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IL RISORGIMENTO ITALIANO

ILARIA TURINO

Created on May 12, 2021

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I grandi personaggi del Risorgimento italiano

Il Risorgimento è il movimento ideologico e letterario che culminerà, nel 1861, con l’Unità d’Italia. Camillo Benso conte di Cavour, Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II sono stati i personaggi più importanti del Risorgimento Italiano.

Camillo Benso conte di Cavour

Camillo Benso Conte di Cavour fu ufficiale del Regno di Sardegna (1827-31) ed esordì nella politica piemontese nel 1847, fondando il giornale Il Risorgimento. L’anno successivo fu deputato, successivamente ministro (1850, 1851) e infine presidente del consiglio (1852).

Fu protagonista del Risorgimento come sostenitore delle idee liberali, del progresso civile ed economico, dell'anticlericalismo, dei movimenti nazionali e dell'espansionismo del Regno di Sardegna ai danni dell'Austria e degli stati italiani preunitari.

GIUSEPPE GARIBALDI

La vita di Giuseppe Garibaldi (1807-1882) è stata avventurosa e movimentata. Figlio di un commerciante e di una casalinga, Garibaldi diventerà un vero e proprio eroe del Risorgimento italiano, riconosciuto internazionalmente.

Nessuno meglio di lui incarnerà, tra luci e ombre, i valori del patriottismo. La sua impresa più importante, compiuta al comando delle sue camicie rosse, è senza dubbio la conquista del Meridione, tassello fondamentale verso l’unificazione d’Italia sotto la casa reale dei Savoia.

VITTORIO EMANUELE II

Vittorio Emanuele II fu il più amato dei sovrani di casa Savoia, anche per via delle sue qualità umane. Divenuto re di Sardegna nel 1849, egli collocò il suo Piemonte alla guida del progetto risorgimentale, coronato nel 1861 con l’Unità d’Italia e nel 1870 con la presa di Roma. Alla sua morte, il 9 gennaio 1878, egli fu salutato come il re galantuomo e il Padre della Patria.

Il Risorgimento è il processo storico che nel corso del XIX secolo condusse all’Unità d’Italia. Vittorio Emanuele II vi giocò un ruolo di primo piano. Anche attraverso il suo celebre primo ministro, Camillo Benso conte di Cavour ,il re seppe mantenere la giusta distanza fra le varie proposte risorgimentali: alla fine prevalse la strada monarchica legata alla dinastia dei Savoia, re di Sardegna e poi appunto d’Italia.

LE TRE GUERRE D'INDIPENDENZA

LA PRIMA GUERRA

1848: scoppiò la Prima Guerra d’Indipendenza, in quanto, dopo varie insurrezioni anti-asburgiche nelle più importanti città del Lombardo-Veneto (Padova, Milano e Venezia), Carlo Alberto di Savoia si pose a capo di una coalizione di Stati italiani e dichiarò guerra all’Austria, con l’intenzione di conquistare il Regno Lombardo-Veneto. Inizialmente vittorioso, Carlo Alberto venne in seguito sconfitto e fu costretto a consegnare il regno a suo figlio, Vittorio Emanuele II.

SECONDA E TERZA GUERRA

1859: scoppiò la Seconda Guerra d’Indipendenza: il Regno di Sardegna, affiancato dalla Francia, riuscì a ottenere la Lombardia, evento che portò, in seguito, l’annessione al Regno di Sardegna anche di Toscana, Parma, Modena e della parte di Romagna governata dallo Stato Pontificio. 1866: l’Italia non era ancora del tutto unita e liberata… Mancavano, infatti, ancora il Lazio e il Veneto, ma quest’ultimo fu liberato da Vittorio Emanuele con la Terza Guerra d’Indipendenza.