Rachele
napoleone bonaparte
Napoleone,Nasce in corsica nel 1769, studia a Parigi e diventa sottotenente di artiglieria. Nel
1796 inizia a farsi notare durante la Rivoluzione Francese, combattendo con
il popolo della Corsica che chiedeva l’indipendenza dalla Francia.
1796: gli viene affidata la Campagna d’Italia. Sconfigge Piemontesi ed Austriaci, stabilendo poi la
pace con il Trattato di Campoformio (1797).
1798: inizia la Campagna d’Egitto, per contrastare l’espansione coloniale
degli inglesi. Dopo alcune vittorie ad Alessandria d’Egitto, viene sconfitto
dalla flotta inglese dell’ammiraglio Nelson. Contemporaneamente si forma
una seconda coalizione contro la Francia (Inghilterra, Russia, Austria, Impero
Turco e Regno di Napoli). I francesi sconfiggono i Borboni, ma vengono
sconfitti dagli austro russi. Napoleone dunque rientra in Francia e viene
accolto dalla folla come salvatore della patria.
1799: colpo di stato del 18 brumaio. Il direttorio viene abbattuto e, istituito il
consolato, Napoleone si nomina Primo Console. Con la promulgazione
dell’anno VIII, Napoleone diventa console a vita ed ottiene grandi poteri:
riforma la giustizia e l’amministrazione, firma un concordato con Papa Pio VII
con il quale la chiesa si mette al servizio del regime e nel 1804 si fa
incoronate imperatore dei francesi.
Fallito un attacco all’Inghilterra nella battaglia di Trafalgar (1805), capisce
che per debellare l’eterna nemica dovrà estendere il proprio dominio
sull’intera Europa (blocco continentale), così da isolare l’Inghilterra.
Conquista dunque una seria di vittorie contro gli Austro-Russi (Austerlitz) e
contro la Prussia. Invade poi Portogallo e Spagna. Nel 1810 sposa Maria
Luisa d’Austria e si assicura la pace con gli austriaci.
1812 Campagna di Russia. Napoleone concepisce il temerario piano di
invadere la Russia dello zar Alessandro I: arrivati a Mosca, trovano una città
deserta e distrutta da un incendio. La Grande Armata è dunque costretta a
ritirarsi prima che inizi il terribile inverno. La ritirata si rivela un disastro e solo
pochi uomini riescono a tornare in patria.
1814: dopo la sconfitta a Lipsia, Napoleone è costretto ad abdicare e viene
mandato in esilio all’Isola d’Elba.
1815: I cento giorni. Napoleone riesce a fuggire e a rientrare in patria, dove
conosce un nuovo breve periodo di potere che dura solo cento giorni. Tra il
16 e il 18 giugno viene nuovamente sconfitto a Waterloo dall’esercito
inglese. Confinato nell’Isola di Sant’Elena, si spegne il 5 maggio del 1821.
Stette la spoglia immemore
Orba di tanto spiro,
Così percossa, attonita5
La terra al nunzio sta,
Muta pensando all’ultima
Ora dell’uom fatale;
Nè sa quando una simile
Orma di piè mortale10
La sua cruenta polvere
A calpestar verrà.
[p. 690 modifica]
Lui folgorante in solio
Vide il mio genio e tacque;
Quando, con vece assidua,15
Cadde, risorse e giacque,
Di mille voci al sonito
Mista la sua non ha:
Vergin di servo encomio
E di codardo oltraggio,20
Sorge or commosso al subito
Sparir di tanto raggio:
E scioglie all’urna un cantico
Che forse non morrà.
Dall’Alpi alle Piramidi,25
Dal Manzanarre al Reno,
Di quel securo il fulmine
Tenea dietro al baleno;
Scoppiò da Scilla al Tanai,
Dall’uno all’altro mar.30
Fu vera gloria? Ai posteri
L’ardua sentenza: nui
Chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
Del creator suo spirito35
Più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
Gioia d’un gran disegno,
L’ansia d’un cor che indocile
Serve, pensando al regno;40
E il giunge, e tiene un premio
Ch’era follia sperar;
Tutto ei provò: la gloria
Maggior dopo il periglio,
La fuga e la vittoria,45
[p. 691 modifica]
La reggia e il tristo esiglio:
Due volte nella polvere,
Due volte sull’altar.
Ei si nomò: due secoli,
L’un contro l’altro armato,50
Sommessi a lui si volsero,
Come aspettando il fato;
5 Maggio- Manzoni
poesia "cinque maggio" manzoni
Ei fe’ silenzio, ed arbitro
S’assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell’ozio55
Chiuse in sì breve sponda,
Segno d’immensa invidia
E di pietà profonda,
D’inestinguibil odio
E d’indomato amor.60
Come sul capo al naufrago
L’onda s’avvolve e pesa,
L’onda su cui del misero,
Alta pur dianzi e tesa,
Scorrea la vista a scernere65
Prode remote invan;
Tal su quell’alma il cumulo
Delle memorie scese!
Oh quante volte ai posteri
Narrar se stesso imprese,70
E sull’eterne pagine
Cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
Morir d’un giorno inerte,
Chinati i rai fulminei,75
Le braccia al sen conserte,
Stette, e dei dì che furono
L’assalse il sovvenir!
[p. 692 modifica]
E ripensò le mobili
Tende, e i percossi valli,80
E il lampo de’ manipoli,
E l’onda dei cavalli,
E il concitato imperio,
E il celere ubbidir.
Ahi! forse a tanto strazio85
Cadde lo spirto anelo,
E disperò: ma valida
Venne una man dal cielo,
E in più spirabil aere
Pietosa il trasportò;90
E l’avviò, pei floridi
Sentier della speranza,
Ai campi eterni, al premio
Che i desidéri avanza,
Dov’è silenzio e tenebre95
La gloria che passò.
Bella Immortal! benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
Chè più superba altezza100
Al disonor del Golgota
Giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
Sperdi ogni ria parola:
Il Dio che atterra e suscita,105
Che affanna e che consola,
Sulla deserta coltrice
Accanto a lui posò.
Thanks!
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Rachele
napoleone bonaparte
Napoleone,Nasce in corsica nel 1769, studia a Parigi e diventa sottotenente di artiglieria. Nel 1796 inizia a farsi notare durante la Rivoluzione Francese, combattendo con il popolo della Corsica che chiedeva l’indipendenza dalla Francia.
1796: gli viene affidata la Campagna d’Italia. Sconfigge Piemontesi ed Austriaci, stabilendo poi la pace con il Trattato di Campoformio (1797).
1798: inizia la Campagna d’Egitto, per contrastare l’espansione coloniale degli inglesi. Dopo alcune vittorie ad Alessandria d’Egitto, viene sconfitto dalla flotta inglese dell’ammiraglio Nelson. Contemporaneamente si forma una seconda coalizione contro la Francia (Inghilterra, Russia, Austria, Impero Turco e Regno di Napoli). I francesi sconfiggono i Borboni, ma vengono sconfitti dagli austro russi. Napoleone dunque rientra in Francia e viene accolto dalla folla come salvatore della patria.
1799: colpo di stato del 18 brumaio. Il direttorio viene abbattuto e, istituito il consolato, Napoleone si nomina Primo Console. Con la promulgazione dell’anno VIII, Napoleone diventa console a vita ed ottiene grandi poteri: riforma la giustizia e l’amministrazione, firma un concordato con Papa Pio VII con il quale la chiesa si mette al servizio del regime e nel 1804 si fa incoronate imperatore dei francesi.
Fallito un attacco all’Inghilterra nella battaglia di Trafalgar (1805), capisce che per debellare l’eterna nemica dovrà estendere il proprio dominio sull’intera Europa (blocco continentale), così da isolare l’Inghilterra. Conquista dunque una seria di vittorie contro gli Austro-Russi (Austerlitz) e contro la Prussia. Invade poi Portogallo e Spagna. Nel 1810 sposa Maria Luisa d’Austria e si assicura la pace con gli austriaci.
1812 Campagna di Russia. Napoleone concepisce il temerario piano di invadere la Russia dello zar Alessandro I: arrivati a Mosca, trovano una città deserta e distrutta da un incendio. La Grande Armata è dunque costretta a ritirarsi prima che inizi il terribile inverno. La ritirata si rivela un disastro e solo pochi uomini riescono a tornare in patria.
1814: dopo la sconfitta a Lipsia, Napoleone è costretto ad abdicare e viene mandato in esilio all’Isola d’Elba.
1815: I cento giorni. Napoleone riesce a fuggire e a rientrare in patria, dove conosce un nuovo breve periodo di potere che dura solo cento giorni. Tra il 16 e il 18 giugno viene nuovamente sconfitto a Waterloo dall’esercito inglese. Confinato nell’Isola di Sant’Elena, si spegne il 5 maggio del 1821.
Stette la spoglia immemore Orba di tanto spiro, Così percossa, attonita5 La terra al nunzio sta, Muta pensando all’ultima Ora dell’uom fatale; Nè sa quando una simile Orma di piè mortale10 La sua cruenta polvere A calpestar verrà. [p. 690 modifica] Lui folgorante in solio Vide il mio genio e tacque; Quando, con vece assidua,15 Cadde, risorse e giacque, Di mille voci al sonito Mista la sua non ha: Vergin di servo encomio E di codardo oltraggio,20 Sorge or commosso al subito Sparir di tanto raggio: E scioglie all’urna un cantico Che forse non morrà. Dall’Alpi alle Piramidi,25 Dal Manzanarre al Reno, Di quel securo il fulmine Tenea dietro al baleno; Scoppiò da Scilla al Tanai, Dall’uno all’altro mar.30 Fu vera gloria? Ai posteri L’ardua sentenza: nui Chiniam la fronte al Massimo Fattor, che volle in lui Del creator suo spirito35 Più vasta orma stampar. La procellosa e trepida Gioia d’un gran disegno, L’ansia d’un cor che indocile Serve, pensando al regno;40 E il giunge, e tiene un premio Ch’era follia sperar; Tutto ei provò: la gloria Maggior dopo il periglio, La fuga e la vittoria,45 [p. 691 modifica] La reggia e il tristo esiglio: Due volte nella polvere, Due volte sull’altar. Ei si nomò: due secoli, L’un contro l’altro armato,50 Sommessi a lui si volsero, Come aspettando il fato;
5 Maggio- Manzoni
poesia "cinque maggio" manzoni
Ei fe’ silenzio, ed arbitro S’assise in mezzo a lor. E sparve, e i dì nell’ozio55 Chiuse in sì breve sponda, Segno d’immensa invidia E di pietà profonda, D’inestinguibil odio E d’indomato amor.60 Come sul capo al naufrago L’onda s’avvolve e pesa, L’onda su cui del misero, Alta pur dianzi e tesa, Scorrea la vista a scernere65 Prode remote invan; Tal su quell’alma il cumulo Delle memorie scese! Oh quante volte ai posteri Narrar se stesso imprese,70 E sull’eterne pagine Cadde la stanca man! Oh quante volte, al tacito Morir d’un giorno inerte, Chinati i rai fulminei,75 Le braccia al sen conserte, Stette, e dei dì che furono L’assalse il sovvenir! [p. 692 modifica] E ripensò le mobili Tende, e i percossi valli,80 E il lampo de’ manipoli, E l’onda dei cavalli, E il concitato imperio, E il celere ubbidir. Ahi! forse a tanto strazio85 Cadde lo spirto anelo, E disperò: ma valida Venne una man dal cielo, E in più spirabil aere Pietosa il trasportò;90 E l’avviò, pei floridi Sentier della speranza, Ai campi eterni, al premio Che i desidéri avanza, Dov’è silenzio e tenebre95 La gloria che passò. Bella Immortal! benefica Fede ai trionfi avvezza! Scrivi ancor questo, allegrati; Chè più superba altezza100 Al disonor del Golgota Giammai non si chinò. Tu dalle stanche ceneri Sperdi ogni ria parola: Il Dio che atterra e suscita,105 Che affanna e che consola, Sulla deserta coltrice Accanto a lui posò.
Thanks!