspetti importanti) per descrivere, secondo una scala di qualità (eccellente, medio, essenziale, parziale), una competenza. Evidenzia ciò che lo studente “sa fare con ciò che sa” e non ciò che gli manca: “lavora sui pieni e non sui vuoti” . Evidenzia quanto e come si è appreso. Utilizza criteri oggettivi, condivisi, predefiniti, pubblici. Educa gli studenti all’autovalutazione. Influisce in modo efficace sulla metacognizione, sulla motivazione e sul miglioramento dell’apprendimento. Motiva al successo e migliora l’autostima. Consegnata prima della prestazione, dirige l’attenzione degli studenti sugli aspetti specifici del prodotto da elaborare e sul livello di padronanza da dimostrare.
È possibile individuare diverse tipologie di rubriche valutative. In riferimento alla loro ANALITICITÀ si classificano in: • rubriche olistiche, che forniscono un’idea della qualità della prestazione fornita, considerata nella sua globalità (definiscono la competenza nella sua interezza); • rubriche analitiche, che scompongono la prestazione nei suoi elementi costituenti al fine di valutare ogni suo elemento (suddividono la competenza per dimensioni).
Di quali elementi si compone una rubrica valutativa? Dimensioni. Quali caratteristiche ha la prestazione? Criteri. Cosa si vuole valutare? Descrittori. Come possiamo descrivere i criteri o ciò che vogliamo valutare? Indicatori. Come possiamo esemplificare ciò che vogliamo valutare? Da cosa posso evincere che l’obiettivo è stato raggiunto? Ancore. Esempi concreti che mi permettono di capire quando e come l’obiettivo è stato raggiunto.
Come costruire una rubrica?
È possibile seguire almeno 3 procedimenti:
Procedimento induttivo
basato sull’esperienza professionale degli insegnanti (cfr. Arter, Castoldi) Prevede tre fasi.
raccogliere esempi di prestazione degli studenti, rappresentativi della competenza prescelta, riferiti a livelli diversi di padronanza, da condividere tra colleghi.
classificare gli esempi selezionati in quattro gruppi (avanzato, intermedio, base e iniziale) e riconoscimento di dimensioni e criteri sottesi. Il prodotto di questa fase può consistere in un elenco ordinato di dimensioni, criteri ed eventualmente indicatori che caratterizzano la competenza oggetto di analisi.
enunciare una breve definizione delle dimensioni individuate e descrivere per ciascuna di esse le caratteristiche fondamentali della prestazione attesa in rapporto ai livelli prescelti e facendo attenzione a mettere in evidenza i comportamenti che li caratterizzano.
Procedimento deduttivo
È reso possibile dalla disponibilità di framework (strutture) per la descrizione di tipologie di competenze e per la loro articolazione in livelli. A livello europeo i principali framework di riferimento per la descrizione di livelli di competenza sono: il QCER (Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue, 2002); l’EQF (European Qualification Framework) mentre per la tipologia di competenze, le mete cui guardare sono rappresentate dalle otto competenze chiave per l’apprendimento permanente, proposte nella Raccomandazione europea del maggio 2018 A livello nazionale possiamo considerare quali framework di riferimento, per le tipologie di competenze cui mirare e per la descrizione di livelli di competenza, le certificazioni del biennio dell’obbligo (D.M 9/2010) e del primo ciclo di istruzione (CM.3/2015), che si rifanno ai relativi ordinamenti di riforma della scuola italiana: DPR. 139/87 sull’innalzamento dell’obbligo di istruzione e Indicazioni Nazionali 2012 per il primo ciclo di istruzione.
Procedimento "misto"
Si basa su un processo di costruzione della rubrica che integra i due approcci precedenti. Sicuramente è il più produttivo e completo: fa appello da un lato all’esperienza e alla percezione degli insegnanti, dall’altro alla più ampia articolazione dei riferimenti nazionali e internazionali presenti nei framework. Questo procedimento rappresenta la scelta migliore: lavorare collegialmente per mettere criticamente alla prova, nei propri contesti, strumenti già esistenti o trarne spunto per costruirne nuovi.
Grazie per l'attenzione!
Annamaria Petolicchio