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LA SANTA MESSA IN RITO AMBROSIANO

Consuelo Maria Brach

Created on January 6, 2022

Sussidio per i catechisti - Con Te! Amici

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Transcript

Con Te! Amici

La Santa Messa

in rito ambrosiano

Sussidio per catechisti

per spiegare la messa ... non solo ai bambini

Indice

1. Introduzione 2. Riti di introduzione ed accoglienza 3. Liturgia della Parola 4. Offertorio 5. Liturgia eucaristica 6. Riti di conclusione e mandato 7. La "ginnastica eucaristica" 8. Atteggiamenti, preghiere e momenti della Messa già "scoperti" durante il cammino fatto negli anni precedenti

Il Grande Perchè ... La messa

La Messa il più delle volte diventa quasi un peso che bisogna sopportare ... Forse questo accade perché nella vita siamo distratti da tante altre cose e non ci fermiamo a riflettere su che cosa ogni domenica andiamo a fare in chiesa. Ed allora, proviamo a spiegarlo ... perchè penso che tutti andrebbero volentieri a Messa se solo scoprissero la bellezza del dono che in essa ci viene offerto.

Questo dono è Gesù in persona, che nella Messa si offre a noi come il pastore buono e bello, il pastore che non smette mai di cercarci, l'Amico speciale che è disposto a dare la vita per noi. Chi vive veramente la Messa, grazie all’incontro con Cristo diventa anche lui un po’ alla volta più buono e più bello! La Messa è il luogo in cui possiamo incontrare l’Amore che salva, che può trasformarci tutti in creature nuove. Di domenica in domenica, essa diventa sempre più l'incontro di cui non si può fare a meno, perchè è lì che ci aspetta Colui che desidera donarci l'amore smisurato, la felicità che non ha fine!!!

E' nella messa che possiamo trovare la forza, il coraggio e la gioia di vivere, ogni giorno, quello che Gesù ci ha mostrato con la sua vita!!! Se solo comprendessimo tutto questo con la mente e con il cuore, lasciandoci raggiungere dall'Amore di un Dio che, amandoci alla follia, non ha esitato a donarci Suo Figlio e che, per essere sempre con noi, ha “inventato” l'Eucaristia, sentiremmo il bisogno di dirGli grazie nel più profondo del cuore insieme a tutti coloro che credono, amano e sperano, e di farlo vivendo l'Eucaristia ogni domenica con fedeltà e impegno.

Ma, come far comprendere ai ragazzi questo grande dono? Come far "svanire" quella noia con cui, quasi sempre, essi vivono questo incontro? Innanzi tutto, è necessario renderli "protagonisti" e questo può accadere solo se riusciamo a far fare loro esperienza del "significato" dei gesti che si compiono, così che il loro cuore e la loro mente possano aprirsi davvero all'Amore!!! Ed allora, eccoci ad aiutarli a scoprire - attraverso la nostra testimonianza - i "gesti" della Messa, ripercorrendo anche passi già fatti negli anni precedenti!!! BUON CAMMINO!!!

RITI DI INTRODUZIONE E ACCOGLIENZA

LITURGIA EUCARISTICA

Le parti più importanti della Messa

RITI DICOMUNIONE

RITI DI CONCLUSIONE E MANDATO

LITURGIA DELLA PAROLA

RITI DI INTRODUZIONE ED ACCOGLIENZA : - Canto d’ingresso - Atto penitenziale LITURGIA DELLA PAROLA : - Liturgia della Parola - Canto al Vangelo - Lettura del Vangelo - Omelia - Preghiera universale o dei fedeli

LITURGIA EUCARISTICA - Presentazione dei doni - Credo - Prefazio - Consacrazione RITI DI COMUNIONE - Frazione del pane - Padre Nostro - Comunione - Benedizione

I discepoli escono da Gerusalemme e si mettono in cammino, carichi di delusione per quanto avvenuto nella Pasqua.

I cristiani escono di casa e si dirigono verso la chiesa, carichi delle gioie e delle fatiche della settimana appena trascorsa.

RITI DI INTRODUZIONE E ACCOGLIENZA

Atteggiamento : Entrando in chiesa, portiamo tutto noi stessi, il nostro corpo e i nostri sentimenti, tutta la nostra vita

Il "segno" di Croce

Con un canto (canto d’ingresso) esprimiamo la gioia di partecipare a questa festa.

Il sacerdote, dopo aver baciato l’altare, comincia la celebrazione con il segno di croce.

Il "segno" di Croce

Gli amici di Gesù, che si chiamano CRISTIANI, hanno un loro logo, cioè un "segno" che li rappresenta e che racconta la loro storia. Sapete qual è?Il "segno" che contraddistingue i Cristiani è il SEGNO DELLA CROCE, un segno particolare che li identifica, perché rimanda immediatamente a ciò che Gesù ha vissuto e ha fatto per i suoi amici.

Tutte le volte che compiamo questo segno, esprimiamo il desiderio di metterci alla presenza di Dio e sotto la sua protezione. Ed è per questo che viene usato per iniziare e concludere la preghiera e quando entriamo in chiesa. E deve essere sempre fatto bene, accompagnato dalle Parole giuste!!!

(1) Nel nome del Padre (4) (5) (3) Santo dello Spirito (2) del Figlio

Il segno della croce ha un preciso significato, che si esplica attraverso i tre movimenti che lo accompagnano. - Si inizia toccandosi la fronte e rivolgendosi al Padre (affinché illumini la nostra mente). - Si passa poi alla porzione del petto che sta vicino al cuore chiedendo a Gesù di insegnarci ad amare tutti indistintamente, esattamente come Lui stesso ha fatto. - Quando ci tocchiamo le spalle, infine, ci rivolgiamo allo Spirito Santo affinché ci dia la forza di perseguire sempre il bene.

Momento penitenziale

Il sacerdote ci invita a riconoscere i nostri peccati e a chiedere perdono a Dio: piccoli e grandi non abbiamo fatto sempre tutto quello che Dio si aspettava da noi (nella pausa di silenzio chiediamo perdono). ...... KYRIE ELEISON, ...... KYRIE ELEISON ..... KYRIE ELEISON oppure

Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle, di pregare per me il Signore Dio nostro.

Con la gioia nel cuore per il perdono ricevuto, tutti recitiamo il GLORIA A DIO, Padre, Figlio e Spirito Santo. il GLORIA è il canto di lode degli Angeli che annunciavano ai pastori di Betlemme la buona notizia della nascita del Salvatore. Il GLORIA lo si canta o si lo recita nelle domeniche e nelle feste, tranne che in Avvento e in Quaresima.

Gloria a Dio nell’alto dei cieli ...

... e pace in terra agli uomini, AMATI DAL SIGNORE. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre; tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo: Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen

Gesù, dopo aver ascoltato il racconto dei discepoli, interpreta la loro situazione alla luce delle Scritture.

Vengono lette e spiegate le Scritture.

LITURGIA DELLA PAROLA

Atteggiamento : siamo tutt’orecchi per ascoltare e comprendere che cosa Gesù ha da dirci

Il Signore ci parla

Come in ogni vera festa tra amici si parla, così anche il Signore ci parla attraverso la Bibbia, il libro che contiene la sua parola. La prima lettura ci racconta i fatti dell’Antico Testamento, prima della nascita di Gesù. La seconda è presa dalle lettere che gli apostoli hanno scritto per i primi cristiani e quindi anche per noi. Tra la prima e la seconda lettura si recita il salmo.

Al termine della seconda lettura, ci alziamo in piedi per cantare l’Alleluia (lodate il Signore), disponendoci così all’ascolto del Vangelo, che è la Parola di Gesù.Quando il sacerdote inizia la lettura del Vangelo, tutti facciamo un triplice piccolo segno di croce, uno sulla nostra fronte, uno sulle nostre labbra ed uno sul petto. Con questo gesto diciamo a Gesù: “Desideriamo che la tua Parola sia nei nostri pensieri, sulle nostre labbra e nel profondo del nostro cuore.”

Al termine della liturgia della Parola c’è poi l’OMELIA, in cui il sacerdote ci spiega la Parola di Dio e ci dà anche qualche aiuto e qualche suggerimento per cercare di capire e vivere ogni giorno quello che Gesù vuole da noi.

Preghiera dei fedeli o preghiera universale

Il sacerdote ci invita a unirci in una preghiera comune: tutto il mondo è presente nelle nostre preghiere, per questo preghiamo per la Chiesa, per la salvezza di tutto il mondo, per la nostra comunità parrocchiale e per noi.

Attraverso la preghiera di benedizione e il gesto dello “spezzare il pane” i discepoli riconoscono la presenza di Gesù.

Nella preghiera eucaristica e nella comunione al pane consacrato i cristiani riconoscono e accolgono la presenza di Gesù

LITURGIA EUCARISTICA

Atteggiamento : con i nostri occhi e la nostra bocca osserviamo e gustiamo quanto Gesù fa anche oggi per noi

I discepoli insistono con Gesù che resti con loro: il desiderio prepara all’incontro con il Risorto.

Con la presentazione dei doni, “frutto del lavoro dell’uomo”, si prepara il momento in cui Gesù si rende presente nel pane e nel vino.

LA LITURGIA EUCARISTICA HA INIZIO CON L'OFFERTORIO

Atteggiamento : portiamo all’altare le nostre domande e le nostre piccole offerte, per prepararci ad incontrare Gesù

Come il ragazzo dei cinque pani e due pesci ha voluto "portare" a Gesù tutto ciò che aveva, così anche noi all'OFFERTORIO portiamo all'altare pane e vino con acqua.

Con un canto (canto di offertorio), accompagniamo la presentazione dei doni. All’altare vengono portati il pane e il vino per essere trasformati in corpo e sangue di Gesù e tutti offrono i loro propositi, le loro gioie e dolori, le loro speranze.

Poi, in piedi, a voce alta, tutti insieme, facciamo la nostra professione di fede.

Preghiera sui doni

Il sacerdote prega il Signore di accoglierci insieme alle offerte che abbiamo presentato.

Prefazio

Con questa preghiera il sacerdote esprime il nostro grazie a Dio per la sua opera di salvezza. DIALOGO INTRODUTTIVO Cel.: Il Signore sia con voi. Tutti. E con il tuo spirito. Cel.: In alto i nostri cuori. Tutti: Sono rivolti al Signore. Cel.: Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. Tutti: È cosa buona e giustaCel.: E' veramente giusto, è bello renderti grazie e lodarti sempre Signore Padre santo, Dio onniotente ed eterno.

Tu hai fatto ogni cosa con sapienza e con amore.Tu fai crescere l'erba per gli animali e le piante che gli uomini coltivano per trarre cibo dalla terra: il vino che allieta il loro cuore e il pane che li sostiene nella vita.

GRAZIE, SIGNORE, PERCHE' CI VUOI BENE!

Nella pienezza dei tempi, Tu hai mandato il Tuo figlio fra noi per rivelarci il Tuo volto e aprirci la strada verso una vita piena e gioiosa.

Egli, cambiando l'acqua in vino a Cana di Galilea, è divenuto presenza di gioia nella vita di tutti gli uomini.

GRAZIE, SIGNORE, PERCHE' CI VUOI BENE!

E, giunta l'ora di passare da questo mondo a Te, Padre santo, ci ha lasciato nel pane e nel vino, la sua vita, offerta per noi, perchè vivendo sempre di Lui e per Lui

possiamo partecipare un giorno al banchetto del Tuo Regno eterno e alla grande e gioiosa festa, che Tu prepari per tutti coloro che ami.

GRAZIE, SIGNORE, PERCHE' CI VUOI BENE!

Esultanti per questi doni del Tuo amore,noi ci uniamo insieme per elevare a Te, unico Dio, col Figlio e con lo Spirito santo, un canto di ringraziamento e di lode ..... Con il Santo tutta l’assemblea acclama e si unisce al coro degli angeli e dei santi nel rendere lode a Dio chiamandolo tre volte santo.

Tutti: Santo, Santo, Santo, il Signore Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell’alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell’alto dei cieli.

Consacrazione

Il sacerdote, con le braccia stese sopra le particole e il calice, chiede allo Spirito Santo di scendere sull’altare per trasformarli e traccia un segno di croce. Il pane e il vino diventano il Corpo e il Sangue di Gesù. Il sacerdote ripete le parole e i gesti di Gesù durante l’ultima cena con i discepoli (noi stiamo in ginocchio e in silenzio adoriamo Gesù)

Egli, nella notte in cui veniva tradito, prese il pane, rese grazie con la preghiera di benedizione, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse: "Prendete, e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi". Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese il calice, rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli e disse: "Prendete, e bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue, per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me".

Il sacerdote prosegue, dicendo: "Mistero della fede". Il popolo acclama: "Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta".

... nell'attesa del Tua venuta

La Messa ci fa rivivere quello che è successo a Gesù e, donandoci lo Spirito, ci offre la possibilità di assomigliare sempre di più a lui, fino al giorno in cui “i nostri occhi vedranno il tuo volto e noi saremo simili a te, e canteremo per sempre la tua lode” (Preghiera Eucaristica III). Il rito della Messa esprime tutto questo nel cuore della Preghiera eucaristica: dopo il racconto dell’Istituzione, in risposta all’esclamazione: “Mistero della fede”, tutti sono invitati a dire una formula che, di solito, racchiude il ricordo dello smarrimento di fronte alla morte del Signore e l’incomprensione di fronte al suo dono d’amore in essa, l’annuncio dell’esperienza della sua viva presenza (anche se si fa fatica a comprenderla fino in fondo) e l’attesa del momento in cui saremo pienamente in comunione con lui:

“Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta”. L’attività proposta dal Sussidio a p. 58 aiuta a compiere questo percorso verso la gioia: i ragazzi, attraverso le immagini di Gastaldi, ripercorrono la passione, morte e resurrezione di Gesù, proprio come avviene quando proclamiamo il Mistero della fede (annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua Resurrezione) ed esprimono il loro desiderio di lasciarsi trasformare, oggi, nell’attesa della sua venuta dall’azione dello Spirito, provando ad individuare alcuni cambiamenti che possono essere frutto della celebrazione eucaristica.

Come Gesù, nell’ultima cena,ha spezzato il paneprima di distribuirlo ai suoi discepoli,

così il sacerdote spezza l’ostia, prima di offrirla a noi che siamo invitati alla mensa del Signore.

La preghiera del Padre nostro

Davanti a Dio ci sentiamo come fratelli: poveri e ricchi, grandi e piccoli; siamo tutti figli dello stesso Padre. Per questo recitiamo insieme il PADRE NOSTRO.

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come ANCHE noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ABBANDONARCI alla tentazione, ma liberaci dal male.

Prima di accogliere Gesù in noi, gli chiediamo il perdono e la salvezza che solo Lui ci può dare; perciò, tenendo la mano destra sul cuore, lo preghiamo di farci degni di riceverlo. Cel.: “Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo. Beati gli invitati alla cena dell’Agnello”. Tutti: "O Signore, non sono degno di partecipare alla Tua mensa, ma dì soltanto una parola e io sarò salvato":

Come Gesù, insieme ad altri, DISTRIBUISCE il pane,

così anche il sacerdote lo DISTRIBUISCE ai presenti.

Ora, tutti in fila, ci avviciniamo all’altare per accogliere Gesù in noi, e quando il sacerdote ci presenta l’ostia consacrata dicendo: “Il Corpo di Cristo” rispondiamo ”Amen”e alziamo le mani tenendo la destra sotto la sinistra, facciamo un passo di lato e mettiamo in bocca. Ordinatamente si ritorna al proprio posto. È il momento più bello. Come il cibo Gesù ci nutre, ci fa crescere e ci da forza.

I cristiani partono dalla celebrazione e tornano alle loro case, forti della certezza della presenza del Signore.

I discepoli partono senza indugio e ritornano da dove erano venuti, condividendo la gioia di aver visto il Signore.

RITI DI CONCLUSIONE E MANDATO

Atteggiamento : con i nostri piedi torniamo a casa, contenti di aver incontrato Gesù.

Il segno della croce al termine della messa

Il sacerdote, dopo un’orazione di ringraziamento, ci benedice, con le parole "Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo" e, rivolto verso l'assemblea, traccia su di essa con la mano destra il segno di croce. Noi accogliamo la benedizione, facendo il segno di croce e confermando la benedizione ricevuta con l’"Amen"..

Accogliere la Croce, il segno distintivo di Gesù che ha vissuto nella logica dell'amore che si dona fino al sacrificio di sé («Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici» Gv 15, 13), significa anzitutto accettare con gioia di essere conformati a lui, lasciando che sia lui a ispirare ogni concreta scelta della nostra vita. Così il segno di croce che tracciamo sul corpo mentre siamo benedetti è un invito a vivere ogni giorno, nella nostra vita, quello che abbiamo celebrato.

Ora la messa è conclusa, esprimiamo con il canto la nostra gioia perché Gesù è con noi. Torniamo a casa, portando a tutti la grazia e la pace di Dio nostro Padre.

Ed ora ...?

Ora che, attraverso la celebrazione eucaruistica, abbiamo ripercorso la passione e la morte di Gesù, siamo chiamati a scegliere se vogliamo diventare realmente suoi amici, così da vivere nel tempo della gioia, del coraggio e della testimonianza e da scoprire la presenza del Risorto nella nostra vita.

Abbiamo ricevuto il dono di “respirare” dello stesso respiro di Gesù: detto in altro modo, lo Spirito Santo è disceso in noi e ci ha riempiti di una vita nuova, quella stessa del Risorto.Siamo entrati in un modo tutto nuovo di vedere le cose e di stare al mondo: ora siamo chiamati a vivere questa vita nuova, non facendo cose diverse rispetto a quelle che abbiamo sempre fatto, ma vivendole in modo diverso.

Non siamo chiamati a fare cose diverse, ma a VIVERLE IN MODO DIVERSO, cioè a ...

... FARE OGNI COSA PER AMORE!!!

Con Te!

Anche noi come loro!

La "ginnastica eucaristica"

Con Te! Amici

La Santa Messa

Atteggiamenti, preghiere e momenti della Messa già "scoperti" durante il cammino fatto negli anni precedenti