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Scheda di analisi opera

eleonora.cht04

Created on May 16, 2021

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Transcript

Deposizione di cristo

(1505-1507)

Raffaello Sanzio (1483-1520)

  • AUTORE: Raffaello Sanzio
  • NOME: Deposizione di Cristo
o Pala Baglioni
  • DATAZIONE: (1505-1507)
  • TECNICA: Olio su tavola
  • DIMENSIONI: 174,5 x 178,5 cm
  • COLLOCAZIONE: Roma, Galleria Borghese

Vergine Maria

San Giovanni Evangelista

Pie donne

Nicodemo

Giuseppe d'Arimatea

Maria Maddalena

Grifonetto Baglioni

personaggi

Gesù

l’opera e il suo contesto

Negli anni in cui si trova a Firenze, Raffaello lavora anche a pale d’Altare, che sono molto spesso commissionate da umbri e Marchigiani a cui piace ancora il tradizionale tema della sacra conversazione. La deposizione di Cristo, detta anche “Pala Baglioni”, è stata eseguita tra il 1505 e il 1507 per la cappella di San Francesco al Prato a Perugia, dove sono ancora conservate in sedi diverse la predella e la tavola centrale. E’ stata commissionata a Raffaello da Atalanta Baglioni che, voleva commemorare il figlio Grifonetto, assassinato per vendetta dopo aver istigato due oppositori politici e dopo aver ucciso lui stesso dei suoi parenti detentori potere a Perugia. L’opera rimase a Perugia fino al 1608, quando fu abusivamente portata a Roma, e regalata da Papa V al nipote Scipione Borghese. Successivamente restò in Francia dal 1809 fino al 1816, quando tornò in Italia. La composizione dell’opera è molto complessa per la sua molteplicità di personaggi e scene, ed è iniziata dal lungo studio del “Compianto sul Cristo morto” , attraverso una ventina di disegni preparatori di Perugino. Di quest’opera ce una copia esatta alla Galleria sabauda di Torino.

DISEGNI PREPARATORI

l’autore

Raffaello Sanzio

Raffaello Sanzio nasce a Urbino in una famiglia agiata di mercanti e possidenti. Riceve i primi insegnamenti dal padre Giovanni Santi, anche esso un apprezzato pittore molto acculturato. Viene poi mandato dal padre in bottega dal Perugino. Fino al 1503 lavora tra Urbino, umbria e Toscana. Nel 1504 vive un importante momento di formazione, perchè si trasferisce a Firenze proprio quando rientrano Michelangelo e Leonardo, che li donano grandi stimoli e competenze per diventare un abile ritrattista di fama. I suoi studi diventano famosi e oggetti di collezionismo. Nel 1508 se ne va da Firenze per andare a Roma, dove Papa Giulio II li da l’incarico di affrescare il suo appartamento. Per dodici anni lavora li’, facendo tantissime opere. Dal 1511 affianca alla professione di pittore anche quella di architetto. Raffaello nel 1514 diventa capo della fabbrica di San Pietro e curatore dell’arte romana. Muore a Roma nel 1520, quando aveva solamente 37 anni, lasciando in eredità molti lavori a una vasta bottega che include collaboratori fissi e occasionali, semplici disegnatori e artisti autonomi, come Giulio Romano e Giovanni da Udine: la cosidetta”scuola di Raffaello”.

TEMI E SIGNIFICATI

Il tema della pala è appunto quello della deposizione di Cristo. La pala è formata da due nuclei drammatici distinti: da una parte il gruppo di uomini che trasporta il corpo di Gesù, scortato dalla Maddalena, e dell'altra il gruppo delle donne che assistono Maria ormai svenuta, che rappresenta anche la reazione di Atalanta alla morte del figlio. La sfondo della scena è un paesaggio naturale, con al centro colline, uno specchio d'acqua e montagne azzurine coperte dalla foschia e a destra la collina del Golgota. Invece in primo piano delle pianticelle che rimandano all'iconografia di Leonardo. La scena rappresentata avviene proprio dopo che Cristo è stato tirato giù dalla croce, e attorno a lui c’e chi lo sostiene. I visi sono molto espressivi, e possiamo cogliere da essi, i vari sentimenti provati dai personaggi. La cosa particolare che Raffaello ha fatto in quest’opera, è stato il rappresentare più scene, è questo l’ha imparato dal suo maestro Mantegna. Le scene rappresentano le vicende della morte di Cristo: sullo sfondo a destra sono rappresentate le croci che simboleggiano la crocifissione. La scena centrale (la principale) rappresenta invece la deposizione, e infine la grotta a sinistra rappresenta la sepoltura. In mezzo, che sostiene con il lenzuolo Gesù c’è invece Grifonetto.

struttura e linguaggio

Composizione, colore, luce, linee di forza

Raffaello incentra la composizione basandola sulle diagonali, su i due nuclei drammatici, formando sullo sfondo una "V". Nella sua composizione si può notare come i vari elementi portino alla convergenza in centro, ad esempio la roccia a sinistra. Anche per esempio le braccia o diverse parti del corpo, convergono verso il centro. Cristo è stato rappresentato con una iconografia all’ora tradizionale, cioè disteso per terra. La rappresentazione si muove intorno a lui e c’è una iconografia di trasporto. Ogni personaggio ha una sua espressione e Raffaello attribuisce ai vari elementi le caratterizzazioni della gestualità e dei atteggiamenti. Si possono riconoscere linee ben definite e possiamo anche trovare la presenza di un plastico chiaroscuro, che da alle figure una monumentalità statuaria. I colori usati sono molto brillanti, tipici di Raffello, un maestro nel Colore. E’ presente anche un contrasto tra i colori sullo sfondo, che tendono ad essere un pò più pallidi a quelli in primo piano, che sono molto vividi. Possiamo notare il contrasto di colori, fra cui anche complementari, come ad esempio verde e rosso sulle vesti di Grifonetto.

schema compositivo

Colori della veste complementari

fine