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I RAPPORTI UMANI - SENECA
presti.m
Created on October 12, 2021
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Transcript
I Rapporti Umani in Seneca
Eric Manara, Serena Poggi, Marco Presti
ANALISI LESSICALE
Tutti questi cittadini sono in continua guerra fra loro: per un piccolo vantaggio non si fanno scrupolo di rovinarsi a vicenda, nessuno di essi guadagna se non a danno di altri, odiano chi è felice, disprezzano chi soffre, oppressi dai più forti, si rifanno sui più deboli, eccitati da opposte passioni, non si peritano di fracassare ogni cosa per il piacere di ricavarne un bottino misero e caduco. Il mondo è come un’arena di gladiatori, in cui la vita lotta contro sé stessa. Una consorteria di animali, con la differenza che gli animali non combattono e non azzannano i propri simili, mentre gli uomini si sbranano a vicenda, perché solo così soddisfano la loro fame. Le bestie si ammansiscono di fronte a chi le nutre, gli uomini sfogano la loro rabbia contro quegli stessi che lo alimentano: in ciò sta la distinzione fra gli esseri umani e quelli che non hanno il dono della parola.
Inter istos quos togatos vides nulla pax est: alter in alterius exitium levi compendio ducitur; nulli nisi ex alterius iniuria quaestus est; felicem oderunt, infelicem contemnunt; maiorem gravantur, minori graves sunt; diversis stimulantur cupiditatibus; omnia perdita ob levem voluptatem praedamque cupiunt. Non alia quam in ludo gladiatorio vita est cum isdem viventium pugnantiumque. Ferarum iste conventus est, nisi quod illae inter se placidae sunt morsuque similium abstinent, hi mutua laceratione satiantur. Hoc uno ab animalibus mutis differunt, quod illa mansuescunt alentibus, horum rabies ipsos a quibus est nutrita depascitur.
Quid tibi vitandum praecipue existimes quaeris? turbam. Nondum illi tuto committeris. Ego certe confitebor imbecillitatem meam: numquam mores quos extuli refero; aliquid ex eo quod composui turbatur, aliquid ex iis quae fugavi redit. Quod aegris evenit quos longa imbecillitas usque eo affecit ut nusquam sine offensa proferantur, hoc accidit nobis quorum animi ex longo morbo reficiuntur.
Mi chiedi che cosa secondo me dovresti soprattutto evitare? La folla. Non puoi ancora affidarti a essa tranquillamente. Quanto a me, ti confesserò la mia debolezza: quando rientro non sono mai lo stesso di prima; l'ordine interiore che mi ero dato, in parte si scompone. Qualche difetto che avevo eliminato, ritorna. Capita agli ammalati che una prolungata infermità li indebolisca al punto di non poter uscire senza danno: così è per me, reduce da una lunga malattia spirituale.
Mi chiedi cosa soprattutto dovresti evitare? La folla. Non ti affiderai ancora tranquillamente ad essa. Io certamente ammetterò la mia debolezza: quando rientro in casa non sono mai lo stesso che ne è uscito. Si scompone in parte l’equilibrio che avevo già raggiunto; ritorna qualcuno dei vizi che avevo messo in fuga. Ciò che capita agli ammalati, che una lunga infermità li riduce al punto che non possono mai uscire senza risentirne, questo avviene a noi, i cui animi si stanno riprendendo in seguito ad una lunga malattia.
ANALISI MORFOSINTATTICA
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Seneca e l'Agenda 2030
Analogie e differenze
L'agenda 2030
L’agenda 2030 è un programma nato nel 2015 e firmato dai 193 Paesi dell’ONU, in cui sono elencati 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030, che riguardano l’ambito economico, sociale ed ecologico.
Obiettivo 16
In particolare, con l’obiettivo 16 ci si impegna a promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile, garantire a tutti l’accesso alla giustizia, e creare istituzioni efficaci, responsabili ed inclusive a tutti i livelli; si cerca, inoltre, di ridurre e prevenire tutte le forme di violenza, la corruzione e gli abusi di potere, e combattere il terrorismo e il crimine.
Info
Dall’ultimo rapporto ASVIS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) emerge che l’Italia, tra il 2019 e il 2020, è migliorata solo per tre obiettivi, tra cui il numero 16. Però, se da un lato sono stati fatti molti progressi nel campo della pace, per quanto riguarda l’accesso alla giustizia, la lotta alla criminalità organizzata, la corruzione, la concussione e la protezione delle libertà fondamentali c’è ancora molto da lavorare. In ogni caso, ci si sta impegnando a migliorare anche questi aspetti, come dimostra il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, presentato dal Governo alla Commissione Europea il 25 aprile 2021 e definitivamente approvato il 13 luglio, il quale contiene alcune specifiche misure che intervengono sul sistema giudiziario: sono state infatti previste riforme per accelerare lo svolgimento dei processi e digitalizzare i procedimenti giudiziari.
Da un punto di vista meno politico o giuridico, anche l’autore romano Lucio Anneo Seneca affronta questi argomenti nel De ira:
"Tutti questi cittadini sono in continua guerra fra loro: per un piccolo vantaggio non si fanno scrupolo di rovinarsi a vicenda, nessuno di essi guadagna se non a danno di altri, odiano chi è felice, disprezzano chi soffre, oppressi dai più forti, si rifanno sui più deboli, eccitati da opposte passioni, non si peritano di fracassare ogni cosa per il piacere di ricavarne un bottino misero e caduco."
Trad. Abbate
La società che descrive Seneca con tono giudicante è permeata da odio e volontà di sopraffare gli altri per il raggiungimento di un guadagno personale, anche se talmente piccolo e fugace da risultare insignificante rispetto al male che hanno provocato. In questa società non c’è spazio per la giustizia: i più forti sfruttano i più deboli e li opprimono, le libertà fondamentali sono inesistenti e non è difficile pensare a casi di corruzione, concussione o criminalità.
"Mi chiedi che cosa secondo me dovresti soprattutto evitare? La folla. Non puoi ancora affidarti a essa tranquillamente. Quanto a me, ti confesserò la mia debolezza: quando rientro non sono mai lo stesso di prima; l'ordine interiore che mi ero dato, in parte si scompone. Qualche difetto che avevo eliminato, ritorna. Capita agli ammalati che una prolungata infermità li indebolisca al punto di non poter uscire senza danno: così è per me, reduce da una lunga malattia spirituale."
Trad. P. Sanasi
I rapporti interpersonali, per Seneca, sono molto difficili, e la folla ha una grande potenza influenzatrice sul singolo: oltre alla violenza gratuita sugli altri, è anche impossibile conservare i propri valori morali, infatti, come un uomo appena guarito da una lunga malattia, una volta scacciati i mali è sconsigliato uscire, perché ciò causerebbe nuovi danni e sconvolgimenti.
Al contrario di come si comportano le persone nella vita quotidiana, come descritto nel De ira, il saggio, per Seneca, ha un compito specifico all’interno della società: comprendere il logos, ovvero il principio del mondo ordinato (cosmos), il quale, però, non sempre corrisponde a qualcosa di positivo, ma il saggio, se davvero si può definire tale, deve imparare ad accettarlo e aderire ad esso, non cercare di cambiare le cose. A proposito di questo, Seneca parla degli schiavi come di persone che vanno trattate con dignità, in quanto esseri umani, poiché l’unica differenza rispetto agli altri romani è la sorte che è toccata loro. Ciò non significa, però, rovesciare il sistema e abolire la schiavitù, ma semplicemente mettere in evidenza opinioni comuni che lui ritiene sbagliate, come spiega in una delle lettere a Lucilio:
"E poi c'è chi tira fuori con arroganza quel proverbio: "Quanti schiavi, tanti nemici". Essi non sono nemici, ma ce li rendiamo tali. Non parlo di altre disumane crudeltà, per cui non ci serviamo degli schiavi come uomini, ma ne abusiamo come se fossero bestie."
Trad. C. Barone
Dickens
Obiettivi 1 e 10
Da questo punto di vista, Seneca si distanzia molto dagli obiettivi 1 e 10, con cui invece ci si impegna a ridurre la povertà e le disuguaglianze:
Obiettivo 1. Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondoObiettivo 10. Ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le nazioni
Il compito del saggio, però, non si limita alla comprensione del logos: deve anche diffonderlo e condividerlo. Come Cicerone, anche gli stoici concordano sul fatto che ciò che è utile coincide con l’honestum, quindi tutto è moralmente giusto se rispetta l’ordine gerarchico del mondo. Condividere il loro sapere, per Seneca, significa fare il possibile per aiutare il prossimo, in primo luogo partecipando attivamente alla politica, quando però ciò non è possibile, come Seneca stesso proverà sulla propria pelle, allora bisogna ritirarsi a vita privata, lontani dagli adfectus, per occuparsi della scrittura, con la quale è ancora possibile aiutare gli altri, anche se indirettamente. Se anche questo non fosse possibile, però, l’unica soluzione è il suicidio, come in effetti succederà a lui, per obbligo di Nerone.
"Questo certamente si richiede ad un uomo, che sia utile agli uomini, se è possibile, a molti, se no, a pochi, se no, ai più vicini, se no, a se stesso. Infatti, quando si rende utile agli altri, svolge un compito che riguarda tutti. Come chi si rende peggiore, non solo a se stesso nuoce, ma anche a tutti quelli cui, resosi migliore, sarebbe stato in grado di essere utile, così, chiunque ben merita di se stesso, proprio per questo giova agli altri, perché prepara una persona che ha intenzione di essere loro utile."
De otio, trad. G. Viasino
Obiettivo 3
Condividendo il pensiero di Seneca, anche un obiettivo dell’agenda 2030 è finalizzato al raggiungimento generale di benessere, sia materiale che fisico: l’obiettivo 3, che vuole anche ridurre i rischi legati alla salute e prevenire le malattie, in modo da garantire a tutti una vita sana.
Info
Negli ultimi decenni sono stati compiuti dei progressi significativi per quanto riguarda l’aumento dell’aspettativa di vita e la riduzione di alcune delle cause di morte infantile e materna: ogni giorno muoiono 17000 bambini in meno rispetto al 1990, e i vaccini contro il morbillo hanno evitato, dal 2000, quasi 15,6 milioni di morti. Inoltre, negli anni 2013 e 2014 si è registrata una diminuzione di infezione da HIV, tubercolosi e malaria. Alcuni degli obiettivi, però, sono ancora troppo lontani dal raggiungimento: 7,6 milioni di bambini nati in situazioni di povertà hanno quasi il doppio delle probabilità di morire prima dei 5 anni rispetto alle famiglie più agiate.
Bibliografia e Sitografia
Agenda 2030
Festival dello sviluppo sostenibile
Obiettivo 16 in Italia
Hub scuola obiettivo 16
Obiettivo 3
Rizzoli - obiettivo 3
Amazing Minds 2, Spicci, Shaw
Nove Discere, Claudia Savigliano
Epistulae ad Lucilium 7 - Traduzione di Patrizio Sanasi
Epistulae ad Lucilium 7 - Traduzione di Francesco Citti
SENECA - Tutte le opere, con traduzione di Mario Scaffidi Abbate e Ettore Paratore