La civiltà cavalleresca
I CASTELLI
Le invasioni del IX-X secolo cambiano il volto dell’Europa medievale da vari punti di vista:
- l’insicurezza e l’assenza di un potere centrale portano i feudatari a incaricarsi della difesa del proprio feudo;
- il paesaggio è fortemente trasformato dalla moltiplicazione dei castelli;
- il castello diventa il nuovo fulcro della vita politica e sociale.
Se le prime fortificazioni sono di legno, precipitose e precarie, ben presto i castelli sono costruiti in pietra e formati da molti elementi:
- il mastio, cioè la torre principale, e altre torri
- le mura
- il fossato
- il pozzo (garantiscel’autosufficienza idrica).
Il castello è il principale centro di potere dell’epoca: il signore impone ai contadini che vivono nei dintorni una serie di doveri in cambio di protezione.
La sua autorità all’interno del feudo è incontrastata e del tutto assoluta: con la fine dell’impero carolingio una quantità di poteri locali in perenne rivalità ha preso il posto del re.
Il castellano e la sua famiglia vivono all’interno delle mura. A regolare la successione del feudo, divenuto ereditario dopo il Capitolare di Quiertzy, è la legge del maggiorascato: tutta l’eredità va cioè alfiglio maggiore, mentre gli altri figli, chiamati
“cadetti”, restano senza risorse. Per questo molto spesso partono, giovanissimi, e offronoi propri servizi a un altro feudatario.
I CAVALIERI
I cavalieri, cioè i guerrieri a cavallo, sono i combattenti fedeli al castellano. Se in precedenza erano i suoi vassalli, cioè premiati con il dono di benefici, con il consolidarsi del sistema feudale non ricevono più terre né ricchezze: nonostante il prestigio e la fama, dipendono totalmente dal loro signore.
L’esercito di un signore medievale è composto mediamente da poche decine di cavalieri, armati a spese del signore.
Ognuno di loro possiede almeno due cavalli, varie armi di ferro, scudi con le insegne signorili e armature costituite da cotte di maglie di ferro.
Considerati i continui scontri tra feudatari, la potenza militare è fondamentale e la classe dei cavalieri diventa sempre più importante.
Le imprese eroiche assumono contorni leggendari: al centro della letteratura epica troviamo le vicende dei cavalieri della Tavola Rotonda e dei paladini di Carlo Magno.
Idealizzati per qualità come la lealtà, la generosità, l’umiltà o la “purezza di cuore”, in realtà i cavalieri sono uomini educati alla violenza, avidi di ricompense materiali, prepotenti con i contadini.
La Chiesa tenta di limitare la violenza e gli abusi della cavalleria trasformando la cerimonia dell’investitura, con cui i signori donavano benefici o feudi, in un rituale
religioso che attribuisce ai cavalieri un prestigio sacro e li vincola al rispetto dei valori morali.
I CONTADINI
Nel periodo feudale i contadini devono subire le prepotenze del signore, che pretende tasse insostenibili e amministra la giustizia in modo del tutto arbitrario.
Uno schema dell’organizzazione della società
La società cavalleresca
MARA CORDUA
Created on January 3, 2022
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La civiltà cavalleresca
I CASTELLI
Le invasioni del IX-X secolo cambiano il volto dell’Europa medievale da vari punti di vista:
Se le prime fortificazioni sono di legno, precipitose e precarie, ben presto i castelli sono costruiti in pietra e formati da molti elementi:
Il castello è il principale centro di potere dell’epoca: il signore impone ai contadini che vivono nei dintorni una serie di doveri in cambio di protezione.
La sua autorità all’interno del feudo è incontrastata e del tutto assoluta: con la fine dell’impero carolingio una quantità di poteri locali in perenne rivalità ha preso il posto del re.
Il castellano e la sua famiglia vivono all’interno delle mura. A regolare la successione del feudo, divenuto ereditario dopo il Capitolare di Quiertzy, è la legge del maggiorascato: tutta l’eredità va cioè alfiglio maggiore, mentre gli altri figli, chiamati “cadetti”, restano senza risorse. Per questo molto spesso partono, giovanissimi, e offronoi propri servizi a un altro feudatario.
I CAVALIERI
I cavalieri, cioè i guerrieri a cavallo, sono i combattenti fedeli al castellano. Se in precedenza erano i suoi vassalli, cioè premiati con il dono di benefici, con il consolidarsi del sistema feudale non ricevono più terre né ricchezze: nonostante il prestigio e la fama, dipendono totalmente dal loro signore.
L’esercito di un signore medievale è composto mediamente da poche decine di cavalieri, armati a spese del signore.
Ognuno di loro possiede almeno due cavalli, varie armi di ferro, scudi con le insegne signorili e armature costituite da cotte di maglie di ferro.
Considerati i continui scontri tra feudatari, la potenza militare è fondamentale e la classe dei cavalieri diventa sempre più importante.
Le imprese eroiche assumono contorni leggendari: al centro della letteratura epica troviamo le vicende dei cavalieri della Tavola Rotonda e dei paladini di Carlo Magno.
Idealizzati per qualità come la lealtà, la generosità, l’umiltà o la “purezza di cuore”, in realtà i cavalieri sono uomini educati alla violenza, avidi di ricompense materiali, prepotenti con i contadini.
La Chiesa tenta di limitare la violenza e gli abusi della cavalleria trasformando la cerimonia dell’investitura, con cui i signori donavano benefici o feudi, in un rituale
religioso che attribuisce ai cavalieri un prestigio sacro e li vincola al rispetto dei valori morali.
I CONTADINI
Nel periodo feudale i contadini devono subire le prepotenze del signore, che pretende tasse insostenibili e amministra la giustizia in modo del tutto arbitrario.
Uno schema dell’organizzazione della società