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Sacra conversazione
elisa.ruoso
Created on May 14, 2021
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Transcript
SACRA CONVERSAZIONE
caratteri generali
aspetti architettonici
geometria e matematica
pittura ad olio
La Sacra conversazione è una delle opere più importanti di Piero della Francesca e fu una tra le ultime ad essere da lui realizzate. Essa fu commissionata dal duca di Urbino Federico da Montefeltro. Originariamente la Pala Montefeltro era collocata all’interno della chiesa di San Bernardino, a Urbino e fu successivamente spostata a Milano, dove si trova attualmente. Tale trasferimento avvenne all’inizio del XIX secolo, durante le cosiddette spoliazioni napoleoniche. Inoltre probabilmente il dipinto venne ridimensionato, in quanto studi compiuti da posteriori storici dell’arte e analisi sull’opera dimostrano che la Sacra Conversazione fu tagliata su tutti i lati. Il fatto che spinse gli studiosi a fare delle ricerche e a giungere a questa conclusione fu l’armonia dell’opera. Infatti il grande spazio che vi è fra il soffitto e il gruppo di figure presupporrebbe la presenza di spazi un po’ più ampi ai lati delle figure. In questo dipinto è rappresentata la scena in cui Maria, che tiene in braccio Cristo, è circondata da angeli e apostoli. Vi è un’altra figura che non fa parte di questi ultimi due gruppi, ovvero Federico da Montefeltro. I personaggi sono inseriti in un ambiente classico architettonico rappresentato in prospettiva. In aggiunta questa rappresentazione è simmetrica: sia a sinistra sia a destra di Maria sono presenti tre santi e due angeli. A quest’opera si possono attribuire varie funzioni: - funzione celebrativa: nascita di Guidobaldo, figlio di Federico da Montefeltro -funzione commemorativa: morte durante il parto di Battista Sforza -funzione votiva: vittoria del duca di Urbino a Volterra
La Sacra Conversazione si svolge all’interno di un edificio classicheggiante di cui si vedono il presbiterio, il coro, l’abside, gli archi laterali introduttivi ai bracci di un ipotetico transetto e l’accenno all’arco che introduce al corpo longitudinale. La scena è ambientata davanti a un'abside monumentale che si trova molto indietro rispetto alle figure, come dimostra lo studio delle proporzioni architettoniche. Entro un monumentale arco di trionfo, retto da paraste al di sopra di un'elaborata trabeazione con una fascia continua di marmo rosso, si sviluppa una volta a botte con cassettoni scolpiti con rosette.
notevole è il ricorso nel dipinto della forma ovale, l’uovo che pende dal catino absidale infatti richiama il volto ovale della madonna posizionata lungo l’asse centrale e dei santi. La geometria aiuta anche nella lettura dell’opera infatti possiamo notare come le mani giunte di Federico da Montefeltro e il corpo del bambino si trovino nella stessa diagonale che converge verso il voto del Battista. Inoltre la spada di Federico si trova in una linea parallela alla diagonale e, se prolungata, risulta perpendicolare al bastone del Battista. Si viene così a formare una croce che rimanda alla morte. Possiamo quindi evidenziare come la geometria era di fondamentale importanza nelle opere di Piero, che difatti applica a qualsiasi cosa: dal modo di disporre le figure sulla scena alla rappresentazione dei corpi.
dopo piero molti artisti utilizzano la geometria per dare una struttura e un ordine alle loro opere; un esempio di stretta relazione tra geometria e architettura si può individuare in San Gerolamo nello studio. San Girolamo nello studio è un dipinto olio su tavola di tiglio (45,7x36,2 cm) di Antonello da Messina, databile al 1474-1475 circa e conservato nella National Gallery di Londra.
I CONIUGI ARNOLFINI
I CONIUGI ARNOLFINI Tra i vari artisti che si cimentano della pittura ad olio nel corso del Quattrocento c’è Jan van Eyck, l’iniziatore belga di questa nuova espressione artistica e tra le sue opere spicca il ritratto de “I coniugi Arnolfini”. Questo ritratto privato (82x60cm) risalente al 1434, anno scritto dall’artista nel dipinto stesso, raffigura i coniugi Arnolfini, Giovanni e Giovanna Cenami, provenienti da Lucca e in viaggio nelle Fiandre. I due signori si trovano all’interno di una stanza laica riconducibile ad una camera da letto rappresentata in prospettiva con 4 punti di fuga e l’asse centrale coincide con la fuga del pavimento ligneo e con il lampadario. L’ambiente è ricco di elementi di gran prestigio: c’è un letto a baldacchino a drappi rossi a destra davanti ad un mobile di legno intarsiato da dove parte un elegante tappeto; in centro, dietro le due figure, è presente una panca di tessuto rosso; a sinistra c’è un piccolo mobiletto sotto una finestra.
Altri oggetti con particolari significati simbolici sono distribuiti in tutta la stanza, per terra, nelle pareti, nel soffitto e sopra i mobili:
A cura di:Biasi Alessia, De Noni Stella, Marcuzzo Maria Elena, Ruoso Elisa