MOSTRA VIRTUALE
LE MERAVIGLIE DELLA PALEONTOLOGIA:INCONTRO TRA ARTE E SCIENZA
Paleodays 2021 - BolognaXXI edizione delle Giornate di Paleontologia PaiP - Palaeontologist in Progress SPI - Società Paleontologica Italiana
© Isacco Alberti
ISACCO ALBERTI
- Titolo: Ammonite Perisphinctes
- Perisphinctes sp. e crostacei planctonici
- Tecnica: pittura digitale in Photoshop
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© Isacco Alberti
ISACCO ALBERTI
- Titolo: Scipionyx samniticus
- Tecnica: matita su carta
“Questo piccolo dinosauro, le cui caratteristiche generali si confermano essere quelle di un individuo molto giovane (sicuramente morto a pochi mesi dalla nascita), è ufficialmente classificato tra i compsognatidi. Eppure, in numerosi dettagli, Scipionyx ricorda più gli allosauroidi che i celurosauri, e questo fa sospettare che esso sia quindi un “pulcino” di carnosauro, “Ciro” avrebbe potuto raggiungere le dimensioni e le caratteristiche di animali come Allosaurus”. Andrea Cau, La Rivoluzione Piumata II, 2019 Il “pulcino” descritto da Cau è colto nell'atto di sollevarsi per osservare qualcosa in lontananza, con le zampe e il collo protese e la lunga coda a controbilanciare il corpo. È stato rappresentato con un soffice piumaggio, come nei piccoli degli uccelli moderni, un piumaggio destinato ad essere cambiato col raggiungimento dell'età adulta. La testa e il collo sono quasi glabri ma gli artigli ricurvi e affilati testimoniano già la sua indole di predatore, come i dati forniti dai resti delle prede rinvenute nello stomaco dell’esemplare fossile.
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ISACCO ALBERTI
Nato nel 1993 a Este (PD), frequenta il Liceo Scientifico Tecnologico. Nel 2012 ottiene il diploma e si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia dove consegue il diploma di primo livello in Grafica d’Arte nel 2015 e di secondo livello nel 2018 con una tesi, di ricostruzione anatomica svolta in collaborazione col Museo di Storia Naturale di Venezia, intitolata “Ouranosaurus nigeriensis, studio anatomico-artistico di un dinosauro iguanodontiano”. Nel corso dei suoi studi ha appreso numerose conoscenze: nelle scienze naturali, nella grafica d’arte e nel disegno. Attualmente svolge l’attività d’insegnante, grafico e disegnatore approfondendo il tema dell’illustrazione scientifica e paleontologica. E’ membro di APAE (Associazione Padovana Acquariologia Erpetologia). Mostre collettive: 2020, Art4Fan, Sala Xenia, Trieste, a cura di Lorenzo Peter Castelletto. 2019, Elements, Scientific Campus, Mestre, a cura di Matteo Silverio e Erica Villa. 2019, L’arte delle Scienze Marine, Istituto di Scienze Marine di Venezia ed M9 District Mestre, a cura di Francesco Falcieri. 2018, Il Vedere Trasparente, Museo di Storia Naturale di Venezia, a cura di Mauro Zocchetta. Concorsi: 2019, 5° classificato XI Concorso Internazionale di Illustrazione Scientifica di Dinosauri, indetto da Fundación para el estudio de los Dinosaurios en Castilla y León, Salas de los Infantes, Burgos, Spagna, giuria composta da David Bonadonna, John Sibbick, Robert Nicholls, Matthew Herne e Verónica Díez Díaz - Diego Montero. 2019, 1° classificato del concorso fotografico Elements, indetto da Science Gallery Venice, Venezia.
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© Marco Bianchini
MARCO BIANCHINI
- Titolo: Estesia mongoliensis
- Estesia mongoliensis, Mongolia, Cretaceo
- Tecnica: acquerello e successiva post produzione digitale
Primo tentativo paleoartistico, rappresentazione di Estesia mongoliensis. Partendo dal cranio fossile. Disegno a matita, successiva stesura di colore ad acquerello. Sfondo e luce negli occhi aggiunta in post produzione.
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© Marco Bianchini
MARCO BIANCHINI
- Titolo: Paranza Triassica
- Generi Perleidus e Daninia, caratteristici pesci del Triassico italiano
- Tecnica: tavoletta grafica
Parte di un progetto più ampio dedicato alla paleofauna italiana. Trovo ispirazione nell’impostazione del progetto dalle guide naturalistiche di Jonathan Kingdon.
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MARCO BIANCHINI
Solo di recente mi sono avvicinato alla paleoarte da semplice appassionato, da circa un anno. La mia formazione artistica, l'interesse per le discipline naturalistiche e la paleontologia sono sviluppate nelle ore extralavorative. Matita, acquerello e tavoletta grafica sono le tecniche che prediligo. Nessuna delle mie rappresentazioni è stata utilizzata per pubblicazioni scientifiche, ma ho già fornito alcuni dei miei paleomammiferi per future pubblicazioni a paleontologi interessati (tra i quali Dick “Sir Mammoth” Mol).
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© Gabriele Bindellini
Gabriele Bindellini
- Titolo: Besanosaurus
- Besanosaurus e Ticinites nel mare di Besano
- Tecnica: digitale con Photoshop
Ho realizzato questo disegno con tecniche digitali. L’ispirazione arriva dalla mia ricerca per la tesi di dottorato. Uno degli obiettivi principali di questa è proprio la ridescrizione di Besanosaurus leptorhynchus, di cui qui propongo una ricostruzione dell’aspetto che avrebbe potuto avere in vita. Per i colori mi sono ispirato a Stenella longirostris, un delfino che non a caso condivide un’etimologia del nome specifico simile a quella di B. leptorhynchus. I due ittiosauri in primo piano a sinistra sono accompagnati da due Ticinites a destra. Questi ammonoidi risalgono alla base della Zona a N. secedensis, la quale è datata 241.4-241.8 Ma circa (Anisico superiore) e a cui appartiene anche Besanosaurus.
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Gabriele Bindellini
Dottorando presso l’Università degli Studi di Milano, dipartimento di Scienze della Terra "Ardito Desio". La mia tesi concerne lo studio della fauna della Formazione di Besano (Triassico Medio, Monte San Giorgio), con particolare focus sugli esemplari provenienti dallo scavo di Sasso Caldo (Besano, Va). Benchè mi occupi principalmente di ricerca, ho un lato creativo che si manifesta di rado; in questi casi faccio uso di tecniche digitali (photoshop e programmi 3D) o realizzo modellini tramite stampa 3D.
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© Alessio Ciaffi
Alessio Ciaffi
- Titolo: Amore di Seazza
- Seazzadactylus venieri, Ptilozamites sp. (foglie in primo piano), Preone, Triassico (215 milioni di anni fa)
- Tecnica: pittura digitale con Photoshop
Gli pterosauri sono i soggetti di studio e raffigurazione che preferisco. Sapere della presenza di più specie di questo gruppo proprio nel nostro Paese è fonte di gioia. Ispirato dalla fotografia ornitologica e dai comportamenti di grooming e pair bonding di uccelli e pipistrelli, ho voluto dare un angolo di pace a due maschi di Seazzadactylus. Casi di comportamento omosessuale sono ben documentati nella fauna moderna e non è la prima volta che la tematica viene esplorata in paleoarte. Chiaramente non si possono ottenere prove di tale comportamento, ma ritenere che fosse assente nel passato sarebbe poco parsimonioso. Un aiuto nell’ideare la colorazione (oltre a habitat e dieta) sono stati i maschi di vari uccelli come la Golagialla del Chiriquí, la Beccaccia di mare e il Diamante mandarino.
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© Alessio Ciaffi
Alessio Ciaffi
- Titolo: Tramonto Triassico
- Eudimorphodon ranzii, Cene, Triassico (220 milioni di anni fa)
- Tecnica: pittura digitale con Photoshop
Una delle più curiose difficoltà che spesso si incontrano nel creare un’illustrazione è l'esigenza istintiva di aggiungere dettagli. Bisogna forzarsi a pensare che un soggetto meno chiaro non è necessariamente un soggetto peggio eseguito. In un’illuminazione come questa, con il tramonto fuori fuoco ma padrone, lo pterosauro è ridotto a una sagoma in movimento. Nonostante questo i riferimenti anatomici sono stati essenziali: Eudimorphodon è un animale ben riconoscibile, bisogna rendere giustizia alla sua importanza scientifica. Esistono svariate foto di uccelli marittimi al tramonto, così ho cercato di replicare l’effetto di aberrazione cromatica di macchine fotografiche meno professionali, come fosse una foto scattata da un turista con lo smartphone.
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Alessio Ciaffi
Studente di magistrale in Scienze della Natura presso l’Università La Sapienza. Oltre agli studi accademici mi dedico alle arti visive che comprendono illustrazione, fumetto e animazione. La paleoarte non è che un concilio ideale fra paleontologia, che punto a far diventare un lavoro, e le produzioni artistiche che farei inevitabilmente.
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© Attilio Galasso
Attilio Galasso
- Titolo: Parasaurolophus walkeri
- Parasaurolophus walkeri (Olotipo) Alberta, Canada Campaniano, Cretaceo superiore
- Tecnica: disegno digitale con Clip Studio Paint
Ho rappresentato l'olotipo di P. walkeri seguendo la recente pubblicazione sull’animale e ho voluto mettere in evidenza la ferita sulla schiena, pensando che, anche dopo diverso tempo fosse rimasta molto visibile e distintiva per l'animale data comunque la portata del danno. Ho rappresentato solo la parte anteriore dell'animale per concentrarmi sulla ferita e sulla ricostruzione del collo che ho cercanto di fare molto spesso. Per la colorazione non ho usato uno schema preciso, sono partito con vari accostamenti fino a trovare una soluzione che mi piacesse.
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Attilio Galasso
Sono appassionato di dinosauri e disegno fin dalla tenera età, ma solo recentemente sto cercando di migliorare le mie abilità nel rappresentare i soggetti, specialmente dinosauri. Prediligo il disegno digitale, soprattutto se si tratta di colorazione ma mi piace anche il disegno analogico.
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© Alberto Gennari
ALBERTO GENNARI
- Titolo: Megalodon e Zygophyseter
- Megalodon (squalo gigante preistorico) che si ciba della una carcassa galleggiante di Zygophyseter (odontoceto imparentato con l'attuale capodoglio), circondato da squali più piccoli (carcarinidi e lamnidi). Luogo: costa italiana meridionale; periodo Miocene sup.
- Tecnica: pittura digitale con Photoshop e tavoletta Wacom
Il lavoro è realizzato con pittura digitale, previa preparazione di modelli grezzi in plastilina per lo studio delle luci e delle ombre portate, in modo da ricostruire con precisione e realismo i soggetti. L’ambientazione è il Salento, Puglia meridionale (mio luogo di nascita e dove vivo), precisamente il mare salentino nel Miocene superiore: ho personalmente lavorato sulle ricostruzioni della faune marine mioceniche della mia zona, notevoli per la qualità e la ricchezza di reperti. Nei sedimenti della formazione detta “Pietra leccese”, si rinvengono resti di pesci cartilaginei (squali, e razze), mammiferi (cetacei, sirenidi) rettili (tartarughe giganti, coccodrilli), pesci ossei anche di grandi dimensioni, invertebrati.
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© Alberto Gennari
ALBERTO GENNARI
- Titolo: Fondale marino miocenico, con invertebrati ed Epinephelus casotti
- Ricostruzione di faune marine di acque poco profonde, del Miocene superiore della Puglia meridionale: pteropodi, Aturia, Conus, Pecten, Oliva, Cyprea, ed un pesce osseo della specie Epinephelus casotti.
- Tecnica: pittura digitale con Photoshop e tavoletta Wacom
Il lavoro è realizzato con pittura digitale, previa preparazione di modelli grezzi in plastilina per lo studio delle luci e delle ombre portate, in modo da ricostruire con precisione e realismo i soggetti. L’ambientazione è il Salento, Puglia meridionale (mio luogo di nascita e dove vivo), precisamente il mare salentino nel Miocene superiore: ho personalmente lavorato sulle ricostruzioni della faune marine mioceniche della mia zona, notevoli per la qualità e la ricchezza di reperti. Nei sedimenti della formazione detta “Pietra leccese”, si rinvengono resti di pesci cartilaginei (squali, e razze), mammiferi (cetacei, sirenidi) rettili (tartarughe giganti, coccodrilli), pesci ossei anche di grandi dimensioni, invertebrati.
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ALBERTO GENNARI
Illustratore, scultore, disegnatore di fumetti diplomato all'Accademia di Belle Arti di Lecce. Appassionato di storia naturale, animali preistorici e fantascienza. Artista freelance nel campo dell'illustrazione e del fumetto dal 1993 e, negli anni tra il 2001 e il 2012 curatore e progettista di percorsi museali ed esposizioni, restauratore di reperti fossili, realizzatore di calchi, diorami e modelli, dipinti per restauri scientifici di flore e faune in collezioni museali, illustrazioni per pubblicazioni scientifiche ed educative (anche con l'ausilio di strumenti di computer grafica). Illustratore e fumettista per vari enti scientifici (FAO Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo, The Mediterranean Science Commission, CoNISMA, Museum national d’Histoire naturelle di Parigi, New York Institute of Technology, ), o edizioni (come “Focus” e “Muy Interesante”, “National Geographic”, Enciclopedia Treccani).
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© Simone Giovanardi
Simone Giovanardi
- Titolo: Moa degli Altipiani
- Megalapteryx didinus, Isola del Sud, Olocene
- Tecnica: digitale
Il moa degli altipiani è tra le piu piccole specie di moa. Vissuto ad elevate altitudini e si è estinto in tempi relativamente recenti.
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© Simone Giovanardi
Simone Giovanardi
- Titolo: Seymour Island’s Penguins
- Anthropornis grandis e Delphinornis gracilis
- Tecnica: digitale
Due specie di pinguini ritratti sulle rive antartiche della Seymour Island Eocenica.
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Simone Giovanardi
Illustratore di origini valdostane e dottorando presso la Massey University di Auckland dove mi occupo principalmente di pinguini fossili.
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© Fabrizio Lavezzi
Fabrizio Lavezzi
- Titolo: Herrerasaurus ischigualastensis
- Herrerasaurus ischigualastensis, ipotetica ricostruzione museale/modellistica. Ischigualasto, Argentina, Triassico superiore
- Tecnica: modellazione scultorea con ZBrush
Ricostruzione 3D dell'Herrerasaurus ischigualastensis, un rettile che ha affascinato molti paleoartisti prima di me, e che ho voluto “riportare in vita” anch’io, dandogli l'aspetto di un animale già per molti versi più vicino ai dinosauri che ad un grosso lucertolone come spesso si vede rappresentato. Il periodo del Triassico, per me ha avuto una maggiore rivalutazione a seguito di alcune illustrazioni che in passato mi furono commissionate, di animali appunto triassici.
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Fabrizio Lavezzi
Nato a Torino, ho cominciato a disegnare sin da prima di camminare. Mi sono avvicinato al mondo della modellazione tridimensionale dopo i miei studi all'Accademia di Belle Arti di Torino. Da anni collaboro con l’Università di Scienze della Terra della mia città, nella ricostruzione di animali preistorici, collaboro con la Polizia Scientifica e con diversi chirurghi nella costruzione di illustrazioni scientifiche e pubblicazioni di vario genere.
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© Matteo Lietti
Matteo Lietti
- Titolo: Pediluvio Cretacico
- Tethyshadros insularis / acque costiere della Tetide / Cretaceo superiore
- Tecnica: digitale con Fresco e Photoshop
Un Tethyshadros insularis cammina placido nelle acque calde dell’Oceano della Tetide; al suo passaggio, tre salmonidi fuggono spaventati, cercando rifugio nelle piante semi-acquatiche che puntellano la costa. Dalle rocce carsiche che si alzano più in là, sembra giungere un fastidioso Martinavis cruzyensis, che l’adrosauride degna solo di un’occhiata distratta.
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Matteo Lietti
Appassionato di disegno, frequento Istituto d’Arte e Scuola del Fumetto, collaborando saltuariarmente con studi grafici per la realizzazione di story-board e piccole illustrazioni. Un rinnovato interesse della paleontologia mi convince a cimentarmi nella paleoarte; dapprima senza troppa accuratezza, poi con sempre più attenzione man mano che il mio personale coinvolgimento aumentava.
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Eleonora Longo
- Titolo: Le piante dei Dinosauri
- Reminiscenze del Carbonifero
- Tecnica: acquarello botanico su carta
Felci ed equiseti mi hanno sempre affascinata, li considero sono esseri viventi immortali, sopravvissuti, come specie a cataclismi impensabili viaggiando attraverso il tempo per un periodo che noi uomini non riusciamo nemmeno a localizzare.
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Eleonora Longo
Illustratrice botanica.
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Mattia Yuri Messina
- Titolo: L’abbeverata
- Hell Creek Formation. Ankylosaurus magniventris Azhdarchidae
- Tecnica: disegno digitale con Photoshop
Per la rappresentazione ho utilizzato i pennelli digitali cercando di emulare i passaggi praticati nella pittura ad olio; questo è un metodo molto dispendioso in termini di tempo, ma che utilizzo sempre illustrando i paleoambienti, in quanto mi permette di ottenere risultati più soddisfacenti in termini di resa visiva. La tavola è stata realizzata cercando proprio di emulare la resa di un quadretto dipinto a mano. Ho cercato di dare armonia all' illustrazione disponendo i soggetti all’interno dell’ambiente, per far immergere l’osservatore all' interno di uno scenario tranquillo, dove poter osservare la fauna del mondo perduto di Hell Creek.
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© Mattia Yuri Messina
Mattia Yuri Messina
- Titolo: Occhi di ghiaccio
- Anzu wyliei
- Tecnica: disegno digitale con Photoshop
Anzu wyliei è una specie di dinosauro che ha sempre suscitato in me un forte interesse. Con questa illustrazione ho tentato di trasmettere all' osservatore le emozioni di timore e stupore che immagino potremmo provare incontrando uno di questi animali nel sottobosco.
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© Mattia Yuri Messina
Mattia Yuri Messina
- Titolo: Pioggia in vista
- Wonthaggi Formation, Qantassaurus intrepidus, Koolasuchus cleelandi
- Tecnica: sisegno digitale con Photoshop
Con questa illustrazione la sensazione che ho tentato di trasmettere è quella della calma prima dell’arrivo di forti piogge, osservabili sullo sfondo. L’ambiente stagionalmente ombroso e freddo dei poli nel mesozoico mi ha spronato a rappresentare quest'opera. I soggetti sono volutamente marginali; speravo infatti che questa scelta della disposizione degli animali stimolasse la curiosità dell'osservatore nella ricerca dei dettagli, dando l’impressione di trovarsi di fronte ad una fauna schiva e difficile da osservare.
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Mattia Yuri Messina
Studente all’università di Scienze Naturali di Cagliari, appassionato di paleontologia.
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© Andrea Morandini
Andrea Morandini
- Titolo: Orgoglio e pregiudizio
- Tethyshadros insularis, Acynodon adriaticusVillaggio del Pescatore, Trieste / Cretaceo superiore
- Tecnica: illustrazione digitale. Schizzo a mano libera, retracing e colorazione in Illustrator, correzioni cromatiche e ombreggiature Photoshop
Quest’opera vuole essere un personale contributo per celebrare la ricchezza paleontologica del Friuli Venezia Giulia, terra in cui vivo. Il soggetto è stato ispirato dalla pubblicazione del novembre 2020 del Professor Fabio Marco Dalla Vecchia dove si descrivono nel dettaglio alcune caratteristiche anatomiche della coda di questo dinosauro e si aggiungono nuovi dettagli interpretativi in merito questo affascinante adrosauroide, e all’ambiente in cui viveva. Mio interesse era inoltre non indugiare ulteriormente nell’usuale iconografia che vuole questi dinosauri erbivori come placidi brucatori, ma volevo per il mio Tethyshadros suggerire un temperamento tenace e combattivo, caratteristiche di un animale che sopravvive in territori con risorse limitate e in condizioni ambientali ostili.
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© Andrea Morandini
Andrea Morandini
- Titolo: Volo di notte
- Seazzadactylus venieri / Preone, Udine / Triassico superiore
- Tecnica: Schizzo a mano libera, retracing e colorazione in Adobe Illustrator, correzione cromie e dettagli in Photoshop
Gli strati fossiliferi di Preone (UD) hanno restituito nel corso degli anni moltissimi reperti eccezionali che hanno permesso ai ricercatori di ricostruire l’aspetto di questa regione durante il Triassico superiore. Quello che poi sarebbe diventato il Friuli, a quel tempo, era parte di un gruppo di isole tropicali costituite da piane di marea con sabbie carbonatiche e lambite dal mare Tetide. Qui vivevano alcuni dei più antichi pterosauri. Nell’illustrazione un Seazzadactylus sorvola i territori di Preone illuminati dalla candida luce della luna piena. Insieme al fascino del ritratto notturno, quella che volevo suggerire era l’idea di un animale attivo anche durante le ore buie; una creatura a “sangue caldo” ben diversa dallo stereotipo classico di rettile.
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Andrea Morandini
Laureato in Disegno Industriale presso Università Iuav di Venezia sede di San Marino. Attualmente Senior Designer presso Polystudio di Francesco Messina (Tricesimo, Udine).
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Alice Pieri
- Titolo: Squalodon sp. from Bolognano Formation
- Squalodon sp. / ambiente marino pelagicoBolognano, Montagna della Majella / Miocene
- Tecnica: disegno digitale con Photoshop
Questa opera è nata un po’ per caso, per una sfida raccolta con me stessa lanciata da una tavoletta grafica galeotta. Incuriosita e affascinata da bellissime illustrazioni di paleoarte ho deciso di mettermi alla prova. Il fossile chiave su cui si fonda questa opera è il reperto di Squalodon sp. rinvenuto nella Formazione di Bolognano, sulla Montagna della Majella. A sostenermi ed aiutarmi c'è stata la piccola paleo-famiglia del GAMPS e del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa. Nello specifico ringrazio Andrea Di Cencio, Simone Casati, Alberto Collareta, Marco Merella e il Professor Giovanni Bianucci per la pazienza e la gentilezza che hanno avuto nel fornirmi la documentazione scientifica e le indicazioni necessarie per realizzare l’elaborato.
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Alice Pieri
Formata come tassidermista museale al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno, ho iniziato lavorato per Naturaliter, ditta specializzata in allestimenti museali, tassidermie e modelli realistici, con cui ho svolto lavori per il Museo dell'Università di Pisa di Calci, il Museo G. Doria di Genova, il Kosmos di Pavia e molti altri. Al momento sono operatrice museale presso il Museo Geopaleontologico GAMPS di Scandicci e al Museo Zoologico di Villa Baciocchi, mentre sto studiando Scienze Naturali presso l’Università di Pisa. Ho recentemente iniziato ad usare programmi di produzione digitale.
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Lorenzo Possenti
- Titolo: Meganeura
- Meganeura monyii, Carbonifero
- Tecnica: foto di modello 3D
Modello in resina dipinta cm 72 di apertura alare. Esposto al Museo di Scienze naturali di Vienna.
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Lorenzo Possenti
Scultore scientifico specializzato nel campo di insetti e mammiferi.
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Loana Riboli
- Titolo: Jade and Silk Forest
- Macrogryphosaurus, Portezuelo Formation (Argentina), dal tardo Turoniano al primo Coniaciano (tardo Cretaceo)
- Tecnica: tecnica mista, tempere e inchiostri, eseguita a puntini
Rappresenta Macrogryphosaurus, un Ornitopode proveniente dalla Portezuelo Formation (Argentina). Nel 2009, mentre stavo ancora lavorando alla tavola, era stata annunciata la scoperta di Tianyulong, in Cina, dove appaiono tracce di protopiume filamentose e quindi, molto probabilmente, anche Macrogryphosaurus aveva questo tipo di tegumento. Supervisione scientifica: Andrea Cau e Simone Maganuco. Con questa opera ho ricevuto una menzione d'onore all'IPIC 2011 (International Paleontology Illustration Competition).
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© Loana Riboli
Loana Riboli
- Titolo: Spring light in the Early Cretaceous
- Amargasaurus cazauiBarremiano (tra i 130 e i 125 milioni di anni fa) La Amarga (Neuquén, Patagonia Argentina)
- Tecnica: tecnica mista, tempere e inchiostri, eseguita a puntini
Rappresenta Amargasaurus cazaui, mentre sfoggia la sua elegante e fantasiosa livrea in una foresta di araucarie del Barremiano (tra i 130 e i 125 milioni di anni fa) di La Amarga (Neuquén, Patagonia Argentina). Supervisione scientifica: Andrea Cau e Simone Maganuco.
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Loana Riboli
Diplomata presso l’Accademia di belle Arti di Brera di Milano con 110 e lode, ho partecipato a numerose mostre. Tra le più importanti: le rassegne di arte animalista, dov’è stato redatto il Manifesto degli Artisti Animalisti; “La fonte meravigliosa” presso la Biblioteca Vallicelliana a Roma dove sono state esposte le opere di 26 artisti che successivamente hanno composto un libro d’artista collettivo, per la prima volta nella storia dell’arte italiana; “Mille artisti a Palazzo” (Palazzo Arese Jacini, Cesano Maderno); alla mostra collettiva sulla paleoarte “I Dinosauri Italiani” al Museo Geologico Giovanni Capellini di Bologna e al Museo di Storia Naturale di San Daniele Po, alle varie esposizioni dell’APPI ( Associazione Paleontologica Parmense Italiana) e, per concludere, a varie edizioni del “Festival Roma Arte”. Altre mie opere sono presenti su riviste specializzate come Fossil News, Paleomina e la rivista dell’ APPI o siti Internet come Theropoda di Andrea Cau e Agathaumas di Fabio Manucci. Ho illustrato anche diversi libri per la Provincia di Cremona, dedicati agli uccelli rapaci, alle farfalle della pianura e ai ragni. Inoltre appare una mia opera su Memorie della Società Italiana di Scienze Naturali e del Museo Civico di Storia Naturale di Milano Volume XXXVII-Fascicolo I a cura di Cristiano dal Sasso & Simone Maganuco. Per quello che riguarda la tecnica di realizzazione, per prima cosa mi documento meglio che posso sull’Animale che intendo rappresentare. Secondo la mia visione personale, tutto deve essere perfettamente equilibrato nell’opera: l'aspetto scientifico, l'aspetto pittorico e l'aspetto emozionale. Anche la fotografia naturalistica aiuta molto ed è fonte inesauribile di ispirazione per la resa naturale degli ambienti selvaggi. Dal punto di vista tecnico-esecutivo per le mie opere utilizzo la carta d'acquerello, molto resistente e ruvida. Dopo avere realizzato il disegno, intervengo con l’acquerello per stendere il colore base dell’opera. Fatto questo intervengo con la tempera e con gli inchiostri eseguendo una fitta stesura di punti o piccoli segni, per creare il chiaroscuro e modellare le forme (li eseguo a puntini). Per rappresentare al meglio gli animali preistorici, ho chiesto aiuto e consiglio agli esperti paleontologi Cau e Maganuco, che gentilmente mi suggeriscono postura corretta dell’animale, proporzioni generali, ambiente e vegetazione, aiutandomi davvero molto. Con l’opera “Jade and Silk Forest”, dedicata a Macrogryphosaurus, ho ottenuto una menzione d'onore all'IPIC 2011 (International Paleontology Illustration Competition). Il soggetto mi era stato suggerito da Fabio Manucci e visionato dagli esperti Andrea Cau & Simone Maganuco. Attualmente, oltre a dilettarmi con le ricostruzioni degli animali estinti e del loro ecosistema, insegno arte e immagine alla secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Crema Due “C. Abbado” di Ombriano di Crema.
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© Elia Smaniotto
Elia Smaniotto
- Titolo: Troppo verde per un Rettile Slesiano, Ritratto di Silesaurus
- Silesaurus opolensis / Polonia / Triassico (Carniano)
- Tecnica: digitale
Rappresentazione in vivo del dinosauromorofo (o possibile ornitischio primitivo) Silesaurus opolensis, ottenuta cercando di fondere i concetti di arcaicità del soggetto con un'ottica più attuale - come la fusione tra pelle squamosa e zone ricoperte da tegumento - mantenendo tuttavia un certo grado di naturalezza.
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© Elia Smaniotto
Elia Smaniotto
- Titolo: Forma Cava, Ritratto di Coelophysis
- Coelophysis bauri / Nuovo Messico / Triassico (Noriano)
- Tecnica: lineart a matita e colorazione digitale
Ritratto del noto teropode triassico, scopo dell’opera era quello di immortalare l’animale sottolineando quanto l’anatomia superficiale esterna possa distorcere e modificare l’immagine che abbiamo semplicemente dalla base ossea a nostra disposizione, analogamente a quanto succede osservando le differenze che possiamo riscontrare con un essere ancora in vita ed il suo scheletro. Piume, pelle e labbra finiscono per rendere pressoché irriconoscibile persino il fossile più emblematico, ma non per questo tolgono la sua naturalezza.
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Elia Smaniotto
Proveniente da Monfalcone in Friuli-Venezia Giulia, la passione per i dinosauri, le faune estinte e la loro rappresentazione sono interessi sviluppati sin dalla più tenera età, culminati con operati per i libri “All Your Yesterdays” e “Saurian: A Field Guide to Hell Creek”, i siti di informazione Pteros e Earth Archives ed il giornale Creteacous Research. Dopo un percorso universitario in Lingue e Letterature Straniere, unito ad una formazione artistica presso la TheSign – Comic & Arts Academy di Firenze, attualmente mi occupo di restaurazione fossili a Trieste tra uno scarabocchio e l'altro, sperando di fare un po’ meno il cretino e di imparare a compilare una nota biografica decente. Con scarsi risultati, a quanto sembra.
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© Leonardo Sorbelli
Leonardo Sorbelli
- Titolo: The Old One
- Coelodonta antiquitatis, steppa, Nord Italia, Pleistocene Superiore
- Tecnica: lineart a matita e colorazione digitale
Il vento gelido proveniente dall’Europa dell’Est è arrivato finalmente anche nella pianura padana. Il vecchio esemplare di Coelodonta è colpito dai gelidi fiocchi di neve che sferzano la sua pelliccia voluminosa. La glaciazione Würm sta colpendo da decine di anni e gran parte dell’Europa è sotto una spessa coltre di neve e ghiaccio. Questo inverno è particolarmente severo e moltissimi animali stanno trovando la loro fine tra le lande battute dai venti ghiacciati. Il rinoceronte lanoso è rimasto lontano dal branco, la vecchiaia lo sta rendendo lento e una ferita al piede ha peggiorato le sue, già precarie, condizioni. Ben presto l’animale si arrenderà alla morsa dell’inverno e si accascerà al suolo, dove qualche carnivoro di passaggio troverà di che cibarsi.
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Leonardo Sorbelli
Nasco all’inizio del 1991 in un piccolo paese dell’Appennino Umbro. A cinque anni la VHS di Jurassic park mi rovina la vita con un’ossessione e decide che il mio futuro è la paleontologia. Dopo le lauree (triennale e magistrale) in Geologia all’Università degli Studi di Perugia, dove mi specializzo in mammiferi del Quaternario, riesco ad ottenere un dottorato con borsa presso l’Universitat Autònoma de Barcelona. Qui, Institut Català de Paleontologia porto avanti i miei studi sui grandi mammiferi erbivori del Pleistocene. Disegno fin da piccolo, sono mancino e ritengo che James Gurney e Mike Mignola siano i più grandi artisti mai esistiti.
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© Ginevra Sorbelli
Ginevra Sorbelli
- Titolo: H. floresiensis: ritratto notturno
- Ricostruzione di esemplare femminile di Homo floresiensisIsola di Flores (Indonesia) - 100.000/50.000 anni fa
- Tecnica: pittura digitale tramite Procreate e Photoshop
La scelta dell’atmosfera della scena vuole ricondursi all'idea secondo la quale una ricostruzione paleoartistica dovrebbe trasmettere sensazioni che ci aiutino ad immergerci in realtà lontanissime da noi, suscitando un'emozione di curiosità e permettendo all'osservatore di immaginare il soggetto come qualcosa di meno distante da sé rispetto a quanto non si tenda a percepirlo “scolasticamente”. Perseguendo questo tentativo di connessione tra lontano e vicino, tra passato e presente, è stata intenzionalmente scelta una tecnica di pittura digitale.
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Ginevra Sorbelli
Attualmente lavoro principalmente nel campo del graphic design per il cinema, della grafica editoriale e come illustratrice.
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© Kevin Zanetti
Kevin Zanetti
- Titolo: A bocca asciutta
- Tarbosaurus bataar, Deinocheirus mirificus, Prenocephale prenesAmbiente: palustre / Nemegt formation (Mongolia) - 70 milioni di anni fa
- Tecnica: digitale tramite l’utilizzo di MediBang Paint Pro
Nella cultura generale si è abituati a immaginare i dinosauri come mostri, soprattutto i carnivori vengono demonizzati come macchine sanguinarie, inarrestabili pronte a smembrare qualsiasi cosa si ponga davanti ai loro occhi. Ma la realtà è ben diversa, molte volte sono proprio i carnivori ad avere la peggio contro i “mansueti” erbivori e l’illustrazione che ho realizzato, vuole contraddire proprio il mito del carnivoro invincibile e dell’erbivoro indifeso. Ci troviamo nella Nemegt formation circa 70milioni di anni fa, due Prenocephale osservano nascosti da un tronco caduto, un Tarbosaurus fuggire da quella che in origine sarebbe dovuta essere la sua preda. La fantomatica preda in questione trattasi di un Deinocheirus adulto, il quale si è rivelato essere un bersaglio troppo ambizioso per il predatore. Per quanto le mie fonti siano limitate, ogni animale raffigurato è frutto di ore di ricerca per far si che il risultato finale potesse essere il più plausibile possibile. Questo mio lavoro prende ispirazione dal mondo animale odierno, dove ogni giorno scene simili sono reali e terminano ognuna con un esito differente.
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Kevin Zanetti
Ho ventuno anni e, sin dalla tenera età, ho sviluppato un profondo interesse riguardo gli animali estinti e non. A essere onesto le creature mesozoiche sono il mio vero e proprio chiodo fisso. Il mio percorso di studi non è molto ampio, ho frequentato il liceo artistico e ora sto cercando di essere ammesso all’Università di Scienze Naturali. Da qualche hanno a questa parte ho incominciato il mio percorso nel mondo della paleoarte, provando a ricostruire nel modo più accurato possibile le magnifiche creature di cui mi sono innamorato da piccolo.
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© Simone Zoccante
Simone Zoccante
- Titolo: Magnolia-paulia
- Magnapaulia laticaudus, Deinosuchus sp., Aracauria sp., Magnolia sp. - Foresta di araucarie / Baja Califorinia / Campaniano (74 mya)
- Tecnica: digitale con Photoshop
È l’alba in una foresta di araucarie della Baja California. Nell’aria placida e dorata del mattino le nuvole di vapore risplendono alla luce del sole. All’improvviso, un gruppo di Magnapaulia emerge dalle nebbie mattutine. Quando il branco si muove la terra trema e in una delle pozze d’acqua che si sono formate sul terreno dopo le piogge, un giovane Deinosuchus fugge per non venire calpestato dalla mandria. Il Magnapaulia in primo piano indugia sotto una magnolia in fiore, attratto dai giochi che l’acqua crea con la luce del sole nascente. In quest’opera ho cercato di ricostruire, in base alle informazioni che ho trovato, un ambiente della “El Gallo formation” mettendo come protagonista della scena il dinosauro più celebre della formazione: Magnapaulia laticaudus. Nell’opera ho anche inserito un giovane esemplare di Deinosuchus, sebbene conscio che non sia presente nel record fossile della formazione, la sua presenza nel nord del Messico mi ha spinto ad inserirlo nell’opera.
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Simone Zoccante
Illustratore naturalistico e paleoartista freelance con base a Milano. Lavoro nelle arti visive dal 2015 e ho esposto in mostre personali e collettive a Milano, Torino (Paratissima) e Palermo. Opero in digitale sia per i piccoli formati (editoria, pubblicazioni scientifiche e materiale web e video) sia per grandi formati (allestimento spaziale, cartellonistica museale). Collaboro con Willy Guasti (Zoosparkle) in diversi progetti paleoartistici (Elasmotherium, Megaloceros, Spinosaurus). Realizzo illustrazioni a tema paleoartistico per Paleostock, sito di immagini e ricostruzioni paleoartistiche stock (dai creatori di Studio 252 Mya). Nel 2020 pubblico “Artifici Naturali”, saggio a tema illustrazione naturalistica digitale che tratta del ruolo dell’arte naturalistica e della paleoarte come metodo di trasmissione della conoscenza del mondo naturale. Dal 2019 sono direttore artistico di Diorama Nature, realtà che si occupa di divulgazione artistica delle scienze naturali.
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MOSTRA VIRTUALE
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Paleodays 2021 - BolognaXXI edizione delle Giornate di Paleontologia PaiP - Palaeontologist in Progress SPI - Società Paleontologica Italiana