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AMEDEO MODIGLIANI

Francesco PIo Di Ciccio

Created on May 13, 2021

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AMEDEO MODIGLIANI

Soprannominato “Modì” o “Dedo” è uno dei più importanti artisti italiani del Novecento. Pittore e scultore, Modigliani è considerato l’icona dell’artista romantico e maledetto: bello, geniale, povero e passionale.

“Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi.”

Amedeo Modigliani è un artista italiano attivo dal 1906 fino al 1920. Con le sue sculture e i suoi dipinti rinnova i tratti lineari, coloristici e prospettici della figura umana. Amedeo Modigliani nasce il 12 luglio 1884 a Livorno da una famiglia di origine ebraica. Inizia a dipingere a 13 anni, soprattutto paesaggi, con uno stile che si rifà a quello dei Macchiaioli. Nel 1906 si trasferisce a Parigi e inizia a sviluppare il suo stile pittorico, influenzato in parte dalle avanguardie artistiche dei fauves e del Cubismo: i soggetti ritratti da Modigliani esulano da ogni regola riferita al movimento. Nel 1908 espone al Salon des Indépendants di Parigi e realizza “Il violoncellista”, una delle sue opere più importanti.

SCULTURA

Dal 1909 al 1914 si dedica quasi esclusivamente alla scultura: le sue opere s’ispirano all’arte egizia, a quella delle Cicladi e dei primitivi iberici. Sperimenta la tecnica del taglio diretto e raffigura teste e colli dalle forme allungate, con occhi scuri privi di pupille.

PITTURA

Nel 1914 Amedeo Modigliani decide di dedicarsi esclusivamente alla pittura. Ritrae la sua compagna Jeanne Hébuterne, gli artisti dell’epoca, i suoi amici, modelle nude: tutte le figure appaiono autonome e deformate, astratte dal contesto ambientale. La prima mostra personale si tiene a Parigi il 3 dicembre 1917, ma viene chiusa dalla polizia poco dopo l’inaugurazione perché i nudi ritratti sono considerati immorali. La sua ricerca stilistica rappresenta una svolta per la tecnica del ritratto: i suoi soggetti appaiono trasfigurati attraverso curve, colori intensi e inquadrature ravvicinate.

Modigliani muore a soli 36 anni a causa di una meningite tubercolotica. Lo trovano agonizzante nel letto i suoi vicini di casa, aggrappato a Jeanne Hébuterne, la giovane moglie al nono mese di gravidanza. Le sue spoglie vengono sepolte al cimitero parigino di Père Lachaise. I compagni fanno una colletta per pagargli le esequie.

Alla vita di Modigliani sono dedicati numerosi film, come lo sceneggiato Modì, prodotto dalla Rai nel 1990 e I colori dell’anima – Modigliani, film del 2005 con Andy Garcia nelle vesti dell’artista (in cui la storia dell’artista appare però molto romanzata).

Anche dopo la sua morte Modigliani fa parlare di sé: suscita scalpore infatti nel 1984 il caso delle false teste di Modigliani, sculture ritrovate nel Fosso Reale dove, secondo la leggenda, l’artista le avrebbe lanciate perché criticate da alcuni amici artisti. Molti critici si affrettarono ad esaltare la bellezza di quelle opere che poi si rivelarono dei falsi clamorosi. Il cantautore Caparezza parla di questa vicenda in una delle sue canzoni: Teste di Modì.

Il 16 febbraio 2020 il cantautore Vinicio Capossela ha voluto cantare la sua famosa canzone “Modì” a Livorno, città natale di Amedeo Modigliani, nel centenario della scomparsa del grande pittore e scultore, all’interno della mostra “Modigliani e l’avventura di Montparnasse”, al Museo della Città. Una esposizione di grande successo organizzata dal Comune di Livorno dove si potevano ammirare 26 opere di Modigliani delle collezioni Netter e Alexandre, oltre a centinaio di altri capolavori rappresentativi della École de Paris. Da quella esibizione è nato un videoclip, girato tra i quadri dell’artista livornese e quelli della sua ultima amatissima compagna Jeanne Hebuterne. Un video tutto dedicato al grande Modì, Modigliani: il titolo della canzone e dell’omonimo album di Capossela, del 1991, è un gioco di parole che richiama sia il termine francese “maudit” ossia, maledetto, sia il nome di Modigliani.

FINE

DI CICCIO FRANCESCO PIO