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ACCOGLIENZA SETTEMBRE 2021
noemi.mondini
Created on September 9, 2021
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Transcript
ACCOGLIENZA
Settembre 2021
LA CITTÀ DALLA LUNGA TRECCIA
(prima parte) L’estate sta per finire. Sulla spiaggia di una piccola isola, Lulù, seduta a gambe incrociate sulla sabbia, guarda le onde. La sua amica del cuore è partita ieri e Lulù, senza di lei, non sa cosa fare, si annoia. Abbassa la testa e lascia che le trecce sfiorino la sabbia, poi, sbuffa e sospira. Seduto vicino a lei c’è Edo che, in silenzio, guarda Mario che si butta tra le onde, salta, ride e si diverte. Edo vorrebbe fare il bagno ma le onde gli fanno paura, come tante altre cose del resto. Improvvisamente Mario nuota verso la riva, segue qualcosa che l’onda trascina e deposita sul bagnasciuga. Accorrono anche Edo e Lulù incuriositi; la bambina, con un gesto rapido, raccoglie il regalo del mare. Si tratta di una scatola rossa, di latta. Lulù la apre facilmente e dentro… tre gomitoli di lana. Lulù sceglie quello blu, un colore che adora perché è quello del cielo. Mario afferra il gomitolo giallo, lo stesso colore del sole. Edo prende il gomitolo verde (gli piace quel colore perché è quello dei prati e lui ama tanto la natura). I bambini srotolano i fili indecisi su cosa fare. (Mauri G.)
(seconda parte) Lulù lascia che il filo strisci dietro di lei mentre percorre le stradine del paese per tornare a casa. Lì, lo lascia penzolare dal balcone della sua camera, poi lo recupera e, appoggiandolo sulle piastrelle, realizza un cerchio, un quadrato, un triangolo e persino un rettangolo. Infine, annoiata, abbandona il gomitolo. Mario invece corre a casa con il gomitolo stretto in pugno, ha in mente di fare uno scherzo alla mamma. Arrivato a casa entra in cucina, sale su una sedia in un angolo tra un mobile e la parete e intreccia il filo: vuole fare una ragnatela. La mamma ha una gran paura dei ragni, chissà quanto si spaventerà vedendola! Ma lo scherzo non riesce perché la mamma, quando arriva, vede il filo e dice con calma: «Come c’è finito lassù tutto quel filo giallo?». Intanto Edo, camminando lento lento verso casa, pensa a cosa fare con il suo filo. Vorrebbe intrecciarlo, magari fare una cintura, ma… Se il proprietario (o forse è una proprietaria?) della scatola caduta in mare venisse a cercarla? Questo pensiero sembrava non voler uscire dalla sua mente, così Edo, che ha paura (come al solito) di ciò che potrebbe succedere, lascia il gomitolo nella tasca dei pantaloni. La mattina dopo i tre bambini si ritrovano in spiaggia e scoprono che nessuno di loro è riuscito a far qualcosa di bello con il gomitolo. (Mauri G.)
(terza parte) Il cielo è cupo… D’un tratto un lampo lo attraversa seguito dal fragore del tuono e, in breve, un temporale imperversa sulla spiaggia. Scossi dal vento i fili volano in ogni direzione. I tre bambini corrono trascinando i loro fili e trovano riparo in una cabina. Sono bagnati ma divertiti. E i fili? Si erano bagnati? Magari fosse solo quello… Il vento li ha aggrovigliati tutti e ora non sono più tre, ma una sola grande matassa, un solo grosso gomitolo che è impossibile sciogliere. «Che pasticcio!» osserva Lulù. «Dai, ragazzi, ordiniamo per bene questi fili, facciamo una grande treccia…» Edo ha paura (toh, che novità!) di non saperlo fare e chiede: «Ma in che modo?». Lulù mostra la sua treccia a Edo e Mario e propone di dare la stessa forma al groviglio confuso dei fili. (Mauri G.)
IMPARIAMO A FARE UN FIOCCO
(quarta parte) La treccia di fili riesce benissimo, ma una volta finita i tre bambini non sanno per cosa potrebbe essere utile. Edo, che ha sempre paura di perdersi, ha un’idea: «Potrebbe segnare il percorso dal porto fino alla piazza, così chi arriva con la nave saprebbe che strada seguire per arrivare alla gelateria e prendere un gelato». «Ottima idea!» esclamano Mario e Lulù. «Ma è troppo corta.» Pensa e ripensa i bambini decidono di chiedere aiuto agli abitanti dell’isola e, porta dopo porta, spiegano a tutti il loro progetto domandando a ciascuno una treccia. Gli abitanti accettano con entusiasmo e in breve tante, tante, tante trecce colorate si accumulano in ogni angolo dell’isola. Lulù si occupa di annodarle l’una all’altra mentre Mario e Edo sistemano la lunga treccia lungo il percorso che dal porto arriva alla piccola piazza dell’isola. Che bello! Tutti gli abitanti dell’isola hanno partecipato al progetto e così, per celebrare l’evento, organizzano una grande festa in piazza. La città in poco tempo diventa famosa dappertutto per via della grande treccia colorata che la attraversa. Se provate a chiedere in giro, qualcuno, di certo, vi racconterà la storia della “città dalla lunga treccia”. Tuttavia, adesso, la conoscete già… (Mauri G.)
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