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2021-02-18-Luigi TARISIO

Annalisa Tosi

Created on July 22, 2021

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Transcript

Luigi TARISIO

… The man’s whole soul was in fiddles (*) (... L'uomo la cui intera anima era nei violini)

(*)

George Hart, The Violin: Its Famous Makers and Their Imitators, Dulau, London, 1885

Luigi Tarisio foto del 1853

Si dice che il Tarisio abbia vissuto una vita da eremita fino alla sua morte. L'unica sua gioia erano i violini; per lui erano ciò che più contava al mondo. Nella sua stanza, in via Legnano, vicino a porta Tenaglia a Milano, non era permesso entrare a nessun essere vivente che non fosse lui. I suoi vicini più stretti non avevano nemmeno la minima idea di quale fosse la sua occupazione. Saliva nella sua soffitta senza scambiare una parola con nessuno e la sigillava accuratamente nella stessa maniera taciturna quando partiva per i suoi viaggi. Era per ciò considerato un individuo misterioso, i cui affari erano imperscrutabili.

Lugi Tarisio nacque a Fontaneto d’Agogna il 21 giugno 1796 con il nome di Aloisius Terugio, come risulta dal ‘registro dei battesimi’ conservato presso la Parrocchia del Paese.

Registro dei battesimi, Anno 1796

Aloisius Terugio Anno Domini Millesi.mo Septingente.mo Nonage.moSexto die Vigesima prima Junij ego Franciscus Antonius Imbricus hujus Ecclesia Beata Maria Vergine Assumpta Fontaneti Archipresbiter baptizavi infantem die eadem natum ex Josephi Maria Terugio Fili Philippi et Maria Dominica Barbaglia filia Josephi conjugibus hujus Parochia, cui impositum fuit nomen Aloisius. Patrini Johannes Dho filium Antonij, et Maria Francesca Cerri filia Silvani uxori Isidori Terugio ambo huius loci. Et pro fidelis Archipresbiter Imbricus.

Il nome Aloisius è equivalente all’odierno Luigi. A volte era scritto anche come Aloysius o Alojsius. I cognomi hanno subito nel tempo modifiche fino all’attuale scrittura: in particolare, l’attuale Teruggi, viene indicato come Terrugio, Terrugius, Terruggi, Teruggio, Terrugi, Terruggius. Ricostruendo l’albero genealogico si trovano i legami tra le persone della stessa discendenza, nonostante le diverse scritture dei cognomi. Ci sono degli esempi significativi: il padre fa di cognome TERRUGIO mentre i figli, gemelli, fanno rispettivamente TERRUGIA la femmina e TERRUGIUS il maschio.

I terreni visibili in foto (ad eccezione delle abitazioni di cascina Manesco) a partire dalla attuale via del Forno a sinistra e fin oltre l’autostrada, comprese le case evidenziate verso il Sizzone, furono acquistati dai parenti del Tarisio con gli 80.000 / 85.000 franchi francesi ricevuti da Vuillaume. I fratelli vi abitarono con le loro famiglie.

Foto dei ‘Terucc Gerbidi 1917

Sulle pareti delle due case esistono due affreschi datati 1878: uno dedicato alla Madonna, al Cristo e a San Gaudenzio e l’altro, invece, dedicato alla Madonna, a S.Pietro e a S. Luigi Gonzaga.

Affresco raffigurante la Madonna, il Cristo e San Gaudenzio

Affresco raffigurante la Madonna, San Pietro e San Luigi Gonzaga

Come omaggio a Tarisio i fratelli Gaudenzio e Pietro fecero erigere anche la cappelletta nell’angolo sud – est dei terreni suddetti. Il dipinto originale della cappelletta è andato perduto. In un angolo era dipinto un violino, a ricordare a chi la cappella era dedicata, Tarisio appunto. La cappelletta è stata affrescata attorno al 1970 da un discendente di Tarisio, con lo stesso nome: Luigi Teruggi. Purtroppo l’affresco si è molto deteriorato.

La cappelletta alla fine di via del Forno (ex via Muraglie)

La storia del Tarisio è giunta fino a noi grazie al libro dal titolo "The Violin Hunter"

L'autore del libro sul Cacciatore di violini: