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RELAZIONE DI LABORATORIO-Elisa Gaia Termolino VBcl.
elisatermolino
Created on May 10, 2021
Relazione di laboratorio sull'elettricità statica.
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Transcript
L'ELETTRICITA' STATICA
Relazione di laboratorio Elisa Gaia Termolino VBcl.
CHE COS'E'?
L’elettricità statica si produce a causa di un trasferimento di elettroni dal corpo di un oggetto ad un altro. Il modo in cui si produce l’elettricità statica è quello di “strofinare” due oggetti l’uno sull’altro. Nel linguaggio tecnico l’elettricità statica è definita anche triboelettricità.
L’elettricità statica si manifesta attraverso la scarica elettrostatica. Le più comuni manifestazioni dell’elettricità statica sono: il lampo o la scintilla che si produce quando una persona tocca degli oggetti metallici come ad esempio le automobili o le serrature .
La scarica elettrostatica è il fenomeno per cui si neutralizza la carica elettrostatica posseduta da un corpo. La scarica si produce quando un corpo elettrizzato viene a contatto con un altro corpo con potenziale elettrico diverso.
COME PUO' ESSERE CONTROLLATA?
La neutralizzazione di cariche statiche su non conduttori viene effettuata tramite la ionizzazione attiva, la quale avviene attraverso apparecchiature per ionizzazione. Sulle punte ad alta tensione di queste apparecchiature, le molecole d’aria vengono divise in ioni negativi e positivi. La carica statica sul prodotto attrae ioni di polarità opposta, neutralizzando quindi il materiale.
Comunque, l’elettricità statica può anche essere utile. Con l’utilizzo dell’alta tensione, si può dare una carica statica ai materiali col fine di farli aderire tra loro temporaneamente, semplifi cando quindi i processi produttivi.
ESPERIMENTO
Dimostriamo gli effetti dell'elettricità elettrostatica:
Sfruttando le forze di attrazione o repulsione legate ai corpi elettrizzati, si possono creare effetti veramente magici, che oltre a stupire amici e parenti ci permetteranno di vedere con i nostri occhi un fenomeno invisibile come quello dell’elettricità.
L'occorrente che ci servirà per svolgere i vari esperimenti è:
- Una salvietta;
- Un tubo in PVC;
- Una lattina in alluminio;
- Una cannuccia;
- Liquido per bolle di sapone;
- Un biccchiere di plastica;
- Delle forbici;
- Un palloncino
- Dello spago;
- Della carta stagnola;
- Una gruccia in metallo.
SVOLGIMENTO:
Secondo esperimento:
Primo esperimento:
Per il secondo esperimento, spargiamo un po' di liquido per realizzare le bolle di sapone su di una superficie piana, poi soffiando attraverso una cannuccia rivolta al piano, creiamo delle bolle. Di nuovo, strofiniamo il tubo in PVC con una salvietta ed avviciniamolo ad una delle bolle appena create, Noteremo che la bolla, come la lattina, si muoverà seguendo l'andamento del tubo, senza che noi la tocchiamo. Se le bolle alle quali avviciniamo il tubo sono due anzichè una, le due bolle si avvicineranno l'una verso l'altra come attratte da una forza invisibile.
Per il primo espeerimento strofiniamo il tubo in PVC con una salvietta ed appoggiamo la lattina su di un lato. Noteremo che spostando il tubo da destra a sinistra, la lattina si muoverà senza l'aiuto del nostro tocco, come se attratta dal tubo.
Terzo esperimento:
Quarto esperimento:
Per il quarto esperimento, ritagliamo la carta stagnola nella forma di piccoli quadratini ed adagiamoli su di un piano. Gonfiamo, poi, un palloncino e chiudiamolo con un nodo. Strofiniamo il palloncino con la solita salvietta e passiamolo sul piano dove abbiamo adagiato i quadratini di carta stagnola, senza però mai toccarli. Noteremo che i pezzettini di carta stagnola si muoveranno come se attratti dal palloncino, ed alcuni riusciranno ad attaccarsi persino ad esso.
Per il terzo esperimento, pratichiamo un foro alla base del bicchiere di plastica e lo riempiamo di acqua. Ancora una volta, strofiniamo il cilindro in PVC con una salvietta ed avviciniamo il tubo al flusso d'acqua che fuoriesce dal foro che abbiamo precedentemente praticato nel bicchiere. Noteremo che il flusso d'acqua, quando avvicinato dal tubo, si sposterà come se respinto dal cilindro.
Quinto esperimento:
Infine, per il quinto esperimento, gonfiamo nuovamente un palloncino e chiudiamolo con un nodo. Prendiamo un filo di spago, legando la prima'estremità alla base di una gruccia in metallo e la seconda estremità alla base del palloncino appena gonfiato. Ancora una volta, prendiamo una salvietta e strofiniamo il palloncino con essa. Adesso prendiamo la gruccia con il palloncino ad essa legato ed alziamola con una mano; avvicinando l'altra mano al palloncino, noteremo che quest'ultimo si muoverà come se attratto dalla nostra mano.
CONCLUSIONE:
Abbiamo visto un sacco di trucchi incredibili...ma per quale motivo avvengono? Tutti questi esperimenti, si possono spiegare attraverso il fenomeno dell'ellettricità statica. Come abbiamo notato, ogni esperimento richiedeva un corpo elettrizzato... l'ellettrizzazione è sempre avvenuta per STROFINIO di un oggetto di plastica. Attuando questo metodo, abbiamo fatto migrare alcuni elettroni superficiali dalla salvietta al tubo in PVC oppure dalla salvietta al palloncino, i quali risultano così caricati negativamente. Successivamente abbiamo sperimentato l'elettrizzazione per induzione, abbiamo avvicinato il tubo (caricato negativamente) alla lattina, alla bolla di sapone ed al flusso d'acqua. In tutti e tre i casi, abbiamo visto che tutti gli oggetti sembravano come attratti dla tubo. Quindi un corpo elettrizzato, se avvicinato ad un corpo neutro, provoca in esso un temporaneo spostamento delle cariche superficiali. Nella parte del corpo neutro, più vicina al corpo elettrizzato, sono richiamate le cariche di segno opposto, mentre le cariche dello stesso segno si posizionano alle estremitàopposte del corpo. Questo tipo di elettrizzazione, non è però permanente.