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antimonio

ILENIA DE NARDO

Created on December 17, 2021

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Transcript

51

Sb

Antimonio

15 gruppo 5 periodo Numero atomico: 51 Massa atomica: 121,76 u Configurazione elettronica: [Kr] 4d10 5s2 5p3 e- per livello elettronico: 2, 8, 18, 18, 5 Isotopi: antimonio-121, antimonio-123, antimonio-125

Storia

L'antimonio è un elemento noto e usato nei suoi composti sin dall'antichità, anteriormente al 3000 a.C. . La stibnite, solfuro di antimonio, veniva usata sia come medicamento sia per truccare gli occhi.Sono stati trovati reperti risalenti al IV millennio a.C. Plinio il vecchio lo chiamava stibiummentre attorno all'800 d.C. era più usato il nome di antimoniun e i due nomi furono usati alternativamente sia per l'elemento sia per il suo solfuro. Questa imprecisione era dovuta anche al tentativo degli alchimisti di non diffondere le conoscenze acquisite, spesso accomunando prodotti diversi in base alle loro analogie simboliche. Solo in età moderna fu fatta distinzione. L'antimonio ha sempre goduto di una notevole fama in alchimia, presso la quale ha assunto il significato degli istinti selvaggi e animali da controllare,simboleggiati dal lupo,e perciò era talvolta ritenuto il componente primordiale, o «materia prima», della Grande Opera, la quale attraverso varie fasi sarebbe dovuta culminare con la produzione della pietra filosofale. Queste fasi prevedevano la purificazione dell'antimonio dalla materia liberandone il fuoco interiore, fino a ossidarlo o ucciderlo metaforicamente con la fiamma della salamandra (nigredo); in tal modo si otteneva il captum mortum, ossia la «testa di morto», un residuo solforoso,da cui tramite sublimazione occorreva separare due tipologie di nature, ignea e mercuriale, associate rispettivamente al Sole e alla Luna, per poi ricongiungerle in parti uguali e celebrare il matrimonio chimico.Dalla loro unione sarebbe nato il «bambino», ovvero la pietra rossa, capace di convertire in oro i metalli vili. L'origine del nome non è chiara; può derivare dalle parole greche anti e monos col significato di «opposto alla solitudine» perché si credeva che non esistesse allo stato puro, oppure dal greco anthos Ammon, ossia «il fiore di Amon». Un'altra possibile origine del nome è «anti-monaco»; Samuel Johnson infatti, nel suo dizionario di chimica, scrive che il monaco tedesco Basilio Valentino avrebbe provato l'antimonio coi maiali che, dopo un primo forte effetto lassativo, avevano subito iniziato a ingrassare. Basilio aveva quindi ripetuto l'esperimento coi suoi compagni, che però morirono tutti. Da allora la medicina chiamò questa sostanza antimoine, cioè antimonaco. Ovviamente questa versione deve essere considerata come etimologia popolare in quanto il termine antimonium esiste da prima dell'800 d.C., e quindi almeno 6 secoli prima delle ipotetiche prodezze di Basilio Valentino, che probabilmente non è mai esistito. Nel 1700 l'antimonio fu messo al bando dalla Facoltà medica di Parigi. La proibizione cadde quando la guarigione di re Luigi XIV dalla febbre tifoide venne attribuita all'antimonio. L'antimonio è stato usato nel trattamento della schistosomiasi; data la sua affinità con lo zolfo, si lega agli atomi di zolfo contenuti in certi enzimi usati sia dal parassita che dall'ospite umano. Piccole dosi riescono ad uccidere il parassita senza danneggiare troppo l'organismo del paziente. Il simbolo chimico dell'antimonio si deve a Jöns Jacob Berzelius che iniziò a citarlo nei suoi scritti ricorrendo dall'abbreviazione del nome latino stibium. Il simbolo proposto da Berzelius fu St, successivamente cambiato in Sb. Questo nome proviene a sua volta dal nome copto del solfuro d'antimonio, attraverso il greco.

CARATTERISTICHE È un semimetallo che si presenta in quattro forme allotropiche diverse. La forma stabile ha un aspetto metallico bianco-azzurrognolo, le forme instabili hanno colore giallo o nero. Viene usato come agente antifiamma e per produrre vernici, smalti, ceramiche e gomme, nonché un'ampia gamma di leghe metalliche. In quanto semimetallo, l'antimonio ha l'aspetto di un metallo, ma non ne ha i comportamenti chimico e fisico tipici. Nella sua forma elementare è un solido bianco-argenteo dai riflessi azzurrognoli che possiede scarse conducibilità termica ed elettrica e che sublima a temperature relativamente basse. Reagisce con gli acidi ossidanti e con gli alogeni. L'antimonio e le sue leghe si espandono per raffreddamento. Si stima che la quantità di antimonio nella crosta terrestre sia compresa tra 0,2 e 0,5 ppm. L'antimonio è calcofilo, si accompagna spesso allo zolfo, al tellurio e ad alcuni metalli pesanti: piombo, rame e argento.

USI Bastoncini realizzati con polveri nere di antimonio erano usati fin dall'antichità per il trucco degli occhi, con funzioni rituali e igieniche

Pierluigi Benincasa