Prof.ssa Sara Aschelter
papato impero monarchie
INDICE
INNOCENZO III
CRISI
MONARCHIE FEUDALI
QUIZ 2
ERESIE
MAGNA CHARTA
FEDERICO II
QUIZ 1
QUIZ 4
QUIZ 3
ORDINI RELIGIOSI
CONTATTI
Prof.ssa Sara Aschelter
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DAI POTERI UNIVERSALI ALLE MONARCHIE FEUDALI
Nel Duecento entrarono in crisi i due grandi poteri universali rappresentati dalla Chiesa e dall'Impero mentre inizava ad affermarsi un nuovo soggetto politico: le monarchie feudali. Francia e Inghilterra si affronteranno nella Guerra dei Cent'anni.
Nel Medioevo l'Europa coltivava l'ideale di un solo, unico, grande Stato cristiano governato dalle due supreme autorità: il papa e l'imperatore. I poteri papale e imperiale vennero considerati universali, cioè incaricati direttamente da Dio per governare gli uomini. Nel Duecento, tuttavia, questo ideale era ancora lontano dal realizzarsi e i poteri universali entrarono in crisi: - IMPERO: l'autorità dell'imperatore è formalmente riconosciuta da Germania, Borgogna (Francia) e Italia settentrionale, ma Federico I Barbarossa aveva dovuto lungamente combattere con i Comuni del nord per affermare la propria autorità; - CHIESA: per quanto avesse retto allo scontro con gli imperatori nella lotta per le investiture, guadagnandosi un ampio potere anche politico, non sembrava però in grado di rappresentare la guida spirituale necessaria al periodo. Nel 1054, con lo Scisma d'Oriente, i cristiani ortodossi d'Oriente si separarono ufficialmente dai cattolici d'Occidente, ottenendo autonomia. Tuttavia, le maggiori difficoltà dovettero essere affrontate all'interno della stessa chiesa cattolica.
la crisi
dei poteri universali
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LE ERESIE
Tra il XII e il XIII secolo alcuni movimenti religiosi presero a contestare la Chiesa, ancora schiava di corruzione e degrado morale. Ebbero origine negli ambienti cittadini e conquistarono seguaci tra il popolo. I movimenti non mettevano sempre in discussione questioni teologiche inerenti la dottrina della Chiesa; piuttosto, si limitavano a condannare l'indegnità e l'immoralità dei sacerdoti. Vennero considerati eretici (hàiresis=scelta, separazione). L'eretico è colui che sceglie di seguire una interpretazione dell'insegnamento divino diversa da quella ufficiale e si separa dalla comunità cui appartiene.
I movimenti eretici più duramente repressi in questo periodo furono quelli dei valdesi e dei càtari. In particolar modo, i valdesi propongono un modello di vita casto e povero, ispirato direttamente a Cristo; tuttavia, questa loro posizione entra in contrasto con il lusso e lo sfarzo della Chiesa del tempo. Il movimento valdese era nato intorno al 1173 da Valdo di Lione, un ricco mercante che si era spogliato di tutti i suoi beni donandoli ai poveri per dedicarsi a una vita di povertà e castità. Ben presto, gli ideali di Valdo raggiunsero altri Paesi europei. Nel 1184 fu scomunicato dal papa.
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LE ERESIE
L'eresia càtara (katharòs=puro) si sviluppò nella Francia meridionale tra il XII e il XIII secolo e divenne ben presto il movimento più temuto dalla Chiesa. I catari si rifacevano a una tradizione orientale, piuttosto distante dalla dottrina ufficiale: essi ritenevano che il Dio delle Sacre Scritture fosse il creatore dello spirito, mentre il creatore della materia era rappresentato da un altro dio del male. Gesù veniva considerato un messaggero inviato dal Dio Buono per liberare gli uomini dalla schiavitù delle passioni. Per i catari infatti tutta la materia, e quindi il corpo, era il male. Per questo, molti praticavano il digiuno e l'astensione dalla carne.
Alcuni di loro giungevano a estremi come non praticare attività sessuale per non procreare, dunque creare materia per il dio del male, e condannavano ogni forma di ricchezza e potere. La Chiesa decise di rispondere con una durissima repressione. Nel 1208 papa Innocenzo III proclamò una crociata contro i catari della Francia meridionale, chiamati albigesi. Nel dispiegamento diseguale di forze, ebbero la meglio i crociati, che eliminarono i catari dalla regione, sterminandoli in massa.
LE ERESIE E LA CHIESA
start
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1/5
LE ERESIE E LA CHIESA
Il potere della Chiesa e quello dell'Impero sono definiti...
Spirituali
Politici
Universali
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LE ERESIE E LA CHIESA
1/5
AVANTI!
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2/5
LE ERESIE E LA CHIESA
Cosa sono le eresie?
movimenti religiosi
assemblee politiche
città contro l'Impero
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2/5
LE ERESIE E LA CHIESA
AVANTI!
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3/5
LE ERESIE E LA CHIESA
Fra le principali eresie del Medioevo ricordiamo i...
Francescani
Domenicani
Valdesi
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3/5
LE ERESIE E LA CHIESA
AVANTI!
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4/5
LE ERESIE E LA CHIESA
Secondo i catari, la materia e dunque il corpo sono creati da...
Dio del bene
Dio del male
Dio delle Sacre Scritture
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4/5
LE ERESIE E LA CHIESA
AVANTI!
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5/5
LE ERESIE E LA CHIESA
Come reagì papa Innocenzo III all'affermarsi dell'ideologia catara nella Francia meridionale?
Pretese che tutti si convertissero
Annunciò una crociata
Riconobbe i catari come ordine religioso
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5/5
LE ERESIE E LA CHIESA
FINE!
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LE ERESIE E LA CHIESA
RIPROVA
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FRANCESCANI E DOMENICANI
La repressione delle eresie non fu tuttavia l'unica arma che la Chiesa utilizzò per contrastare le sempre maggiori critiche e riconquistare la fiducia dei fedeli. Tra le strategie vi era anche il riconoscimento di alcuni ordini religiosi, come francescani e domenicani, che non si erano mai ribellati alla dottrina ufficiale.
Oltre quelli considerati eretici, vi erano tuttavia alcuni movimenti riformatori che erano rimasti all'interno della Chiesa e che avevano accettato di sottomettersi al potere papale. I più importanti furono i francescani e i domenicani:- predicazione e pratica della povertà; - ordini mendicanti, cioè si mantenevano con le elemosine e le donazioni dei fedeli o con il lavoro; - conventi nelle città, per predicare il Vangelo alle folle urbane spesso attratte invece dalle eresie. Due grandi differenze: 1) Modalità di predicazione - francescani con le parabole, i racconti, la vita dei Santi; - domenicani con uno studio approfondito delle Sacre Scritture si proponevano la repressione delle eresie attraverso una straordinaria preparazione culturale. 2) Servizio prestato - francescani semplici, umili, vicini alla gente comune, si dedicavano all'assistenza di ammalati e indigenti; - domenicani furono spesso docenti universitari, confessori di re e sigori, inquisitori.
riformare
la Chiesa dal suo interno
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IL RAFFORZAMENTO DELLA CHIESA
Il riconoscimento da parte del papa dei due ordini mendicanti è indicativo dell'esigenza di rinnovamento morale e spirituale della Chiesa, sentito non solo dai fedeli ma anche dalla parte di clero non corrotta. Anche i pontefici non rimasero indifferenti e riuscirono a riportare la Chiesa del XIII secolo all'antica autorevolezza grazie a:- repressione delle eresie (crociate, Tribunale dell'Inquisizione, Indici); - apertura nei confronti dei movimenti religiosi rimasti fedeli alla dottrina ufficiale e riconoscimento degli ordini religiosi.
Soprattutto in questo periodo, i pontefici tentarono di riaffermare con determinazione i principi teocratici, ponendosi al di sopra degli altri poteri. La dottrina della teocrazia, infatti, sosteneva il primato del potere del papa su quello politico dei tanti re e imperatori. Tra tutti, si distinse papa Innocenzo III: esperto di diritto, fu papa dal 1198 al 1216 e sostenne il primato assoluto della Chiesa. Riteneva che l'autorità spirituale dovesse affermarsi su tutti gli altri poteri: di conseguenza, durante il suo pontificato, riprese la lotta con l'Impero. [vedi DANTE, Paradiso, Canto XI]
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ORDINI MENDICANTI
FRANCESCANI E DOMENICANI
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Francescani e domenicani sono ordini...
ERETICI
MENDICANTI
POLITICI
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COMPLIMENTI!
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2/5
La predicazione francescana si basava su...
PARABOLE
STUDIO
INSEGNAMENTO
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COMPLIMENTI!
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Quale ordine si dedicava allo studio e all'insegnamento?
DOMENICANI
FRANCESCANI
TUTTI E DUE
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3/5
COMPLIMENTI!
AVANTI
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4/5
Quale fu il principale obiettivo di Innocenzo III?
AFFERMARE POTERE
SOCCORRERE POVERI
CROCIATE
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4/5
COMPLIMENTI!
AVANTI
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5/5
Di cosa era esperto papa Innocenzo III?
MEDICINA
ARTE
DIRITTO
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5/5
COMPLIMENTI! OTTIMO LAVORO!
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Siamo pronti a proseguire?
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da federico ii alla crisi dell'impero
Il conflitto tra papa e imperatore si riaccese nel XIII secolo a causa del Regno di Sicilia.
I Normanni, popolazione di origine scandinava, iniziarono a compiere incursioni in Europa a partire già dal IX secolo. Occuparono una regione del nord della Francia che prese da loro il nome di Ducato di Normandia. Da qui iniziarono la loro espansione. In Italia meridionale i Normanni arrivarono nell’XI secolo.
Tra i normanni dell’Italia meridionale si distinse la famiglia di Altavilla (Hauteville); uno dei suoi esponenti, ROBERTO IL GUISCARDO, ottenne dal papa nel 1059 il titolo di duca di Puglia, Calabria e Siclia. Forte dell’appoggio papale, Roberto riuscì a scacciare i bizantini che dominavano nell’area e a sconfiggere gli arabi in Sicilia. Nel 1130 RUGGERO II D’ALTAVILLA, dopo aver definitivamente sconfitto arabi e bizantini, venne incoronato re di Sicilia dal papa.
gli altavilla
Il Regno normanno di Sicilia
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COSTANZA D'ALTAVILLAfiglia di Ruggero
ENRICO VI
figlio di Barbarossa
FEDERICO II
Nel 1186 COSTANZA D’ALTAVILLA, figlia di Ruggero II, sposò ENRICO VI, figlio di Federico Barbarossa. Nel 1194 dalla loro unione nasce FEDERICO II, il quale ereditava dal padre il diritto alla successione imperiale (Federico Barbarossa era suo nonno!) e dalla madre il titolo di re di Sicilia. Federico II rimase orfano all’età di quattro anni e venne affidato per volere della madre alla tutela di papa Innocenzo III che appoggiò la sua candidatura a imperatore, a patto che non unificasse la corona imperiale con quella del Regno di Siclia. Nel 1220 FEDERICO II venne eletto IMPERATORE.
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Federico II imperatore - cronologia
1198
1186
1194
1220
Muore Costanza
Costanza ed Enrico
Nasce Federico II
Federico II imperaotre
Già nel corso della sua vita, le cronache medievali lo avevano già definito stupor mundis (meraviglia del mondo). Tale meraviglia era suscitata dalla complessa e nobile figura di Federico: parlava sei lingue, coltivava l’amore per la poesia, per l’arte e si dedicava a studi di astrologia, matematica, medicina e storia naturale.
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Nutriva inoltre la passione per la caccia col falcone, attività della quale divenne così esperto tanto da scrivere un trattato sulla falconeria, primo libro di zoologia del mondo occidentale. Sostenitore di poeti, filosofi e scienziati, trasformò la sua corte a Palermo in un centro culturalmente vivace.
"L'osservanza della pace ordiniamo che sia praticata da tutte e da ognuna le parti del nostro regno"
Costituzione di Melfi, 1231
E' proprio ai poeti raccolti intorno a Federico II che si deve la nascita della prima scuola poetica in lingua volgare
italiana, chiamata dagli storici scuola siciliana.Nel 1128 fu costretto a partecipare a una crociata in Palestina, a causa di una promessa fatta al papa in giovane età. Invece di combattere una guerra sanguinosa, l’abile Federico capì di dover usare la diplomazia: dal momento che parlava l’arabo, non ebbe bisogno di interpreti per trattare col sultano.
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Prof. A. BARBERO
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IL PROGETTO DI FEDERICO: UNO STATO ACCENTRATO
- Ridusse i privilegi di nobiltà e clero;
- Limitò le autonomie dei Comuni al centro-nord;
- Si circondò di uomini capaci, addetti all’amministrazione del Regno.
- Promulgò le Costituzioni di Melfi nel 1231: un codice di leggi che regolavano i rapporti tra sudditi e Stato e affermavano la superiorità del potere imperiale su qualsiasi altro potere (feudale, comunale, ecclesiastico).
Federico II, colto e ambizioso, non voleva sottomettersi a Innocenzo III. Egli progettava uno Stato accentrato: l’Italia meridionale avrebbe fatto da ponte con ll’Oriente, acquisendo così maggior rilevanza strategica, ma il centro del potere sarebbe rimasto in Germania.Iniziò il suo progetto in Sicilia, dove costruì uno Stato centralizzato molto efficiente, con funzionari colti e capaci - gli stessi che molto spesso si trasformavano in poeti all’occorrenza.
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IL PROGETTO DI FEDERICO: UNO STATO ACCENTRATO
La Chiesa vide così ridotti i suoi privilegi nel Regno di Siclia. I Comuni del centro-nord d’Italia videro nel tentativo di affermare l’autorità imperiale da parte di Federico una sensibile riduzione delle loro libertà.
Chiesa e Comuni si dimostrarono insofferenti nei confronti di Federico II.
La guerra che seguì durò oltre trent’anni e i Comuni italiani si divisero in due fazioni:
GUELFI e GHIBELLINI, termini che assunsero un significato diverso rispetto a quello attribuito alle fazioni tedesche: GUELFI: sostenitori del potere papale; GHIBELLINI: sostenitori del potere imperiale. I GUELFI si allearono con papa GREGORIO IX, eletto nel 1227. Tuttavia, l’improvvisa morte di Federico nel 1250 segnò la fine di questo grande progetto politico.
Il figlio di Federico II, MANFREDI, provò a riprendere lo scontro con Chiesa e Comuni, ma non fu all’altezza di riportare una vittoria. Nel 1266 i GHIBELLINI vennero sconfitti a Benevento da un esercito comandato da CARLO D’ANGIO’, fratello del re di Francia che appoggiava il papa. Insieme alla sconfitta di Manfredi, si spensero anche le ambizioni della dinastia sveva.
In cambio del loro appoggio gli ANGIO’ ricevettero dal papa il REGNO DI SICILIA.
Il potere imperiale entrò in una crisi irreversibile: l’Italia si rese autonoma; la Germania divenne terreno di scontro per i signori feudali. L’Impero continuò a esistere solo per i territori tedeschi: Germania, Austria e Boemia.
GLI ANGIOINI
Dopo Federico II
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DA FEDERICO II ALLA CRISI DELL'IMPERO
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1/5
Da quale regione provengono i Normanni?
Polonia
Scandinavia
Svizzera
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1/5
I Normanni, popolazione di origine scandinava, iniziarono a compiere incursioni in Europa a partire già dal IX secolo. Occuparono una regione del nord della Francia che prese da loro il nome di Ducato di Normandia. Da qui iniziarono la loro espansione.
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2/5
Federico II era il ... di Barbarossa.
Nipote
Figlio
Zio
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2/5
Nel 1186 COSTANZA D’ALTAVILLA, figlia di Ruggero II, sposò ENRICO VI, figlio di Federico Barbarossa. Nel 1194 dalla loro unione nasce FEDERICO II.
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3/5
Orfano all'età di quattro anni è affidato alla tutela...
Di papa Innocenzo III
Di Carlo d'Angiò di Francia
Di Costanza d'Altavilla
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3/5
Federico II rimase orfano all’età di quattro anni e venne affidato per volere della madre alla tutela di papa Innocenzo III che appoggiò la sua candidatura a imperatore, a patto che non unificasse la corona imperiale con quella del Regno di Siclia.
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4/5
Qual era l'obiettivo della sua politica?
Sconfiggere i cristiani
Unire Francia e Germania
Costruire uno stato accentrato
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4/5
Federico II, colto e ambizioso, non voleva sottomettersi a Innocenzo III. Egli progettava uno Stato accentrato: l’Italia meridionale avrebbe fatto da ponte con ll’Oriente, acquisendo così maggior rilevanza strategica, ma il centro del potere sarebbe rimasto in Germania.
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5/5
Cosa succede dopo la morte di Federico II?
Manfredi vince contro il papa
Manfredi si unisce ai Comuni
Manfredi è sconfitto, l'Impero entra in crisi
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5/5
Il figlio di Federico II, MANFREDI, provò a riprendere lo scontro con Chiesa e Comuni, ma non fu all’altezza di riportare una vittoria. Nel 1266 i GHIBELLINI vennero sconfitti a Benevento da un esercito comandato da CARLO D’ANGIO’, fratello del re di Francia che appoggiava il papa. Insieme alla sconfitta di Manfredi, si spensero anche le ambizioni della dinastia sveva.
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L'AFFERMAZIONE DELLE MONARCHIE FEUDALI
Mentre il potere imperiale e quello della Chiesa entravano in una profonda crisi, iniziò ad affermarsi un nuovo modello di organizzazione politica: la monarchia feudale. Prenderemo a esempio la formazione delle monarchie feudali in Inghilterra e in Francia.
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la monarchia di francia
Quando nel 987 si estinse la dinastia carolingia (quella fondata da Carlo Martello, la stessa di Carlo Magno), i feudatari di Francia elessero re UGO CAPETO, fondatore della dinastia CAPETINGIA. Egli era dunque re dei Franchi perché erano stati proprio i conti e i duchi franchi a eleggerlo e a rendergli omaggio come si conveniva al signore. La fedeltà dei ducati e delle contee distanti da Parigi era assicurata al re dalla fedeltà che legava, secondo i valori feudali, i vassalli al proprio signore, proprio grazie alla cessione di un beneficio (feudo). Non bisogna dimenticare infatti che i feudatari francesi avevano ottenuto l’ereditarietà del feudo e sui loro territori avevano leggi e regole imposte dallo stesso signore.
Nei loro territori di fatto il re non poteva esigere tasse, amministrare la
giustizia, reclutare un esercito. IL POTERE DEL RE ERA LEGATO ALLA FEDELTÀ’ DEI SUOI VASSALLI.
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la monarchia di INGHILTERRA
Tra i grandi vassalli del re di Francia vi erano anche i duchi di Normandia, che avevano stretti rapporti di parentela con la monarchia inglese. Nel 1066 muore EDOARDO IL CONFESSORE, re d’Inghilterra, senza lasciare eredi. GUGLIELMO IL CONQUISTATORE, duca di Normandia, che era suo nipote, rivendica il trono. Per ottenerlo, intraprende una guerra sanguinosa, approntando una grande flotta che dopo aver attraversato la Manica sconfigge i nemici inglesi nella battaglia di Hastings del 1066.
Divenuto re d’Inghilterra, GUGLIELMO IL CONQUISTATORE (William The Conqueror) realizza una monarchia di stampo feudale, sull’esempio delle monarchie francesi, ottenendo così un potere forte e centralizzato.
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Dominazione normanna e battaglia di Hastings, 1066.
In questo modo, tuttavia, i duchi di Normandia erano sia re d’Inghilterra, sia vassalli del re di Francia. In base ai legami feudali, infatti, un duca rimaneva per sempre a disposizione del signore. Per quasi due secoli, dunque, le due monarchie riuscirono a convivere, rispettando ruoli e convenzioni. Attorno alla metà del XII secolo, tuttavia, mutarono alcune condizioni. - Nel 1154 divenne re d’Inghilterra ENRICO II, capostipite della dinastia dei PLANTAGENETI, duca di Normandia ed entrato in possesso anche della Contea d’Angiò (dal padre) e il Ducato di Aquitania (dal matrimonio con Eleonora). Egli esercitava dunque una forte influenza sulla maggior parte dei territori di Francia; - A partire dal 1180 divenne re di Francia FILIPPO II: egli voleva affermare con decisione il suo potere su tutti i territori di Francia e per questo finì per scontrarsi con la monarchia inglese.
problemi
di tipo feudale
Prof.ssa Sara Aschelter
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FRANCIA E INGHILTERRA ALLO SCONTRO
Lo scontro divenne esplosivo all’inizio del XIII secolo, quando era re di Inghilterra GIOVANNI SENZA TERRA e si concluse solo nel 1214 con la battaglia di Bouvines. I francesi sconfissero gli inglesi e il potere della monarchia di Francia si rafforzò. Da questo momento, FILIPPO II potè esercitare la sua autorità sulla maggioranza dei territori francesi. Secondo alcuni storici, questo è infatti l’atto fondativo del Regno di Francia.
Dopo Filippo II, anche i suoi successori si impegnarono a rafforzare il potere della monarchia francese. In particolare, FILIPPO IV IL BELLO:
- Costruì un efficace burocrazia* di funzionari nominati dal re;
- Accentrò l’amministrazione della giustizia;
- Accentrò il reclutamento dell’esercito;
- Donò maggior forza a nuovi strumenti di governo:
Parlamenti, che in Francia erano le corti di giustizia (tribunali) delle principali città del Regno;
- Stati generali, assemblea dei rappresentanti dei tre ordini sociali, che in Francia erano chiamati stati: CLERO - ARISTOCRAZIA - BORGHESIA
*BUROCRAZIA: l’insieme del personale che si occupa per conto del re o del governo dell’amministrazione della cosa pubblica. I suoi componenti sono chiamati funzionari, in quanto esercitano poteri pubblici non nel proprio interesse, ma in quello dello Stato.
Il rafforzamento
della monarchia di Francia
Prof.ssa Sara Aschelter
Al termine dello scontro con la Francia, la monarchia inglese si ritrovò indebolita e privata dei suoi possedimenti in terra francese. È in questo clima che il 15 giugno 1215 GIOVANNI SENZA TERRA fu costretto da aristocratici e borghesi a concedere la MAGNA CHARTA LIBERTATUM, ovvero la Grande carta delle libertà, un documento che limitava i poteri del re e ampliava quelli dell'assemblea dei sudditi, chiamata Parlamento. Si tratta di un lungo elenco di libertà a favore dell'alto clero, dei nobili e delle città libere del Regno. Bisogna quindi prestare attenzione: non veniva estesa la libertà di tutti i sudditi, piuttosto erano confermati alcuni privilegi per una fetta elitaria di società. Alcuni sudditi godevano di alcune libertà perché nobili o gentiluomini di una certa contea. La Magna Charta stabiliva quindi i privilegi che il re si impegnava a rispettare.
la situazione
della monarchia di Inghilterra
Prof.ssa Sara Aschelter
Due livelli di potere
Parlamenti
Funzionari regi
Assemblee rappresentative
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MONARCHIE FEUDALI
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1/5
Quale dinastia seguì in Francia quella carolingia?
Merovingia
Capetingia
Plantageneti
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1/5
Quando nel 987 si estinse la dinastia carolingia (quella fondata da Carlo Martello, la stessa di Carlo Magno), i feudatari di Francia elessero re UGO CAPETO, fondatore della dinastia CAPETINGIA.
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2/5
Chi vinse la battaglia di Hastings, 1066?
Guglielmo il conquistatore
Edoardo il confessore
Filippo II
Prof.ssa Sara Aschelter
2/5
Nel 1066 muore EDOARDO IL CONFESSORE, re d’Inghilterra, senza lasciare eredi. GUGLIELMO IL CONQUISTATORE, duca di Normandia, che era suo nipote, rivendica il trono. Per ottenerlo, intraprende una guerra sanguinosa, approntando una grande flotta che dopo aver attraversato la Manica sconfigge i nemici inglesi nella battaglia di Hastings del 1066.
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3/5
Troviamo la dinastia dei Plantageneti in...
Inghilterra
Francia
Italia
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3/5
Nel 1154 divenne re d’Inghilterra ENRICO II, capostipite della dinastia dei PLANTAGENETI, duca di Normandia ed entrato in possesso anche della Contea d’Angiò (dal padre) e il Ducato di Aquitania (dal matrimonio con Eleonora).
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4/5
Chi concesse la Magna Charta?
Riccardo cuor di leone
Enrico II
Giovanni senza terra
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4/5
Al termine dello scontro con la Francia, la monarchia inglese si ritrovò indebolita e privata dei suoi possedimenti in terra francese. È in questo clima che il 15 giugno 1215 GIOVANNI SENZA TERRA fu costretto da aristocratici e borghesi a concedere la MAGNA CHARTA LIBERTATUM
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5/10
Cosa stabiliva la Magna Charta?
Diritti di tutti i sudditi
Le libertà del re
Privilegi per clero e nobili
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5/5
non veniva estesa la libertà di tutti i sudditi, piuttosto erano confermati alcuni privilegi per una fetta elitaria di società. Alcuni sudditi godevano di alcune libertà perché nobili o gentiluomini di una certa contea. La Magna Charta stabiliva quindi i privilegi che il re si impegnava a rispettare.
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Papato, Impero e monarchie nazionali
Sara Aschelter
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papato impero monarchie
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CRISI
MONARCHIE FEUDALI
QUIZ 2
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MAGNA CHARTA
FEDERICO II
QUIZ 1
QUIZ 4
QUIZ 3
ORDINI RELIGIOSI
CONTATTI
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DAI POTERI UNIVERSALI ALLE MONARCHIE FEUDALI
Nel Duecento entrarono in crisi i due grandi poteri universali rappresentati dalla Chiesa e dall'Impero mentre inizava ad affermarsi un nuovo soggetto politico: le monarchie feudali. Francia e Inghilterra si affronteranno nella Guerra dei Cent'anni.
Nel Medioevo l'Europa coltivava l'ideale di un solo, unico, grande Stato cristiano governato dalle due supreme autorità: il papa e l'imperatore. I poteri papale e imperiale vennero considerati universali, cioè incaricati direttamente da Dio per governare gli uomini. Nel Duecento, tuttavia, questo ideale era ancora lontano dal realizzarsi e i poteri universali entrarono in crisi: - IMPERO: l'autorità dell'imperatore è formalmente riconosciuta da Germania, Borgogna (Francia) e Italia settentrionale, ma Federico I Barbarossa aveva dovuto lungamente combattere con i Comuni del nord per affermare la propria autorità; - CHIESA: per quanto avesse retto allo scontro con gli imperatori nella lotta per le investiture, guadagnandosi un ampio potere anche politico, non sembrava però in grado di rappresentare la guida spirituale necessaria al periodo. Nel 1054, con lo Scisma d'Oriente, i cristiani ortodossi d'Oriente si separarono ufficialmente dai cattolici d'Occidente, ottenendo autonomia. Tuttavia, le maggiori difficoltà dovettero essere affrontate all'interno della stessa chiesa cattolica.
la crisi
dei poteri universali
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LE ERESIE
Tra il XII e il XIII secolo alcuni movimenti religiosi presero a contestare la Chiesa, ancora schiava di corruzione e degrado morale. Ebbero origine negli ambienti cittadini e conquistarono seguaci tra il popolo. I movimenti non mettevano sempre in discussione questioni teologiche inerenti la dottrina della Chiesa; piuttosto, si limitavano a condannare l'indegnità e l'immoralità dei sacerdoti. Vennero considerati eretici (hàiresis=scelta, separazione). L'eretico è colui che sceglie di seguire una interpretazione dell'insegnamento divino diversa da quella ufficiale e si separa dalla comunità cui appartiene.
I movimenti eretici più duramente repressi in questo periodo furono quelli dei valdesi e dei càtari. In particolar modo, i valdesi propongono un modello di vita casto e povero, ispirato direttamente a Cristo; tuttavia, questa loro posizione entra in contrasto con il lusso e lo sfarzo della Chiesa del tempo. Il movimento valdese era nato intorno al 1173 da Valdo di Lione, un ricco mercante che si era spogliato di tutti i suoi beni donandoli ai poveri per dedicarsi a una vita di povertà e castità. Ben presto, gli ideali di Valdo raggiunsero altri Paesi europei. Nel 1184 fu scomunicato dal papa.
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LE ERESIE
L'eresia càtara (katharòs=puro) si sviluppò nella Francia meridionale tra il XII e il XIII secolo e divenne ben presto il movimento più temuto dalla Chiesa. I catari si rifacevano a una tradizione orientale, piuttosto distante dalla dottrina ufficiale: essi ritenevano che il Dio delle Sacre Scritture fosse il creatore dello spirito, mentre il creatore della materia era rappresentato da un altro dio del male. Gesù veniva considerato un messaggero inviato dal Dio Buono per liberare gli uomini dalla schiavitù delle passioni. Per i catari infatti tutta la materia, e quindi il corpo, era il male. Per questo, molti praticavano il digiuno e l'astensione dalla carne.
Alcuni di loro giungevano a estremi come non praticare attività sessuale per non procreare, dunque creare materia per il dio del male, e condannavano ogni forma di ricchezza e potere. La Chiesa decise di rispondere con una durissima repressione. Nel 1208 papa Innocenzo III proclamò una crociata contro i catari della Francia meridionale, chiamati albigesi. Nel dispiegamento diseguale di forze, ebbero la meglio i crociati, che eliminarono i catari dalla regione, sterminandoli in massa.
LE ERESIE E LA CHIESA
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LE ERESIE E LA CHIESA
Il potere della Chiesa e quello dell'Impero sono definiti...
Spirituali
Politici
Universali
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LE ERESIE E LA CHIESA
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AVANTI!
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LE ERESIE E LA CHIESA
Cosa sono le eresie?
movimenti religiosi
assemblee politiche
città contro l'Impero
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LE ERESIE E LA CHIESA
Fra le principali eresie del Medioevo ricordiamo i...
Francescani
Domenicani
Valdesi
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LE ERESIE E LA CHIESA
Secondo i catari, la materia e dunque il corpo sono creati da...
Dio del bene
Dio del male
Dio delle Sacre Scritture
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LE ERESIE E LA CHIESA
Come reagì papa Innocenzo III all'affermarsi dell'ideologia catara nella Francia meridionale?
Pretese che tutti si convertissero
Annunciò una crociata
Riconobbe i catari come ordine religioso
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LE ERESIE E LA CHIESA
FINE!
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LE ERESIE E LA CHIESA
RIPROVA
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FRANCESCANI E DOMENICANI
La repressione delle eresie non fu tuttavia l'unica arma che la Chiesa utilizzò per contrastare le sempre maggiori critiche e riconquistare la fiducia dei fedeli. Tra le strategie vi era anche il riconoscimento di alcuni ordini religiosi, come francescani e domenicani, che non si erano mai ribellati alla dottrina ufficiale.
Oltre quelli considerati eretici, vi erano tuttavia alcuni movimenti riformatori che erano rimasti all'interno della Chiesa e che avevano accettato di sottomettersi al potere papale. I più importanti furono i francescani e i domenicani:- predicazione e pratica della povertà; - ordini mendicanti, cioè si mantenevano con le elemosine e le donazioni dei fedeli o con il lavoro; - conventi nelle città, per predicare il Vangelo alle folle urbane spesso attratte invece dalle eresie. Due grandi differenze: 1) Modalità di predicazione - francescani con le parabole, i racconti, la vita dei Santi; - domenicani con uno studio approfondito delle Sacre Scritture si proponevano la repressione delle eresie attraverso una straordinaria preparazione culturale. 2) Servizio prestato - francescani semplici, umili, vicini alla gente comune, si dedicavano all'assistenza di ammalati e indigenti; - domenicani furono spesso docenti universitari, confessori di re e sigori, inquisitori.
riformare
la Chiesa dal suo interno
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IL RAFFORZAMENTO DELLA CHIESA
Il riconoscimento da parte del papa dei due ordini mendicanti è indicativo dell'esigenza di rinnovamento morale e spirituale della Chiesa, sentito non solo dai fedeli ma anche dalla parte di clero non corrotta. Anche i pontefici non rimasero indifferenti e riuscirono a riportare la Chiesa del XIII secolo all'antica autorevolezza grazie a:- repressione delle eresie (crociate, Tribunale dell'Inquisizione, Indici); - apertura nei confronti dei movimenti religiosi rimasti fedeli alla dottrina ufficiale e riconoscimento degli ordini religiosi.
Soprattutto in questo periodo, i pontefici tentarono di riaffermare con determinazione i principi teocratici, ponendosi al di sopra degli altri poteri. La dottrina della teocrazia, infatti, sosteneva il primato del potere del papa su quello politico dei tanti re e imperatori. Tra tutti, si distinse papa Innocenzo III: esperto di diritto, fu papa dal 1198 al 1216 e sostenne il primato assoluto della Chiesa. Riteneva che l'autorità spirituale dovesse affermarsi su tutti gli altri poteri: di conseguenza, durante il suo pontificato, riprese la lotta con l'Impero. [vedi DANTE, Paradiso, Canto XI]
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ORDINI MENDICANTI
FRANCESCANI E DOMENICANI
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Francescani e domenicani sono ordini...
ERETICI
MENDICANTI
POLITICI
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La predicazione francescana si basava su...
PARABOLE
STUDIO
INSEGNAMENTO
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Quale ordine si dedicava allo studio e all'insegnamento?
DOMENICANI
FRANCESCANI
TUTTI E DUE
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Quale fu il principale obiettivo di Innocenzo III?
AFFERMARE POTERE
SOCCORRERE POVERI
CROCIATE
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Di cosa era esperto papa Innocenzo III?
MEDICINA
ARTE
DIRITTO
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COMPLIMENTI! OTTIMO LAVORO!
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Siamo pronti a proseguire?
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da federico ii alla crisi dell'impero
Il conflitto tra papa e imperatore si riaccese nel XIII secolo a causa del Regno di Sicilia.
I Normanni, popolazione di origine scandinava, iniziarono a compiere incursioni in Europa a partire già dal IX secolo. Occuparono una regione del nord della Francia che prese da loro il nome di Ducato di Normandia. Da qui iniziarono la loro espansione. In Italia meridionale i Normanni arrivarono nell’XI secolo. Tra i normanni dell’Italia meridionale si distinse la famiglia di Altavilla (Hauteville); uno dei suoi esponenti, ROBERTO IL GUISCARDO, ottenne dal papa nel 1059 il titolo di duca di Puglia, Calabria e Siclia. Forte dell’appoggio papale, Roberto riuscì a scacciare i bizantini che dominavano nell’area e a sconfiggere gli arabi in Sicilia. Nel 1130 RUGGERO II D’ALTAVILLA, dopo aver definitivamente sconfitto arabi e bizantini, venne incoronato re di Sicilia dal papa.
gli altavilla
Il Regno normanno di Sicilia
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COSTANZA D'ALTAVILLAfiglia di Ruggero
ENRICO VI
figlio di Barbarossa
FEDERICO II
Nel 1186 COSTANZA D’ALTAVILLA, figlia di Ruggero II, sposò ENRICO VI, figlio di Federico Barbarossa. Nel 1194 dalla loro unione nasce FEDERICO II, il quale ereditava dal padre il diritto alla successione imperiale (Federico Barbarossa era suo nonno!) e dalla madre il titolo di re di Sicilia. Federico II rimase orfano all’età di quattro anni e venne affidato per volere della madre alla tutela di papa Innocenzo III che appoggiò la sua candidatura a imperatore, a patto che non unificasse la corona imperiale con quella del Regno di Siclia. Nel 1220 FEDERICO II venne eletto IMPERATORE.
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Federico II imperatore - cronologia
1198
1186
1194
1220
Muore Costanza
Costanza ed Enrico
Nasce Federico II
Federico II imperaotre
Già nel corso della sua vita, le cronache medievali lo avevano già definito stupor mundis (meraviglia del mondo). Tale meraviglia era suscitata dalla complessa e nobile figura di Federico: parlava sei lingue, coltivava l’amore per la poesia, per l’arte e si dedicava a studi di astrologia, matematica, medicina e storia naturale.
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Nutriva inoltre la passione per la caccia col falcone, attività della quale divenne così esperto tanto da scrivere un trattato sulla falconeria, primo libro di zoologia del mondo occidentale. Sostenitore di poeti, filosofi e scienziati, trasformò la sua corte a Palermo in un centro culturalmente vivace.
"L'osservanza della pace ordiniamo che sia praticata da tutte e da ognuna le parti del nostro regno"
Costituzione di Melfi, 1231
E' proprio ai poeti raccolti intorno a Federico II che si deve la nascita della prima scuola poetica in lingua volgare
italiana, chiamata dagli storici scuola siciliana.Nel 1128 fu costretto a partecipare a una crociata in Palestina, a causa di una promessa fatta al papa in giovane età. Invece di combattere una guerra sanguinosa, l’abile Federico capì di dover usare la diplomazia: dal momento che parlava l’arabo, non ebbe bisogno di interpreti per trattare col sultano.
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Prof. A. BARBERO
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IL PROGETTO DI FEDERICO: UNO STATO ACCENTRATO
Federico II, colto e ambizioso, non voleva sottomettersi a Innocenzo III. Egli progettava uno Stato accentrato: l’Italia meridionale avrebbe fatto da ponte con ll’Oriente, acquisendo così maggior rilevanza strategica, ma il centro del potere sarebbe rimasto in Germania.Iniziò il suo progetto in Sicilia, dove costruì uno Stato centralizzato molto efficiente, con funzionari colti e capaci - gli stessi che molto spesso si trasformavano in poeti all’occorrenza.
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IL PROGETTO DI FEDERICO: UNO STATO ACCENTRATO
La Chiesa vide così ridotti i suoi privilegi nel Regno di Siclia. I Comuni del centro-nord d’Italia videro nel tentativo di affermare l’autorità imperiale da parte di Federico una sensibile riduzione delle loro libertà. Chiesa e Comuni si dimostrarono insofferenti nei confronti di Federico II. La guerra che seguì durò oltre trent’anni e i Comuni italiani si divisero in due fazioni: GUELFI e GHIBELLINI, termini che assunsero un significato diverso rispetto a quello attribuito alle fazioni tedesche: GUELFI: sostenitori del potere papale; GHIBELLINI: sostenitori del potere imperiale. I GUELFI si allearono con papa GREGORIO IX, eletto nel 1227. Tuttavia, l’improvvisa morte di Federico nel 1250 segnò la fine di questo grande progetto politico.
Il figlio di Federico II, MANFREDI, provò a riprendere lo scontro con Chiesa e Comuni, ma non fu all’altezza di riportare una vittoria. Nel 1266 i GHIBELLINI vennero sconfitti a Benevento da un esercito comandato da CARLO D’ANGIO’, fratello del re di Francia che appoggiava il papa. Insieme alla sconfitta di Manfredi, si spensero anche le ambizioni della dinastia sveva. In cambio del loro appoggio gli ANGIO’ ricevettero dal papa il REGNO DI SICILIA. Il potere imperiale entrò in una crisi irreversibile: l’Italia si rese autonoma; la Germania divenne terreno di scontro per i signori feudali. L’Impero continuò a esistere solo per i territori tedeschi: Germania, Austria e Boemia.
GLI ANGIOINI
Dopo Federico II
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DA FEDERICO II ALLA CRISI DELL'IMPERO
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Da quale regione provengono i Normanni?
Polonia
Scandinavia
Svizzera
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I Normanni, popolazione di origine scandinava, iniziarono a compiere incursioni in Europa a partire già dal IX secolo. Occuparono una regione del nord della Francia che prese da loro il nome di Ducato di Normandia. Da qui iniziarono la loro espansione.
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Federico II era il ... di Barbarossa.
Nipote
Figlio
Zio
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Nel 1186 COSTANZA D’ALTAVILLA, figlia di Ruggero II, sposò ENRICO VI, figlio di Federico Barbarossa. Nel 1194 dalla loro unione nasce FEDERICO II.
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Orfano all'età di quattro anni è affidato alla tutela...
Di papa Innocenzo III
Di Carlo d'Angiò di Francia
Di Costanza d'Altavilla
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Federico II rimase orfano all’età di quattro anni e venne affidato per volere della madre alla tutela di papa Innocenzo III che appoggiò la sua candidatura a imperatore, a patto che non unificasse la corona imperiale con quella del Regno di Siclia.
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Qual era l'obiettivo della sua politica?
Sconfiggere i cristiani
Unire Francia e Germania
Costruire uno stato accentrato
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Federico II, colto e ambizioso, non voleva sottomettersi a Innocenzo III. Egli progettava uno Stato accentrato: l’Italia meridionale avrebbe fatto da ponte con ll’Oriente, acquisendo così maggior rilevanza strategica, ma il centro del potere sarebbe rimasto in Germania.
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Cosa succede dopo la morte di Federico II?
Manfredi vince contro il papa
Manfredi si unisce ai Comuni
Manfredi è sconfitto, l'Impero entra in crisi
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Il figlio di Federico II, MANFREDI, provò a riprendere lo scontro con Chiesa e Comuni, ma non fu all’altezza di riportare una vittoria. Nel 1266 i GHIBELLINI vennero sconfitti a Benevento da un esercito comandato da CARLO D’ANGIO’, fratello del re di Francia che appoggiava il papa. Insieme alla sconfitta di Manfredi, si spensero anche le ambizioni della dinastia sveva.
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L'AFFERMAZIONE DELLE MONARCHIE FEUDALI
Mentre il potere imperiale e quello della Chiesa entravano in una profonda crisi, iniziò ad affermarsi un nuovo modello di organizzazione politica: la monarchia feudale. Prenderemo a esempio la formazione delle monarchie feudali in Inghilterra e in Francia.
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la monarchia di francia
Quando nel 987 si estinse la dinastia carolingia (quella fondata da Carlo Martello, la stessa di Carlo Magno), i feudatari di Francia elessero re UGO CAPETO, fondatore della dinastia CAPETINGIA. Egli era dunque re dei Franchi perché erano stati proprio i conti e i duchi franchi a eleggerlo e a rendergli omaggio come si conveniva al signore. La fedeltà dei ducati e delle contee distanti da Parigi era assicurata al re dalla fedeltà che legava, secondo i valori feudali, i vassalli al proprio signore, proprio grazie alla cessione di un beneficio (feudo). Non bisogna dimenticare infatti che i feudatari francesi avevano ottenuto l’ereditarietà del feudo e sui loro territori avevano leggi e regole imposte dallo stesso signore.
Nei loro territori di fatto il re non poteva esigere tasse, amministrare la
giustizia, reclutare un esercito. IL POTERE DEL RE ERA LEGATO ALLA FEDELTÀ’ DEI SUOI VASSALLI.
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la monarchia di INGHILTERRA
Tra i grandi vassalli del re di Francia vi erano anche i duchi di Normandia, che avevano stretti rapporti di parentela con la monarchia inglese. Nel 1066 muore EDOARDO IL CONFESSORE, re d’Inghilterra, senza lasciare eredi. GUGLIELMO IL CONQUISTATORE, duca di Normandia, che era suo nipote, rivendica il trono. Per ottenerlo, intraprende una guerra sanguinosa, approntando una grande flotta che dopo aver attraversato la Manica sconfigge i nemici inglesi nella battaglia di Hastings del 1066.
Divenuto re d’Inghilterra, GUGLIELMO IL CONQUISTATORE (William The Conqueror) realizza una monarchia di stampo feudale, sull’esempio delle monarchie francesi, ottenendo così un potere forte e centralizzato.
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Dominazione normanna e battaglia di Hastings, 1066.
In questo modo, tuttavia, i duchi di Normandia erano sia re d’Inghilterra, sia vassalli del re di Francia. In base ai legami feudali, infatti, un duca rimaneva per sempre a disposizione del signore. Per quasi due secoli, dunque, le due monarchie riuscirono a convivere, rispettando ruoli e convenzioni. Attorno alla metà del XII secolo, tuttavia, mutarono alcune condizioni. - Nel 1154 divenne re d’Inghilterra ENRICO II, capostipite della dinastia dei PLANTAGENETI, duca di Normandia ed entrato in possesso anche della Contea d’Angiò (dal padre) e il Ducato di Aquitania (dal matrimonio con Eleonora). Egli esercitava dunque una forte influenza sulla maggior parte dei territori di Francia; - A partire dal 1180 divenne re di Francia FILIPPO II: egli voleva affermare con decisione il suo potere su tutti i territori di Francia e per questo finì per scontrarsi con la monarchia inglese.
problemi
di tipo feudale
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FRANCIA E INGHILTERRA ALLO SCONTRO
Lo scontro divenne esplosivo all’inizio del XIII secolo, quando era re di Inghilterra GIOVANNI SENZA TERRA e si concluse solo nel 1214 con la battaglia di Bouvines. I francesi sconfissero gli inglesi e il potere della monarchia di Francia si rafforzò. Da questo momento, FILIPPO II potè esercitare la sua autorità sulla maggioranza dei territori francesi. Secondo alcuni storici, questo è infatti l’atto fondativo del Regno di Francia.
Dopo Filippo II, anche i suoi successori si impegnarono a rafforzare il potere della monarchia francese. In particolare, FILIPPO IV IL BELLO:
- Costruì un efficace burocrazia* di funzionari nominati dal re;
- Accentrò l’amministrazione della giustizia;
- Accentrò il reclutamento dell’esercito;
- Donò maggior forza a nuovi strumenti di governo:
Parlamenti, che in Francia erano le corti di giustizia (tribunali) delle principali città del Regno;
- Stati generali, assemblea dei rappresentanti dei tre ordini sociali, che in Francia erano chiamati stati: CLERO - ARISTOCRAZIA - BORGHESIA
*BUROCRAZIA: l’insieme del personale che si occupa per conto del re o del governo dell’amministrazione della cosa pubblica. I suoi componenti sono chiamati funzionari, in quanto esercitano poteri pubblici non nel proprio interesse, ma in quello dello Stato.Il rafforzamento
della monarchia di Francia
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Al termine dello scontro con la Francia, la monarchia inglese si ritrovò indebolita e privata dei suoi possedimenti in terra francese. È in questo clima che il 15 giugno 1215 GIOVANNI SENZA TERRA fu costretto da aristocratici e borghesi a concedere la MAGNA CHARTA LIBERTATUM, ovvero la Grande carta delle libertà, un documento che limitava i poteri del re e ampliava quelli dell'assemblea dei sudditi, chiamata Parlamento. Si tratta di un lungo elenco di libertà a favore dell'alto clero, dei nobili e delle città libere del Regno. Bisogna quindi prestare attenzione: non veniva estesa la libertà di tutti i sudditi, piuttosto erano confermati alcuni privilegi per una fetta elitaria di società. Alcuni sudditi godevano di alcune libertà perché nobili o gentiluomini di una certa contea. La Magna Charta stabiliva quindi i privilegi che il re si impegnava a rispettare.
la situazione
della monarchia di Inghilterra
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Due livelli di potere
Parlamenti
Funzionari regi
Assemblee rappresentative
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MONARCHIE FEUDALI
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Quale dinastia seguì in Francia quella carolingia?
Merovingia
Capetingia
Plantageneti
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Quando nel 987 si estinse la dinastia carolingia (quella fondata da Carlo Martello, la stessa di Carlo Magno), i feudatari di Francia elessero re UGO CAPETO, fondatore della dinastia CAPETINGIA.
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Chi vinse la battaglia di Hastings, 1066?
Guglielmo il conquistatore
Edoardo il confessore
Filippo II
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Nel 1066 muore EDOARDO IL CONFESSORE, re d’Inghilterra, senza lasciare eredi. GUGLIELMO IL CONQUISTATORE, duca di Normandia, che era suo nipote, rivendica il trono. Per ottenerlo, intraprende una guerra sanguinosa, approntando una grande flotta che dopo aver attraversato la Manica sconfigge i nemici inglesi nella battaglia di Hastings del 1066.
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Troviamo la dinastia dei Plantageneti in...
Inghilterra
Francia
Italia
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Nel 1154 divenne re d’Inghilterra ENRICO II, capostipite della dinastia dei PLANTAGENETI, duca di Normandia ed entrato in possesso anche della Contea d’Angiò (dal padre) e il Ducato di Aquitania (dal matrimonio con Eleonora).
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Chi concesse la Magna Charta?
Riccardo cuor di leone
Enrico II
Giovanni senza terra
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Al termine dello scontro con la Francia, la monarchia inglese si ritrovò indebolita e privata dei suoi possedimenti in terra francese. È in questo clima che il 15 giugno 1215 GIOVANNI SENZA TERRA fu costretto da aristocratici e borghesi a concedere la MAGNA CHARTA LIBERTATUM
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Cosa stabiliva la Magna Charta?
Diritti di tutti i sudditi
Le libertà del re
Privilegi per clero e nobili
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non veniva estesa la libertà di tutti i sudditi, piuttosto erano confermati alcuni privilegi per una fetta elitaria di società. Alcuni sudditi godevano di alcune libertà perché nobili o gentiluomini di una certa contea. La Magna Charta stabiliva quindi i privilegi che il re si impegnava a rispettare.
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Vuoi riprovare?
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