L'Energia Biotermica
I BIOCARBURANTI
Matteo Andreacchio IVD
01 L'energia biotermica
05 Aspetti positivi e negativi
02 Le Biomasse
06 Situazione nel mondo
03 I Biocarburanti
07 Impressioni personali
04 Impieghi
L'Energia Biotermica
L'energia biotermica è una forma di energia rinnovabile che deriva dalla combustione di Biomasse, cioè da prodotti e rifiuti organici provenienti da agricoltura o allevamenti, presenti in un determinato ambiente. L'utilizzo di questo tipo di energia potrebbe sostituire o ridurre notevolmente il consumo dei combustibili fossili, altamente inquinanti, in modo di ridurre l’impatto delle attività umane sull’ambiente e sul pianeta.
Le Biomasse
Cosa sono?
Si definisce biomassa qualsiasi sostanza di matrice organica, vegetale o animale, destinata a fini energetici o alla produzione di ammendante agricolo. Dal punto di vista storico, il concetto di biomassa è stato introdotto negli anni venti del XX secolo.
Da cosa sono composte?
Tipi di biomasse:
I composti quantitativamente più importanti dal punto di vista energetico possono essere raggruppati in tre classi: Carboidrati: rappresentano la maggior parte della biomassa e sono costituiti da carbonio, ossigeno e idrogeno. Essi possono essere monosaccaridi come il glucosio e il fruttosio, disaccaridi come il saccarosio, o polisaccaridi quali l'amido e la cellulosa; Grassi; Proteine.
A seconda della loro origine le biomasse si possono distinguere in: 1)Fitomassa: proviene da piante; 2)Zoomassa: proviene da animali; 3) Biomassa microbica: proviene da microrganismi.
I BIOCARBURANTI
I biocarburanti sono combustibili prodotti a partire da biomasse. Essi sono considerati una risorsa rinnovabile, in quanto la loro produzione si basa su materie organiche in grado di rigenerarsi e riprodursi in breve tempo. Essi potenzialmente possono ridurre la nostra dipendenza da quei combustibili fossili a fornitura limitata e ridurre rischio rischio dei cambiamenti climatici. Tra i più diffusi oggi troviamo: 1) biodiesel, derivato dalla spremitura delle biomasse oleaginose (oli vegetali, colza, soia e grassi animali) , sostituto del gasolio; 2) bioidrogeno, derivato dalle alghe in sistemi a bioreattore; 3) biogas 4) bioetanolo (o etanolo)
Gli impieghi dei Biocarburanti
Le applicazioni di biocarburanti sono simili a quelle dei carburanti tradizionali. Possono essere utilizzati per alimentare i motori delle veicoli ( automobili, aerei, navi ) nel settore dei trasporti, oppure mezzi di lavoro e macchinari industriali. Ad oggi esistono molte vetture equipaggiate in questo modo, poichè nelle case automobilistiche, specialmente le più grandi, è cresciuto l'interesse verso il mercato dei biocarburanti. Economie emergenti come quella del Brasile ha infatti attuato una conversione quasi totale al bioetanolo. Esso viene venduto in miscele come E10, E30 e E85, dove il numero indica la percentuale di bioetanolo presente nel carburante.
I biocarburanti liquidi hanno infatti caratteristiche chimico-fisiche che consentono la miscelazione con i carburanti di origine fossile.
Bus a biometano, Bristol
ASPETTI NegatIVI
ASPETTI POSITIVI
-Se le tecniche di coltivazione sono monocolturali questo riduce la biodiversità, aumenta l'erosione del suolo e il rischio di insetti e batteri che distruggano le coltivazioni. -L’uso di queste riserve per produrre biocarburanti porta al rincaro dei prezzi alimentari e, di conseguenza, a sottrarre cibo alla popolazione. Secondo i dati forniti dalla Banca Mondiale, infatti, l’aumento della produzione dei carburanti bio ha causato l’aumento dei prezzi alimentari del 75%, aumento che è alla base della attuale crisi alimentare, circa un terzo del mais prodotto negli Stati Uniti, sarebbe stato infatti destinato alla trasformazione in etanolo. -Deforestazione (Per coltivare nuove terre a fini energetici, spesso nei paesi in via di sviluppo si distruggono le foreste).
-La loro origine naturale è più facilmente riassorbibile dalla natura e consente di ridurre del 70% le emissioni di gas serra dal trasporto privato. -Diminuzione dell'importazione di petrolio dall'estero. -I biocarburanti causano inevitabilmente l’emissione di CO2. Tuttavia essa può essere assorbita dalle piante mediante la fotosintesi clorofilliana; le piante produrranno in questo modo nuova biomassa, la quale a sua volta viene trasformata in biocarburante, ottenendo così si ottiene una specie di ciclo a “impatto zero”, in quanto non c’è aumento netto di CO2 nell’atmosfera.
La bioenergia nel mondo
-In base a quanto riportato nel documento, fra tutti i prodotti energetici destinati ai trasporti, i biocombustibili sono quelli ad aver registrato la crescita più sensibile: in 13 anni, grazie ai sistemi di sostegno pubblici, l’impiego è cresciuto di oltre il 600%. In altre parole siamo passati da appena 177mila a oltre 1,2 milioni di tonnellate.
-Le opportunità del biofuel sono state prese in seria considerazione dall'Unione Europea che ha imposto a tutti i paesi membri l'obiettivo intermedio di soddisfare almeno il 2% della domanda di energia nazionale tramite l'ausilio dei biocarburanti.
-Il primo Paese di importazione per i biocarburanti è la Spagna (27,5%) seguita da Indonesia (11,8%) che primeggia però come paese d’origine della materia prima. Seguono i Paesi Bassi (7,3%%) e l’Austria (6,8%).
-L’Italia è il quinto consumatore di biocarburanti, in una classifica dominata dagli Stati Uniti. Sul podio anche Brasile e Francia, mentre il quarto posto è della Germania. Il nostro Paese ha dedicato 1,25 milioni di ettari di terreno e 4,3 miliardi di metri cubi d’acqua al biodiesel, mentre per il bioetanolo abbiamo impiegato rispettivamente 39mila ettari e 229 milioni di metri cubi.
IMPRESSIONI PERSONALI
Personalmente non avevo mai approfondito questo argomento e non ero al corrente della grossa questione etica alla base della produzione dei biocarburanti. Inoltre non penso che la transizione completa a questo tipo di energia sia, ad oggi, attuabile, poichè i lunghi tempi e spazi richiesti non riuscirebbero a satre al passo con l'altissima richiesta di carburante da parte dell'uomo. Infine non ritengo sia eticamente corretto sottrarre terreno alle produzioni alimentari, incrementando la fame nel mondo, o disboscare, al fine di produrre energia.
Matteo Andreacchio IVD
L'Energia Biotermica - I Biocarburanti
Andreacchio Matteo
Created on May 14, 2021
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L'Energia Biotermica
I BIOCARBURANTI
Matteo Andreacchio IVD
01 L'energia biotermica
05 Aspetti positivi e negativi
02 Le Biomasse
06 Situazione nel mondo
03 I Biocarburanti
07 Impressioni personali
04 Impieghi
L'Energia Biotermica
L'energia biotermica è una forma di energia rinnovabile che deriva dalla combustione di Biomasse, cioè da prodotti e rifiuti organici provenienti da agricoltura o allevamenti, presenti in un determinato ambiente. L'utilizzo di questo tipo di energia potrebbe sostituire o ridurre notevolmente il consumo dei combustibili fossili, altamente inquinanti, in modo di ridurre l’impatto delle attività umane sull’ambiente e sul pianeta.
Le Biomasse
Cosa sono?
Si definisce biomassa qualsiasi sostanza di matrice organica, vegetale o animale, destinata a fini energetici o alla produzione di ammendante agricolo. Dal punto di vista storico, il concetto di biomassa è stato introdotto negli anni venti del XX secolo.
Da cosa sono composte?
Tipi di biomasse:
I composti quantitativamente più importanti dal punto di vista energetico possono essere raggruppati in tre classi: Carboidrati: rappresentano la maggior parte della biomassa e sono costituiti da carbonio, ossigeno e idrogeno. Essi possono essere monosaccaridi come il glucosio e il fruttosio, disaccaridi come il saccarosio, o polisaccaridi quali l'amido e la cellulosa; Grassi; Proteine.
A seconda della loro origine le biomasse si possono distinguere in: 1)Fitomassa: proviene da piante; 2)Zoomassa: proviene da animali; 3) Biomassa microbica: proviene da microrganismi.
I BIOCARBURANTI
I biocarburanti sono combustibili prodotti a partire da biomasse. Essi sono considerati una risorsa rinnovabile, in quanto la loro produzione si basa su materie organiche in grado di rigenerarsi e riprodursi in breve tempo. Essi potenzialmente possono ridurre la nostra dipendenza da quei combustibili fossili a fornitura limitata e ridurre rischio rischio dei cambiamenti climatici. Tra i più diffusi oggi troviamo: 1) biodiesel, derivato dalla spremitura delle biomasse oleaginose (oli vegetali, colza, soia e grassi animali) , sostituto del gasolio; 2) bioidrogeno, derivato dalle alghe in sistemi a bioreattore; 3) biogas 4) bioetanolo (o etanolo)
Gli impieghi dei Biocarburanti
Le applicazioni di biocarburanti sono simili a quelle dei carburanti tradizionali. Possono essere utilizzati per alimentare i motori delle veicoli ( automobili, aerei, navi ) nel settore dei trasporti, oppure mezzi di lavoro e macchinari industriali. Ad oggi esistono molte vetture equipaggiate in questo modo, poichè nelle case automobilistiche, specialmente le più grandi, è cresciuto l'interesse verso il mercato dei biocarburanti. Economie emergenti come quella del Brasile ha infatti attuato una conversione quasi totale al bioetanolo. Esso viene venduto in miscele come E10, E30 e E85, dove il numero indica la percentuale di bioetanolo presente nel carburante. I biocarburanti liquidi hanno infatti caratteristiche chimico-fisiche che consentono la miscelazione con i carburanti di origine fossile.
Bus a biometano, Bristol
ASPETTI NegatIVI
ASPETTI POSITIVI
-Se le tecniche di coltivazione sono monocolturali questo riduce la biodiversità, aumenta l'erosione del suolo e il rischio di insetti e batteri che distruggano le coltivazioni. -L’uso di queste riserve per produrre biocarburanti porta al rincaro dei prezzi alimentari e, di conseguenza, a sottrarre cibo alla popolazione. Secondo i dati forniti dalla Banca Mondiale, infatti, l’aumento della produzione dei carburanti bio ha causato l’aumento dei prezzi alimentari del 75%, aumento che è alla base della attuale crisi alimentare, circa un terzo del mais prodotto negli Stati Uniti, sarebbe stato infatti destinato alla trasformazione in etanolo. -Deforestazione (Per coltivare nuove terre a fini energetici, spesso nei paesi in via di sviluppo si distruggono le foreste).
-La loro origine naturale è più facilmente riassorbibile dalla natura e consente di ridurre del 70% le emissioni di gas serra dal trasporto privato. -Diminuzione dell'importazione di petrolio dall'estero. -I biocarburanti causano inevitabilmente l’emissione di CO2. Tuttavia essa può essere assorbita dalle piante mediante la fotosintesi clorofilliana; le piante produrranno in questo modo nuova biomassa, la quale a sua volta viene trasformata in biocarburante, ottenendo così si ottiene una specie di ciclo a “impatto zero”, in quanto non c’è aumento netto di CO2 nell’atmosfera.
La bioenergia nel mondo
-In base a quanto riportato nel documento, fra tutti i prodotti energetici destinati ai trasporti, i biocombustibili sono quelli ad aver registrato la crescita più sensibile: in 13 anni, grazie ai sistemi di sostegno pubblici, l’impiego è cresciuto di oltre il 600%. In altre parole siamo passati da appena 177mila a oltre 1,2 milioni di tonnellate.
-Le opportunità del biofuel sono state prese in seria considerazione dall'Unione Europea che ha imposto a tutti i paesi membri l'obiettivo intermedio di soddisfare almeno il 2% della domanda di energia nazionale tramite l'ausilio dei biocarburanti.
-Il primo Paese di importazione per i biocarburanti è la Spagna (27,5%) seguita da Indonesia (11,8%) che primeggia però come paese d’origine della materia prima. Seguono i Paesi Bassi (7,3%%) e l’Austria (6,8%).
-L’Italia è il quinto consumatore di biocarburanti, in una classifica dominata dagli Stati Uniti. Sul podio anche Brasile e Francia, mentre il quarto posto è della Germania. Il nostro Paese ha dedicato 1,25 milioni di ettari di terreno e 4,3 miliardi di metri cubi d’acqua al biodiesel, mentre per il bioetanolo abbiamo impiegato rispettivamente 39mila ettari e 229 milioni di metri cubi.
IMPRESSIONI PERSONALI
Personalmente non avevo mai approfondito questo argomento e non ero al corrente della grossa questione etica alla base della produzione dei biocarburanti. Inoltre non penso che la transizione completa a questo tipo di energia sia, ad oggi, attuabile, poichè i lunghi tempi e spazi richiesti non riuscirebbero a satre al passo con l'altissima richiesta di carburante da parte dell'uomo. Infine non ritengo sia eticamente corretto sottrarre terreno alle produzioni alimentari, incrementando la fame nel mondo, o disboscare, al fine di produrre energia.
Matteo Andreacchio IVD