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La scatola dei sogni

matilde.zippo

Created on July 27, 2021

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La scatola dei sogni

Titolo: "La scatola dei sogni" Autori: Anna Vivarelli e Guido Quarzo Data di pubblicazione: 20 gennaio 2021 Casa editrice: Editoriale Scienza Genere: narrativo Personaggi principali: il cinematografo Marcel Moreau, Antoniette Monfort, Auguste e Louis Lumière, l'ebanista Pierre Dessé, sua moglie Carlina e il loro bambino, Umberto, Elia Panero, Jean-Baptiste Bourdin. Spazio della narrazione: Lione, Parigi e Torino. Tempo della narrazione: indeterminato

Una locandina raffigurante i fratelli Lumière

Marcel e la sua amata cinepresa

Nina e Marcel

Trama: Marcel, orfano di entrambi i genitori fu gentilmente ospitato dai fratelli Lumière, che in cambio di un po’ di lavoro gli fornivano un alloggio e del cibo. Il ragazzo iniziò la sua carriera come giardiniere e al momento del bisogno si occupava di girare la manovella della cinepresa, lui si innamorò subito di questo nuovo strumento e sapeva che un giorno sarebbe diventato qualcosa di grande. Una sera Louis, Auguste e il loro padre organizzarono una proiezione sperando di incntare qualche buon finanziatore. In quella stanza erano riunite tutte le persone più ricche di Lione, fu proprio qui che Marcel incontò la ragazza di cui si innamorò perdutamente, Antoniette, che fin da subito si dimostrò umile e rispettosa nei confronti di Marcel. I due si affezzionarono in pochissimo tempo e ogni sera si vedevano di nascosto nel giardino di villa Monfort. Il ruolo di Marcel diventò sempre più importante, un giorno i Lumièr gli chiesero un suo parere su un filmato, il giorno successivo lo portarono con loro a registrare un film, una volta ebbe l'occasione di interpretare un personaggio in un cortpmetraggio,un giorno diede un'idea molto innovativa ai fratelli. A fine giornata il suo pensiero era uno solo raccontare tutti i suoi progressi a Nina. Durante le loro chiacchere notturne la ragazza, menzionò il suo desiderio di scappare di casa, Marcel pensò a questa affermazione tutto il tempo, finché, un giorno fu accusato di furto, ogni famiglia che prendeva parte alle proiezioni veniva durubata e lui sempre presente, sembrava l'unico che potesse fare una cosa simile. Chiese a Nina se la pensava ancora allo stesso modo sulla fuga, rispose di sì e decisero di partire in men che non si dica, Nina portò con se dei soldi e dei gioielli da poter rivendere, il ragazzo prese l'unica cosa di valore che aveva, il negativo di un cortomentraggio intitolato "Tutti in carrozza" , si trattava del primo filmato realizzato dai Lumière, nonchè il film che fu proiettato la prima volta che incontrò Nina. Salirono su un carro, che li portò fino a Chamberlay, il conducente sapendo di avere a che fare con dei fuggiaschi, gli raccomandò di andare a Torino, dove suo cugino aveva aperto una bottega. I giovani presero il primo treno disponibile e dopo un lungo viaggio arrivarono a Torino. Si recarono subito nella bottega dell'ebanista, che offrì a Marcel un lavoro come apprendista e a Nina come balia per suo figlio, Umberto. A Marcel non piaceva il lavoro in bottega, ma avevano bisogno di soldi. Un giorno metre si recava a lavoro, incontrò un tale di nome Elia, che stava trafficando con una cinepresa Marcel si offrì di aiutarlo, il signore si rese conto di chi aveva davanti e gli propose di venire a lavorare da lui. Dopo aver riflettuto un po’ accettò la proposta. Le sue giornate erano sempre piene, lavorava in bottega e appena finiva si recava alle preoiezioni in un piccolo stanzino chiamato: "Piccolo cinematografo Lumière". Un giorno durante una proiezione di "Tutti in carrozza" uno sparatore non identificato, scagliò numerosi proiettili al telone, Marcel fu ferito ad una gamba e fu scostretto a letto per diverso tempo.

Marcel, era a casa da solo,, sentì il rumore della porta e pensò fosse Nina. Si trattava di Jean-Baptiste Bourdin, che lo costrinse a bruciare la pellicola di "Tutti in carrozza" che lo ritraeva insieme a Pituo, sospettato di furto di . Bourdin, per non fare infangare il suo nome disse alle autorità di non conoscere quell'uomo. Chiedendo informazioni un po’ a tutti riuscì a scoprire dove si trovava il ragazzo, entrò nella stanza in cui avvenivano le proiezioni e preso dall'ira sparò al suo volto e a quello di Pitou raffigurati sul telone. Marcel fu obbligato a bruciare la pellicola, ma per fortuna c'era ancora il negativo. Lo svilupparono e lo inviarono alle autorità, che smascherarono Bourdin. Un giorno il giovane raccolse tutto il suo coraggio e chiese a Nina di sposarlo. Lei rispose di sì. Si unirono in matrimonio e decisero di trascorrere qualche giorno in Francia per rivedere i Monfort,i fratelli Lumière e visitiare la bellissima Parigi. Commento personale: questo libro mi è piaciuto molto grazie al suo ritmo incalzante, in ogni capitolo succedeva qualcosa di nuovo. Leggerlo è stato molto interessante perché oltra alla storia di Marcel e di Nina raccontava della nascita e dello sviluppo della cinematografia. Frase: "Marcel la guardò per un istante: non era quello che aveva sognato ogni notte da quando l'aveva incontrata?" Messaggio: non bisogna mai smettere di credere nei propri sogni. Recensione: segui l'avventura di Marcel, un ragazzo con neanch eun sogno in tasca che riesce a realizzare il suo più grande sogno, quello di lavorare dietro ad una cinepresa. Focalizzazione: narratore esterno. Immagini che mi fanno pensare a questo libro:

Marcel prima di lavorare al "Piccolo cinematografo Lumière" lavorava in una bottega di falegnameria.

Una cinepresa, protagonista indiscussa di quest’avventura.

Marcel un giorno propose ai fratelli Lumière di registrare una scena in cui un giardiniere veniva bagnato con il tubo d’irrigazione, i due apprezarono molto l'idea del ragazzo.