Il mondo degli anfibi
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ARDò LUIGI PIO
Sventurato aurora
Delli santi giovina
Ha scritto:
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Ha scritto:
•ANURI•IL CICLO VITALE DI UNA RANA•ANFIBI NEL PARCO NAZIONALE GARGANO•MAP OF CURIOSITY
•APODA•ORIGINE ED EVOLUZIONE •ANFIBI A RISCHIO •MAP OF CURIOSITY
•CARATTERISTICHE DEGLI ANFIBI•URODELI•HABITAT NATURALI •MAP OF CURIOSITY
Index
Origine ed evoluzione degli anfibi negli anni
Caratteristiche generali degli anfibi
anfibi a rischio
Anuri
habitat naturale degli anfibi
il ciclo vitale di una rana
anfibi nel parco nazionale del gargano
Apoda
urodeli
Map of curiosity
Caratteristiche generali degli anfibi
La parola anfibio deriva dal greco amphi e bios che significa "doppia vita".Gli anfibi hanno una pelle priva di scaglie, sottile e costantemente umida, adatta per gli scambi respiratori. Inoltre per il loro tipo di pelle, se esposta all'aria, puo' disidratarsi quindi si ricoprono di un sottile strato di muco prodotto dalle ghiandole della pelle per proteggerla dalle infezioni. I loro polmoni sono come due "sacchetti" sgonfi e non possono dilatarsi e restringersi come i nostri: per questo gli anfibi devono "inghiottire" letteralmente l'aria, riempiendo così i polmoni e anche servirsi della pelle stessa per respirare.Nuovi organismi si formano grazie alla fecondazione delle uova, prive di strutture protettive e devono essere deposte nell'acqua altrimenti morirebbero. Dopo la fecondazione, nella maggiorparte delle specie, si sviluppa il girino , una piccola larva priva di zampe che respira tramite le branchie e nuota per mezzo della coda. Il girino successivamente si trasforma in un anfibio adulto tramite la metamorfosi , durante la quale si sviluppano i polmoni e le zampe e saranno pronti a vivere anche sulla Terra.
Molti anfibi sono carnivori: si nutrono di insetti, crostacei, lumache, vermi e piccoli pesci. Possiedono sangue freddo come i pesci e i rettili. Non possono regolare la temperatura del loro corpo e quindi, quest'ultima dipende dall'ambiente dove vivono.
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Gli anuri
Della famiglia degli anuri fanno parte le rane e i rospi. Da adulti essi sono privi di coda e hanno gli arti posteriori sviluppati, sfruttati sia nel salto che nel nuoto. La maggiorparte degli anuri vive nelle zone calde, ma si possono trovare anche in zone più a nord. Gli anuri come tutti gli anfibi vivono in zone umide, ma alcune specie di rospi possono sopravvivere anche in ambienti asciutti grazie alla loro pelle sufficientemente spessa. Tutti i rospi e le rane sono carnivori e si nutrono di prede vive (insetti e altri invertebrati acquatici e terricoli). Si cibano di prede vive, perché la loro vista è sensibile al movimento; una preda immobile non è appetibile. Incapaci di masticare o frantumare il cibo in bocca, ingoiano le prede intere. Si nutrono talvolta anche di girini.
La lunghezza media degli anuri si attesta dai 35 ai 75mm, ma ne esistono di molti più grandi come di molto più piccoli. Tra le specie più grandi di quest'ordine troviamo il Conraua goliath, un enorme rana lunga 32cm che puo' arrivare, con le gambe distese, fino a 70/80cm.
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Il ciclo vitale della rana
Apoda
Il termine Apoda proviene dal greco antico e significa "privo di arti". Infatti tutti i membri noti alla biologia sono privi sia degli arti inferiori sia di quelli superiori. Gli apoda hanno dimensioni serpentiforme per i più grandi o lombriciformi per i più piccoli. Il biologo tedesco Brehm, nel 1840, li definì anfibi che esternamente assomigliano a serpenti e internamente a delle rane.
L'ordine degli apoda è costituito da un' unica famiglia, quella delle "cecilie", per un totale di circa 167 specie anche se, per il più del 90% dei casi, si conosce a malapena la morfologia esterna. In termini zoogeografici la loro presenza è mappata in America del Sud, nelle isole Seychelles fino nell'Asia tropicale e sudorientale. Essi presentano generalmente delle grosse ghiandole mucose sul ventre, con le quali emettono una sostanza che mantiene umida la pelle facilitandone lo spostamento. La fecondazione sembrerebbe essere interna per le specie più studiate. Alcune sono ovivipare: producono delle uova; altre sono vivipare cioè partoriscono cuccioli già formati e infine altre sono ovipare e si riproducono per via indiretta con larve metamorfosanti.
Gli Urodeli
Gli urodeli sono anfibi sviluppati specialmente nelle regioni temperate, ma anche negli ambienti freddi e umidi del Nord e Centro America, in Europa e in Asia.
Il loro corpo è sottile ed è allungato di circa 10-20 cm ad eccezione delle salamandre giganti che sono lunghe oltre 1m; hanno il naso corto e le zampe corte adatte sia per nuotare sia per muoversi sulla terra ferma e possiedono un aspetto simile a quello delle lucertole.Essi sono in grado di mantenere la coda anche dopo la metamorfosi: proprio per questo motivo vengono chiamati "caudati". Quest'ultimi riescono a vivere o solo nell'acqua o solo sulla terra; alcuni tra i caudati possiedono ancora le branchie da adulti, parlando così di casi di "neotenia o pedomorfismo". Un'altra loro caratteristica è quella di riuscire a riformare gli arti perduti e alcune parti del corpo. Gli urodeli comprendono: le salamandre e i tritoni. Le salamandre pezzate possiedono una pelle sottile e liscia e vivono per lo più in Europa; i tritoni possiedono un corpo gracile e allungato e, nonostante possiedono i polmoni, vivono per lo più in ambienti acquatici, anche dopo aver perso le branchie, come l'Europa e l'Asia occidentale.
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L'orgine e l'evoluzione degli anfibi
Almeno 100 milioni di anni prima che comparissero i dinosauri, gli anfibi erano partiti alla conquista della Terra ferma senza riuscirci del tutto. L'origine degli anfibi è ancora avvolta nel mistero. La maggiorparte dei paleontologi, pensa che essi discendano direttamente da "Dipnoi" primitivi. La diversificazione tra i due gruppi sarebbe avvenuta tra il 416 e i 360 milioni di anni fa nel periodo Devoniano. I candidati più attendibili come progenitori degli anfibi sono i Sarcopterigi. Attorno ai 300 milioni di anni fa, nel Carbonifero, gli anfibi si sparsero in tutto il mondo e si diversificarono in un gran numero di variabili, diventando gli organismi dominanti sulla terraferma.
Gli anfibi primordiali erano abbastanza differenti da quelli attuali. Tra questi, il più diversificato era il gruppo dei Temno-spondili.La maggiorparte degli studiosi è d'accordo a classificare tutti gli anfibi attuali come parte di un unico gruppo evoluto gli Lis-anfibi.
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Info
Anfibi a rischio
Il WWF lancia l'appello per salvare gli anfibi perchè sono minacciati dai cambiamenti climatici, dati dalla scomparsa delle zone umide. L'associazione ambientalista ha preparato WWFYOUNG, un vademecum per difendere questi animali ultimissimi, poichè sono considerati insetticidi naturali. Il WWF ricorda che gli anfibi sono la classe di animali più minacciata al mondo: il 33% delle specie di rane, rospi, salamandre e tritoni è a vario grado di pericolo d'estinzione. La perdita delle zone umide procede tre volte più velocemente rispetto alla scomparsa delle foreste.Gli anfibi sono le specie più minacciate in Europa: infatti ne vivono 85 tra rane, rospi, tritoni e salamandre di cui il 60% in declino. In Italia le specie sono 36 e 9 di queste potrebbero presto essere solo un ricordo, le cui cause, oltre alla perdita delle zone umide, sono: l'urbanizzazione, le malattie, l'inquinamento e la caccia indiscriminata.
"L'Italia ospita il maggior numero di specie complessivo ed è quindi tra i paesi col maggior declino" dicono i biologi Pierluigi Bombi ed Emanuela D'Amen. Secondo i ricercatori il declino è maggiore nelle regioni che hanno subito forti sbalzi climatici. Il WWF ha promosso, negli ultimi anni, la campagna "One Million Ponds" per favorire la tutela, il ripristino e la creazione di piccole zone umide in tutta Italia.
Info
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Habitat naturale degli anfibi
Gli Anfibi sono maggiormente diffusi in tutti i continenti eccetto l'Antartide e rappresentano un'ampia popolazione dei vertebrati con quasi 6000 specie riconosciute oggi. Tendenzialmente vivono nelle zone umide o direttamente nelle acque dolci, ma esistono anche delle specie tra loro che vivono negli alberi o nelle piante in genere (si parla di specie "arboricole", tra gli Anura), altre ancora vivono nelle vicinanze di raccolte d'acqua, infine altre sono divenute completamente indipendenti rispetto l'acqua (come i Ranidi e i Ilidi). Non vivono in acque marine o nelle zone come i deserti.
Gli anfibi nel Parco Nazionale del Gargano
Il territorio del Parco nazionale del Gargano rappresenta un sito chiave per la presenza degli anfibi, non solo a livello regionale, ma anche nazionale, in quanto presenta una serie di Biotopi formati da habitat in parte naturali e in parte semi-naturali, derivati dalle attività umane tradizionali molto importanti per la conservazione delle specie degli anfibi.L'ente Parco nazionale del Gargano EPNG, nell'anno 2008, ha realizzato il progetto: "anfibi,rettili e pesci delle acque interne del Parco nazionale nel Gargano" per censire gli anfibi presenti nel territorio. Dal suddetto studio è emerso che in Puglia sono presenti 10 specie di anfibi. Gli anfibi sono presenti con la raganella, la rana verde e dalmatina, il rospo comune e smeraldino e il tritone italico e crestato
Map of curiosity
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Il mondo degli anfibi
Alisia Troiano
Created on May 10, 2021
E' interattivo, bisogna cliccare i vari pallini.
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Il mondo degli anfibi
PRESENTAtion
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ARDò LUIGI PIO
Sventurato aurora
Delli santi giovina
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•ANURI•IL CICLO VITALE DI UNA RANA•ANFIBI NEL PARCO NAZIONALE GARGANO•MAP OF CURIOSITY
•APODA•ORIGINE ED EVOLUZIONE •ANFIBI A RISCHIO •MAP OF CURIOSITY
•CARATTERISTICHE DEGLI ANFIBI•URODELI•HABITAT NATURALI •MAP OF CURIOSITY
Index
Origine ed evoluzione degli anfibi negli anni
Caratteristiche generali degli anfibi
anfibi a rischio
Anuri
habitat naturale degli anfibi
il ciclo vitale di una rana
anfibi nel parco nazionale del gargano
Apoda
urodeli
Map of curiosity
Caratteristiche generali degli anfibi
La parola anfibio deriva dal greco amphi e bios che significa "doppia vita".Gli anfibi hanno una pelle priva di scaglie, sottile e costantemente umida, adatta per gli scambi respiratori. Inoltre per il loro tipo di pelle, se esposta all'aria, puo' disidratarsi quindi si ricoprono di un sottile strato di muco prodotto dalle ghiandole della pelle per proteggerla dalle infezioni. I loro polmoni sono come due "sacchetti" sgonfi e non possono dilatarsi e restringersi come i nostri: per questo gli anfibi devono "inghiottire" letteralmente l'aria, riempiendo così i polmoni e anche servirsi della pelle stessa per respirare.Nuovi organismi si formano grazie alla fecondazione delle uova, prive di strutture protettive e devono essere deposte nell'acqua altrimenti morirebbero. Dopo la fecondazione, nella maggiorparte delle specie, si sviluppa il girino , una piccola larva priva di zampe che respira tramite le branchie e nuota per mezzo della coda. Il girino successivamente si trasforma in un anfibio adulto tramite la metamorfosi , durante la quale si sviluppano i polmoni e le zampe e saranno pronti a vivere anche sulla Terra.
Molti anfibi sono carnivori: si nutrono di insetti, crostacei, lumache, vermi e piccoli pesci. Possiedono sangue freddo come i pesci e i rettili. Non possono regolare la temperatura del loro corpo e quindi, quest'ultima dipende dall'ambiente dove vivono.
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Gli anuri
Della famiglia degli anuri fanno parte le rane e i rospi. Da adulti essi sono privi di coda e hanno gli arti posteriori sviluppati, sfruttati sia nel salto che nel nuoto. La maggiorparte degli anuri vive nelle zone calde, ma si possono trovare anche in zone più a nord. Gli anuri come tutti gli anfibi vivono in zone umide, ma alcune specie di rospi possono sopravvivere anche in ambienti asciutti grazie alla loro pelle sufficientemente spessa. Tutti i rospi e le rane sono carnivori e si nutrono di prede vive (insetti e altri invertebrati acquatici e terricoli). Si cibano di prede vive, perché la loro vista è sensibile al movimento; una preda immobile non è appetibile. Incapaci di masticare o frantumare il cibo in bocca, ingoiano le prede intere. Si nutrono talvolta anche di girini.
La lunghezza media degli anuri si attesta dai 35 ai 75mm, ma ne esistono di molti più grandi come di molto più piccoli. Tra le specie più grandi di quest'ordine troviamo il Conraua goliath, un enorme rana lunga 32cm che puo' arrivare, con le gambe distese, fino a 70/80cm.
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Il ciclo vitale della rana
Apoda
Il termine Apoda proviene dal greco antico e significa "privo di arti". Infatti tutti i membri noti alla biologia sono privi sia degli arti inferiori sia di quelli superiori. Gli apoda hanno dimensioni serpentiforme per i più grandi o lombriciformi per i più piccoli. Il biologo tedesco Brehm, nel 1840, li definì anfibi che esternamente assomigliano a serpenti e internamente a delle rane.
L'ordine degli apoda è costituito da un' unica famiglia, quella delle "cecilie", per un totale di circa 167 specie anche se, per il più del 90% dei casi, si conosce a malapena la morfologia esterna. In termini zoogeografici la loro presenza è mappata in America del Sud, nelle isole Seychelles fino nell'Asia tropicale e sudorientale. Essi presentano generalmente delle grosse ghiandole mucose sul ventre, con le quali emettono una sostanza che mantiene umida la pelle facilitandone lo spostamento. La fecondazione sembrerebbe essere interna per le specie più studiate. Alcune sono ovivipare: producono delle uova; altre sono vivipare cioè partoriscono cuccioli già formati e infine altre sono ovipare e si riproducono per via indiretta con larve metamorfosanti.
Gli Urodeli
Gli urodeli sono anfibi sviluppati specialmente nelle regioni temperate, ma anche negli ambienti freddi e umidi del Nord e Centro America, in Europa e in Asia.
Il loro corpo è sottile ed è allungato di circa 10-20 cm ad eccezione delle salamandre giganti che sono lunghe oltre 1m; hanno il naso corto e le zampe corte adatte sia per nuotare sia per muoversi sulla terra ferma e possiedono un aspetto simile a quello delle lucertole.Essi sono in grado di mantenere la coda anche dopo la metamorfosi: proprio per questo motivo vengono chiamati "caudati". Quest'ultimi riescono a vivere o solo nell'acqua o solo sulla terra; alcuni tra i caudati possiedono ancora le branchie da adulti, parlando così di casi di "neotenia o pedomorfismo". Un'altra loro caratteristica è quella di riuscire a riformare gli arti perduti e alcune parti del corpo. Gli urodeli comprendono: le salamandre e i tritoni. Le salamandre pezzate possiedono una pelle sottile e liscia e vivono per lo più in Europa; i tritoni possiedono un corpo gracile e allungato e, nonostante possiedono i polmoni, vivono per lo più in ambienti acquatici, anche dopo aver perso le branchie, come l'Europa e l'Asia occidentale.
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L'orgine e l'evoluzione degli anfibi
Almeno 100 milioni di anni prima che comparissero i dinosauri, gli anfibi erano partiti alla conquista della Terra ferma senza riuscirci del tutto. L'origine degli anfibi è ancora avvolta nel mistero. La maggiorparte dei paleontologi, pensa che essi discendano direttamente da "Dipnoi" primitivi. La diversificazione tra i due gruppi sarebbe avvenuta tra il 416 e i 360 milioni di anni fa nel periodo Devoniano. I candidati più attendibili come progenitori degli anfibi sono i Sarcopterigi. Attorno ai 300 milioni di anni fa, nel Carbonifero, gli anfibi si sparsero in tutto il mondo e si diversificarono in un gran numero di variabili, diventando gli organismi dominanti sulla terraferma.
Gli anfibi primordiali erano abbastanza differenti da quelli attuali. Tra questi, il più diversificato era il gruppo dei Temno-spondili.La maggiorparte degli studiosi è d'accordo a classificare tutti gli anfibi attuali come parte di un unico gruppo evoluto gli Lis-anfibi.
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Anfibi a rischio
Il WWF lancia l'appello per salvare gli anfibi perchè sono minacciati dai cambiamenti climatici, dati dalla scomparsa delle zone umide. L'associazione ambientalista ha preparato WWFYOUNG, un vademecum per difendere questi animali ultimissimi, poichè sono considerati insetticidi naturali. Il WWF ricorda che gli anfibi sono la classe di animali più minacciata al mondo: il 33% delle specie di rane, rospi, salamandre e tritoni è a vario grado di pericolo d'estinzione. La perdita delle zone umide procede tre volte più velocemente rispetto alla scomparsa delle foreste.Gli anfibi sono le specie più minacciate in Europa: infatti ne vivono 85 tra rane, rospi, tritoni e salamandre di cui il 60% in declino. In Italia le specie sono 36 e 9 di queste potrebbero presto essere solo un ricordo, le cui cause, oltre alla perdita delle zone umide, sono: l'urbanizzazione, le malattie, l'inquinamento e la caccia indiscriminata.
"L'Italia ospita il maggior numero di specie complessivo ed è quindi tra i paesi col maggior declino" dicono i biologi Pierluigi Bombi ed Emanuela D'Amen. Secondo i ricercatori il declino è maggiore nelle regioni che hanno subito forti sbalzi climatici. Il WWF ha promosso, negli ultimi anni, la campagna "One Million Ponds" per favorire la tutela, il ripristino e la creazione di piccole zone umide in tutta Italia.
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Habitat naturale degli anfibi
Gli Anfibi sono maggiormente diffusi in tutti i continenti eccetto l'Antartide e rappresentano un'ampia popolazione dei vertebrati con quasi 6000 specie riconosciute oggi. Tendenzialmente vivono nelle zone umide o direttamente nelle acque dolci, ma esistono anche delle specie tra loro che vivono negli alberi o nelle piante in genere (si parla di specie "arboricole", tra gli Anura), altre ancora vivono nelle vicinanze di raccolte d'acqua, infine altre sono divenute completamente indipendenti rispetto l'acqua (come i Ranidi e i Ilidi). Non vivono in acque marine o nelle zone come i deserti.
Gli anfibi nel Parco Nazionale del Gargano
Il territorio del Parco nazionale del Gargano rappresenta un sito chiave per la presenza degli anfibi, non solo a livello regionale, ma anche nazionale, in quanto presenta una serie di Biotopi formati da habitat in parte naturali e in parte semi-naturali, derivati dalle attività umane tradizionali molto importanti per la conservazione delle specie degli anfibi.L'ente Parco nazionale del Gargano EPNG, nell'anno 2008, ha realizzato il progetto: "anfibi,rettili e pesci delle acque interne del Parco nazionale nel Gargano" per censire gli anfibi presenti nel territorio. Dal suddetto studio è emerso che in Puglia sono presenti 10 specie di anfibi. Gli anfibi sono presenti con la raganella, la rana verde e dalmatina, il rospo comune e smeraldino e il tritone italico e crestato
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