CHIESA DI SAN MINIATO AL MONTE
FIRENZE
POSIZIONE
Chiesa di San Miniato al Monte
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INTRODUZIONE
La chiesa di San Miniato al Monte è una delle più antiche di Firenze ed è uno dei capolavori dell’arte romanica fiorentina, è chiamata così perché venne costruita sopra alla tomba di San Miniato, il quale fu il primo martire cristiano di Firenze.
La Basilica è posta al di fuori delle mura della città storica, ma comunque domina Firenze dall’alto e ha sempre avuto un forte rapporto con la città; la chiesa si trova nei pressi del piazzale Michelangelo, si innalza sulla cima di un colle fiorentino, chiamato il Monte alle Croci, da lì si può godere di una magnifica vista della città.
STORIA DI SAN MINIATO
La chiesa di San Miniato al Monte è appunto dedicata a San Miniato, sulla sua figura vi sono moltissimi racconti fantastici, al punto che alcuni studiosi sono arrivati ad avere dubbi sulla storicità di questo personaggio.Secondo alcuni storici San Miniato era probabilmente un mercante greco o un principe armeno convertitosi al cristianesimo che si era recato in pellegrinaggio a Roma, si racconta che, quando nel 250, giunse a Firenze, iniziò la vita da eremita, egli venne martirizzato durante le persecuzioni anticristiane dell’imperatore Decio, infatti nella Firenze paleocristiana si narra che ci fosse un’importante comunità siriaca.
La leggenda aggiunge che, dopo essere stato decapitato sulle rive dell’Arno, Miniato raccolse la sua testa e si recò a morire sul Monte alle Croci, al tempo chiamato Mons Fiorentinus, proprio dove oggi si erge la Basilica di San Miniato al Monte.
L’immagine più diffusa rappresenta San Miniato con una corona, con la palma e spesso anche con la spada del martirio, per via della corona si pensa che miniato avesse nobili origini.
STORIA Della struttura della chiesa
In seguito alla morte di Miniato, sulla sua tomba venne eretto un oratorio, che venne poi trasformato nell’attuale Basilica per volere del vescovo Ildebrando; le spoglie del santo sono ora conservate nell’altare intarsiato della Cripta.Nel 1013 venne iniziata la costruzione della chiesa, che si concluse due secoli dopo. Inoltre la facciata in stile romanico con i caratteristici riquadri in marmo bianco e verde venne finanziata nel 1090 dalla coorporazione dell’Arte della Lana. Verso la fine del XIII secolo accanto alla Basilica venne costruito il Palazzo dei Vescovi, che era un’antica residenza estiva dei Vescovi di Firenze, la struttura divenne poi un Convento, successivamente un Ospedale e infine una Casa dei Gesuiti.
storia Della struttura della chiesa
Inizialmente la Basilica era un monastero benedettino, poi aderì alla congregazione Cluniacense, successivamente, nel 1373, il monastero venne concesso ai monaci Olivetani. Durante il XVI secolo si affermò il dominio mediceo e la zona, essendo posta in posizione dominante sulla città, fu trasformata in fortezza, i monaci abbandonarono il monastero, ma la chiesa grazie al culto della popolazione per San Miniato rimase intatta, per lo stesso motivo la leggenda narra che durante l’assedio di Firenze da parte dell’esercito di Carlo V il campanile venne fatto proteggere da Michelangelo con uno strato di materassi.
I monaci olivetani ritornarono nella chiesa nel XIX secolo, nello stesso periodo venne costruito il cimitero monumentale delle Porte Sante, che ospita numerose cappelle della borghesia fiorentina. Durante il periodo rinascimentale la Basilica subì dei cambiamenti al suo interno siccome la famiglia Medici comprese l’importanza della Basilica di San Miniato al Monte; uno dei capolavori è il “Tempietto”, quest’opera venne commissionata da Piero de’ Medici all’architetto Michelozzo, è un altare realizzato a marmi intarsiati con la volta a botte in terracotta invetriata, sull’altare si trovano una serie di tavole dipinte, tra le quali troviamo rappresentazioni di San Giovanni Gualberto, San Miniato ed episodi evangelici. Al giorno d’oggi la chiesa conserva opere di rilevante importanza come per esempio la cappella del Cardinale del Portogallo, e nella Sacrestia i bellissimi affreschi di Spinello Aretino raffiguranti le storie di San Benedetto.
facciata della chiesa
La Basilica di San Miniato al Monte è uno dei capolavori del romanico fiorentino, unisce elementi di derivazione classica a elementi tipici romanici. La facciata della chiesa è a salienti, mostra la classica bicromia di marmo bianco di Carrara e verde di Prato, è divisa orizzontalmente in due settori da una cornice di marmo verde. La facciata è ispirata a un classicismo solido e geometrico ripreso da molti edifici monumentali romani.
La costruzione della facciata venne iniziata nell'XI secolo, è divisa in tre parti principali: inferiore, mediana e superiore:
- La fascia inferiore è caratterizzata da cinque archi a tutto sesto sorretti da colonne in serpentino verde con basi e capitelli corinzi in marmo bianco, dentro a tre degli archi troviamo i portali, negli altri due se ne finge la presenza tramite decorazioni geometriche.
- Nella fascia centrale della facciata troviamo un pronao tetrastilo, al centro del pronao è presente una finestra incorniciata da due colonne sorrette da due teste di leone marmoree che rappresenta un intarsio di un vaso tra due colombe.
- La fascia superiore, infine, mette in evidenza la vera geometria della chiesa, le due falde simmetriche delle navate laterali ci fanno già intuire che la chiesa all’interno è costituita da tre navate. I due frontoni simmetrici delle navate laterali sono decorati con una bicromia di marmo bianco e serpentino verde, che tramite forme geometriche ricostruiscono l'opus reticulatum romano, altri elementi che si rifanno all’opus reticulatum romano sono i frontoni laterali che presentano figure romboidali. La parte superiore della facciata riporta una raffigurazione musiva che mostra Gesù Cristo in trono benedicente tra la Vergine Maria e San Miniato; il frontone presenta nove archi decorati e una croce, sulla sommità è visibile l’aquila bronzea che rappresenta la corporazione dei mercanti dell’Arte della Lana, che ebbe il patronato sulla basilica.
STRUTTURA INTERNA DELLA CHIESA
L’interno della Basilica è in stile romanico, è suddiviso in tre navate ed è costituito da tre livelli: la navata, la cripta e infine il presbiterio; la policromia che caratterizza la facciata della chiesa è presente anche al suo interno.
Le pareti laterali sono ricche di affreschi e sinopie risalenti ai secoli XIV e XV.
In fondo alla navata centrale troviamo la Cappella del Crocifisso di Michelozzo, dietro la quale si trova la cripta, che è seminterrata ed è decorata con affreschi; sopra alla cripta troviamo il presbiterio, che è sopraelevato, è racchiuso da un colonnato di marmo, in questo spazio troviamo un coro ligneo risalente al XIV secolo. Al confine del presbiterio troviamo l’abside, il catino absidale è semicircolare e come il resto è rivestito di marmi verdi e bianchi, inoltre presenta una decorazione musiva dell’epoca bizantina in cui è raffigurato Cristo Pantocratore tra la Vergine Maria e San Miniato e i simboli dei quattro evangelisti. Facendo riferimento alla pianta della Basilica, alla destra del presbiterio troviamo la sagrestia. Un altro importante monumento che troviamo all’interno della chiesa di San Miniato al Monte è la Cappella del Cardinale del Portogallo, che si trova sul lato sinistro della Basilica.
L’interno della chiesa non è totalmente originale per una serie di interventi successivi, infatti le decorazioni in bicromia che rivestono le pareti e le colonne di falso marmo sono della metà dell’800; la zona absidale è l’unica rimasta originale.
STRUTTURA INTERNA DELLA CHIESA
L’interno della Basilica di San Miniato al Monte si suddivide in tre livelli più la sagrestia:Primo livello: Al centro della navata maggiore troviamo la Cappella del Crocifisso, venne realizzata da Michelozzo nel XV secolo per custodire il Crocifisso miracoloso di san Giovanni Gualberto, il quale era un nobile cavaliere fiorentino; quando suo fratello Ugo venne assassinato, lui fu chiamato a rivendicarne la morte con l’uccisione del rivale, l’esecuzione sarebbe dovuta avvenire fuori dalla chiesa di San Miniato, dunque il giorno dell’uccisione Giovanni si recò lì, quando arrivò, l’avversario si inginocchiò davanti a lui e ne invocò pietà, Giovanni abbandonò la spada ed entrò all’interno del monastero per cercare conforto, lì decise di perdonare colui che aveva ucciso suo fratello, mentre stava uscendo si girò verso il crocifisso, il quale fece cenno di approvazione con la testa, dopo questo avvenimento Giovanni decise di ritirarsi all’interno del monastero benedettino per farsi monaco. Ora il crocifisso miracoloso è conservato a santa Trinta. La struttura della cappella include l’altare principale, che si ispira ai modelli classici, soprattutto nell’uso della volta a lacunari, realizzata in terracotta da Luca della Robbia; la pala è attribuita a Agnolo Gaddi e raffigura al centro i santi Giovanni Gualberto e Miniato e negli scomparti minori alcune Storie di Cristo. Lungo la navata sinistra troviamo l’unica cappella funeraria della Basilica: la Cappella del Cardinale del Portogallo, che venne fatta costruire nel XV secolo dal Re Alfonso del Portogallo in onore di suo nipote Giacomo di Lusitania, quest’ultimo era il Vescovo di Lisbona e morì a Firenze come ambasciatore di passaggio quando era ancora molto giovane, la cappella contiene le sue spoglie. Questa cappella fu l’ultima parte architettonica inglobata nel corpo della chiesa, è un vero e proprio capolavoro del rinascimento fiorentino. La struttura venne progettata e realizzata da Antonio Manetti, discepolo del Brunelleschi, il monumento funebre del Cardinale del Portogallo è opera di Antonio Rossellino, infine la volta in terracotta invetriata policroma che rappresenta le Virtù Cardinali venne realizzata da Luca della Robbia; la cappella è impreziosita e abbellita con pitture, affreschi, pietre e marmi colorati.
STRUTTURA INTERNA DELLA CHIESA
Secondo livello: Dai lati della Cappella del Crocifisso possiamo scendere nella Cripta, che è la parte più antica della Basilica; la Cripta è divisa da trentotto colonne in sette piccole navate, tre centrali e quattro laterali, alcune delle colonne provengono da antichi edifici romani. Le volte sono decorate con affreschi di Taddeo Gaddi, l’altare romanico della cripta, che contiene le spoglie di San Miniato, è circondato da una cancellata di ferro battuto.
Terzo livello:Salendo nel presbiterio arriviamo davanti al pulpito, che è posto esattamente a metà tra la zona del presbiterio, che era riservata ai monaci, e la parte bassa, che era riservata ai fedeli, in questo modo poteva essere visto da tutti. Il leggio è sorretto dall’aquila, simbolo di San Giovanni, alla base vi è il leone di San Marco e tra i due una forma umana, che rappresenta San Matteo, manca però qualsiasi riferimento al toro, che è il simbolo di San Luca, quarto evangelista; ma osservando attentamente ci accorgiamo che il leone guarda in una direzione diversa rispetto all’uomo e all’aquila, il suo sguardo è infatti rivolto verso lo zodiaco nella navata, questo perché quando il sacerdote sale sul pulpito per leggere o predicare, diventa automaticamente il quarto simbolo, quello del toro, che rappresenta il verbo, la parole incarnata. Un altro simbolo presente nelle decorazioni interne della Basilica è il pellicano, che nella tradizione cristiana viene utilizzato per simboleggiare Cristo, questo perché il pellicano in mancanza di cibo per i suoi piccoli, li nutre con il proprio sangue colpendosi col becco sul petto, infatti nell’eucarestia Cristo diede il suo corpo e il suo sangue per noi. La parte di presbiterio dove si trova il coro è nascosta e protetta dallo sguardo dei fedeli e da un muro, che simboleggia le mura della Gerusalemme celeste, infatti è finemente decorato.Guardando l’abside notiamo che le finestre non sono in vetro, ma sono coperte da sottili lastre di alabastro che lasciano filtrare la luce al mattino, quando sorge il sole, infatti la chiesa è orientata con l’abside a sud-est, verso il sorgere del sole al solstizio d’inverno. Nella parte superiore dell’abside troviamo il prezioso mosaico che rappresenta Cristo Pantocrate tra la Vergine e San Miniato, proprio come quello sulla facciata.
Sacrestia: Al termine della navata destra troviamo la sacrestia, decorata con un grande ciclo di bellissimi affreschi di Spinello Aretino. Sulle pareti sono rappresentate alcune scene della vita di San Benedetto, sul soffitto, invece, sono raffigurati i quattro evangelisti. Dai quattro pilastri situati negli angoli partono costoloni che concorrono alla copertura a crociera. Nella sacrestia troviamo anche una piccola stanza con il lavabo, che venne aggiunta in un secondo tempo. Gli armadi di legno, che vennero restaurati agli inizi del Novecento, sono opera di Moniciatto.
PAVIMENTO:Il capolavoro che contraddistingue la Basilica di San Miniato al Monte è il pavimento della navata centrale, uno splendido intarsio marmoreo con motivi geometrici, fitomorfi e zoomorfi, fra cui la margherita zodiacale, questo bellissimo pavimento risalente al XIII secolo è considerato fra i più antichi in Europa ancora funzionante, simile alla ruota zodiacale del coevo Battistero di San Giovanni.
SOFFITTO:La mancanza delle volte a crociera rende inutile la costruzione di molti pilastri, infatti in totale sono 4, sono di tipo composito, collegati trasversalmente da 2 arconi a tutto sesto che scompartiscono la navata centrale in 3 campate, queste, intervallate da una coppia di colonne, hanno forma rettangolare. I capitelli corinzi sono sormontati da un pulvino a gola e si prolungano in una cornice che lega i paramenti murari ai sostegni in aggetto. Una decorazione orizzontale a fasce alternate verdi e bianche corre tangente al cervello degli archi, all’altezza dei capitelli delle alte semicolonne che sorreggono gli archi trasversali, come una trabeazione classica.
CAMPANILE:Il campanile della Basilica di san Miniato al Monte crollò nel 1499, venne ricostruito una ventina di anni dopo grazie all’opera di Baccio d’Agnolo e i lavori durarono dieci anni circa, sebbene vennero interrotti durante l’assedio di Firenze del 1530.
MONASTERO:Il monastero annesso alla chiesa venne ricostruito nel 1426 con i proventi forniti dall’Arte di Calimala, la corporazione dei mercanti dell’Arte della Lana, e fu chiamato a contribuire a tale realizzazione, per quanto riguarda la parte pittorica, Paolo Uccello, che si occupò anche degli affreschi del chiostro, portando a termine le Storie della vita dei Santi Padri.
PERCHè HO SCELTO QUESTA CHIESA
SIGNIFICATO DELLA BASILICA
Si pensa che il vero significato della chiesa di San Miniato al Monte sia espresso nell’iscrizione in latino medievale riportata nel marmo alla porta santa, che da secoli avverte il viandante con la frase “haec est porta coeli”, che significa “questa è la porta del cielo”, questa è l’esclamazione di Giacobbe dopo che ha sognato la celebre scala appoggiata sulla terra, la cui cima raggiungeva il cielo mentre gli angeli salivano e scendevano su di essa; quella scala era il segno evidente che egli si trovava di fronte alla casa di Dio, il luogo dove l’uomo assetato di senso poteva finalmente trovare la terra promessa, infatti la scritta sta come ad indicare, per chi dalla città sale sul monte, che la Basilica è il passaggio verso il paradiso.
Nell’iscrizione latina che si trova sul pavimento in prossimità dell’ingresso è riportata questa frase: ”In questo luogo la morte ed il tempo perdonano il loro potere”, così si vuole ribadire che la chiesa è la previsione, in terra, del paradiso.
Per questi motivi la Basilica di San Miniato al Monte può essere vista come una sorta di libro scritto con simboli, quelli propri della tradizione cristiana e perciò comprensibili a chiunque vi entri.
Fra l’elenco delle chiese che mi è stato proposto per farci una presentazione ho scelto quella di San Miniato al Monte siccome la scorsa estate ho visitato la città di Firenze con la mia famiglia e oltre alle altre bellissime chiese fiorentine che ho visitato, come quella di Santa Maria del Fiore, Maria Novella o Santa Croce, ho visitato anche la Basilica di san Miniato al Monte, gli aspetti che più mi hanno colpito di questa chiesa sono stati il soffitto, che è molto particolare, ma anche tutti gli affreschi decorativi, inoltre mi è piaciuto molto il modo con cui tutto sia assolutamente dettagliato e come ogni singola parte della chiesa sia unica e curata nei minimi dettagli, altro aspetto che mi ha colpito è stato il panorama che si ha dalla chiesa, infatti si ha una magnifica vista su tutta la città di Firenze.
FONTI
https://francescarachelvalle.com/2017/06/23/la-basilica-di-san-miniato-al-monte-breve-storia-il-giardino-di-rachel-3807385327/ https://www.visita-firenze.it/architettura-e-arte/i-monumenti/le-chiese/san-miniato-al-monte https://www.museionline.info/tipologie-museo/basilica-di-san-miniato-al-monte https://www.visittuscany.com/it/attrazioni/la-basilica-di-san-miniato-al-monte-a-firenze-00001/ https://www.visitflorence.com/it/chiese-di-firenze/san-miniato.html https://storiadellarchitettura.tumblr.com/post/72767997800/chiesa-di-san-miniato-al-monte-firenze#:~:text=L'interno%20della%20chiesa%20di,al%20di%20sopra%20della%20cripta. https://www.frammentiarte.it/2014/a-10-basilica-s-miniato-al-monte/ https://www.skuola.net/storia-arte/medioevo/basilica-san-miniato-monte-firenze.html https://www.borghiditoscana.net/basilica-di-san-miniato-al-monte-firenze/ http://www.artigianelli.org/Risorse_files/Basilica%20di%20San%20Miniato%20al%20Monte.pdf Queste sono le fonti che ho utilizzato per la presentazione, alcune foto le ho prese da Google, altre le ho scattate io siccome la scorsa estate ho visitato la chiesa di San Miniato al Monte.
Chiesa di San Miniato al Monte
Alice Lusenti
Created on August 16, 2021
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CHIESA DI SAN MINIATO AL MONTE
FIRENZE
POSIZIONE
Chiesa di San Miniato al Monte
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INTRODUZIONE
La chiesa di San Miniato al Monte è una delle più antiche di Firenze ed è uno dei capolavori dell’arte romanica fiorentina, è chiamata così perché venne costruita sopra alla tomba di San Miniato, il quale fu il primo martire cristiano di Firenze. La Basilica è posta al di fuori delle mura della città storica, ma comunque domina Firenze dall’alto e ha sempre avuto un forte rapporto con la città; la chiesa si trova nei pressi del piazzale Michelangelo, si innalza sulla cima di un colle fiorentino, chiamato il Monte alle Croci, da lì si può godere di una magnifica vista della città.
STORIA DI SAN MINIATO
La chiesa di San Miniato al Monte è appunto dedicata a San Miniato, sulla sua figura vi sono moltissimi racconti fantastici, al punto che alcuni studiosi sono arrivati ad avere dubbi sulla storicità di questo personaggio.Secondo alcuni storici San Miniato era probabilmente un mercante greco o un principe armeno convertitosi al cristianesimo che si era recato in pellegrinaggio a Roma, si racconta che, quando nel 250, giunse a Firenze, iniziò la vita da eremita, egli venne martirizzato durante le persecuzioni anticristiane dell’imperatore Decio, infatti nella Firenze paleocristiana si narra che ci fosse un’importante comunità siriaca.
La leggenda aggiunge che, dopo essere stato decapitato sulle rive dell’Arno, Miniato raccolse la sua testa e si recò a morire sul Monte alle Croci, al tempo chiamato Mons Fiorentinus, proprio dove oggi si erge la Basilica di San Miniato al Monte. L’immagine più diffusa rappresenta San Miniato con una corona, con la palma e spesso anche con la spada del martirio, per via della corona si pensa che miniato avesse nobili origini.
STORIA Della struttura della chiesa
In seguito alla morte di Miniato, sulla sua tomba venne eretto un oratorio, che venne poi trasformato nell’attuale Basilica per volere del vescovo Ildebrando; le spoglie del santo sono ora conservate nell’altare intarsiato della Cripta.Nel 1013 venne iniziata la costruzione della chiesa, che si concluse due secoli dopo. Inoltre la facciata in stile romanico con i caratteristici riquadri in marmo bianco e verde venne finanziata nel 1090 dalla coorporazione dell’Arte della Lana. Verso la fine del XIII secolo accanto alla Basilica venne costruito il Palazzo dei Vescovi, che era un’antica residenza estiva dei Vescovi di Firenze, la struttura divenne poi un Convento, successivamente un Ospedale e infine una Casa dei Gesuiti.
storia Della struttura della chiesa
Inizialmente la Basilica era un monastero benedettino, poi aderì alla congregazione Cluniacense, successivamente, nel 1373, il monastero venne concesso ai monaci Olivetani. Durante il XVI secolo si affermò il dominio mediceo e la zona, essendo posta in posizione dominante sulla città, fu trasformata in fortezza, i monaci abbandonarono il monastero, ma la chiesa grazie al culto della popolazione per San Miniato rimase intatta, per lo stesso motivo la leggenda narra che durante l’assedio di Firenze da parte dell’esercito di Carlo V il campanile venne fatto proteggere da Michelangelo con uno strato di materassi.
I monaci olivetani ritornarono nella chiesa nel XIX secolo, nello stesso periodo venne costruito il cimitero monumentale delle Porte Sante, che ospita numerose cappelle della borghesia fiorentina. Durante il periodo rinascimentale la Basilica subì dei cambiamenti al suo interno siccome la famiglia Medici comprese l’importanza della Basilica di San Miniato al Monte; uno dei capolavori è il “Tempietto”, quest’opera venne commissionata da Piero de’ Medici all’architetto Michelozzo, è un altare realizzato a marmi intarsiati con la volta a botte in terracotta invetriata, sull’altare si trovano una serie di tavole dipinte, tra le quali troviamo rappresentazioni di San Giovanni Gualberto, San Miniato ed episodi evangelici. Al giorno d’oggi la chiesa conserva opere di rilevante importanza come per esempio la cappella del Cardinale del Portogallo, e nella Sacrestia i bellissimi affreschi di Spinello Aretino raffiguranti le storie di San Benedetto.
facciata della chiesa
La Basilica di San Miniato al Monte è uno dei capolavori del romanico fiorentino, unisce elementi di derivazione classica a elementi tipici romanici. La facciata della chiesa è a salienti, mostra la classica bicromia di marmo bianco di Carrara e verde di Prato, è divisa orizzontalmente in due settori da una cornice di marmo verde. La facciata è ispirata a un classicismo solido e geometrico ripreso da molti edifici monumentali romani.
La costruzione della facciata venne iniziata nell'XI secolo, è divisa in tre parti principali: inferiore, mediana e superiore:
STRUTTURA INTERNA DELLA CHIESA
L’interno della Basilica è in stile romanico, è suddiviso in tre navate ed è costituito da tre livelli: la navata, la cripta e infine il presbiterio; la policromia che caratterizza la facciata della chiesa è presente anche al suo interno. Le pareti laterali sono ricche di affreschi e sinopie risalenti ai secoli XIV e XV. In fondo alla navata centrale troviamo la Cappella del Crocifisso di Michelozzo, dietro la quale si trova la cripta, che è seminterrata ed è decorata con affreschi; sopra alla cripta troviamo il presbiterio, che è sopraelevato, è racchiuso da un colonnato di marmo, in questo spazio troviamo un coro ligneo risalente al XIV secolo. Al confine del presbiterio troviamo l’abside, il catino absidale è semicircolare e come il resto è rivestito di marmi verdi e bianchi, inoltre presenta una decorazione musiva dell’epoca bizantina in cui è raffigurato Cristo Pantocratore tra la Vergine Maria e San Miniato e i simboli dei quattro evangelisti. Facendo riferimento alla pianta della Basilica, alla destra del presbiterio troviamo la sagrestia. Un altro importante monumento che troviamo all’interno della chiesa di San Miniato al Monte è la Cappella del Cardinale del Portogallo, che si trova sul lato sinistro della Basilica. L’interno della chiesa non è totalmente originale per una serie di interventi successivi, infatti le decorazioni in bicromia che rivestono le pareti e le colonne di falso marmo sono della metà dell’800; la zona absidale è l’unica rimasta originale.
STRUTTURA INTERNA DELLA CHIESA
L’interno della Basilica di San Miniato al Monte si suddivide in tre livelli più la sagrestia:Primo livello: Al centro della navata maggiore troviamo la Cappella del Crocifisso, venne realizzata da Michelozzo nel XV secolo per custodire il Crocifisso miracoloso di san Giovanni Gualberto, il quale era un nobile cavaliere fiorentino; quando suo fratello Ugo venne assassinato, lui fu chiamato a rivendicarne la morte con l’uccisione del rivale, l’esecuzione sarebbe dovuta avvenire fuori dalla chiesa di San Miniato, dunque il giorno dell’uccisione Giovanni si recò lì, quando arrivò, l’avversario si inginocchiò davanti a lui e ne invocò pietà, Giovanni abbandonò la spada ed entrò all’interno del monastero per cercare conforto, lì decise di perdonare colui che aveva ucciso suo fratello, mentre stava uscendo si girò verso il crocifisso, il quale fece cenno di approvazione con la testa, dopo questo avvenimento Giovanni decise di ritirarsi all’interno del monastero benedettino per farsi monaco. Ora il crocifisso miracoloso è conservato a santa Trinta. La struttura della cappella include l’altare principale, che si ispira ai modelli classici, soprattutto nell’uso della volta a lacunari, realizzata in terracotta da Luca della Robbia; la pala è attribuita a Agnolo Gaddi e raffigura al centro i santi Giovanni Gualberto e Miniato e negli scomparti minori alcune Storie di Cristo. Lungo la navata sinistra troviamo l’unica cappella funeraria della Basilica: la Cappella del Cardinale del Portogallo, che venne fatta costruire nel XV secolo dal Re Alfonso del Portogallo in onore di suo nipote Giacomo di Lusitania, quest’ultimo era il Vescovo di Lisbona e morì a Firenze come ambasciatore di passaggio quando era ancora molto giovane, la cappella contiene le sue spoglie. Questa cappella fu l’ultima parte architettonica inglobata nel corpo della chiesa, è un vero e proprio capolavoro del rinascimento fiorentino. La struttura venne progettata e realizzata da Antonio Manetti, discepolo del Brunelleschi, il monumento funebre del Cardinale del Portogallo è opera di Antonio Rossellino, infine la volta in terracotta invetriata policroma che rappresenta le Virtù Cardinali venne realizzata da Luca della Robbia; la cappella è impreziosita e abbellita con pitture, affreschi, pietre e marmi colorati.
STRUTTURA INTERNA DELLA CHIESA
Secondo livello: Dai lati della Cappella del Crocifisso possiamo scendere nella Cripta, che è la parte più antica della Basilica; la Cripta è divisa da trentotto colonne in sette piccole navate, tre centrali e quattro laterali, alcune delle colonne provengono da antichi edifici romani. Le volte sono decorate con affreschi di Taddeo Gaddi, l’altare romanico della cripta, che contiene le spoglie di San Miniato, è circondato da una cancellata di ferro battuto.
Terzo livello:Salendo nel presbiterio arriviamo davanti al pulpito, che è posto esattamente a metà tra la zona del presbiterio, che era riservata ai monaci, e la parte bassa, che era riservata ai fedeli, in questo modo poteva essere visto da tutti. Il leggio è sorretto dall’aquila, simbolo di San Giovanni, alla base vi è il leone di San Marco e tra i due una forma umana, che rappresenta San Matteo, manca però qualsiasi riferimento al toro, che è il simbolo di San Luca, quarto evangelista; ma osservando attentamente ci accorgiamo che il leone guarda in una direzione diversa rispetto all’uomo e all’aquila, il suo sguardo è infatti rivolto verso lo zodiaco nella navata, questo perché quando il sacerdote sale sul pulpito per leggere o predicare, diventa automaticamente il quarto simbolo, quello del toro, che rappresenta il verbo, la parole incarnata. Un altro simbolo presente nelle decorazioni interne della Basilica è il pellicano, che nella tradizione cristiana viene utilizzato per simboleggiare Cristo, questo perché il pellicano in mancanza di cibo per i suoi piccoli, li nutre con il proprio sangue colpendosi col becco sul petto, infatti nell’eucarestia Cristo diede il suo corpo e il suo sangue per noi. La parte di presbiterio dove si trova il coro è nascosta e protetta dallo sguardo dei fedeli e da un muro, che simboleggia le mura della Gerusalemme celeste, infatti è finemente decorato.Guardando l’abside notiamo che le finestre non sono in vetro, ma sono coperte da sottili lastre di alabastro che lasciano filtrare la luce al mattino, quando sorge il sole, infatti la chiesa è orientata con l’abside a sud-est, verso il sorgere del sole al solstizio d’inverno. Nella parte superiore dell’abside troviamo il prezioso mosaico che rappresenta Cristo Pantocrate tra la Vergine e San Miniato, proprio come quello sulla facciata.
Sacrestia: Al termine della navata destra troviamo la sacrestia, decorata con un grande ciclo di bellissimi affreschi di Spinello Aretino. Sulle pareti sono rappresentate alcune scene della vita di San Benedetto, sul soffitto, invece, sono raffigurati i quattro evangelisti. Dai quattro pilastri situati negli angoli partono costoloni che concorrono alla copertura a crociera. Nella sacrestia troviamo anche una piccola stanza con il lavabo, che venne aggiunta in un secondo tempo. Gli armadi di legno, che vennero restaurati agli inizi del Novecento, sono opera di Moniciatto.
PAVIMENTO:Il capolavoro che contraddistingue la Basilica di San Miniato al Monte è il pavimento della navata centrale, uno splendido intarsio marmoreo con motivi geometrici, fitomorfi e zoomorfi, fra cui la margherita zodiacale, questo bellissimo pavimento risalente al XIII secolo è considerato fra i più antichi in Europa ancora funzionante, simile alla ruota zodiacale del coevo Battistero di San Giovanni.
SOFFITTO:La mancanza delle volte a crociera rende inutile la costruzione di molti pilastri, infatti in totale sono 4, sono di tipo composito, collegati trasversalmente da 2 arconi a tutto sesto che scompartiscono la navata centrale in 3 campate, queste, intervallate da una coppia di colonne, hanno forma rettangolare. I capitelli corinzi sono sormontati da un pulvino a gola e si prolungano in una cornice che lega i paramenti murari ai sostegni in aggetto. Una decorazione orizzontale a fasce alternate verdi e bianche corre tangente al cervello degli archi, all’altezza dei capitelli delle alte semicolonne che sorreggono gli archi trasversali, come una trabeazione classica.
CAMPANILE:Il campanile della Basilica di san Miniato al Monte crollò nel 1499, venne ricostruito una ventina di anni dopo grazie all’opera di Baccio d’Agnolo e i lavori durarono dieci anni circa, sebbene vennero interrotti durante l’assedio di Firenze del 1530.
MONASTERO:Il monastero annesso alla chiesa venne ricostruito nel 1426 con i proventi forniti dall’Arte di Calimala, la corporazione dei mercanti dell’Arte della Lana, e fu chiamato a contribuire a tale realizzazione, per quanto riguarda la parte pittorica, Paolo Uccello, che si occupò anche degli affreschi del chiostro, portando a termine le Storie della vita dei Santi Padri.
PERCHè HO SCELTO QUESTA CHIESA
SIGNIFICATO DELLA BASILICA
Si pensa che il vero significato della chiesa di San Miniato al Monte sia espresso nell’iscrizione in latino medievale riportata nel marmo alla porta santa, che da secoli avverte il viandante con la frase “haec est porta coeli”, che significa “questa è la porta del cielo”, questa è l’esclamazione di Giacobbe dopo che ha sognato la celebre scala appoggiata sulla terra, la cui cima raggiungeva il cielo mentre gli angeli salivano e scendevano su di essa; quella scala era il segno evidente che egli si trovava di fronte alla casa di Dio, il luogo dove l’uomo assetato di senso poteva finalmente trovare la terra promessa, infatti la scritta sta come ad indicare, per chi dalla città sale sul monte, che la Basilica è il passaggio verso il paradiso. Nell’iscrizione latina che si trova sul pavimento in prossimità dell’ingresso è riportata questa frase: ”In questo luogo la morte ed il tempo perdonano il loro potere”, così si vuole ribadire che la chiesa è la previsione, in terra, del paradiso. Per questi motivi la Basilica di San Miniato al Monte può essere vista come una sorta di libro scritto con simboli, quelli propri della tradizione cristiana e perciò comprensibili a chiunque vi entri.
Fra l’elenco delle chiese che mi è stato proposto per farci una presentazione ho scelto quella di San Miniato al Monte siccome la scorsa estate ho visitato la città di Firenze con la mia famiglia e oltre alle altre bellissime chiese fiorentine che ho visitato, come quella di Santa Maria del Fiore, Maria Novella o Santa Croce, ho visitato anche la Basilica di san Miniato al Monte, gli aspetti che più mi hanno colpito di questa chiesa sono stati il soffitto, che è molto particolare, ma anche tutti gli affreschi decorativi, inoltre mi è piaciuto molto il modo con cui tutto sia assolutamente dettagliato e come ogni singola parte della chiesa sia unica e curata nei minimi dettagli, altro aspetto che mi ha colpito è stato il panorama che si ha dalla chiesa, infatti si ha una magnifica vista su tutta la città di Firenze.
FONTI
https://francescarachelvalle.com/2017/06/23/la-basilica-di-san-miniato-al-monte-breve-storia-il-giardino-di-rachel-3807385327/ https://www.visita-firenze.it/architettura-e-arte/i-monumenti/le-chiese/san-miniato-al-monte https://www.museionline.info/tipologie-museo/basilica-di-san-miniato-al-monte https://www.visittuscany.com/it/attrazioni/la-basilica-di-san-miniato-al-monte-a-firenze-00001/ https://www.visitflorence.com/it/chiese-di-firenze/san-miniato.html https://storiadellarchitettura.tumblr.com/post/72767997800/chiesa-di-san-miniato-al-monte-firenze#:~:text=L'interno%20della%20chiesa%20di,al%20di%20sopra%20della%20cripta. https://www.frammentiarte.it/2014/a-10-basilica-s-miniato-al-monte/ https://www.skuola.net/storia-arte/medioevo/basilica-san-miniato-monte-firenze.html https://www.borghiditoscana.net/basilica-di-san-miniato-al-monte-firenze/ http://www.artigianelli.org/Risorse_files/Basilica%20di%20San%20Miniato%20al%20Monte.pdf Queste sono le fonti che ho utilizzato per la presentazione, alcune foto le ho prese da Google, altre le ho scattate io siccome la scorsa estate ho visitato la chiesa di San Miniato al Monte.