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eroi di ieri e di oggi
2006
Created on November 5, 2021
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Transcript
Quando parliamo di eroi è difficile non pensare subito ai miti greci. L’invincibilità nel duello di Achille e l’astuzia di Odisseo sono forse le prime che vengono in mente, ma sono solo alcune delle caratteristiche che contraddistinguono l’eroe antico. Presupposto fondamentale è la sua nobiltà, poco importa se l’eroe stesso ne è conscio o meno. Quando parliamo di eroi antichi siamo di fronte a principi, re, signori di intere città. Altra caratteristica è la loro abilità guerriera. Anche quegli eroi che vengono ricordati principalmente per altre caratteristiche, restano macchine da guerra, in grado di sterminare orde e orde di nemici senza la minima difficoltà. L’unico modo per farli rallentare è porre loro davanti un avversario di pari valore. Tutti i formidabili guerrieri si presentano armati con spade, lance, grandi scudi rotondi e imponenti cimieri. Non è solo questione di protezione e di capacità offensiva, ma questa attrezzatura rappresenta il loro status, la loro nobiltà e attesta il loro valore.
Marco Claudio Marcello è stato un politico e militare romano, console per cinque volte, militò durante la seconda guerra punica, dirigendo la ripresa di Roma dopo la disfatta di Canne. Soprannominato la "spada di Roma", fu il conquistatore di Siracusa , guadagnando ai Romani il possesso della Sicilia. Venne ucciso nel 208 a.C. durante uno scontro con reparti di cavalleria cartaginese di Annibale nei pressi di Venosa.
CHI È MARCO CLAUDIO MARCELLO?
A Marco Claudio Marcello, bello Punico secundo, Sicilia recepta est et Syracusae expugnatae sunt. Is multa pretiosa spolia, plurima ornamenta et praeclara signa Syracusis Romam in triumpho reportavit; spolia signaque tamen ad templum antiquorum deorum vexit neque in suis hortis posuit. postero anno contra Poenos rursus Romanas copias eduxit. Inter Punica et Romana castra tumulus erat; Marcellus locum exploravit et cum paucis veteranis ad tumulum venit, sed in insidias incidit: tunc unus ex Poenis lancea eum transfixit. Postea ab Hannibale Poenorum duce , Marcellus inventus est et magnificis exsequiis sepultus est.
"Chiamiamoli eroi"
Perchè degni di essere ricordati
GLI OPPOSTI
Giovanni falcone nasce il 18 maggio 1939 a Palermo, nella vita di Giovanni c'erano solo la scuola e L'Azione cattolica, quindi poco spazio per il divertimento, questo dovuto a suo padre che, come racconta nel libro "La Licata storia di Giovanni Falcone", era un uomo molto casalingo non ammetteva viaggio o villeggiature.Paolo Borsellino nasce il 19 gennaio 1940 a Palermo; nella vita di Paolo c'era un'atmosfera più vivace, infatti si incontrava molto spesso con i suoi amici e gli argomenti perno di questi incontri erano i libri e la filosofia. A scuola era un prodigio grazie alla sua formidabile memoria, inoltre la figura di suo padre era molto autoritaria poichè egli possedeva una farmacia.
L'INIZIO DI TUTTO
Dopo aver conseguito l'esame di laurea ed essere usciti entrambi con il 110 e lode, Paolo Borsellino iniziò la sua carriera come uditore giudiziario al tribunale civile di Enna per poi ottenere il primo incarico direttivo come pretore a Mazara del Vallo.Nel mentre anche Falcone si trasferì a Palermo dove lavorò al processo del costruttore edile Rosario Spatola accusato di associazione mafiosa. Fu così che i due amici tornarono in contatto, ovvero cominciando a scambiarsi informazioni sulle inchieste.
La strage
Dopo essersi rincontrati iniziarono a lavorare insieme, svolsero un lavoro eccezionale condannando 475 mafiosi ma facendo ciò condannarono anche se stessi a morte, perchè non molto tardi andarono ad infastidire il mafioso per eccellenza "totò riina" ed è questa la mossa che mise fine al loro tragitto, nonostante loro sapessero a cosa sarebbero andati incontro la loro fine fu davvero straziante, infatti il 23 maggio1992 il giudice Giovanni Falcone venne fatto saltare in aria con 300 kg di tritolo nella strage di capaci assieme non solo alla moglie Francesca Morvillo ma anche a tre uomini della sua scorta ovvero: Vito Schifani, Rocco di Cillo e Antonio Montinaro.Non molto tempo dopo ovvero esattamente 57 giorni dopo Paolo Borsellino il 19 luglio 1992 venne fatto saltare in aria da 100 kg di tritolo nascosti in una fiat 26 in Via D'amelio che uccisero lui e cinque uomini della sua scorta. Nonostante la loro tragica fine nessuno si dimenticherà mai di loro perchè delle persone capaci di andare contro corrente e prendersi la responsabilità di lottare per il proprio paese a seconda di ogni pericolo sono davvero rare.
" sono i miserabili che fanno grandi gli eroi "