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La natura - Paliani 4E

saraapaliani

Created on May 22, 2021

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Transcript

La natura

Sara paliani4e

Steps

giambattista marino

elogio della rosa

vittorio alfieri

tacito orror di solitaria selva

i dolori del giovane werther

j. w. goethe

ultime lettere di jacopo ortis

ugo foscolo

giacomo leopardi

operette morali

Elogio della rosa

giambattista marino

Rosa, riso d'Amor, del Ciel fattura, rosa del sangue mio fatta vermiglia, pregio del mondo e fregio di Natura [...]Quasi in bel trono Imperatrice altera siedi colà su la nativa sponda.

[...] E tu fastosa del tuo regio vantoporti d'or la corona e d'ostro il manto [...]Egli nel cerchio suo, tu nel tuo stelo, tu Sole in terra, egli rosa in cielo.

Tacito orror di solitaria selva

vittorio alfieri

acito orror di solitaria selvadi sì dolce tristezza il cor mi bea, che in essa al par di me non si ricrea tra' figli suoi nessuna orrida belva.

E quanto addentro più il mio piè s'inselva,tanto più calma e gioja in me si crea; onde membrando com'io la godea, spesso mia mente poscia si rinselva.

I dolori del giovane Werther

j.w. goethe

10 maggio

12 dicembre

Una meravigliosa serenità mi ha pervaso l'anima come una dolce mattina di primavera; ne gioisco con tutto il cuore.[...] Quando la

A volte vengo assalito da un non so che: non è paura, non è desiderio, è uno sconosciuto tumulto

interiore che minaccia di lacerarmi il petto e che mi stringe la gola. E allora vado errando per gli spaventosi scenari notturni di questa stagione nemica dell'uomo. [...]Avevo sentito che il fiume era straripato, i ruscelli erano gonfi e avevano inondato la mia cara valle. [...]Era uno spettacolo spaventoso vedere sotto il chiarore della luna turbinare giù dalla rupe i flutti impetuosi sui campi, sui prati, su tutto. La valle era diventata tutto un mare in tempesa sotto la furia del vento!Quando poi ricomparve la luna, immobile tra le nuvole nere, e davanti a me i flutti si accavallavano e risuonavano sotto quella luce spaventosa e meravigliosa, fui percorso da un fremito e provai un forte desiderio. [...]Mi perdevo nel desiderio di affogare laggiù le mie pene, il mio dolore, e di essere trascinato come le onde!

bella collina circostante esala i suoi vapori e il sole alto si posa sulla superficie dell'oscurità impenetrabile del mio bosco e solo alcuni raggi riescono a insinuarsi dentro questo santuario, allora io mi sdraio nell'erba alta, accanto ai ruscelli, e a contatto con la terra le mille multiformi erbette mi diventano straordinarie; quando sento più vicini al mio cuore il brulichio del piccolo mondo fra gli steli, le imperscrutabili forme dei piccoli vermetti, dei moscerini e percepisco la presenza dell'Onnipotente che ci ha creati a sua immagine, il soffio dell'Eterno che ci spinge e ci manteine sospesi nell'eterna delizia, allora suoi miei occhi scende il tramonto e [..] provo spesso nostalgia e penso: ah, se tu, così ispirato, potessi esprimere sulla carta ciò che vive in te così pienamente, con tanto calore da diventare lo specchio della tua anima, come la tua anima è lo specchio del Dio infinito!

Ultime lettere di Jacopo Ortis

ugo foscolo

14 maggio, a sera

Teresa giacea sotto il gelso ma e che posso dirti che non sia tutto racchiuso in queste parole? Vi amo. A queste parole di tutto ciò ch'io vedeva mi sembra un riso dell'universo: io mirava con gli occhi di riconoscenza il cielo, e mi parea ch'egli si spalancasse per accoglierci! deh! a che non venne la morte? e l'ho invocata. Sì; ho baciato Teresa; i fiori e le piante esalavano in quel momento un odore soave; le aure erano tutte armonia; i rivi risuonavano da lontano; e tutte le cose s'abbellivano allo splendore della Luna che era tutta piena della luce infinita della Divinità. Gli elementi e gli esseri esultavano nella gioia di due cuori ebbri di amore.

[...] Giunta alla ferriata del giardino mi prese di mano la Isabellina e lasciandomi: "Addio", diss'ella; e rivolgendoosi dopo pochi passi "addio". Io rimasi estatico: avrei baciate l'orme de' suoi piedi: pendeva un suo braccio, e i suoi capelli rilucenti al raggio della Luna svolazzavano mollemente: ma poi, appena appena il lungo viale e la fosca ombra degli alberi mi concedevano di travedere le ondeggianti sue vesti che da lontano ancora biancheggiavano; e poi che l'ebbi perduta, tendeva l'orecchio sperando di udir la sua voce. E partendo, mi volsi con le braccia aperte, quasi per consolarmi, all'astro di Venere: era anch'esso sparito.

Ultime lettere di Jacopo Ortis

ugo foscolo

ventimiglia, 19 e 20 febbraio

O Natura! hai tu forse bisogno di noi sciagurati, e ci consideri come i vermi e gl'insetti che vediamo brulicare e moltiplicarsi senza sapere a che vivano? Ma se tu ci hai dotati del funesto istinto della vita sì che il morale non cada sotto la soma delle sue infermità ed ubbidisca irrepugnabilmente a tutte le tue leggi, perché poi darci questo dono ancor più funesto della ragione? Noi tocchiamo con mano tutte le nostre calamità ignorando sempre il modo di ristorarle.

Operette morali

giacomo leopardi

dialogo della natura e di un islandese

[...] Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra? Ora sappi che [...] sempre ebbi ed ho l'intenzione a tutt'altro, che alla felicità degli uomini o all'infelicità. Quando io vi offendo in qualunque modo e con qual si sia mezzo, io non me n'avveggo [...]. E finalmente, se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei. [...]La vita di quest'universo è un perpetuo circuito di produzione e distruzione, collegate ambedue tra se di maniera, che ciascheduna serve continuamente all'altra, ed alla conservazione del mondo;il quale sempre cessasse o l'una o l'altra di loro, verrebbe parimente in dissoluzione. Per tanto risullterebbe in suo danno se fosse in lui cosa alcuna libera da patimento.

Quasi tutto il mondo ho cercato, e fatta esperienza di quasi tutti i paesi; [...] Ma io sono stato arso dal caldo fra i tropici, rappreso dal freddo verso i poli, afflitto nei climi temperati dall'incostanza dell'aria, infestato dalle commozioni degli elementi in ogni dove. [...] Ma in qualunque modo, astenendomi quasi sempre e totalmente da ogni diletto, io non ho potuto fare di non incorrere in molte e diverse malattie. [...] Io non mi ricordo di aver passato un giorno solo della vita senza qualche pena; [...] e mi risolvo a conchiudere che tu sei nemica scoperta degli uomini, e degli altri animali, e di tutte le opere tue: che ora c'insidii ora ci minacci ora ci assalti ora ci pungi ora ci percuoti ora ci laceri, e sempre o ci offendi o ci perseguiti; [...] Per tanto rimango privo di ogni speranza.

Islandese

natura