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Le crisi del III secolo

marty.ginaldi

Created on May 27, 2021

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Transcript

Elaborato di Storia - prof.ssa Concetta Amoroso

Le crisi del III secolo

Ginaldi, Goldoni, Verdi, Castillo, Pulsone

ITES J. BAROZZI - Classe 2D

L'

ETA' TARDO - ANTICA

La crisi dell’impero romano, anche detta "crisi del III secolo", segna la decadenza dell’impero romano e iniziò nel 180 d.C., quando divenne imperatore Commodo, figlio di Marco Aurelio. In questo periodo, si verificarono crisi sul piano economico, politico, militare e sociale.

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INDICE

Cause della crisi

I romani e i parti

Crisi agricola

Crisi dei commerci

Crisi economica

Crisi della città

Villa e colonato

Crisi militare

Crisi sociale

Difesa del limes

11

12

10

Crisi politica

Crisi finanziaria

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CAUSE delle CRISI

Mentre un tempo le nuove conquiste fornivano introiti sufficienti a sostenere la struttura dell'impero, nel III secolo le entrate non furono più in grado di coprire le spese, dando luogo a un pesante squilibrio di bilancio. La fine dell’espansione militare aveva determinato anche il venir meno del flusso costante di schiavi dai territori sottomessi, privando l’economia romana della manodopera gratuita e l’aumento delle tasse e le distruzioni provocate dalle guerre si inserivano in questo quadro di crisi..

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La Crisi Agricola

Tra il II e il III secolo d.C. avvenne una trasformazione nei sistemi di gestione delle aziende agrarie romane che portarono alla manifestazione di una gravissima crisi economica e sociale, visto che la prosperità economica dell’Impero romano dipendeva dall’agricoltura e la terra era il bene più prezioso.

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La Crisi Economica

Questa crisi fu causata dallo spopolamento delle campagne. La vita in campagna, infatti, era diventata complicata e poco conveniente: Roma sfruttava le zone agricole dalle quali traeva i prodotti alimentari, reclutava nuovi uomini per l'esercito che sottoponeva al pagamento di pesanti tasse.

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...dopo la crisi economica

La crisi economica comportò una suddivisione della società. La popolazione, infatti, si divise in honestiores, gli appartenenti alle classi più elevate. mentre artigiani e piccoli commercianti, toccati dalle difficoltà economiche e dalla svalutazione della moneta, facevano parte degli humiliores

La Crisi dei Commerci

L'economia dell'impero romano si era basata sulla conquista militare e sullo sfruttamento di schiavi: in mancanza di nuove conquiste, le spese dello Stato, furono coperte con un aumento delle tassazioni, proprio quando la diminuzione del numero di schiavi comprometteva le possibilità economiche dei cittadini.

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Crisi della città

Diventarono così una classe di cittadini semi-liberi noti come coloni , legati alla terra. Grazie a successive riforme, la loro posizione divenne ereditaria.

I piccoli artigiani e i commercianti schiacciati dalle tasse ed emarginati dalla politica cominciarono a spostarsi verso le campagne, alla ricerca di cibo e di protezione. Sempre più spesso gli humiliores rinunciavano volontariamente alle proprie libertà e ai diritti basilari per affidarsi alla protezione dei grandi proprietari terrieri ed evitare inoltre l'arruolamento forzato nell'esercito.

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La Villa e il Colonato

La villa in età romana era essenzialmente una casa di campagna dove si cercava di produrre tutto il necessario limitando il più possibile i rapporti con il mercato. La forza lavoro della villa era costituita in gran parte da COLONI, schiavi liberati e ex contadini.

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La Crisi Sociale

Nel corso di questo periodo si susseguirono diverse epidemie che causarono la riduzione della popolazione del 40-50%; inoltre si era diffuso il Cristianesimo dal Medio Oriente fino a Roma, dove era mal visto, poiché secondo questa religione la figura imperiale doveva essere rifiutata, e metteva in discussione il sistema schiavistico romano.

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La Crisi Militare

L’esercito imperiale era formato da soldati PROVINCIALI o da BARBARI.. I pretoriani avevano assunto un ruolo tanto importante da influenzare la nomina degli imperatori, spesso finivano con l’ucciderli, tanto che nell’arco di 50 anni, a Roma, si susseguirono circa 28 imperatori. Si parla di ANARCHIA MILITARE. Tutto ciò portò ad un forte indebolimento del potere dell’imperatore.

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Questi imperatori vissero il momento di spicco della crisi dell’impero, ma anticiparono anche alcune soluzioni che si sarebbero poi realizzate nei decenni successivi: Decio, Valeriano, Gallieno, Aureliano.

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Decio e le sue persecuzioni

Tra gli imperatori dell’anarchia militare spicca il nome di Decio, un imperatore che durante il suo regno, cercò di restaurare l’autorità dell’imperatore sia nei confronti dei suoi nemici esterni sia nei confronti dei nemici interni, cioè i cristiani, affidandosi al ripristino della tradizione, ma la sua scelta non fu adatta ad uno Stato che stava cambiando rapidamente.

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Valeriano

Publio Licinio Valeriano (200-260 d.C) nacque a Jundishapur (Iran) da famiglia romana di rango senatoriale. Era sposato con Mariniana e aveva un figlio, Gallieno. Si pensa che Sapore, il Re Sasanide, tenne con sé Valeriano utilizzandolo come sgabello per montare a cavallo e che poi lo fece uccidere e scuoiare, riempiendo la sua pelle con della paglia e appendendolo in un tempio come trofeo. Ora restava suo figlio Gallieno.

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Gallieno

Gallieno (218-268 d.C) nacque da Valeriano ed Mariniana, ed ebbe un fratello, Publio Licinio Valeriano. Prima del 242 sposò Cornelia Salonina, da cui ebbe almeno tre figli. Gallieno fu nominato dal Senato con il titolo di Cesare.

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Aureliano

Aureliano (214-275 d.C) fu un generale che governò negli anni terribili dell’Impero a causa della pressione dei barbari. Fu ucciso nel 275 d.C. dai pretoriani.

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La Crisi Politica

L'Impero andava sgretolandosi, poiché era troppo vasto e quindi difficile da controllare; inoltre vi erano anche delle debolezze istituzionali, con il senato e l’imperatore che avevano perso potere a discapito dell’esercito, infatti capitava che l’imperatore dovette dipendere dalle esigenze dei militari; altro fattore di crisi furono le incursioni di popolazioni barbariche che si fecero sempre più frequentiL

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La Crisi Finanziaria

Si aggiunge perché: -erano necessarie spese per mantenere l’impero (opere pubbliche e funzionari) -erano necessarie spese per mantenere l’esercito (il soldato riceveva uno stipendio) Per risanare la situazione finanziaria dell'impero furono imposte nuove tasse, ma la crisi economica rendeva molto difficile il loro pagamento da parte della popolazione.

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La difesa del limes

Con un impero tanto grande le frontiere da difendere erano tantissime: l’esercito romano doveva tenere sotto controllo un confine ben fortificato ma costantemente minacciato. Questo confine era detto LIMES.

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I romani e i parti

Le guerre romano-partiche furono combattute tra l'Impero romano e i Parti per la durata di circa tre secoli. Nel 226 conquistò il potere tra i parti la dinastia dei sasanidi che divennero aggressivi e iniziarono una politica espansionistica a danno dei romani. L'esercito romano andò in contro a una seria di sconfitte e furono costretti a versare tributi annuali ai sasanidi.

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Ginaldi, Goldoni, Verdi, Castillo, Pulsone

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