il diritto alla libertà
Eugenio Montale e il Manifesto degli intellettuali antifascisti
Il diritto alla libertà
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono
dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di
fratellanza.
Articolo 1, Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
Il Manifesto degli intellettuali antifascisti
Il Manifesto degli intellettuali antifascisti fu pubblicato il 1º maggio del 1925. Il manifesto fu redatto da Benedetto Croce in risposta al Manifesto degli intellettuali fascisti di Giovanni Gentile. L'idea di pubblicare il Manifesto venne a Giovanni Amendola che scrisse a Benedetto Croce informandolo della sua idea. I firmatari furono 87, fra cui Eugenio Montale.
Vita e opere
Eugenio Montale è stato uno dei poeti italiani più importanti del ’900. Nasce a Genova il 12 ottobre 1896 e coltiva da solo i propri interessi letterari e culturali. Alla fine della Prima guerra mondiale, nel Paese si impone il regime fascista, verso cui Montale prova una netta avversione. Per questo nel 1925 è tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti, promosso dal filosofo Benedetto Croce.
Nello stesso anno pubblica la sua prima raccolta poetica, Ossi di seppia, la più importante. Nel 1927 si trasferisce a Firenze, dove dirige il Gabinetto Viesseux, che dovrà abbandonare nel 1938 per il rifiuto di iscriversi al Partito fascista. L’anno successivo esce la sua seconda raccolta di poesie, Le occasioni. Nel 1948 si trasferisce a Milano e viene assunto nella redazione del “Corriere della Sera”. Pubblica nel 1956 una terza raccolta poetica, La bufera e altro. Riceve la nomina di senatore a vita della Repubblica italiana, nel 1967. Negli anni ’70 pubblica altre tre raccolte di versi: Satura, Diario del '71 e del '72 e Quaderno di quattro anni. Nel 1975 gli viene assegnato il Premio Nobel per la letteratura. Muore a Milano il 12 settembre 1981, a 84 anni.
La visione poetica
Il titolo della prima raccolta di poesie, Ossi di seppia, indica in modo essenziale lo stato d'animo del poeta in tutta la sua vita: un doloroso "male di vivere". Gli ossi di seppia sono infatti oggetti inanimati, resti di ciò che fu vita, metafora dell'uomo abbandonato a se stesso. Privo di certezze da comunicare, il poeta si limita a registrare nei suoi versi il dolore del mondo e la solitudine degli uomini. Per esprimere tutto questo, Montale ricorre nei suoi versi ai correlativi oggettivi: immagini concrete, simboli di concetti astratti. Il linguaggio, ricco e variato, mescola termini tecnici e parole quotidiane con altre di tono elevato e letterario.
La primavera hitleriana
LA POESIA
La primavera hitleriana è una lirica di Eugenio Montale, composta fra il 1939 e il 1946, e inserita nella raccolta di poesie La bufera e altro. L'occasione da cui nasce la poesia è l'incontro a Firenze di Mussolini con Hitler durante la primavera del 1938: l'alleanza tra i due dittatori viene così rafforzata e per Montale questo appare il chiaro presagio di una catastrofe globale, quale è stata appunto la Seconda guerra mondiale.
Brunilde Anastasi-italiano-Eugenio Montale
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Created on May 13, 2021
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il diritto alla libertà
Eugenio Montale e il Manifesto degli intellettuali antifascisti
Il diritto alla libertà
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 1, Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
Il Manifesto degli intellettuali antifascisti
Il Manifesto degli intellettuali antifascisti fu pubblicato il 1º maggio del 1925. Il manifesto fu redatto da Benedetto Croce in risposta al Manifesto degli intellettuali fascisti di Giovanni Gentile. L'idea di pubblicare il Manifesto venne a Giovanni Amendola che scrisse a Benedetto Croce informandolo della sua idea. I firmatari furono 87, fra cui Eugenio Montale.
Vita e opere
Eugenio Montale è stato uno dei poeti italiani più importanti del ’900. Nasce a Genova il 12 ottobre 1896 e coltiva da solo i propri interessi letterari e culturali. Alla fine della Prima guerra mondiale, nel Paese si impone il regime fascista, verso cui Montale prova una netta avversione. Per questo nel 1925 è tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti, promosso dal filosofo Benedetto Croce. Nello stesso anno pubblica la sua prima raccolta poetica, Ossi di seppia, la più importante. Nel 1927 si trasferisce a Firenze, dove dirige il Gabinetto Viesseux, che dovrà abbandonare nel 1938 per il rifiuto di iscriversi al Partito fascista. L’anno successivo esce la sua seconda raccolta di poesie, Le occasioni. Nel 1948 si trasferisce a Milano e viene assunto nella redazione del “Corriere della Sera”. Pubblica nel 1956 una terza raccolta poetica, La bufera e altro. Riceve la nomina di senatore a vita della Repubblica italiana, nel 1967. Negli anni ’70 pubblica altre tre raccolte di versi: Satura, Diario del '71 e del '72 e Quaderno di quattro anni. Nel 1975 gli viene assegnato il Premio Nobel per la letteratura. Muore a Milano il 12 settembre 1981, a 84 anni.
La visione poetica
Il titolo della prima raccolta di poesie, Ossi di seppia, indica in modo essenziale lo stato d'animo del poeta in tutta la sua vita: un doloroso "male di vivere". Gli ossi di seppia sono infatti oggetti inanimati, resti di ciò che fu vita, metafora dell'uomo abbandonato a se stesso. Privo di certezze da comunicare, il poeta si limita a registrare nei suoi versi il dolore del mondo e la solitudine degli uomini. Per esprimere tutto questo, Montale ricorre nei suoi versi ai correlativi oggettivi: immagini concrete, simboli di concetti astratti. Il linguaggio, ricco e variato, mescola termini tecnici e parole quotidiane con altre di tono elevato e letterario.
La primavera hitleriana
LA POESIA
La primavera hitleriana è una lirica di Eugenio Montale, composta fra il 1939 e il 1946, e inserita nella raccolta di poesie La bufera e altro. L'occasione da cui nasce la poesia è l'incontro a Firenze di Mussolini con Hitler durante la primavera del 1938: l'alleanza tra i due dittatori viene così rafforzata e per Montale questo appare il chiaro presagio di una catastrofe globale, quale è stata appunto la Seconda guerra mondiale.