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La filosofia razionalista

Raffaele Zito

Created on May 26, 2021

Presentazione scolastica sulla filosofia di Cartesio e Spinoza.

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Transcript

La filosofia razionalista

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Lavoro di gruppo sul pensiero filosofico di Cartesio e Spinoza.

Introduzione

Benvenuto! In questa presentazione parleremo della nascita del Razionalismo, grazie alle teorie di due importanti filosofi del XVIII secolo, ed eseguiremo inoltre un approfondimento personale. Gli argomenti che tratteremo sono:

Clicca su una parola colorata per saltare all'argomento desiderato

  • In primis, esamineremo la filosofia di Cartesio.
  • Poi vedremo la teoria di Spinoza.
  • Infine, ispirati dalla visione meccanicistica della vita di Cartesio, esamineremo il concetto di vita artificale sia dal punto di vista fantastico/letterario che da quello scientifico.

Indice

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11. La sostanza (I) 12. La sostanza (II) 13. La critica al finalismo 14. L'etica 15. Il comportamento 16. La vita artificiale (I) 17. La vita artificiale (II) 18. La vita artificiale (III) 19. Conclusione

1. Titolo 2. Introduzione 3. Indice 4. Cartesio (Vita) 5. Il Metodo 6. Il Dubbio 7. Le Idee e Dio 8. Il Dualismo 9. La Vita 10. Spinoza (vita)

Cartesio

  • René Descartes, italianizzato come Renato Cartesio, è stato un filosofo e matematico francese, considerato il fondatore della filosofia razionalista.
  • Il suo obiettivo è quello di "rifondare" la conoscenza su basi certe, applicando le regole della ricerca scientifica all'indagine filosofica.

La vita di Cartesio

1619: fa tre sogni che lo illuminano sulla sua "missione divina"

31 marzo 1596: nascita a La Haye

1649: accetta l'invito della regina Cristina di Svezia

1618: si arruola nell'esercito francese

1641: stende le Meditazioni sulla filosofia

1628: si trasferisce in Olanda e scrive il Trattato della luce

1644: compila i Principi della filosofia

1612: entra nel colleggio di La Flèche

11 febbraio 1650: morte a Stoccolma

1618: Incontra Isaac Beeckman

Il metodo

  • Nel Discorso sul Mondo Cartesio descrive il Metodo, un procedimento d'indagine che consente a chi lo usa di distinguere il vero dal falso.
  • Come la matematica, il metodo parte da nozioni di base semplici per risolvere problemi complessi. In particolare due sono le sue caratteristiche essenziali:

è semplice

è unico

Evidenza

Un consiglio: clicca sulle parole colorate per leggere più informazioni

Regole del metodo

Enumerazione e Revisione

Analisi

Sintesi

Il dubbio

  • Cartesio usa il metodo del "dubbio metodico" per capire cosa sia evidente e cosa no, arrivando a definire come temporaneamente false le cose percepite coi sensi.
  • Poi, ipotizza con il "dubbio iperbolico" che esista un genio maligno che c'inganni, rendendo false anche le leggi matematiche.
  • Tuttavia se dubitiamo, vuol dire che stiamo pensando, quindi esistiamo. Cartesio ha trovato la sua prima certezza, ovvero:

Cosa è reale?(dubbio metodico)

I sensi c'ingannano, quindi le cose sensibili potrebbero non esistere

Un genio maligno potrebbe ingannarci (dubbio iperbolico), anche le leggi matematiche sono false

"Cogito, ergo sum" Penso, quindi sono

Sto avendo dei dubbi, quindi sto pensando

Solo una cosa che esiste può pensare, quindi esisto

Le idee e Dio

Cartesio deve ora dimostrare l'inesistenza del genio maligno e, per fare ciò, dimostra l'estenza di Dio con 3 prove:

La prova delle idee

La prova delle imperfezioni

La prova ontologica

Diciamo che Dio è perfetto

Se ho dei dubbi, vuol dire che sono imperfetto

Esistono idee innate che rimandano al concetto di perfezione

Tuttavia un'entità perfetta deve esistere, altrimenti non sarebbe perfetta

Non posso aver creato io queste idee: qualcuno (Dio) me le ha "messe dentro"

Se mi sento imperfetto, vuol dire che esisterà un'entità perfetta (Dio) a cui paragonarmi

Le idee innate sono un "marchio di fabbricazione"

Le mie imperfezioni sono una prova dell'esistenza di Dio

Dio esiste perché l'esistenza è una perfezione necessaria

Il dualismo e la Sostanza

Avendo stabilito l'eistenza di Dio come garante dell'evidenza, Cartesio può finalmente esaminare le caratteristiche del mondo materiale.

Ma aspetta, se Dio garantisce l'evidenza, perché possiamo commettere errori?

  • Tutte le cose hanno due tipi di qualità: quelle oggettive e quelle soggettive. Solo le qualità oggettive esistono nel mondo materiale.
  • Esitono due sostanze: la res cogitans e la res exstensa.
  • Tutta la materia è assimilabile a una diversa estensione della res exstensa. Da qui possiamo dedurre quattro conseguenze:
    • La res exstensa è infinita, come infinito è lo spazio ecuclideo.
    • Lo spazio è divisibile all'infinito, quindi gli atomi non esistono.
    • Lo spazio è continuo e privo di "buchi", quindi non esite il vuoto.
    • Lo spazio è qualitativamente indifferenziato, quindi l'unica qualità oggettiva è l'estensione.
  • L'intero universo è regolato da due sole leggi fisiche: il principio d'inerzia e il principio di conservazione della quantità di moto. Non esiste alcun tipo di forza attrattiva o repulsiva.
  • In sintesi il mondo non è altro che una grande macchina il cui moto iniziale è stato fornito da Dio. Tutti i fenomeni si svolgono per necessità causale.

Risposta

La vita

Per finire, Cartesio esamina la vita sia dal punto di vista funzionale che comportamentale.

Di base, gli esseri viventi non sono altro che delle "macchine" formate da res exstensa

Il punto d'unione tra anima e corpo è la "ghiandola pineale"

Nell'uomo convive sia la res exstensa (corpo) che res cogitans (anima)

Alla morte, l'anima abbandona il corpo come un automobilista abbandona un'auto accidentata

Le "passioni" si dividono in affezioni (involontarie) e azioni (volontarie)

Le emozioni di suo non sono negative, ma un animo forte sa controllarle, raggiungendo così la saggezza

Spinoza

  • Baruch de Spinoza è stato un filosofo olandese di origine ispanico-ebraica. Il suo studio filosofico rappresenta un'ottima prosecuzione del ragionamento cartesiano.
  • Spinoza compie una rigorosa analisi dell'intera filosofia occidentale per ricercarne eventuali errori. Il suo fine è l'etica.

La vita di Spinoza

27 luglio 1656: scomunica da parte della comunità ebraica

24 novembre 1632: nascita ad Amsterdam

1670: si guadagna da vivere come tornitore di lenti

1649: costretto ad abbandonare gli studi per assistere il padre

1656: costretto ad abbandonare la casa paterna

21 febbraio 1677: morte all'Aia

La sostanza

  • Spinoza nei Principi di filosofia di Cartesio parla di una contraddizione che aveva trovato nella teoria del filosofo francese.
    • Cartesio aveva individuato tre sostanze: Dio, la res cogitans e la res exstensa.
    • Tuttavia per Spinoza la sostanza è "ciò che è in sé e viene concepita per sé", ossia è autosufficiente e non ha bisogno di altri enti per esistere; in altre parole esiste una sola sostanza.
  • Le altre sostanze individuate da Cartesio non sono altro che attributi dell'unica sostanza, come vedremo a breve.

Le proprietà della sostanza

Spinoza fa ora varie riflessioni sulla natura della sostanza.

Proprietà della sostanza

Increata

Eterna

Unica

Infinita

Proprietà di Dio

Quindi, la sostanza è Dio

  • La sostanza possiede infiniti attributi, ma noi ne possiamo riconoscere solo due. Questi attributi corrispondono alla res exstensa e alla res cogitans.
  • La sostanza può manifestarsi in infiniti modi: ad esempio l'attributo "pensiero" dà origine agli infiniti pensieri degli individui.
  • Infine, come prove per l'esistenza di Dio, Spinoza prende la prova ontologica e la prova a posteriori.

La critica al finalismo

Spinoza, identificando Dio con la sostanza, muove ora una critica alla visione biblica di Dio

  • Spinoza stabilisce che Deus sive Natura, "Dio ovvero la Natura"; per lui Dio e Natura coincidono, essendo Dio la sostanza. Ha dunque una visione panteistica del mondo.
  • Siccome in Natura non esistono cause finali, allora anche Dio non possiede cause finali: il finalismo è solo un pregiudizio.
  • Il Dio biblico è quindi una finizione creata a misura d'uomo: ci appare dotato di fini perché creato dall'uomo, che è imperfetto e quindi alla ricerca di un fine.
  • Dio dunque crea il mondo non per un fine, ma semplicemente per necessità, essendo "sovrabbondante" di essere.

L'etica

Spinoza nella sua principale opera, L'etica dimostrata secondo un ordine gemometrico, esamina la natura umana.

  • La prima, fondamentale riflessione di Spinoza circa l'uomo è che egli non è superiore ad altre creature naturali: anche egli è dunque soggetto alle leggi della natura.
  • In questa visione del mondo il libero arbitrio si rivela essere solo un illusione, in quanto tutte le loro azioni sono regolate da regole determinate. Si tratta di una visione deterministica del mondo.
  • L'uomo quindi non può fare altro che seguire il proprio utile.

Il comportamento umano

Abbiamo detto che l'uomo segue regole specifiche nel suo comportamento: vediamo quali sono

Gli affetti (emozioni) si dividono in:

Azioni (di cui siamo "causa adeguata")

Passioni (affetti che subiamo)

L'uomo tende all'autoconservazione con uno sforzo (conatus)Il conatus si divide in

Volontà (riferito alla mente)

Appetito (riferito alla mente e al corpo)

Cupidigia (appetito cosciente di sé)Da essa derivano

Letizia (passaggio a perfezione maggiore)

Tristezza (passaggio a perfezione minore)

Affetti secondari

La vita artificiale

Adesso faremo un approfondimento sul mito della vita artificiale. Clicca sulle parole colorate per avere più informazioni circa una specifica creazione.

  • L'idea di realizzare una forma di vita artificale simile all'uomo era già diffusa sin dall'antica Grecia: fu proprio Omero a coniare la parola "automa".
  • Gli automi non restarono però solamente un protto della fantasia: infatti verranno realmente costruiti nel periodo ellenistico.
  • Altra importante leggenda dell'antichità circa la vita artificiale è invece quella del Golem, una figura di origine ebraica.

Passiamo adesso alla concezione della vita artificiale nell'età moderna.

  • Nel 16° secolo si diffuse in Europa la teoria secondo la quale un alchimista potesse realizzare un homunculus.
  • Senza ombra di dubbio però una delle forme di vita artificiali immaginarie più note è la creatura di Frankenstein, inventata da Mary Shelley nel 1818.

Infine, vediamo come viene percepita la vita artificiale nell'età contemporanea

  • La più recente aggiunta alla rosa delle forme di vita artificiali è costituita dai robot e dai loro simili umanoidi, gli androidi/ginoidi.
  • Le forme di vita robotiche e molti dei temi associati ad esse sono stati popolarizzati dagli statunitensi Isaac Asimov e Philp K. Dick.

Dunque, in base a se la storia le rappresenta in modo positivo o negativo, le forme di vita meccaniche si possono dividere in due gruppi:

  • Le macchine "malvagie" sono basate sulla paura dell'umanità di venir rimpiazzata da parte di intelligenze artificiali che si rivelano più avanzate di quelle reali. Il loro obbiettivo finale genericamente è l'estinzione o sottomissione dell'umanità.
  • Le macchine "empatiche" si possono a loro volta suddividere in:
    • Le macchine "fedeli", che sono in genere ben trattate dagli umani e con i quali convivono pacificamente.
    • Le macchine "ribelli", che si rivoltano contro gli umani, ma per lo scopo di ottenre pari diritti.

Personaggi nelle immagini

Conclusione

Grazie per l'attenzione! Speriamo che abbiate trovato la nostra presentazione interessante!

Realizzato da: Giuseppe Marchese Raffaele Zito