I promessi sposi e Il castello di Otranto
Elisa Ceppa 2A A.S. 2020/2021
INDICE
Il castello di Otranto: Autore
I promessi sposi: Autore
I promessi sposi: la storia
La religione ed il tempo
Analogie tra i personaggi
Il castello di Otranto: la storia
I promessi sposi: l'autore
Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni nacque a Milano il 7 marzo 1785, da Giulia Beccaria, figlia del celebre illuminista Cesare Beccaria (autore del trattato Dei delitti e delle pene) e dal conte Pietro Manzoni. Il matrimonio tra due non era felice e alla sua nascita molti indicarono Giovanni Verri, fratello minore di Pietro ed Alessandro, come padre naturale; i due coniugi si separarono e la madre andò a vivere prima a Londra e poi a Parigi, dove convisse con Carlo Imbonati.
Alessandro ricevette l'educazione nel collegio dei Padri Somaschi e dei Barnabiti, vivendo nella casa paterna e provando insofferenza verso il padre e la sua educazione repressiva. In letteratura, si avvicinò al Neoclassicisimo, scrivendo il poemetto "Il trionfo della libertà" e l'idillio "Adda", nonché quattro sermoni.
Alessandro Manzoni
Alla base della poetica di Alessandro Manzoni c’è la sua personalità sensibile, religiosa e sempre ossessionata dall’idea del peccato in linea con le filosofie gianseniste, la visione illuminista. Il suo metodo nell’affrontare questioni letterarie e politiche è razionale e analitico. La sua religiosità lo porta a vedere l’uomo come un essere imperfetto e perennemente corrotto che non ha modo di risollevare il processo storico verso una nuova età dell’oro. Nonostante questa visione pessimistica l’interesse e la passione per la storia (argomenti che lo mettono in contatto sia con l’Illuminismo che con il Romanticismo) sono un punto fondamentale nel lavoro di Manzoni.
Il vero per l'oggetto
L'utile per lo scopo
L'interessante per il mezzo
Alessandro Manzoni e Walter Scott
Manzoni dalla lettura di Walter Scott Manzoni è stato indotto alla scrittura di un romanzo in prosa, decidendo di rappresentare la società milanese del XVII secolo, epoca caratterizzata da "passioni, anarchia, disordine, follia, ridicolaggini". Visconti comunica la volontà di Manzoni di evitare l'errore di Walter Scott, cioè di allontanarsi dalla verità storica, quando risulta utile alla narrazione. Secondo Manzoni i fatti immaginari devono trovarsi in linea, nella maniera più assoluta, con i fatti storici.
Il castello di Otranto: l'autore
Horace Walpole
Horace Walpole
Horace Walpole nacque a Londra nel 1717 come ultimo figlio del primo ministro britannico Robert Walpole. Compì i suoi studi prima a Eton e poi al King’s College di Cambridge e una volta terminata l’università partì per il consueto Grand Tour con il collega e poeta Thomas Gray alla volta della Francia e dell’Italia, un viaggio che si dimostrerà fondamentale per la sua carriera artistica.
Nel 1741 divenne membro del Parlamento e nel 1747 acquistò nei sobborghi di Londra la villa Strawberry Hill che trasformò nel corso della sua vita in un vero e proprio castello in stile neogotico. Nel 1757 la dotò inoltre di una tipografia privata, con la quale pubblicò la sua produzione, alcune opere degli amici e delle opere classiche.
Horace Walpole
Negli anni ’50 iniziò a dedicarsi alla carriera letteraria con la stesura delle sue memorie e completando dei trattati di carattere storico e artistico. Il castello di Otranto venne scritto in un mese e pubblicato nel 1764. Nella prima edizione Walpole assunse lo pseudonimo di William Marshal ed usò uno stratagemma editoriale per cui presentò il romanzo come la traduzione di un manoscritto redatto da Onuphrio Muralto a Napoli nel 1529 e che narrava di eventi avvenuti tra il 1000 e il 1200, all’epoca delle crociate.
Nella seconda edizione del romanzo, visto l’enorme successo di pubblico, Walpole ne assunse la scrittura rivelando il carattere fantastico e deludendo buona parte dei critici che lo avevano lodato per le sue doti di traduttore.
Horace Walpole: Serendipity
Walpole è ricordato anche per aver coniato il temine "serendipity", utilizzato per indicare la felicità nel compiere scoperte per puro caso mentre si ricerca qualcos’altro.Nel linguaggio corrente "serendipity" (o "serendipità" in italiano) può essere applicato anche nel caso in cui si incontri una persona per la prima volta, la cui piacevolezza è tale da renderci consapevoli di quanto non sapessimo di voler incontrare, ma dopo quel momento sì. Serendipity è usato anche in ambito scientifico e indica quando si scopre qualcosa di importante mentre si è intenti a cercare altro.
“Serendipitous discoveries are made by chance, found without looking for them but possible only through a sharp vision and sagacity, ready to see the unexpected and never indulgent with the apparently unexplainable.”
Horace Walpole
Horace Walpole: l'ispirazione
Il grande maestro al quale Walpole si ispirò per scrivere il suo romanzo è Shakespeare. L'intenzione dello scrittore non era quella di scrivere come Shakespeare ma solo di usare il suo esempio come modello d’arte. La scena del ritratto di Alfonso il Buono, che si anima e si allontana dalla cornice è ispirata al “Racconto d’Inverno”. Ma l’utilizzo del modello shakespeariano si esprime soprattutto nell’unione di stili tragico e comico con i quali Walpole cerca di superare le regole imposte dalla letteratura.
I Promessi Sposi: la storia
I promessi Sposi: la storia
La storia è ambientata in Lombardia tra il 1628 e il 1630, al tempo della dominazione spagnola.
A don Abbondio, curato di un piccolo paese sul lago di Como, viene imposto di non celebrare il matrimonio di Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, della quale si è invaghito Don Rodrigo, un signorotto.
Costretti dall'arroganza dei potenti a lasciare il paese (aiutati da frate Cristoforo), Lucia e la madre Agnese si rifugiano in un convento a Monza, mentre Renzo va a Milano per ottenere giustizia.
Don Rodrigo fa rapire Lucia dall'Innominato, un altro prepotente, ma la vista della fanciulla così ingiustamente tormentata e l'arrivo del cardinale Borromeo gli provocano una crisi di coscienza: invece di consegnare la fanciulla a Don Rodrigo, la libera. Intanto Renzo è arrivato a Milano mentre il popolo tumultua per la carestia e, scambiato per uno dei capi della sommossa, è costretto a fuggire a Bergamo.
La Lombardia è straziata dalla guerra e dalla peste, ma Renzo torna a Milano per cercare Lucia che ritrova in un lazzaretto insieme a frate Cristoforo che cura gli infermi tra i quali c'è Don Rodrigo morente ed abbandonato. Placata la peste, Renzo e Lucia possono finalmente celebrare il matrimonio.
Il castello di Otranto: la storia
Il castello di Otranto: la storia
Manfredi, signore di Otranto, nipote dell’usurpatore del regno che ha avvelenato Alfonso, il legittimo sovrano, vive sotto l’incubo di una profezia.Secondo la profezia la stirpe dell’usurpatore continuerà a regnare, finché il legittimo sovrano non sia divenuto troppo grosso per abitare il castello e finché i discendenti maschi dell’usurpatore lo occupino. Quando sembra avverarsi, Manfredi atterrito confessa il modo dell’usurpazione e si ritira in un monastero con la moglie.
La religione ed il tempo
La religione : visioni diverse
Il 1810 fu l'anno della conversione di Manzoni, come un ritorno alla fede cristiana verso la quale egli era sempre indifferente: avvenne in seguito a un processo di maturazione durato anni e in cui fu importante la frequentazione degli ambienti giansenisti. Il Cristianesimo del giovane Manzoni risente ancora della convinzione che l'uomo sia destinato al male, che la Grazia divina sia indispensabile per giungere alla salvezza e che, quindi, gli uomini siano divisi in modo netto tra eletti e reprobi (questa impostazione religiosa traspare nelle sue prime opere poetiche, ma anche nella prima stesura del romanzo). Walpole ricevette a Cambridge l’influenza di un teologo non ortodosso, Conyers Middleton, che cambiò il suo approccio con la religione per tutta la vita. Era molto scettico su alcune dottrine della religione cristiana, odiando soprattutto i bigotti e le superstizioni.
Il tempo
Alessandro Manzoni ha deciso di ambientare I Promessi Sposi nel Seicento, attraverso 38 capitoli. Più precisamente gli avvenimenti raccontati si svolgono nell'arco di 2 anni: dal 7 novembre 1628 ai primi di novembre del 1630. La storia de "Il castello d'Otranto" è narrata in un arco di tempo molto breve, circa due giorni. È caratterizzata da molti flash-back, brevi storie che ci aiutano a comprendere meglio ciò che succede nel romanzo.
Analogie tra i personaggi dei due racconti
Analogie tra personaggi
Conte zio
Manfredi
Il principe del Castello di Otranto. Padre di Corrado e Matilda, marito di Ippolita. È ossessionato dal potere, è un dittatore e un padre che mette prima le questioni di eredità che d’affetto. Non ama la moglie e vuole divorziare da lei per sposare Isabella.
Potente, membro del Consiglio Segreto e zio del conte Attilio (cugino aiutante dell'antagonista don Rodrigo, cinico ). Serio, paternalistico e consapevole del suo potere.
come
Analogie tra personaggi
Don Abbondio
Ippolita
Don Abbondio è succube del suo tempo, della sua epoca e delle ingiustizie presenti in essa; non riuscendo ad affrontare i potenti, li evita e talvolta si schiera dalla loro parte per convenienza; simboleggia chi, pur investito di responsabilità istituzionali, si piega al più forte, infatti proprio per questo si converte.
Moglie di Manfredi e madre di Corrado e Matilda. E’ una donna sottomessa al marito e alla religione. Metterebbe da parte la sua moralità per la felicità del marito.
come
Analogie tra personaggi
Gertrude
Matilda
Figlia di un potente signore di Monza, secondo Manzoni è sempre stata indirizzata alla vita in convento dal padre e indirettamente dalla famiglia, anche se ciò andava contro la sua natura. Non le hanno permesso il matrimonio pèerchè era destinata allla vuta monastica.
Figlia di Manfredo e Ippolita, una fanciulla pia e devota. Si innamora del giovane contadino Teodoro. È una principessa ubbidiente al padre ma il suo matrimonio viene ostacolato proprio dai genitori.
come
Analogie tra personaggi
Lucia
Isabella
È una donna molto bella, meno pia di Matilda e Ippolita; infatti non era assolutamente d'accordo sulla decisione di Matilda di ritirarsi in un convento. Isabella può essere considerata l'oggetto del romanzo, è infatti il personaggio desiderato (era desiderata da Manfredo) che mette in moto l'azione.
Fidanzata di Renzo, tessitrice e orfana di padre; vive con la madre Agnese. Lucia talvolta cede alle pressioni e si lascia convincere ad agire contro i propri principi. Lucia può essere considerata l'oggetto del romanzo, è infatti il personaggio desiderato (da Renzo e da Don Rodrigo) che mette in moto l'azione.
come
Analogie tra personaggi
Renzo
Teodoro
Il contadino che aiuta sempre Isabella a fuggire da Manfredo; si innamora di Matilda e rischia molte volte di essere ucciso dal principe a causa della sua troppa audacia. È un giovane molto bello, coraggioso e sincero, anche se a causa di questa dote rischia troppo spesso la vita.
Operaio tessile e contadino, condizioni economiche medie, orfano e fidanzato di Lucia. Animo buono, dai valori morali semplici e onesti. È anche ingenuo e impulsivo e per questo capace di cacciarsi nei guai troppo facilmente.
come
Analogie minori tra i personaggi
Padre Jerome
Fra Cristoforo
Il padre del monastero vicino al castello di Otranto, padre di Theodore. In precedenza era un lord siciliano. Manfredi cerca di corromperlo per il divorzio.
Padre cappuccino, appartenente a una benestante famiglia di mercanti, in gioventù arrivista e arrogante.
Corrado
Cecilia
quindicenne figlio di Manfredi e Ippolita e fratello minore di Matilda. E’ una persona malaticcia che morirà schiacciato da un elmo gigante il giorno del suo matrimonio con Isabella.
Bambina morta di peste nelle braccia della madre.
Grazie della visione!
Elisa Ceppa 2A
I Promessi sposi e il castello di Otranto
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I promessi sposi e Il castello di Otranto
Elisa Ceppa 2A A.S. 2020/2021
INDICE
Il castello di Otranto: Autore
I promessi sposi: Autore
I promessi sposi: la storia
La religione ed il tempo
Analogie tra i personaggi
Il castello di Otranto: la storia
I promessi sposi: l'autore
Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni nacque a Milano il 7 marzo 1785, da Giulia Beccaria, figlia del celebre illuminista Cesare Beccaria (autore del trattato Dei delitti e delle pene) e dal conte Pietro Manzoni. Il matrimonio tra due non era felice e alla sua nascita molti indicarono Giovanni Verri, fratello minore di Pietro ed Alessandro, come padre naturale; i due coniugi si separarono e la madre andò a vivere prima a Londra e poi a Parigi, dove convisse con Carlo Imbonati. Alessandro ricevette l'educazione nel collegio dei Padri Somaschi e dei Barnabiti, vivendo nella casa paterna e provando insofferenza verso il padre e la sua educazione repressiva. In letteratura, si avvicinò al Neoclassicisimo, scrivendo il poemetto "Il trionfo della libertà" e l'idillio "Adda", nonché quattro sermoni.
Alessandro Manzoni
Alla base della poetica di Alessandro Manzoni c’è la sua personalità sensibile, religiosa e sempre ossessionata dall’idea del peccato in linea con le filosofie gianseniste, la visione illuminista. Il suo metodo nell’affrontare questioni letterarie e politiche è razionale e analitico. La sua religiosità lo porta a vedere l’uomo come un essere imperfetto e perennemente corrotto che non ha modo di risollevare il processo storico verso una nuova età dell’oro. Nonostante questa visione pessimistica l’interesse e la passione per la storia (argomenti che lo mettono in contatto sia con l’Illuminismo che con il Romanticismo) sono un punto fondamentale nel lavoro di Manzoni.
Il vero per l'oggetto
L'utile per lo scopo
L'interessante per il mezzo
Alessandro Manzoni e Walter Scott
Manzoni dalla lettura di Walter Scott Manzoni è stato indotto alla scrittura di un romanzo in prosa, decidendo di rappresentare la società milanese del XVII secolo, epoca caratterizzata da "passioni, anarchia, disordine, follia, ridicolaggini". Visconti comunica la volontà di Manzoni di evitare l'errore di Walter Scott, cioè di allontanarsi dalla verità storica, quando risulta utile alla narrazione. Secondo Manzoni i fatti immaginari devono trovarsi in linea, nella maniera più assoluta, con i fatti storici.
Il castello di Otranto: l'autore
Horace Walpole
Horace Walpole
Horace Walpole nacque a Londra nel 1717 come ultimo figlio del primo ministro britannico Robert Walpole. Compì i suoi studi prima a Eton e poi al King’s College di Cambridge e una volta terminata l’università partì per il consueto Grand Tour con il collega e poeta Thomas Gray alla volta della Francia e dell’Italia, un viaggio che si dimostrerà fondamentale per la sua carriera artistica. Nel 1741 divenne membro del Parlamento e nel 1747 acquistò nei sobborghi di Londra la villa Strawberry Hill che trasformò nel corso della sua vita in un vero e proprio castello in stile neogotico. Nel 1757 la dotò inoltre di una tipografia privata, con la quale pubblicò la sua produzione, alcune opere degli amici e delle opere classiche.
Horace Walpole
Negli anni ’50 iniziò a dedicarsi alla carriera letteraria con la stesura delle sue memorie e completando dei trattati di carattere storico e artistico. Il castello di Otranto venne scritto in un mese e pubblicato nel 1764. Nella prima edizione Walpole assunse lo pseudonimo di William Marshal ed usò uno stratagemma editoriale per cui presentò il romanzo come la traduzione di un manoscritto redatto da Onuphrio Muralto a Napoli nel 1529 e che narrava di eventi avvenuti tra il 1000 e il 1200, all’epoca delle crociate. Nella seconda edizione del romanzo, visto l’enorme successo di pubblico, Walpole ne assunse la scrittura rivelando il carattere fantastico e deludendo buona parte dei critici che lo avevano lodato per le sue doti di traduttore.
Horace Walpole: Serendipity
Walpole è ricordato anche per aver coniato il temine "serendipity", utilizzato per indicare la felicità nel compiere scoperte per puro caso mentre si ricerca qualcos’altro.Nel linguaggio corrente "serendipity" (o "serendipità" in italiano) può essere applicato anche nel caso in cui si incontri una persona per la prima volta, la cui piacevolezza è tale da renderci consapevoli di quanto non sapessimo di voler incontrare, ma dopo quel momento sì. Serendipity è usato anche in ambito scientifico e indica quando si scopre qualcosa di importante mentre si è intenti a cercare altro.
“Serendipitous discoveries are made by chance, found without looking for them but possible only through a sharp vision and sagacity, ready to see the unexpected and never indulgent with the apparently unexplainable.”
Horace Walpole
Horace Walpole: l'ispirazione
Il grande maestro al quale Walpole si ispirò per scrivere il suo romanzo è Shakespeare. L'intenzione dello scrittore non era quella di scrivere come Shakespeare ma solo di usare il suo esempio come modello d’arte. La scena del ritratto di Alfonso il Buono, che si anima e si allontana dalla cornice è ispirata al “Racconto d’Inverno”. Ma l’utilizzo del modello shakespeariano si esprime soprattutto nell’unione di stili tragico e comico con i quali Walpole cerca di superare le regole imposte dalla letteratura.
I Promessi Sposi: la storia
I promessi Sposi: la storia
La storia è ambientata in Lombardia tra il 1628 e il 1630, al tempo della dominazione spagnola. A don Abbondio, curato di un piccolo paese sul lago di Como, viene imposto di non celebrare il matrimonio di Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, della quale si è invaghito Don Rodrigo, un signorotto. Costretti dall'arroganza dei potenti a lasciare il paese (aiutati da frate Cristoforo), Lucia e la madre Agnese si rifugiano in un convento a Monza, mentre Renzo va a Milano per ottenere giustizia. Don Rodrigo fa rapire Lucia dall'Innominato, un altro prepotente, ma la vista della fanciulla così ingiustamente tormentata e l'arrivo del cardinale Borromeo gli provocano una crisi di coscienza: invece di consegnare la fanciulla a Don Rodrigo, la libera. Intanto Renzo è arrivato a Milano mentre il popolo tumultua per la carestia e, scambiato per uno dei capi della sommossa, è costretto a fuggire a Bergamo. La Lombardia è straziata dalla guerra e dalla peste, ma Renzo torna a Milano per cercare Lucia che ritrova in un lazzaretto insieme a frate Cristoforo che cura gli infermi tra i quali c'è Don Rodrigo morente ed abbandonato. Placata la peste, Renzo e Lucia possono finalmente celebrare il matrimonio.
Il castello di Otranto: la storia
Il castello di Otranto: la storia
Manfredi, signore di Otranto, nipote dell’usurpatore del regno che ha avvelenato Alfonso, il legittimo sovrano, vive sotto l’incubo di una profezia.Secondo la profezia la stirpe dell’usurpatore continuerà a regnare, finché il legittimo sovrano non sia divenuto troppo grosso per abitare il castello e finché i discendenti maschi dell’usurpatore lo occupino. Quando sembra avverarsi, Manfredi atterrito confessa il modo dell’usurpazione e si ritira in un monastero con la moglie.
La religione ed il tempo
La religione : visioni diverse
Il 1810 fu l'anno della conversione di Manzoni, come un ritorno alla fede cristiana verso la quale egli era sempre indifferente: avvenne in seguito a un processo di maturazione durato anni e in cui fu importante la frequentazione degli ambienti giansenisti. Il Cristianesimo del giovane Manzoni risente ancora della convinzione che l'uomo sia destinato al male, che la Grazia divina sia indispensabile per giungere alla salvezza e che, quindi, gli uomini siano divisi in modo netto tra eletti e reprobi (questa impostazione religiosa traspare nelle sue prime opere poetiche, ma anche nella prima stesura del romanzo). Walpole ricevette a Cambridge l’influenza di un teologo non ortodosso, Conyers Middleton, che cambiò il suo approccio con la religione per tutta la vita. Era molto scettico su alcune dottrine della religione cristiana, odiando soprattutto i bigotti e le superstizioni.
Il tempo
Alessandro Manzoni ha deciso di ambientare I Promessi Sposi nel Seicento, attraverso 38 capitoli. Più precisamente gli avvenimenti raccontati si svolgono nell'arco di 2 anni: dal 7 novembre 1628 ai primi di novembre del 1630. La storia de "Il castello d'Otranto" è narrata in un arco di tempo molto breve, circa due giorni. È caratterizzata da molti flash-back, brevi storie che ci aiutano a comprendere meglio ciò che succede nel romanzo.
Analogie tra i personaggi dei due racconti
Analogie tra personaggi
Conte zio
Manfredi
Il principe del Castello di Otranto. Padre di Corrado e Matilda, marito di Ippolita. È ossessionato dal potere, è un dittatore e un padre che mette prima le questioni di eredità che d’affetto. Non ama la moglie e vuole divorziare da lei per sposare Isabella.
Potente, membro del Consiglio Segreto e zio del conte Attilio (cugino aiutante dell'antagonista don Rodrigo, cinico ). Serio, paternalistico e consapevole del suo potere.
come
Analogie tra personaggi
Don Abbondio
Ippolita
Don Abbondio è succube del suo tempo, della sua epoca e delle ingiustizie presenti in essa; non riuscendo ad affrontare i potenti, li evita e talvolta si schiera dalla loro parte per convenienza; simboleggia chi, pur investito di responsabilità istituzionali, si piega al più forte, infatti proprio per questo si converte.
Moglie di Manfredi e madre di Corrado e Matilda. E’ una donna sottomessa al marito e alla religione. Metterebbe da parte la sua moralità per la felicità del marito.
come
Analogie tra personaggi
Gertrude
Matilda
Figlia di un potente signore di Monza, secondo Manzoni è sempre stata indirizzata alla vita in convento dal padre e indirettamente dalla famiglia, anche se ciò andava contro la sua natura. Non le hanno permesso il matrimonio pèerchè era destinata allla vuta monastica.
Figlia di Manfredo e Ippolita, una fanciulla pia e devota. Si innamora del giovane contadino Teodoro. È una principessa ubbidiente al padre ma il suo matrimonio viene ostacolato proprio dai genitori.
come
Analogie tra personaggi
Lucia
Isabella
È una donna molto bella, meno pia di Matilda e Ippolita; infatti non era assolutamente d'accordo sulla decisione di Matilda di ritirarsi in un convento. Isabella può essere considerata l'oggetto del romanzo, è infatti il personaggio desiderato (era desiderata da Manfredo) che mette in moto l'azione.
Fidanzata di Renzo, tessitrice e orfana di padre; vive con la madre Agnese. Lucia talvolta cede alle pressioni e si lascia convincere ad agire contro i propri principi. Lucia può essere considerata l'oggetto del romanzo, è infatti il personaggio desiderato (da Renzo e da Don Rodrigo) che mette in moto l'azione.
come
Analogie tra personaggi
Renzo
Teodoro
Il contadino che aiuta sempre Isabella a fuggire da Manfredo; si innamora di Matilda e rischia molte volte di essere ucciso dal principe a causa della sua troppa audacia. È un giovane molto bello, coraggioso e sincero, anche se a causa di questa dote rischia troppo spesso la vita.
Operaio tessile e contadino, condizioni economiche medie, orfano e fidanzato di Lucia. Animo buono, dai valori morali semplici e onesti. È anche ingenuo e impulsivo e per questo capace di cacciarsi nei guai troppo facilmente.
come
Analogie minori tra i personaggi
Padre Jerome
Fra Cristoforo
Il padre del monastero vicino al castello di Otranto, padre di Theodore. In precedenza era un lord siciliano. Manfredi cerca di corromperlo per il divorzio.
Padre cappuccino, appartenente a una benestante famiglia di mercanti, in gioventù arrivista e arrogante.
Corrado
Cecilia
quindicenne figlio di Manfredi e Ippolita e fratello minore di Matilda. E’ una persona malaticcia che morirà schiacciato da un elmo gigante il giorno del suo matrimonio con Isabella.
Bambina morta di peste nelle braccia della madre.
Grazie della visione!
Elisa Ceppa 2A