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Il piùgrande uomo scimmia del Pleistocene

Stefania Campopiano

Created on December 23, 2021

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Transcript

IL PIù GRANDE UOMO SCIMMIA DEL PLEISTOCENE

CAMILLA RICCIO IB

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indice

1. Autore

5.Periodo Storico

2.Trama

6. Invenzioni e Scoperte

3.Narratore, Protagonista e Antagonista

7. Storia

4.Personaggi Secondari

8. Umorismo

L'AUTORE

Roy Lewis (Felixstowe, 6 novembre 1913 – 1996) Scrittore, giornalista e editore inglese. Divenuto famoso grazie alla sua opera Il più grande uomo scimmia del pleistocene.

Roy Lewis

La trama

Purtroppo però questo non è solo un libro di innovazioni, ma mostra, anche se in quantità ridotte, aspetti negativi presenti, quindi, già da quel periodo; come le violenze. Per gli uomini antichi, la violenza era una forma di educazione e avveniva spesso verso le donne, anche soggette a discriminazioni maschiliste, con la classica storia che l'uomo va a caccia e la donna sta a fare le faccende domestiche, da quasto racconto sembra infatti normae che la figura femminile venga maltrattata da quella maschile.C'è inoltre un accenno di razzismo nei confronti dell'uomo Africano, per il colore della sua pelle.

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene è un racconto comico che espone la storia di una famiglia di uomini primitivi alle prese con le prime scoperte, le più importanti e spaventose, dal punto di vista di un ragazzino.

NARRATORE: ERNESTPROTAGONISTA: EDWARD ANTAGONISTA: Vania

IL NArratore IL Protagonista L' Antagonista

IL NARRATORE

IL PROTAGONISTA

Il protagonista, è proprio il padre di Ernest: Edward, al contrario del figlio è un uomo molto pratico, è aperto a tutti i tipi di innovazione, non gli piace condividere le sue importanti scoperte, e per questo si scontrrerà più volte con il resto della famiglia. Proprio a lui è riferito il titolo del libro "il più grande uomo scimmia del Pleistocene"

Nel racconto il narratore è uno dei ragazzi dell'orda; Ernest. Ernest è un tipo razionale, preferisce passare il suo tempo a pensare piuttosto che a cacciare o a giocare con il fuoco come gli altri membri della sua famiglia, non c'è da stupirsi che non sia sempre in completo accordo con il padre, l'inventivo, pronto al rischio per incrementare il progresso Il narratore è quindi in prima persona, prendendo anch'esso parte nele vicende, non corrisponde però al protagonista.

L' "ANTAGONISTA"

Insieme al protagonista, abbiamo anche quallo che potrebbe essere considerato un antagonista: Zio Vania, uno dei fratelli di Edward, che non appoggia affatto le sue idee

I PERSONAGGI SECONDARI

I bambini: Oswald Wilbur Alexander

Le donne: la mamma zia Mildred zia Angela zia Aggie zia Nellie zia Pam

Le ragazze:Elsie Ann Doren Alice

Gli uomini: zio Ian

Le mogli:Griselda Clementina Honoria Petronilla

IL PERIODO STORICO

La narrazione avviene nel Pleistocene;la prima delle due epoche in cui è suddiviso il periodo Quaternario. È compreso tra 2,58 milioni di anni fa e 11 700 anni fa. È preceduto dal Pliocene, l'ultima epoca del precedente periodo del Neogene, e seguito dall'Olocene, l'epoca in cui viviamo.

LE INVENZIONI

LE INVENZIONI E LE SCOPERTE

Lancia da caccia grossa indurita con il fuoco

LE SCOPERTE

La trappola

La cottura dei cibi

Il fuoco

La danza

La danza

La borsa

LA STORIA

Per quanto la storia di base possa sembrare realistica, vi sono degli elementi che ci fanno ricordare che ciò che stiamo leggendo è pur sempre un racconto inventato.

  • Il linguaggio utilizzato è esageratamente articolato per quel tempo, nel quale probabilmente nemmeno esisteva una forma di dialogo che non fosse a gesti.
  • Il protagonista del racconto; il padre, ha un età anch'essa esagerata per il tempo: a poco più di metà libro accenna infatti di avere oltre quarant'anni, cosa che al tempo non era affatto possibile, la media di vita era molto più bassa, non c'erano cure per alcun tipo di malattie e il rischio di essere attaccati da bestie selvatiche non era certo poco elevato, nonostate il fuoco.

L'UMORISMO

<<Uno dei libri più divertenti degli ultimi centomila anni>>

L'umorismo del libro, nonostante tutte le aspettative createsi in me dalle sue prime pagine di presentazione,è un umorismo molto sottile, classico inglese, non di certe quello a cui noi italiani siamo abituati, questo non vuol dire che renda meno piacevole il libro, certo non è da cadere dalla sedia come un cammello nel deserto, il ché però non è obbligatoriamente un male, resta sempre e comunque un bel libro tranquillo, da leggere al caldo, di fronte a un bel camino scoppiettante con una fumante tazza di cioccolata calda alla mano.

GRAZIE DELL'ATTENZIONE!