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ARTE-Raffaele Suarato 5ªI n.1

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Created on October 24, 2021

Romanticismo e Realismo

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Transcript

ROMANTICISMO

TEMPESTA E IMPETO

INDICE

ROMANTICISMO

Caspar David Friedrich

-Monaco in riva al mare

Théodore Géricault

-Ciclo degli alienati

Eugène Delacroix

-Il rapimento di Rebecca

Francesco Hayez

-Odalisca

ROMANTICISMO

Il romanticismo è stato un movimento artistico, musicale, culturale e letterario che si è sviluppato in Germania verso la fine del Settecento, per poi diffondersi nel resto d’Europa nell’Ottocento. Benché affondi le radici in terra tedesca, il termine “romanticismo” deriva dalla parola inglese “romantic”, con cui si indicavano i romanzi di genere cavalleresco che raccontavano vicende fantastiche in contesti storici reali. Al contrario dell’illuminismo, che esaltava la razionalità e l’ordine, il romanticismo mette al centro l’immaginazione, il lato istintivo dell’uomo e il suo rapporto tormentato con la natura.Tra i padri del romanticismo, di sicuro c’è lo “Sturm und Drang” (in italiano “tempesta e impeto”), movimento culturale tedesco nato tra il 1765 e il 1785. È con lo Sturm und Drang che si afferma infatti un nuovo modo di vedere la natura, non più come oggetto da studiare e controllare, ma come “forza creatrice” che sfugge a qualsiasi regola. Strettamente legato a questo è il concetto di “genio”, cioè “colui che crea senza regole”, guidato dal sentimento. Il romanticismo infatti, esalta il lato passionale e istintivo dell’uomo, la sua individualità e la sua capacità di “sentire” la natura che lo circonda e lo affascina. L’uomo e la donna romantici sono in cerca dell’assoluto, impresa titanica che causa un senso di permanente tensione e inquietudine, che si può identificare con il “male del desiderio”. Il rapporto dell’uomo e della donna romantici con la natura si esprime anche con il senso del “sublime”. Si tratta di un sentimento contrastante: quella sensazione di meraviglia, ammirazione mista a paura che proviamo di fronte ad uno spettacolo naturale. L’idea di nazione come unione di persone con la stessa lingua e tradizione è uno dei punti chiave del romanticismo. Molte opere, come quelle dell’italiano Hayez, traggono spunto da episodi storici del medioevo, per esaltare il senso di patria e di unità. Saranno proprio questi ideali romantici che in Italia porranno le basi per le lotte per l’indipendenza e il Risorgimento. Tra gli artisti romantici, l’Italia può vantare Francesco Hayez, che nelle sue opere ha esaltato gli ideali di patria, libertà e coraggio del Risorgimento. Lo ha fatto con opere che raccontavano il passato, rivisto in chiave moderna o inserendo nei dipinti messaggi politici nascosti che servivano a divulgare le idee risorgimentali aggirando la censura dell’oppressore “austriaco”. Ne è un esempio Il bacio, opera che racconta l’alleanza tra Italia e Francia in chiave antiaustriaca. In Germania si afferma il pittore romantico Caspar David Friedrich, con i suoi paesaggi naturali che raccontano il “sublime” meglio di mille parole (es. Viandante su mare di nebbia). In Inghilterra oltre a William Blake (poeta e pittore), non possiamo dimenticare il grande William Turner, maestro della luce o Johann Heinrich Füssli, svizzero di nascita ma britannico per “adozione artistica”. Tornando al Mediterraneo, il romanticismo si racconta soprattutto nelle opere dello spagnolo Francisco Goya, dove il mistero si fonde con la superstizione, o in quelle dei francesi Théodore Géricault (es. Zattera della Medusa) e Eugèene Delacroix. Il suo capolavoro Morte di Sardanapalo racconta, in modo tragico e tumultuoso, tutta la tensione e la malinconica sensualità dello spirito romantico.

CASPAR DAVID FRIEDRICH

Caspar David Friedrich nasce a Greifswald (Pomerania) nel 1774. La famiglia è di umili origini, e la sua infanzia viene segnata dalla morte della madre e del fratello. Nel 1794 si iscrive all'Accademia di Copenhagen. Nel 1798 Friedrich si trasferisce a Dresda. Qui entra in contatto con alcune delle maggiori personalità dell'epoca: Goethe. Dresda è destinata a rimanere la sua principale dimora per il resto della vita. Ma il suo temperamento irrequieto lo porta più volte nella città natale, in giro per i boschi della Pomerania La grande molla che anima questi movimenti è il bisogno di vivere a contatto con la natura. Nel 1807 comincia a dedicarsi alla pittura a olio. Nascono così i primi capolavori. Nel 1808 realizza La croce sulle montagne. Il dipinto suscita polemiche per l'audace simbologia legata al paesaggio. Alla base di questa e altre opere si possono collocare l'interesse per l'estetica di Schelling e le idee che vedono nella contemplazione della natura uno strumento di elevazione spirituale. La sua passione lo porta a leggere i libri di Runge e Goethe sui colori. L'influenza di queste letture si avverte nelle opere successive, dove il colore si carica di una nuove suggestioni e valenze simboliche. Nel 1817 viene nominato membro dell'Accademia di Dresda. Nel 1818 sposa Carolina Bommer. Verso la fine degli anni '10 conosce il pittore norvegese Christian C. Dahl, col quale abita a partire dal 1820, e il filosofo tedesco Karl Gustav Carus, autore di Nove lettere sulla pittura di paesaggio, che diventa suo allievo. Questo è il nucleo di quella che verrà definita la "Scuola di Dresda": la corrente romantica che fa capo, appunto, a Caspar David Friedrich. Nel 1824 si ammala. Negli anni seguenti il suo stato di salute si aggrava. Friedrich comincia a soffrire di un complesso di persecuzione, che allontana molti dei suoi amici. Nel 1835 viene colpito da un'emorragia cerebrale, che lo lascia paralizzato. Caspar David Friedrich muore a Dresda nel 1840.

MONACO IN RIVA AL MARE

THÉODORE GÉRICAULT

Theodore Gericault è uno dei principali esponenti della pittura del Romanticismo francese. Egli nasce il 26 settembre 1791 a Rouen, in Francia, da una famiglia benestante. Studia all’Ecole des Beaux Arts e si dedica alla copia di opere famose del passato e a studi di cavalli, sua grande passione. Due anni dopo presenta un dipinto, testimonianza ideale di quello che sta vivendo la Francia, che in questi anni vede il declino di Napoleone Bonaparte. Da questo momento Gericault si dedica ai fatti contemporanei collegandola ai sentimenti umani. Nel 1816 compie ugualmente un viaggio di un anno in Italia per studiare lo stile di Michelangelo e Caravaggio. Probabilmente vuole allontanarsi dallo scandalo che era scoppiato in Francia, poichè era stata scoperta la sua relazione clandestina con la moglie di uno zio, da cui nascerà addirittura un figlio. Risale al 1818-1819 la realizzazione del suo dipinto più famoso, “La zattera della Medusa“, ispirata ad un fatto di cronaca veramente accaduto tre anni prima, il naufragio di una nave francese, che aveva destato molto scalpore. Quando torna a Parigi deve affrontare diversi problemi economici dovuti a cattivi investimenti. In questo periodo nasce anche il cosiddetto “Ciclo degli alienati“: folli esclusi dalla società, ognuno dei quali caratterizzato da una mania. Si tratta di 10 opere, per la cui realizzazione Gericault si era anche recato in un ospedale psichiatrico diretto da un suo amico, in cui i soggetti portano sul fisico i segni del proprio disordine mentale. Di queste 10 tele oggi ne sono rimaste solo 5, sparse in vari musei del mondo. Gericault non giudica questi malati, non li rappresenta come dei mostri, ma piuttosto come persone da compatire per la loro malattia mentale. Una vita non proprio ordinata e una lesione alla spina dorsale portano Géricault prima alla paralisi e poi alla morte, avvenuta a Parigi, il 26 gennaio 1824. Il pittore ha solo 32 anni. La sua arte, capace di fondere cronaca, storia e drammi interiori, influenzerà tutta la pittura romantica.

CICLO DEGLI ALIENATI

Eugène Delacroix è stato uno dei più grandi pittori del Romanticismo francese. I temi dei suoi dipinti sono la politica, il fascino dell’esotico ed il racconto del mito. É considerato un vero maestro nell’uso del colore, impiegato con lo scopo di mettere in risalto i movimenti e la drammaticità della scena. La sua arte si distingue chiaramente da quella di Ingres, il suo principale rivale, che invece era ancora legato al neoclassicismo e ricercava la perfezione e la definizione dei contorni. Eugène Delacroix nacque il 26 aprile 1798 in una località vicino Parigi. Sua madre era figlia di un ricco commerciante e aveva sposato Charles-François Delacroix, un importante avvocato. Pur partendo da condizioni sociali molto avvantaggiata, l’infanzia di Delacroix non fu affatto semplice! A soli 8 anni perse il padre e la famiglia si trasferì a Parigi dove Delacroix frequentò il liceo imperiale. Abbandonati gli studi, decise di coltivare il suo talento artistico come autodidatta studiando i capolavori conservati al Louvre. Una delle esperienze più significative della vita di Delacroix fu l’incontro e la successiva amicizia con il pittore francese Théodore Géricault, incontrato all’Ecole des Beaux-Arts. Tra le esperienze più formative per lo sviluppo delle sue opere, Delacroix fece numerosi viaggi in Africa settentrionale e nell’Europa meridionale, dove rimase incredibilmente affascinato dalle diverse culture. La sua vivace intelligenza lo portò infatti ad indagare gli usi e i costumi locali, spingendolo persino all’interno di un harem, che riprodurrà in “ragazze di Algeri”. Come spesso accade nel campo dell’arte, la bravura di Delacroix fu riconosciuta solo in tarda età, quando gli furono commissionati degli importanti cicli di affreschi al Luxembourg, sede del Senato francese, a Saint-Sulpice, al Louvre e a Palais Borbon. Il lavoro lo affaticò molto fisicamente, tuttavia non smise mai di dipingere sino alla sua morte, il 13 agosto 1863. Oggi la tomba di Delacroix si trova al al cimitero Père Lachaise di Parigi così come quella del suo amico Géricault.

EUGÈNE DELACROIX

IL RAPIMENTO DI REBECCA

FRANCESCO HAYEZ

Ultimo nato di una modesta famiglia di origini francesi, Francesco viene presto affidato a una zia materna, moglie di un armatore e mercante di arte. Notato il talento che il nipote aveva per il disegno, lo zio lo invia presso un restauratore ad imparare il mestiere. A Venezia è allievo del Magiotto e del Quarena, dopodiché inizia a frequentare la Nuova Accademia delle Belle Arti (1806) e diviene allievo di Teodoro Matteini. Nel 1809, dopo aver vinto il Prix de Rome indetto dall’Accademia di Venezia, si trasferisce nella capitale dove frequenta l’Accademia di San Luca ed entra nella cerchia di Antonio Canova. Nel 1814 lascia Roma a seguito di un’aggressione avvenuta per questioni sentimentali, si trasferisce a Napoli e vi dipinge l’Ulisse alla corte di Alcinoo su commissione di Gioacchino Murat. Nel 1820 si sposta a Milano e nel 1822, dopo il successo del suo Pietro Rossi prigioniero degli Scaligeri a Pontremoli, comincia a insegnare all’Accademia di Belle Arti di Brera come aiuto di Luigi Sabatelli. Alla morte di quest’ultimo, nel 1850, diviene titolare della cattedra e la mantiene fino al 1879. In questi anni Hayez diviene il caposcuola del romanticismo pittorico italiano, i cui interessi, a dispetto delle soluzioni formali ancora neoclassiche (Il bacio di Romeo e Giulietta), ruotano intorno ai nuovi temi storici di valore civico-politico (I Vespri siciliani; I profughi di Parga). Molto nutrita è anche l’attività ritrattistica, come testimoniano il celebri ritratti di Manzoni, Rossini, Rosmini, e D’Azeglio.

ODALISCA

REALISMO

COURBET E DAUMIER

Intorno al 1850 il romanticismo inizia a dare i primi segnali di cedimento ed è in questo momento storico, in Francia, gli artisti scelgono di aderire alla realtà del proprio tempo, senza contaminazioni dei sentimenti e della religione o rimpianti della storia del passato. Il realismo è un movimento artistico e letterario, che trae spunto dal positivismo, che è un pensiero filosofico che considera la realtà in modo crudo e prendendo in considerazione i dati di fatto in modo scientifico. Il movimento quindi segue l’entusiasmo per i progressi della scienza e della tecnica che avevano caratterizzato la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX secolo. Il grande sviluppo scientifico e tecnologico di questi anni rischia di sconvolgere il rapporto tra uomo e natura, mentre l’industria tende a costituire una forma nuova di schiavitù. Gli effetti della Rivoluzione industriale si ripercuotono sulla vita sociale ed economica delle persone. L’artigianato e l’agricoltura vengono abbandonati e determinano una notevole riconversione sociale da parte di classi di popolazione, determinando l’inurbamento eccessivo delle città e il peggioramento delle condizioni di vita del proletariato urbano. Le tensioni sociali che ne scaturirono, portarono alla nascita delle teorie socialiste. In questo clima cominciarono a sorgere le prime esperienze del movimento realista nelle arti figurative. Attraverso Gustave Coubert e Honoré Daumier il Realismo prende una posizione di denuncia contro le ingiustizie della società, adottando le rivendicazioni delle masse e partecipando in modo attivo alla vita politica. La parola Realismo generalmente indica la traduzione fedele delle caratteristiche della realtà nell'arte. In occasione dell'Esposizione Universale di Parigi scrive Courbet in un opuscolo: "Ho voluto essere capace di rappresentare i costumi, le idee, l'aspetto della mia epoca secondo il mio modo di vedere, fare dell'arte viva, questo è il mio scopo.". Courbet sarà il più grande pittore realista per il contenuto ideologico della sua arte e la rappresentazione della realtà come denuncia della società. Con altri artisti, come Jean-François Millet e Jean-Baptiste Camille Corot, il Realismo si esprime invece con maggiore distacco, esprimendo in modo pacato i sentimenti, la religiosità e la serietà del lavoro degli umili e per questo è maggiormente accettato. Un'esperienza del fenomeno del realismo nella pittura, che deve essere ricordata è quella della scuola di Barbizon. Un gruppo di pittori, dal 1835 in poi si riunirono in un paesino chiamato Barbizon. Questa scuola produsse soprattutto paesaggi e contribuì a superare il vedutismo settecentesco con una maggiore realistica rappresentazione. Il suo principale esponente, fu Theodore Rousseau. Tra i pittori francesi che più hanno rinnovato la pittura di paesaggio, con una grande capacità realistica, deve essere considerato Camille Corot, uno dei più grandi vedutisti di tutti i tempi. Corot fu molto conosciuta in Italia, perchè vi si reco spesso, influenzando la maggior parte dei pittori italiani dell’Ottocento. Il realismo creò le premesse per la pittura degli impressionisti, che se pur ricordati per la loro grande carica innovativa dal punto di vista del linguaggio pittorico, furono soprattutto un movimento di rappresentazione del vero.

AUTORI

UOMO DISPERATO

IL VAGONE DI TERZA CLASSE

L'ORCHESTRA DELL'OPERA

GRAZIE PER L'ATTTENZIONE!

Raffaele Suarato 5ªI