Guerre climatiche e migrazioni ambientali
Perchè in un Pianeta più caldo rischiano di esserci più guerre e migrazioni di massa?
INIZIA
Lezione 2.2 Età: 12 - 14 anni
I cambiamenti climatici possono alterare equilibri economici, sociali e ambientali e influenzare la vita delle persone nel mondo. Questo avviene più rapidamente in un modo più catastrofico in società più fragili, povere e maggiormente dipendenti dall’ambiente naturale per la propria sussistenza. Nei prossimi decenni, a causa di un aumento del riscaldamento globale, osserveremo un incremento dei conflitti armati.
Il lago ciad
Per spiegare il legame tra cambiamenti climatici e conflitti armati vediamo il caso del lago Ciad, un bacino di acqua dolce nel mezzo del deserto del Sahara, al confine tra Nigeria, Camerun, Niger e Ciad.
Il lago ciad
Negli anni '60 il lago Ciad era il sesto corpo idrico interno più grande del mondo, un'immensa e preziosa oasi nel deserto. I pastori e gli agricoltori che vivevano sulle sue coste convivevano pacificamente.I pescatori, sulle piccole piroghe in legno, avevano pesce in abbondanza. Negli ultimi decenni, a causa di lunghi periodi di siccità, sovrasfruttamento e innalzamento delle temperature, il lago si è ridotto del 90%: nel 1963 la sua superficie era di 26.000 chilometri quadrati, oggi non raggiunge i 1.500 chilometri quadrati.
LAGO OGGI
LAGO 1963
Il lago ciad
Il lago Ciad si trova in uno dei luoghi al mondo maggiormente colpiti dai cambiamenti climatici: stagioni aride si alternano a piogge torrenziali senza precedenti. La produzione ittica si è ridotta del 60%, labiodiversità è minacciata dalla desertificazione e dalla deforestazione sfrenata legata allo sfruttamento della terra fertile che delimita il lago: l'ecosistema è al collasso. Nel 2020, la zona ha registrato le precipitazioni più pesanti degli ultimi trent’anni: le inondazioni improvvise hanno costretto migliaia di persone a spostarsi. Chi è rimasto vive in condizioni di povertà, fame e malnutrizione.
Il lago ciad
La convivenza pacifica tra i gruppi etnici, pescatori, agricoltori e pastori si è trasformata in competizione feroce per accaparrarsi le scarse risorse rimaste e si è rapidamente trasformata in un conflitto armato.
La tragedia ambientale, sociale ed economica è stata ulteriormente esacerbata dai gruppi armati di Boko Haram, un’organizzazione terroristica di fondamentalisti islamici, che ha approfittato di fame, disoccupazione e povertà per raccogliere seguaci ed espandersi.
Il lago ciad
Boko Haram ha un obiettivo chiaro: sovvertire le fragilie già assenti istituzioni governative per assumere il controllo politico e armato della regione.
Perchè? Per accaparrarsi le scarse risorse della zona
e soprattutto per controllare i commerci illeciti, fiorenti nella zona e con alti profitti.
Il lago ciad
Oggi nella regione del lago Ciad è in corso unadelle crisi umanitarie più gravi e complesse del continente africano. Il degrado ambientale e le guerre generano “circolo viziosi” in cui l’impatto del cambiamento climatico alimenta rischi e tensioni, mentre i conflitti armati che si generano non danno la possibilità alla comunità locale e internazionale di affrontare in modo efficace i pericoli presenti.
Il lago ciad
La storia del lago Ciad è solo un esempio. In tutto il mondo, conflitti sempre più complessi e duraturi, si verificano sempre più spesso nei luoghi più colpiti dal cambiamento climatico. Rallentare la crisi climatica significa quindi anche investire nella prevenzione del rischio per la sicurezza umana.
l'sola che non ci sarà
Avete mai sentito parlare di Kiribati? Ci abitano circa 120.000 persone, è uno stato insulare dell'Oceania. L'intero arcipelago di Kiribati potrebbe finire sott'acqua nei prossimi decenni a causa del surriscaldamento globale. Molti suoi abitanti sono già dovuti migrare altrove: sono chiamati i 'migranti ambientali' o 'profughi climatici'.
l'sola che non ci sarà
Il caso Bangladesh: in massa verso le città
Il Bangladesh, uno dei paesi più densamente popolati del mondo e con un elevato tasso di povertà, è un altro luogo simbolo degli effetti del cambiamento climatico.
Il caso Bangladesh: in massa verso le città
Il territorio del bangladesh
Le categorie più deboli soffrono
DALLE CAMPAGNE ALLA CAPITALE
MIGRANTI climatici
I CAMBIAMENTI CLIMATICI
CAMBIAMENTI CLIMATICIE MIGRAZIONI
Le persone si spostano da sempre, ci sono tanti motivi per migrare. Ci sono i cosiddetti fattori “push” della migrazione, come la povertà e la mancanza di opportunità, che spingono le persone fuori dal proprio paese. I fattori “pull”, invece, sono quelli che attraggono le persone verso un nuovo paese, come migliori opportunità di lavoro. I motivi per cui una persona decide di cercare una nuova casa sono vari: amore, avventura, guerra, curiosità, schiavitù, opportunità di istruzione, ricongiungimento famigliare, sicurezza, la ricerca di un clima più vivibile. Ma lasciare la propria casa non è mai una decisione facile, i motivi per farlo devono essere più che validi.
CAMBIAMENTI CLIMATICIE MIGRAZIONI
A seconda del motivo per cui ci si sposta, la migrazione può essere volontaria o forzata. Volontaria, quando le persone scelgono di partire di propria volontà e, di solito, i confini sono aperti per questi tipi di migranti: possono tornare nel loro paese quando lo desiderano. I migranti forzati, invece, sono costretti a partire a causa di guerre o persecuzioni. Per loro, che solitamente non possono tornare nel paese natio, la libertà e la sicurezza sono i soli aspetti che contano.
CAMBIAMENTI CLIMATICI E MIGRAZIONI
Come abbiamo visto, l'innalzamento del livello del mare può costringere le persone a spostarsi.Ma sono molti altri i modi in cui i cambiamenti climatici influenzano le migrazioni, un fenomeno già molto complesso.
Il cambiamento delle precipitazioni, la loro maggiore o minore frequenza, produce inondazioni, siccità, desertificazione, con conseguenti perdite di raccolti e pascoli che spesso spingono le persone ad abbandonare le aree rurali e a migrare verso le città in cerca di condizioni di vita migliori.
L’innalzamento del livello dei mari può rendere inabitabili interi tratti di costa, anche a causa della salinizzazione dell’acqua e del suolo. L’aumento delle temperature dell’aria e della superficie dei mari, in particolare ai tropici, può costringere le persone a spostarsi per far fronte all’insorgere di malattie. L’instabilità climatica intensifica la competizione tra popolazioni, stati e imprese per il controllo e l’utilizzo delle risorse naturali, causando un aumento dei conflitti, con conseguente rischio di migrazioni di massa. Disastri legati a eventi meteorologici estremi, come cicloni o alluvioni.
3 COSE DA RICORDARE
- I cambiamenti climatici sono alla base di un crescente numero di conflitti armati intutto il mondo.
- Gli effetti dei cambiamenti climatici possono contribuire a vasti fenomeni migratori, sia su scala locale (all’interno dello stesso paese, soprattutto dalla campagna alle città), che su scala globale (da uno stato all’altro).
- L’acqua è una delle risorse più importanti per la vita di tutti gli esseri viventi, è per questo una delle risorse che genera più spostamenti.
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fonti
- ASVIS, La vita in Bangladesh: l’eterno scontro tra l’uomo e i limiti della Terra
- Centro Studi Internazionali (2020), Il cambiamento climatico è un nuovo rischio per i conflitti armati: il caso del lago Ciad
- Environmental Justice Foundation, Climate Displacement in Bangladesh
- Internal Displacement Monitoring Centre (2020), Global Report on Internal Displacement 2020
- Stanford University News (2019), Stanford-led study investigates how much climate change affects the risk of armed conflict
- Rivista Africa (2021), L'agonia del Lago Ciad: una crisi ambientale e umanitaria
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Lez. 2.2, 12-14 anni - Guerre climatiche e migrazioni ambientali
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Created on May 14, 2021
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Guerre climatiche e migrazioni ambientali
Perchè in un Pianeta più caldo rischiano di esserci più guerre e migrazioni di massa?
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Lezione 2.2 Età: 12 - 14 anni
I cambiamenti climatici possono alterare equilibri economici, sociali e ambientali e influenzare la vita delle persone nel mondo. Questo avviene più rapidamente in un modo più catastrofico in società più fragili, povere e maggiormente dipendenti dall’ambiente naturale per la propria sussistenza. Nei prossimi decenni, a causa di un aumento del riscaldamento globale, osserveremo un incremento dei conflitti armati.
Il lago ciad
Per spiegare il legame tra cambiamenti climatici e conflitti armati vediamo il caso del lago Ciad, un bacino di acqua dolce nel mezzo del deserto del Sahara, al confine tra Nigeria, Camerun, Niger e Ciad.
Il lago ciad
Negli anni '60 il lago Ciad era il sesto corpo idrico interno più grande del mondo, un'immensa e preziosa oasi nel deserto. I pastori e gli agricoltori che vivevano sulle sue coste convivevano pacificamente.I pescatori, sulle piccole piroghe in legno, avevano pesce in abbondanza. Negli ultimi decenni, a causa di lunghi periodi di siccità, sovrasfruttamento e innalzamento delle temperature, il lago si è ridotto del 90%: nel 1963 la sua superficie era di 26.000 chilometri quadrati, oggi non raggiunge i 1.500 chilometri quadrati.
LAGO OGGI
LAGO 1963
Il lago ciad
Il lago Ciad si trova in uno dei luoghi al mondo maggiormente colpiti dai cambiamenti climatici: stagioni aride si alternano a piogge torrenziali senza precedenti. La produzione ittica si è ridotta del 60%, labiodiversità è minacciata dalla desertificazione e dalla deforestazione sfrenata legata allo sfruttamento della terra fertile che delimita il lago: l'ecosistema è al collasso. Nel 2020, la zona ha registrato le precipitazioni più pesanti degli ultimi trent’anni: le inondazioni improvvise hanno costretto migliaia di persone a spostarsi. Chi è rimasto vive in condizioni di povertà, fame e malnutrizione.
Il lago ciad
La convivenza pacifica tra i gruppi etnici, pescatori, agricoltori e pastori si è trasformata in competizione feroce per accaparrarsi le scarse risorse rimaste e si è rapidamente trasformata in un conflitto armato.
La tragedia ambientale, sociale ed economica è stata ulteriormente esacerbata dai gruppi armati di Boko Haram, un’organizzazione terroristica di fondamentalisti islamici, che ha approfittato di fame, disoccupazione e povertà per raccogliere seguaci ed espandersi.
Il lago ciad
Boko Haram ha un obiettivo chiaro: sovvertire le fragilie già assenti istituzioni governative per assumere il controllo politico e armato della regione.
Perchè? Per accaparrarsi le scarse risorse della zona e soprattutto per controllare i commerci illeciti, fiorenti nella zona e con alti profitti.
Il lago ciad
Oggi nella regione del lago Ciad è in corso unadelle crisi umanitarie più gravi e complesse del continente africano. Il degrado ambientale e le guerre generano “circolo viziosi” in cui l’impatto del cambiamento climatico alimenta rischi e tensioni, mentre i conflitti armati che si generano non danno la possibilità alla comunità locale e internazionale di affrontare in modo efficace i pericoli presenti.
Il lago ciad
La storia del lago Ciad è solo un esempio. In tutto il mondo, conflitti sempre più complessi e duraturi, si verificano sempre più spesso nei luoghi più colpiti dal cambiamento climatico. Rallentare la crisi climatica significa quindi anche investire nella prevenzione del rischio per la sicurezza umana.
l'sola che non ci sarà
Avete mai sentito parlare di Kiribati? Ci abitano circa 120.000 persone, è uno stato insulare dell'Oceania. L'intero arcipelago di Kiribati potrebbe finire sott'acqua nei prossimi decenni a causa del surriscaldamento globale. Molti suoi abitanti sono già dovuti migrare altrove: sono chiamati i 'migranti ambientali' o 'profughi climatici'.
l'sola che non ci sarà
Il caso Bangladesh: in massa verso le città
Il Bangladesh, uno dei paesi più densamente popolati del mondo e con un elevato tasso di povertà, è un altro luogo simbolo degli effetti del cambiamento climatico.
Il caso Bangladesh: in massa verso le città
Il territorio del bangladesh
Le categorie più deboli soffrono
DALLE CAMPAGNE ALLA CAPITALE
MIGRANTI climatici
I CAMBIAMENTI CLIMATICI
CAMBIAMENTI CLIMATICIE MIGRAZIONI
Le persone si spostano da sempre, ci sono tanti motivi per migrare. Ci sono i cosiddetti fattori “push” della migrazione, come la povertà e la mancanza di opportunità, che spingono le persone fuori dal proprio paese. I fattori “pull”, invece, sono quelli che attraggono le persone verso un nuovo paese, come migliori opportunità di lavoro. I motivi per cui una persona decide di cercare una nuova casa sono vari: amore, avventura, guerra, curiosità, schiavitù, opportunità di istruzione, ricongiungimento famigliare, sicurezza, la ricerca di un clima più vivibile. Ma lasciare la propria casa non è mai una decisione facile, i motivi per farlo devono essere più che validi.
CAMBIAMENTI CLIMATICIE MIGRAZIONI
A seconda del motivo per cui ci si sposta, la migrazione può essere volontaria o forzata. Volontaria, quando le persone scelgono di partire di propria volontà e, di solito, i confini sono aperti per questi tipi di migranti: possono tornare nel loro paese quando lo desiderano. I migranti forzati, invece, sono costretti a partire a causa di guerre o persecuzioni. Per loro, che solitamente non possono tornare nel paese natio, la libertà e la sicurezza sono i soli aspetti che contano.
CAMBIAMENTI CLIMATICI E MIGRAZIONI
Come abbiamo visto, l'innalzamento del livello del mare può costringere le persone a spostarsi.Ma sono molti altri i modi in cui i cambiamenti climatici influenzano le migrazioni, un fenomeno già molto complesso.
Il cambiamento delle precipitazioni, la loro maggiore o minore frequenza, produce inondazioni, siccità, desertificazione, con conseguenti perdite di raccolti e pascoli che spesso spingono le persone ad abbandonare le aree rurali e a migrare verso le città in cerca di condizioni di vita migliori. L’innalzamento del livello dei mari può rendere inabitabili interi tratti di costa, anche a causa della salinizzazione dell’acqua e del suolo. L’aumento delle temperature dell’aria e della superficie dei mari, in particolare ai tropici, può costringere le persone a spostarsi per far fronte all’insorgere di malattie. L’instabilità climatica intensifica la competizione tra popolazioni, stati e imprese per il controllo e l’utilizzo delle risorse naturali, causando un aumento dei conflitti, con conseguente rischio di migrazioni di massa. Disastri legati a eventi meteorologici estremi, come cicloni o alluvioni.
3 COSE DA RICORDARE
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