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falange oplitica
Sofia Messina
Created on May 13, 2021
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Transcript
LA FALANGE OPLITICA
Messina Sofia, 1E Liceo Scientifico M. Guerrisi
La falange è un'antica formazione di combattimento in cui i soldati sono armati di lance o picche, scudi e spada.
Il termine “oplitica” trae origine dal termine greco ὅπλον (si pronuncia “òplon”), ovvero lo scudo tondo del soldato di fanteria pesante.
La falange oplitica trae le sue origini da molto lontano. Ci troviamo in Mesopotamia, precisamente a Lagash, città sumera. Infatti durante gli scavi archeologici del 1877 emerse una stele sumera in cui si possono notare incisioni raffiguranti soldati di fanteria armati con lance, elmi e grandi scudi.
Era una formazione da battaglia composta da fanti pesanti armati di una lunga lancia e di uno scudo dal diametro di circa 60/90 cm chiamato Oplon da cui il nome Oplita.La caratteristiche principale dell’Oplon era la sua utilità e semplicità di utilizzo, poteva essere ruotato e grazie alla sua forma poteva anche essere appoggiato ad una spalla per un aiuto e sostegno. L’Oplon era costituita da due maniglie, una per la mano e una per l’avambraccio, in questo modo il peso dello scudo era completamente distribuito.
L’oplita combatteva in uno schieramento di otto file, fianco a fianco con i compagni, proteggendo con lo scudo il compagno a destra e cercando la protezione di quello a sinistra. In battaglia l’oplita non poteva fuggire nemmeno di fronte alla morte certa. Un assoluto rispetto della legge e dell’onore gli impediva di retrocedere, di mettersi in salvo. Egli doveva esibire il proprio valore in qualsiasi circostanza, rimanendo fermo al proprio posto fino a ottenere la vittoria o fino a raggiungere il massimo ideale eroico: una morte gloriosa.
La falange oplitica fu perfezionata dal re macedone Filippo II poco dopo la sua ascesa al trono (nel 360-359 a.C.) e aveva come modello la falange oplitica greca; la differenza sostanziale consisteva nella sua struttura ed equipaggiamento.
Filippo capì che doveva rendere l’equipaggiamento più economico ma al contempo ancora più efficace. Trovò la soluzione nell’armare i suoi falangiti con una lancia, o sarissa, di 5,5-6 metri (rispetto ai 2,5-3 dei Greci), da impugnare con entrambe le mani.
Come abbiamo visto l’armamento macedone costituì un’innovazione potentissima per l’arte militare ellenica che permise ai Greci di arrivare all'apice; un armamento di questo tipo dimostrò come una massa bene addestrata di uomini, anche se con poche risorse, potesse tenere testa a nemici molto più ricchi e potenti.