La mia tesina digitale
I.C. "Gian Giacomo Ciaccio Montalto"-Trapani
Federico Gandolfo 3 B
2020/2021
Leggi raziali naziste
Il bambino con il pigiama a righe
Berlino nel 1940
Il Führer
I campi di concentramento
La vita nei campi di concentramento
David Olère, The Experimental Injection
Titolo:Il bambino con il pigiama a righe
Autore:John Boyne
Casa editrice:BUR rizzoli
Genere narrativo:Romanzo.
Trama:Un bambino di 9 anni che abita a Berlino, scopre che suo padre ha avuto una promozione, quindi la famiglia deve trasferirsi lontano, ma a lui non piace quel posto, perché è isolato, e non c'é nessun bambino con cui giocare, ma poi esplorando, scopre qualcosa e qualcuno che gli cambierà per sempre la vita.
"Un pomeriggio, di ritorno da scuola, Bruno sorprese Maria in camera sua. La loro cameriera -[...]con gli occhi incollati al pavimento tirava fuori dall'armadio tutte le sue cose. Perfino quelle nascoste sul fondo, che erano di sua esclusiva proprietà e non dovevano interessare a nessun altro. Le stava stipando in quattro grandi casse di legno. (a questo punto Bruno chiede spiegazioni alla madre)[...]«Non devi preoccuparti, Bruno» disse la madre, «Tutt'al più sarà una grande avventura.» «Avventura?» domando Bruno. Mi state mandando via?" No, non sarai solo tu,Tutti noi. Tuo padre, io,Gretel e te. "
“Quando vide la loro nuova casa, Bruno sgrano gli occhi e spalancò la bocca in una grossa O. Ogni dettaglio gli sembrava l'esatto contrario di quello che aveva lasciato nella casa di prima. La casa di Berlino si trovava in una strada tranquilla, in mezzo a case grandi come la sua, ed era un piacere guardarle perchè erano tutte uguali ma non proprio identiche e ci vivevano molti bambini[...]Intorno alla casa di Berlino c’erano molte strade con grandi case[...].C’erano negozi con le vetrine scintillanti e bancarelle di frutta e verdura[...]A Berlino lungo le stade erano sistemati dei tavoli all'aperto, e quando tronava a casa da scuola, gli capitava di vedere uomini e donne seduti a bere bevande schiumose che ridevano molto..."
"Bruno era sicuro che avrebbero fatto meglio a lasciare Gretel a Berlino per sorvegliare la casa, dato che era solo una seccatura. .[...].Gretel aveva cattive abitudini.Per prima cosa, la mattina passava tantissimo tempo in bagno.Gretel possedeva una ricca collezione di bambole, che fissavano Bruno ogni volta che entrava li, seguendo con i loro sguardi tutti i suoi movimenti.[...].Gretel aveva anche delle amiche antipatiche.[...].Il fatto di non essere più a Berlino aveva almeno un lato positivo: non aveva più intorno le antipatiche amiche di Gretel a torturarlo. E forse, se si fosse sforzato di rimanere nella nuova casa per un po', magari per un mese, si sarebbe alzato di statura e al suo ri torno quelle non avrebbero più potuto prenderlo in giro."
"(dopo una chiachhierata con Maria,Bruno si affaccia sulla finestra-un po impaurito-poi vide qualcosa la fuori che gli dieide un senso di gelo e incertezza) Entrò senza bussare nella stanzanza e sorprese Gretel intenta a sistemare la sua tribù di bambole sugli scaffali.(dopo un lungo discorso tra Bruno e Gretel sul significato di Auscit e sulla mancanza degli amici, Bruno dice per spaglio che i bambini che c'erano non gli stavano simpatici, quindi Gretel si incuriosisce, e .riesce a farsi spiegare.Quidi Bruno la porta nella sua finestra...)."
I campi di sterminio
"Tanto per cominciare,non erano bambini. Non tutti, almeno.C'erano bambini piccoli e ragazzi grandi, padri e nonni.E qualche tipo solitario.C'erano tutti.[...].Proprio sotto la finestra di Bruno c'era un giardino piuttosto grande, pieno di fiori.[...].Qualche metro più in là, un enorme reticolatodi filo di ferro correva lungo tutto il fianco della casa e curvando alle due estremità proseguiva da entrambi i lati.Il reticolato era alto, ed era sostenuto da grossi pali di legno.In cima al reticolato erano arrotolate enormi matasse di filo spinato.Al di là, il terreno era rossastro e sabbioso"
"Per tenersi occupato, Bruno trascorse tutta la mattina e tutto il pomeriggio del sabato a cercare nuove distrazioi.Sul lato della stanza di Gretel,c'era una vecchia quercia dl tronco enorme.[...].Per crearsi una nuova occupazione, Bruo aveva bisogno di due sole cose: un pezzo di corda e la gomma di una ruota.Gli fu facile procurarsi la corda.[...].Poi la portò fino alla quercia e la lasciò lì per terra in attesa di utilizzarla.Procurarsi la gomma fu un'altra faccenda.[...].Qunod uscì, Bruno vide Gretel che parlava con il tenente Kotler e decise che era la persona giusta a cui domandare.«Allora, cosa dice?» chiese. «Ce e sono di ruote di scorta?» .Il tenente Kotler lo fissò e parve riflettere.Quando vide Pavel che si avvicinava alla casa. «Ehi tu!» ,«Porta quest'ometto al magazzino dietro la casa. Allineati contro la parete ci sono dei vecchi copertoni. Ne sciegliera uno che tu trasporterai dove ti dirà. Hai capito?.
"Tutto funzionò benissimo finché la mano gli scivolòin un po' sul copertone e Bruno lasciò la presa e si ritrovo ghiottito dal copertone."(a quel punto Pavel gli curò la ferita, ma quando entrò sua madre,si è arrabbiata, e quando Bruno andò in camera, sentì che la madre si vuole prendere tutto il merito.)
David Olère
Questo quadro raffigura un Ebre a cui si presume che gli stanno iniettando una cosa per un esperimento (appunto il nome del quadro "The Experimental Injection"= L'iniezzione sperimentale): Si nota anche che l'ebreo, è molto esile, molto magro, e anche molto "bianco" di pelle. Sullo sfondo, a sinistra, c'é l'altra parte del campo di concentramento, mentre a destra, ci sono gli altri ebrei che stanno vedendo la scena, si vede dai loro occhi spalancati, che sono molto spaventati ( che li possano uccidere, fare esperimenti su di loro ecc...). Questo quadro non è stato dipinto con colori vivaci, o felici (appunto per l'argomento che tratta), però possiamo trovare il bianco, il verde, il marrone, il nero e il grigio.
David Olère, The Experimental Injection
Vita nei campi di concentramento
"Un giorno, seduto tutto solo nella sua stanza, Bruno cominciò a pensare a quello che gli piaceva fare in casa e che non aveva più potuto fare.[...].Quando ero piccolo, si disse Bruno, mi piaceva fare l'esploratore.[...]Qui non ho ancora fatto un'esplorazione. E forse è ora di cominciare. Bruno saltò giù da letto e prese un cappotto e di un vecchio paio di scarpe e si preparò a uscire di casa.[...].Per tutto il tempo non vide mai nessuno. Ma proprio in quel momento un puntino apparve all'orizzonte.[...],passo dopo passo si stava avvicinando a quel puntino, che nel frattempo era diventato una macchia e già cominciava a trasformarsi in una striscia, poi divenne una figura. Poi si è accorto che era una persona, era proprio un bambino!.[...]Sebbene ci fosse la rete a separarli, sapeva che è sempre bene non fidarsi degli estranei. Cosi continuo a camminare e ben presto i due si ritrovarono uno di fronte all'altro.
(Quel bambino era pelato, la sua pelle era molto bianca, e aveva un pigiama a righe e anche se si vergognavano a parlare si sono conosciuti, e sia Bruno, sia Shmuel, l'altro bimbo, hanno scoperto cose nuove.)"
Leggi raziali naziste
Questo è l'elenco parziale delle leggi promulgate e dei documenti emessi in Germania sotto il governo nazionalsocialista a dannodelle minoranze.
•7 aprile 1933 - Legge per il rinnovo dell'Amministrazione Pubblica.
•14 luglio 1933 - Legge per la protezione dei caratteri ereditari.
•15 settembre 1935 - Legge per la protezione del sangue e dell'onore tedesco (Leggi di Norimberga)[7][8].
•15 settembre 1935 - Legge sulla cittadinanza tedesca (Leggi di Norimberga).
•14 novembre 1935 - Primo Decreto supplementare alla legge sulla cittadinanza tedesca
•17 agosto 1938 - Secondo Decreto di attuazione della legge sui nomi
•5 ottobre 1938 - Legge sul passaporto degli Ebrei
•12 novembre 1938 - Ordinanza per l'esclusione degli Ebrei dall'economia tedesca.
•21 settembre 1939 - Istruzioni di Reinhard Heydrich ai Comandanti degli Einsatzgruppen sulle operazioni di polizia riguardanti gli Ebrei residenti nella Polonia occupata.
•1 settembre 1941 - Decreto di polizia relativo all'identificazione degli Ebrei
•20 gennaio 1942 - Verbale della Conferenza di Wannsee.
•16 marzo 1942 - Lettera di W. Stuckart ai partecipanti della Conferenza di Wannsee sulla "Soluzione Finale" della questione Ebraica.
•18 settembre 1942 - Decreto per il razionamento alimentare per gli Ebrei.
Il Fuhrer
"« Giovedì sera»aveva detto il padre.« Qualsiasi programma per Giovedì sera deve essere cancellato[...],«Il furio ha qualcosa d cui discutere con me»aveva detto il padre.« Ho ricevuto unna telefonata questo pomeriggio.L'unico momento libero che ha lui è giovedì sera.E si è autoinvitato a cena da noi.».[...].(arrivato il giovedì sera)Il campanello della porta suonò,Due persone erano ferme lì fuori.Un uomo più tosto piccolo e una donna più alta..."
"Settimana dopo settimana, a Bruno divenne chiaro che nell'immediato futuro non avrebbe fatto ritorno a Berlinno.[...].Tuttavia ogni giorno che passava cominciava ad abituarsi a questa situazione e aveva smesso di sentirsi tanto triste.[...].Bruno arrivò tardi al posto davanti al reticolato dove di solito incontrava Shmuel ogni giorno.(dopo che arrivò Bruno, si misero a parlare dei soldati, se esistevano soldati "buoni" o no, e stava partendo un litigio, ma nessuno dei due aveva voglia di litigare).Più tardi quella sera Bruno fu preso dallo sconforto quanod scoprì che il tenente Kotler si sarebbe unito alla famiglia per cena.[...].Negli ultii tempi, Pavel semrava rimpicciolito.[...]. E quando si addossò alla paretre come sempre, parve barcollare.(stava diventando vecchio). "
"«Cosa ti succede questa sera?» chiese, mentre Pavel stappava una nuova bottiglia. «è la quarte volta che devo chiederti di riempirmi il bicchiere.».Pavel riuscì a stappare la bottiglia senza incidenti.Tuttavia dopo che ebbe riempito il bicchiere del padre e si fu volato per riempire anche quello del tenente Kotler, non si sa come perse la presa e fece cadere la bottiglia.Il liquido si rovesciò addosso al giovanotto.La scena che segui fu inaspettata e molto spiacevo le. Il tenente Kotler si arrabbiò moltissimo con Pavel e nessuno - ne Bruno, né Gretel, né la madre e nemmeno il padre fece avanti per impedirgli di fare quello che fece, anche se nessuno di loro riuscì a guardare. Anche se Bruno pianse e Gretel sbianco."
"Nelle ultime settimane la madre sembrava sempre più scontenta della vita ad Auscit, e Bruno ne capiva perfettamente la ragione. All'inizio aveva odiato stare li. Gli mancavano molte cose. Ma con il passare del tempo erano avvenuti dei cambiamenti, soprattutto per via di Shmuel, che era diventato più importante di quanto Karl. Daniel o Martin fossero mai stati.[...].Sebbene Bruno cercasse di non essere uno di quei bambini che stanno tutto il tempo ad ascoltare di nascosto alle porte, un pomeriggio gli capitò di passare davanti all'ufficio mentre il padre e la madre stavano facendo una delle loro discussioni. Non aveva intenzione di origliare, ma parlavano a così alta che lui non poté evitare di sentirli.(La madre diceva al papà di Bruno che non voleva stare più quì, anche se lui ci lavorava)[...].Aveva sentito abbastanza da capire che c'era la possibilità di tornare presto a Berlino. Stranamente, non sapeva se essere contento.[...].Un giorno il padre convocò Bruno e Gretel nel suo ufficio e li rese partecipi dei cambiamenti che stavano per verificarsi.(in quel momento il padre domandava se gli piaceva stare qui, e se volevano tornare a casa, ma poi, la decisione fu presa).è ora che andiate a casa.(dice il padre)"
"Il giorno dopo l'annuncio del padre che Bruno sarebbe tornato presto a Berlino, Shmuel non arrivò come sempre al reticolato, né si presentò il giorno dopo. Il terzo giorno, quando Bruno arrivò, non c'era ancora nessuno seduto per terra a fissare la polvere con lo sguardo vuoto, così aspettò per dieci minuti, e stava per voltarsi e tornare indietro, preoccupato di dover lasciare Auscit senza rivedere il suo amico, quando un puntino all'orizzonte si trasformò in una macchia. E la macchia divenne una striscia, e dalla striscia apparve il
bambino con il pigiama a righe. Il volto di Bruno si aprì in un sorriso quando scorse la figurina che gli veniva incontro, e si sedette a terra sfilandosi di tasca il pezzo di pane e la mela che era riuscito a portar via di nascosto per dari a Shmuel. Ma perfino da quella distanza, Bruno si ac corse che l'amico era ancora più triste del solito.(all'arrivo di Shmuel, Bruno chiese il perché era triste, e scoprì che il padre di Shmuel non s trovava più. Poi Brurno dovette dire a lui che si trasferia di nuovo, a Berlino, forse per sempre.E così arrrrrivò l'idea di superare la rete, e cercare suo padre, come ultima avventura finale, tanto il pigiama a righe poteva dargilo un'altro anche a Bruno)"
"Il giorno dopo - venerdì - fu di nuovo un gorno di pioggia.[...]Se non fosse stato l'ultimo giorno in cui poteva vedere Shmuel, avrebbe rinunciato all'avventura, anche se doveva essere molto eccitante.[...].Bruno guardò fuori dalla finestra per tutto il tempo durante le lezioni mattutine, ma non c'erano segni di miglioramento.[...].La pioggia parve calmarsi e il sole fece capolino dietro una nube nera.Continuo a guardare fuori durante la lezione di storia e geografia.[...].La pioggia aveva ripreso.Per fortuna smise di piovere proprio quando Herr Liszt se ne stava andando. Così Bruno infilo un paio di stivali e l'impermeabile pesante e attese finché non di fu più nessuno in vista. Poi usci.[...].(dopo, Bruno arrivò da Shmuel, e così gli alzò la rete. facendo in modo che lui passasse, però doveva trovare una soluzione per i suoi vestiti). Doveva laciarli lì fino al suo ritorno.(così Bruno si è cambiato, ed è passato sotto la rete).Non ci volle molto raggiungere la loro meta.Bruno spalancò gli occhi, sorpreso da ciò che vide. Nella sua fantasia era convinto che in ogni baracca vivesse una famiglia felice.[...].Scoprì che non c'era niente di quello che si era immaginato.[...].Ovunque Bruno guardasse, vedeva soltanto soldati.(Poi, quando si misero a cercare il padre di Shmuel, non trovarono tracce.E poco prima che Bruno tornase a casa, si mise a piovere di nuovo, e portarono tutti in una camera al buio, poi tutti hanno emesso un gemito di paura perché la porta si era chiusa all'impovviso)"
"Da quel momento di Bruno non si seppe più nulla.Molti giorni più tardi, dopo che i soldati avevano battuto ogni angolo della casa ed erano andati nelle città e nei villaggi attorno mostrando le foto del bambino, uno di loro scopri la pila dei vestiti e il paio di stivali abbandonati da Bruno accanto al reticolato.Li lascio li, senza toccarli, e andò a chiamare il comandante, che esaminò l'area, si guardo a sinistra e a destra proprio come aveva fatto Bruno, ma non riusci a capire che cosa fosse capitato al figlio. Era come se fosse svanito dalla faccia della terra abbandonando li i suoi vestiti.
La madre non tornò subito a Berlino come era nel suoi piani. Rimase ad Auscit ancora parecchi mesi aspettando notizie di Bruno, finché un giorno, di colpo, penso che il suo bambino potesse essere tornato a Berlino da solo. Subito parti per la loro vecchia casa.Non era lì, ovviamente.[...].Il padre rimase ad Auscit per un altro anno.(Poi il padre esaminò di persona il reticolato, e i vestiti di suo figlio; all'inizio non immagginava cosa poteva essere successo, ma vedendo i vestiti di suo figlio, e il buco nel reticolato, alla fine ci arrivò, stava quasi per svenire.)
"Una anno dopo arrivarono ad Auscit altri soldati e il padre fu ordinato di andare con loro. E lui li sguì senza fare resistenza"
TESINA-Federico Gandolfo-Il bambino con il pigiama a righe
federico.gandolfo
Created on May 20, 2021
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Modern Presentation
View
Terrazzo Presentation
View
Colorful Presentation
View
Modular Structure Presentation
View
Chromatic Presentation
View
City Presentation
View
News Presentation
Explore all templates
Transcript
La mia tesina digitale
I.C. "Gian Giacomo Ciaccio Montalto"-Trapani
Federico Gandolfo 3 B
2020/2021
Leggi raziali naziste
Il bambino con il pigiama a righe
Berlino nel 1940
Il Führer
I campi di concentramento
La vita nei campi di concentramento
David Olère, The Experimental Injection
Titolo:Il bambino con il pigiama a righe
Autore:John Boyne
Casa editrice:BUR rizzoli
Genere narrativo:Romanzo.
Trama:Un bambino di 9 anni che abita a Berlino, scopre che suo padre ha avuto una promozione, quindi la famiglia deve trasferirsi lontano, ma a lui non piace quel posto, perché è isolato, e non c'é nessun bambino con cui giocare, ma poi esplorando, scopre qualcosa e qualcuno che gli cambierà per sempre la vita.
"Un pomeriggio, di ritorno da scuola, Bruno sorprese Maria in camera sua. La loro cameriera -[...]con gli occhi incollati al pavimento tirava fuori dall'armadio tutte le sue cose. Perfino quelle nascoste sul fondo, che erano di sua esclusiva proprietà e non dovevano interessare a nessun altro. Le stava stipando in quattro grandi casse di legno. (a questo punto Bruno chiede spiegazioni alla madre)[...]«Non devi preoccuparti, Bruno» disse la madre, «Tutt'al più sarà una grande avventura.» «Avventura?» domando Bruno. Mi state mandando via?" No, non sarai solo tu,Tutti noi. Tuo padre, io,Gretel e te. "
“Quando vide la loro nuova casa, Bruno sgrano gli occhi e spalancò la bocca in una grossa O. Ogni dettaglio gli sembrava l'esatto contrario di quello che aveva lasciato nella casa di prima. La casa di Berlino si trovava in una strada tranquilla, in mezzo a case grandi come la sua, ed era un piacere guardarle perchè erano tutte uguali ma non proprio identiche e ci vivevano molti bambini[...]Intorno alla casa di Berlino c’erano molte strade con grandi case[...].C’erano negozi con le vetrine scintillanti e bancarelle di frutta e verdura[...]A Berlino lungo le stade erano sistemati dei tavoli all'aperto, e quando tronava a casa da scuola, gli capitava di vedere uomini e donne seduti a bere bevande schiumose che ridevano molto..."
"Bruno era sicuro che avrebbero fatto meglio a lasciare Gretel a Berlino per sorvegliare la casa, dato che era solo una seccatura. .[...].Gretel aveva cattive abitudini.Per prima cosa, la mattina passava tantissimo tempo in bagno.Gretel possedeva una ricca collezione di bambole, che fissavano Bruno ogni volta che entrava li, seguendo con i loro sguardi tutti i suoi movimenti.[...].Gretel aveva anche delle amiche antipatiche.[...].Il fatto di non essere più a Berlino aveva almeno un lato positivo: non aveva più intorno le antipatiche amiche di Gretel a torturarlo. E forse, se si fosse sforzato di rimanere nella nuova casa per un po', magari per un mese, si sarebbe alzato di statura e al suo ri torno quelle non avrebbero più potuto prenderlo in giro."
"(dopo una chiachhierata con Maria,Bruno si affaccia sulla finestra-un po impaurito-poi vide qualcosa la fuori che gli dieide un senso di gelo e incertezza) Entrò senza bussare nella stanzanza e sorprese Gretel intenta a sistemare la sua tribù di bambole sugli scaffali.(dopo un lungo discorso tra Bruno e Gretel sul significato di Auscit e sulla mancanza degli amici, Bruno dice per spaglio che i bambini che c'erano non gli stavano simpatici, quindi Gretel si incuriosisce, e .riesce a farsi spiegare.Quidi Bruno la porta nella sua finestra...)."
I campi di sterminio
"Tanto per cominciare,non erano bambini. Non tutti, almeno.C'erano bambini piccoli e ragazzi grandi, padri e nonni.E qualche tipo solitario.C'erano tutti.[...].Proprio sotto la finestra di Bruno c'era un giardino piuttosto grande, pieno di fiori.[...].Qualche metro più in là, un enorme reticolatodi filo di ferro correva lungo tutto il fianco della casa e curvando alle due estremità proseguiva da entrambi i lati.Il reticolato era alto, ed era sostenuto da grossi pali di legno.In cima al reticolato erano arrotolate enormi matasse di filo spinato.Al di là, il terreno era rossastro e sabbioso"
"Per tenersi occupato, Bruno trascorse tutta la mattina e tutto il pomeriggio del sabato a cercare nuove distrazioi.Sul lato della stanza di Gretel,c'era una vecchia quercia dl tronco enorme.[...].Per crearsi una nuova occupazione, Bruo aveva bisogno di due sole cose: un pezzo di corda e la gomma di una ruota.Gli fu facile procurarsi la corda.[...].Poi la portò fino alla quercia e la lasciò lì per terra in attesa di utilizzarla.Procurarsi la gomma fu un'altra faccenda.[...].Qunod uscì, Bruno vide Gretel che parlava con il tenente Kotler e decise che era la persona giusta a cui domandare.«Allora, cosa dice?» chiese. «Ce e sono di ruote di scorta?» .Il tenente Kotler lo fissò e parve riflettere.Quando vide Pavel che si avvicinava alla casa. «Ehi tu!» ,«Porta quest'ometto al magazzino dietro la casa. Allineati contro la parete ci sono dei vecchi copertoni. Ne sciegliera uno che tu trasporterai dove ti dirà. Hai capito?.
"Tutto funzionò benissimo finché la mano gli scivolòin un po' sul copertone e Bruno lasciò la presa e si ritrovo ghiottito dal copertone."(a quel punto Pavel gli curò la ferita, ma quando entrò sua madre,si è arrabbiata, e quando Bruno andò in camera, sentì che la madre si vuole prendere tutto il merito.)
David Olère
Questo quadro raffigura un Ebre a cui si presume che gli stanno iniettando una cosa per un esperimento (appunto il nome del quadro "The Experimental Injection"= L'iniezzione sperimentale): Si nota anche che l'ebreo, è molto esile, molto magro, e anche molto "bianco" di pelle. Sullo sfondo, a sinistra, c'é l'altra parte del campo di concentramento, mentre a destra, ci sono gli altri ebrei che stanno vedendo la scena, si vede dai loro occhi spalancati, che sono molto spaventati ( che li possano uccidere, fare esperimenti su di loro ecc...). Questo quadro non è stato dipinto con colori vivaci, o felici (appunto per l'argomento che tratta), però possiamo trovare il bianco, il verde, il marrone, il nero e il grigio.
David Olère, The Experimental Injection
Vita nei campi di concentramento
"Un giorno, seduto tutto solo nella sua stanza, Bruno cominciò a pensare a quello che gli piaceva fare in casa e che non aveva più potuto fare.[...].Quando ero piccolo, si disse Bruno, mi piaceva fare l'esploratore.[...]Qui non ho ancora fatto un'esplorazione. E forse è ora di cominciare. Bruno saltò giù da letto e prese un cappotto e di un vecchio paio di scarpe e si preparò a uscire di casa.[...].Per tutto il tempo non vide mai nessuno. Ma proprio in quel momento un puntino apparve all'orizzonte.[...],passo dopo passo si stava avvicinando a quel puntino, che nel frattempo era diventato una macchia e già cominciava a trasformarsi in una striscia, poi divenne una figura. Poi si è accorto che era una persona, era proprio un bambino!.[...]Sebbene ci fosse la rete a separarli, sapeva che è sempre bene non fidarsi degli estranei. Cosi continuo a camminare e ben presto i due si ritrovarono uno di fronte all'altro. (Quel bambino era pelato, la sua pelle era molto bianca, e aveva un pigiama a righe e anche se si vergognavano a parlare si sono conosciuti, e sia Bruno, sia Shmuel, l'altro bimbo, hanno scoperto cose nuove.)"
Leggi raziali naziste
Questo è l'elenco parziale delle leggi promulgate e dei documenti emessi in Germania sotto il governo nazionalsocialista a dannodelle minoranze. •7 aprile 1933 - Legge per il rinnovo dell'Amministrazione Pubblica. •14 luglio 1933 - Legge per la protezione dei caratteri ereditari. •15 settembre 1935 - Legge per la protezione del sangue e dell'onore tedesco (Leggi di Norimberga)[7][8]. •15 settembre 1935 - Legge sulla cittadinanza tedesca (Leggi di Norimberga). •14 novembre 1935 - Primo Decreto supplementare alla legge sulla cittadinanza tedesca •17 agosto 1938 - Secondo Decreto di attuazione della legge sui nomi •5 ottobre 1938 - Legge sul passaporto degli Ebrei •12 novembre 1938 - Ordinanza per l'esclusione degli Ebrei dall'economia tedesca. •21 settembre 1939 - Istruzioni di Reinhard Heydrich ai Comandanti degli Einsatzgruppen sulle operazioni di polizia riguardanti gli Ebrei residenti nella Polonia occupata. •1 settembre 1941 - Decreto di polizia relativo all'identificazione degli Ebrei •20 gennaio 1942 - Verbale della Conferenza di Wannsee. •16 marzo 1942 - Lettera di W. Stuckart ai partecipanti della Conferenza di Wannsee sulla "Soluzione Finale" della questione Ebraica. •18 settembre 1942 - Decreto per il razionamento alimentare per gli Ebrei.
Il Fuhrer
"« Giovedì sera»aveva detto il padre.« Qualsiasi programma per Giovedì sera deve essere cancellato[...],«Il furio ha qualcosa d cui discutere con me»aveva detto il padre.« Ho ricevuto unna telefonata questo pomeriggio.L'unico momento libero che ha lui è giovedì sera.E si è autoinvitato a cena da noi.».[...].(arrivato il giovedì sera)Il campanello della porta suonò,Due persone erano ferme lì fuori.Un uomo più tosto piccolo e una donna più alta..."
"Settimana dopo settimana, a Bruno divenne chiaro che nell'immediato futuro non avrebbe fatto ritorno a Berlinno.[...].Tuttavia ogni giorno che passava cominciava ad abituarsi a questa situazione e aveva smesso di sentirsi tanto triste.[...].Bruno arrivò tardi al posto davanti al reticolato dove di solito incontrava Shmuel ogni giorno.(dopo che arrivò Bruno, si misero a parlare dei soldati, se esistevano soldati "buoni" o no, e stava partendo un litigio, ma nessuno dei due aveva voglia di litigare).Più tardi quella sera Bruno fu preso dallo sconforto quanod scoprì che il tenente Kotler si sarebbe unito alla famiglia per cena.[...].Negli ultii tempi, Pavel semrava rimpicciolito.[...]. E quando si addossò alla paretre come sempre, parve barcollare.(stava diventando vecchio). "
"«Cosa ti succede questa sera?» chiese, mentre Pavel stappava una nuova bottiglia. «è la quarte volta che devo chiederti di riempirmi il bicchiere.».Pavel riuscì a stappare la bottiglia senza incidenti.Tuttavia dopo che ebbe riempito il bicchiere del padre e si fu volato per riempire anche quello del tenente Kotler, non si sa come perse la presa e fece cadere la bottiglia.Il liquido si rovesciò addosso al giovanotto.La scena che segui fu inaspettata e molto spiacevo le. Il tenente Kotler si arrabbiò moltissimo con Pavel e nessuno - ne Bruno, né Gretel, né la madre e nemmeno il padre fece avanti per impedirgli di fare quello che fece, anche se nessuno di loro riuscì a guardare. Anche se Bruno pianse e Gretel sbianco."
"Nelle ultime settimane la madre sembrava sempre più scontenta della vita ad Auscit, e Bruno ne capiva perfettamente la ragione. All'inizio aveva odiato stare li. Gli mancavano molte cose. Ma con il passare del tempo erano avvenuti dei cambiamenti, soprattutto per via di Shmuel, che era diventato più importante di quanto Karl. Daniel o Martin fossero mai stati.[...].Sebbene Bruno cercasse di non essere uno di quei bambini che stanno tutto il tempo ad ascoltare di nascosto alle porte, un pomeriggio gli capitò di passare davanti all'ufficio mentre il padre e la madre stavano facendo una delle loro discussioni. Non aveva intenzione di origliare, ma parlavano a così alta che lui non poté evitare di sentirli.(La madre diceva al papà di Bruno che non voleva stare più quì, anche se lui ci lavorava)[...].Aveva sentito abbastanza da capire che c'era la possibilità di tornare presto a Berlino. Stranamente, non sapeva se essere contento.[...].Un giorno il padre convocò Bruno e Gretel nel suo ufficio e li rese partecipi dei cambiamenti che stavano per verificarsi.(in quel momento il padre domandava se gli piaceva stare qui, e se volevano tornare a casa, ma poi, la decisione fu presa).è ora che andiate a casa.(dice il padre)"
"Il giorno dopo l'annuncio del padre che Bruno sarebbe tornato presto a Berlino, Shmuel non arrivò come sempre al reticolato, né si presentò il giorno dopo. Il terzo giorno, quando Bruno arrivò, non c'era ancora nessuno seduto per terra a fissare la polvere con lo sguardo vuoto, così aspettò per dieci minuti, e stava per voltarsi e tornare indietro, preoccupato di dover lasciare Auscit senza rivedere il suo amico, quando un puntino all'orizzonte si trasformò in una macchia. E la macchia divenne una striscia, e dalla striscia apparve il bambino con il pigiama a righe. Il volto di Bruno si aprì in un sorriso quando scorse la figurina che gli veniva incontro, e si sedette a terra sfilandosi di tasca il pezzo di pane e la mela che era riuscito a portar via di nascosto per dari a Shmuel. Ma perfino da quella distanza, Bruno si ac corse che l'amico era ancora più triste del solito.(all'arrivo di Shmuel, Bruno chiese il perché era triste, e scoprì che il padre di Shmuel non s trovava più. Poi Brurno dovette dire a lui che si trasferia di nuovo, a Berlino, forse per sempre.E così arrrrrivò l'idea di superare la rete, e cercare suo padre, come ultima avventura finale, tanto il pigiama a righe poteva dargilo un'altro anche a Bruno)"
"Il giorno dopo - venerdì - fu di nuovo un gorno di pioggia.[...]Se non fosse stato l'ultimo giorno in cui poteva vedere Shmuel, avrebbe rinunciato all'avventura, anche se doveva essere molto eccitante.[...].Bruno guardò fuori dalla finestra per tutto il tempo durante le lezioni mattutine, ma non c'erano segni di miglioramento.[...].La pioggia parve calmarsi e il sole fece capolino dietro una nube nera.Continuo a guardare fuori durante la lezione di storia e geografia.[...].La pioggia aveva ripreso.Per fortuna smise di piovere proprio quando Herr Liszt se ne stava andando. Così Bruno infilo un paio di stivali e l'impermeabile pesante e attese finché non di fu più nessuno in vista. Poi usci.[...].(dopo, Bruno arrivò da Shmuel, e così gli alzò la rete. facendo in modo che lui passasse, però doveva trovare una soluzione per i suoi vestiti). Doveva laciarli lì fino al suo ritorno.(così Bruno si è cambiato, ed è passato sotto la rete).Non ci volle molto raggiungere la loro meta.Bruno spalancò gli occhi, sorpreso da ciò che vide. Nella sua fantasia era convinto che in ogni baracca vivesse una famiglia felice.[...].Scoprì che non c'era niente di quello che si era immaginato.[...].Ovunque Bruno guardasse, vedeva soltanto soldati.(Poi, quando si misero a cercare il padre di Shmuel, non trovarono tracce.E poco prima che Bruno tornase a casa, si mise a piovere di nuovo, e portarono tutti in una camera al buio, poi tutti hanno emesso un gemito di paura perché la porta si era chiusa all'impovviso)"
"Da quel momento di Bruno non si seppe più nulla.Molti giorni più tardi, dopo che i soldati avevano battuto ogni angolo della casa ed erano andati nelle città e nei villaggi attorno mostrando le foto del bambino, uno di loro scopri la pila dei vestiti e il paio di stivali abbandonati da Bruno accanto al reticolato.Li lascio li, senza toccarli, e andò a chiamare il comandante, che esaminò l'area, si guardo a sinistra e a destra proprio come aveva fatto Bruno, ma non riusci a capire che cosa fosse capitato al figlio. Era come se fosse svanito dalla faccia della terra abbandonando li i suoi vestiti. La madre non tornò subito a Berlino come era nel suoi piani. Rimase ad Auscit ancora parecchi mesi aspettando notizie di Bruno, finché un giorno, di colpo, penso che il suo bambino potesse essere tornato a Berlino da solo. Subito parti per la loro vecchia casa.Non era lì, ovviamente.[...].Il padre rimase ad Auscit per un altro anno.(Poi il padre esaminò di persona il reticolato, e i vestiti di suo figlio; all'inizio non immagginava cosa poteva essere successo, ma vedendo i vestiti di suo figlio, e il buco nel reticolato, alla fine ci arrivò, stava quasi per svenire.)
"Una anno dopo arrivarono ad Auscit altri soldati e il padre fu ordinato di andare con loro. E lui li sguì senza fare resistenza"