Want to create interactive content? It’s easy in Genially!
STELLE
elenadepisapia2008
Created on May 12, 2021
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Vaporwave presentation
View
Animated Sketch Presentation
View
Memories Presentation
View
Pechakucha Presentation
View
Decades Presentation
View
Color and Shapes Presentation
View
Historical Presentation
Transcript
Presentation
TO THE stars
L'evoluzione di una stella
All’interno di una stella appena formata gli strati più esterni sono composti in massima parte da gas molto caldo e non particolarmente denso, mentre nel nocciolo la materia si trova allo stato di plasma.
come nascono le stelle?
Le stelle nascono all’interno delle nebulose, grandi nubi di polveri e gas rarefatti (in prevalenza idrogeno ed elio) all’interno delle quali si può formare, in modo del tutto casuale, un addensamento di materia detto globulo di Bok. Questo, a causa di una serie di moti turbolenti, tende ad accumulare un’ ulteriore quantità di materia, che con il passare del tempo accresce la massa del globulo fino ad originare un grumo che continua poi a aumentare ulteriormente la sua massa grazie alla sua forza di gravità.Continuando in questo modo il grumo diviene sempre più grande ed in grado di generare un’ intensa forza di gravità che, tendendo a far comprimere la materia, innalza notevolmente la sua temperatura e pressione interna. Una volta che queste sono sufficientemente elevate il grumo si evolve in una protostella, un enorme accumulo di forma sferoidale di gas ad altissima temperatura, all’interno del quale non avvengono ancora le reazioni di fusione nucleare.
La durata della fase protostellare
La durata della fase proto stellare non è fissa ma varia a seconda della massa della protostella stessa. Tanto maggiore infatti è quest’ultima quanto più elevata sarà la forza di gravità esercitata dalla protostella, che sarà così in grado di accumulare materia molto più velocemente raggiungendo in poco tempo la temperatura di 10 milioni di kelvin al suo interno. Per questo motivo le protostelle con massa minore impiegano più tempo per diventare stelle propriamente dette (le stelle simili al Sole impiegarono ben 30 milioni di anni).
la morte di una stella
Le nane bianche sono corpi di dimensioni simili a quella della Terra ma estremamente densi, all’interno delle quali non si svolgono le reazioni termonucleari. All’interno di questi corpi la materia si trova in uno stato degenere per cui gli elettroni sono separati dai rispettivi nuclei e, a causa della loro vicinanza, generano una forza di repulsione elettrica (detta pressione degenere) che contrasta il collasso gravitazionale. Le nane bianche, una volta che la pressione degenere stabilisce un equilibrio con la forza gravitazionale, non possono più comprimersi e iniziano un graduale raffreddamento che le porta a diventare corpi inattivi e oscuri.
Le supernovae
Le supergiganti con una massa superiore a 8 masse solari muoiono in modo violento e catastrofico originando una supernova. Le supernovae sono stelle che esplodono violentemente aumentando incredibilmente la propria luminosità per una durata di tempo che va da poche ore a qualche mese. Durante questa esplosione, dovuta probabilmente ad un veloce collasso del nucleo, viene liberato un enorme quantitativo energetico che rende possibile l’avvio di reazioni termonucleari che fondono gli elementi che componevano la supergigante negli elementi più pesanti del cosmo, come l’oro per esempio.
Le stelle a neutroni
Al termine dell’esplosione e della formazione di una supernova resta il nocciolo residuo della supergigante morta. Se tale nocciolo ha una massa compresa tra 1,44 e 3 masse solari si trasforma in una stella a neutroni, corpi estremamente piccoli ma incredibilmente densi, in cui la materia si trova in uno stato molto particolare in cui gli elettroni riescono a penetrare i loro nuclei e, combinandosi con i protoni, ad originare neutroni. In queste condizioni la materia assume le caratteristiche di un fluido composto in gran parte da neutroni che, esercitando una pressione, impediscono un ulteriore collasso gravitazionale. La luminosità delle stelle a neutroni è incredibilmente ridotta e pare che, a causa dell’emissione periodica di onde radio, possano essere identificate con le pulsar.
i buchi neri
Al termine dell’esplosione e della formazione di una supernova resta il nocciolo residuo della supergigante morta. Se tale nocciolo ha una massa compresa tra 1,44 e 3 masse solari si trasforma in una stella a neutroni, corpi estremamente piccoli ma incredibilmente densi (1017 Kg/m3), in cui la materia si trova in uno stato molto particolare in cui gli elettroni riescono a penetrare i loro nuclei e, combinandosi con i protoni, ad originare neutroni. In queste condizioni la materia assume le caratteristiche di un fluido composto in gran parte da neutroni che, esercitando una pressione, impediscono un ulteriore collasso gravitazionale. La luminosità delle stelle a neutroni è incredibilmente ridotta e pare che, a causa dell’emissione periodica di onde radio, possano essere identificate con le pulsar
luna
buco nero
nebulosa
sole
sistema solare
meteora
¡grazie!