L’EUGENETICA NAZISTA: L’ABERRAZIONE DELLA GENETICA
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Un nuovo spazio aggregativo
Un nuovo spazio aggregativo
Con il termine eugenetica si indica quella disciplina che si prefigge di favorire e sviluppare le qualità innate di una razza, giovandosi delle leggi dell’ereditarietà genetica.Ma come nacque l’eugenetica? Il frutto della conoscenza maturò nell’orto di un monastero, dove un monaco, Gregor Mendel scoprì, dopo 15 anni di osservazioni, le prime elementari regole sull’ereditarietà dei caratteri studiando dei semplici piselli, piantine che si riproducono facilmente e differiscono fra di loro per pochi caratteri.
Il mondo scientifico, però, esitò di fronte alle scoperte di Mendel e i suoi articoli, spediti ai grandi accademici di allora, furono cestinati senza pietà e senza essere letti oltre la prima riga. Solo all’inizio del novecento, grazie all’invenzione e al relativo uso del microscopio, i biologi scoprirono i cromosomi all’interno delle cellule e si ricordarono di Mendel, dando vita così ad una nuova disciplina scientifica: la GENETICA (e le aberrazioni che ne sono derivate).
Un nuovo spazio aggregativo
Un nuovo spazio aggregativo
L’idea della trasmissione dei geni fece riflettere qualche biologo, conducendolo a credere di poter influire sullo sviluppo degli esseri umani definiti allora “inferiori”, cercando in tal modo un miglioramento della specie umana. Nel 1883 il genetista Galton diede il nome di “Eugenetica” a questa branca della scienza in cui gli specialisti avevano il compito di eliminare dalla società gli individui biologicamente inferiori per ottenere un miglioramento della specie umana. Il tutto divenne immediatamente spiegabile attraverso l’ereditarietà. Gli anni che vanno dal 1869 al 1912, possono essere considerati l’età dell’oro dell’eugenetica. In questo periodo si ha davvero la fiducia e la consapevolezza che un miglioramento della specie umana sia realmente possibile e che l’eugenetica non sia destinata a rimanere una semplice utopia.
Il primo Congresso Internazionale dell’eugenetica, che si tenne a Londra, tra il 24 e il 30 luglio 1912, rappresentò la consacrazione internazionale dell’eugenetica e si incentrò su tre temi.
- la selezione naturale: si ribadisce la necessità di sostituire alla selezione naturale una più efficace selezione artificiale.
- le analisi genealogiche: si sottolinea la necessità della costruzione e registrazione delle genealogie delle famiglie più povere ed emarginate al fine di dimostrare l’ereditarietà delle qualità indesiderabili;
- la genetica mendeliana, fenomeni come l’alcolismo, la violenza, la prostituzione non sono altro che una semplice espressione di fattori genetici mendeliani.
L'eugenetica conobbe un’importante ascesa perché
- fornì una spiegazione scientifica dei problemi sociali, giustificandoli con il fatto che essi erano il risultato dell’esistenza di persone biologicamente inferiori,
- offrì anche una soluzione a tale problemi, sponsorizzando e legittimando misure repressive nei riguardi di tali individui.
1900
1910
La realizzazione di una società senza sofferenza, ovvero senza criminali, poveri e deficienti, non sembrò, in quegli anni un’utopia, ma una prospettiva politica realmente realizzabile con strumenti biomedici.
L’eugenetica poteva avere un ruolo “salvifico” enella Germania nazista, nella prima metà del ventesimo secolo, si trasformò in un movimento politico-sociale indirizzato a
- promuovere la riproduzione dei soggetti socialmente desiderabili (eugenetica positiva)
- prevenire la nascita di soggetti indesiderabili (eugenetica negativa) per mezzo di infanticidio e aborto.
1930
1940
1960
Questa politica fu attuata dalla Germania nazista durante la seconda guerra mondiale. In particolare il programma di eugenetica nazista, ufficialmente conosciuto con il nome di Aktion T4, era mirato ad eliminare le "vite di nessun valore" che comprendevano: ritardati, persone con difficoltà di apprendimento, persone sterili, omosessuali, persone pigre, malati mentali, ebrei, deboli e zingari.
A questi avrebbe dovuto essere impedito di riprodursi, in modo da non diffondere i propri geni all'interno della popolazione. Oltre 400.000 persone subirono la sterilizzazione e 70.000 furono uccise.
1970
1980
Adolf Hitler entrò in contatto con idee sull'eugenetica durante il suo periodo di detenzione nel carcere Landzeberg, durante il quale lesse dei trattati di igiene razziale. Egli ritenne che la Germania avrebbe potuto riacquistare la potenza solo se lo Stato avesse applicato alla società tedesca i principi basilari dell'eugenetica e dell'igiene razziale. Hitler attribuiva, infatti, lo stato di debolezza della nazione all'esistenza di "elementi degenerati", che avevano compromesso la purezza della popolazione. La soluzione?
- Eliminare gli "elementi degenerati" il prima possibile.
- Incoraggiare la riproduzione dei forti e dei razzialmente puri
Hitler voleva avere una popolazione fatta di ariani forti (considerati superiori), con occhi azzurri e capelli biondi e così rinchiuse in grandi edifici uomini e donne ariane, con occhi e capelli chiari, in modo da ottenere una prole ''pura'' e ''incontaminata'': il suo sogno.
L’EUGENETICA NAZISTA APPLICATA ALL’ARTE
L’ossessione per la purezza portò Hitler ad applicare una sorta di eugenetica anche al mondo dell’arte. Hitler esaltava e promuoveva la bellezza dell'arte classica, la sola arte di Stato, pulita e rassicurante.
I movimenti e le correnti artistiche d'avanguardia che animavano l'Europa nei primi decenni del Novecento.Il Führer odiava il realismo delle figure umane scomposte.
VERSUS 01
VERSUS 02
vs
Il primo tra i nomi nell’indice dei pittori proibiti fu Pablo Picasso, colpevole di aver stravolto l’arte con il manifesto cubista. Pablo Picasso, Marc Chagall, Vasilij Kandinskij, Henri Matisse, Francisco Goya sono solo alcuni degli artisti che la Germania nazista cercò di cancellare.
Nel 1937 il regime organizzò un doppio evento a Monaco di Baviera:
- una grande mostra “Grande mostra dell’arte tedesca” che raccoglieva l’arte considerata sana
- una mostra “Arte degenerata”che radunava tutto ciò che era considerato sconveniente.
In appena due settimane vennero setacciati i musei tedeschi e vennero confiscati 5.328 opere, tra le quali vennero selezionate quelle da mostrare al pubblico.
1900
1910
La mostra si aprì il 19 luglio e alla chiusura, stabilita per il 30 novembre, l’esposizione registrò ben 2.009.899 visitatori, più del triplo di quelli della “Grande mostra dell’arte tedesca”. La mostra sull’“Arte degenerata” rimane ancora oggi una delle mostre d’arte più frequentate della storia.
Nel 1941, saranno più di sedicimila le opere confiscate dai nazisti.
Leggendo la lista delle opere esposte alla mostra di Monaco di Baviera, si nota la totale assenza di opere di artisti stranieri come van Gogh, Picasso e altri, che pure erano state sequestrate durante i rastrellamenti di gallerie e musei. Molte di queste, infatti, verranno vendute all’estero: degenerata o no, l'arte valeva e i gerarchi nazisti erano assetati di denaro.
1920
1930
1940
L’EUGENETICA NAZISTA: L'ABERRAZIONE DELLA GENETICA
barbara.tar
Created on May 27, 2021
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L’EUGENETICA NAZISTA: L’ABERRAZIONE DELLA GENETICA
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Con il termine eugenetica si indica quella disciplina che si prefigge di favorire e sviluppare le qualità innate di una razza, giovandosi delle leggi dell’ereditarietà genetica.Ma come nacque l’eugenetica? Il frutto della conoscenza maturò nell’orto di un monastero, dove un monaco, Gregor Mendel scoprì, dopo 15 anni di osservazioni, le prime elementari regole sull’ereditarietà dei caratteri studiando dei semplici piselli, piantine che si riproducono facilmente e differiscono fra di loro per pochi caratteri. Il mondo scientifico, però, esitò di fronte alle scoperte di Mendel e i suoi articoli, spediti ai grandi accademici di allora, furono cestinati senza pietà e senza essere letti oltre la prima riga. Solo all’inizio del novecento, grazie all’invenzione e al relativo uso del microscopio, i biologi scoprirono i cromosomi all’interno delle cellule e si ricordarono di Mendel, dando vita così ad una nuova disciplina scientifica: la GENETICA (e le aberrazioni che ne sono derivate).
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L’idea della trasmissione dei geni fece riflettere qualche biologo, conducendolo a credere di poter influire sullo sviluppo degli esseri umani definiti allora “inferiori”, cercando in tal modo un miglioramento della specie umana. Nel 1883 il genetista Galton diede il nome di “Eugenetica” a questa branca della scienza in cui gli specialisti avevano il compito di eliminare dalla società gli individui biologicamente inferiori per ottenere un miglioramento della specie umana. Il tutto divenne immediatamente spiegabile attraverso l’ereditarietà. Gli anni che vanno dal 1869 al 1912, possono essere considerati l’età dell’oro dell’eugenetica. In questo periodo si ha davvero la fiducia e la consapevolezza che un miglioramento della specie umana sia realmente possibile e che l’eugenetica non sia destinata a rimanere una semplice utopia. Il primo Congresso Internazionale dell’eugenetica, che si tenne a Londra, tra il 24 e il 30 luglio 1912, rappresentò la consacrazione internazionale dell’eugenetica e si incentrò su tre temi.
L'eugenetica conobbe un’importante ascesa perché
1900
1910
La realizzazione di una società senza sofferenza, ovvero senza criminali, poveri e deficienti, non sembrò, in quegli anni un’utopia, ma una prospettiva politica realmente realizzabile con strumenti biomedici.
L’eugenetica poteva avere un ruolo “salvifico” enella Germania nazista, nella prima metà del ventesimo secolo, si trasformò in un movimento politico-sociale indirizzato a
1930
1940
1960
Questa politica fu attuata dalla Germania nazista durante la seconda guerra mondiale. In particolare il programma di eugenetica nazista, ufficialmente conosciuto con il nome di Aktion T4, era mirato ad eliminare le "vite di nessun valore" che comprendevano: ritardati, persone con difficoltà di apprendimento, persone sterili, omosessuali, persone pigre, malati mentali, ebrei, deboli e zingari. A questi avrebbe dovuto essere impedito di riprodursi, in modo da non diffondere i propri geni all'interno della popolazione. Oltre 400.000 persone subirono la sterilizzazione e 70.000 furono uccise.
1970
1980
Adolf Hitler entrò in contatto con idee sull'eugenetica durante il suo periodo di detenzione nel carcere Landzeberg, durante il quale lesse dei trattati di igiene razziale. Egli ritenne che la Germania avrebbe potuto riacquistare la potenza solo se lo Stato avesse applicato alla società tedesca i principi basilari dell'eugenetica e dell'igiene razziale. Hitler attribuiva, infatti, lo stato di debolezza della nazione all'esistenza di "elementi degenerati", che avevano compromesso la purezza della popolazione. La soluzione?
- Eliminare gli "elementi degenerati" il prima possibile.
- Incoraggiare la riproduzione dei forti e dei razzialmente puri
Hitler voleva avere una popolazione fatta di ariani forti (considerati superiori), con occhi azzurri e capelli biondi e così rinchiuse in grandi edifici uomini e donne ariane, con occhi e capelli chiari, in modo da ottenere una prole ''pura'' e ''incontaminata'': il suo sogno.L’EUGENETICA NAZISTA APPLICATA ALL’ARTE
L’ossessione per la purezza portò Hitler ad applicare una sorta di eugenetica anche al mondo dell’arte. Hitler esaltava e promuoveva la bellezza dell'arte classica, la sola arte di Stato, pulita e rassicurante.
I movimenti e le correnti artistiche d'avanguardia che animavano l'Europa nei primi decenni del Novecento.Il Führer odiava il realismo delle figure umane scomposte.
VERSUS 01
VERSUS 02
vs
Il primo tra i nomi nell’indice dei pittori proibiti fu Pablo Picasso, colpevole di aver stravolto l’arte con il manifesto cubista. Pablo Picasso, Marc Chagall, Vasilij Kandinskij, Henri Matisse, Francisco Goya sono solo alcuni degli artisti che la Germania nazista cercò di cancellare.
Nel 1937 il regime organizzò un doppio evento a Monaco di Baviera:
In appena due settimane vennero setacciati i musei tedeschi e vennero confiscati 5.328 opere, tra le quali vennero selezionate quelle da mostrare al pubblico.
1900
1910
La mostra si aprì il 19 luglio e alla chiusura, stabilita per il 30 novembre, l’esposizione registrò ben 2.009.899 visitatori, più del triplo di quelli della “Grande mostra dell’arte tedesca”. La mostra sull’“Arte degenerata” rimane ancora oggi una delle mostre d’arte più frequentate della storia.
Nel 1941, saranno più di sedicimila le opere confiscate dai nazisti. Leggendo la lista delle opere esposte alla mostra di Monaco di Baviera, si nota la totale assenza di opere di artisti stranieri come van Gogh, Picasso e altri, che pure erano state sequestrate durante i rastrellamenti di gallerie e musei. Molte di queste, infatti, verranno vendute all’estero: degenerata o no, l'arte valeva e i gerarchi nazisti erano assetati di denaro.
1920
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