Approfondimento sulle mafie
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Per criminalità organizzata si intendono attività criminose costituite in maniera stabile, con una certa organizzazione gerarchica e con obiettivi e fini comuni.Generalmente tali organizzazioni nascono con scopi economici, e si insediano in molti aspetti dell’illegalità. Queste organizzazioni si estendono non solo a livello nazionale, ma anche a livello mondiale. La prima organizzazione criminale è stata individuata in Italia, precisamente in Sicilia; conosciuta come “mafia”, con il nome di “Cosa Nostra”. Si tratta di un’ organizzazione criminale dotata di precise regole di comportamento, di organi formali di direzione, criteri di selezione rigidi, centri di potere provinciale e regionale ed una struttura di base detta “Famiglia”.
La mafia è un fenomeno antico, complesso e mutevole nel tempo, la cui esistenza per lunghi periodi è stata negata.È un fenomeno che cerca di rendersi invisibile ma al tempo stesso ha la necessità di essere percepito dalla società come presente e condizionante. Le sue caratteristiche antropologiche, culturali e psicologiche caratterizzano il pensiero mafioso come unico ed inconfondibile. Le organizzazioni mafiose sono in continua evoluzione e non esiste un modello di azione e di contrasto valido in ogni circostanza. In generale le organizzazioni di tipo mafioso si caratterizzano per alcuni aspetti comuni come tendere a
mescolarsi con la società civile, cercare di esercitare il massimo controllo sul territorio, di svolgere in apparenza attività imprenditoriali legali, conoscere sino in fondo le attività economiche presenti, riconoscere potenziali alleanze ed eliminare i nemici.
Un'organizzazione viene definita "criminale" quando i membri che ne fanno parte compiono azioni illegali o crimini di varia natura.
Solitamente lo scopo ultimo di tali organizzazioni è il profitto economico, ma possono essere considerati anche come organizzazioni terroristiche, che sono invece di matrice politica, ideologica o sociale. Le strutture dell'organizzazione sono formali e razionali con ruoli definiti, limitano l'ingresso di nuovi membri e influenzano le regole stabilite per il mantenimento dell'organizzazione e per il suo sostentamento.
Se una rete criminale opera principalmente all'interno di una giurisdizione ma svolge la sua attività illecita anche all'interno di altre giurisdizioni è definibile come "internazionale", anche se può essere appropriato utilizzare il termine "transnazionale" per etichettare le attività di un gruppo criminale incentrate non all'interno di una sola giurisdizione ma in molte altre realtà territoriali e giurisdizionali.
A livello internazionale, si usa il termine mafie per organizzazioni criminali complesse, antiche,
come le Triadi cinesi e la Yakuza giapponese, o più recenti, come la mafia nigeriana, messicana e colombiana.
Mafia cinese
La Triade è un'organizzazione criminale di stampo mafioso di origine cinese.
La base dell'organizzazione è a Hong Kong, ma essa opera anche a Taiwan, Macao, nel resto della Cina e nelle chinatown europee, in Nord America, Sudafrica, Australia, Estremo Oriente, Nuova Zelanda. Ci sono attualmente 58 gruppi della Triade attivi ad Hong Kong, alcuni di questi non sono altro che piccole bande di strada. I gruppi più grandi comprendono invece Sun Yee On, Wo Shing Wo e 14K.
Le attività delle Triadi includono traffico di droga, riciclaggio di denaro, gioco d'azzardo, prostituzione, furto ed altre forme di racket. Abbondanti introiti provengono dalla contraffazione di programmi per computer, CD musicali e film in VCD e DVD. Operano anche il contrabbando di prodotti del tabacco. Nel 2013 il rapporto di Transcrime sugli investimenti delle mafie in Europa evidenzia la presenza cinese in Italia, Croazia, Spagna, Francia, Regno Unito e Paesi Bassi.
Origini
Sembra che le Triadi abbiano avuto origine nel XVIII secolo, nel contesto della resistenza Ming all'occupazione alla dinastia Manciù dei Qing. La storia cinese durante l'epoca dei Qing è infatti caratterizzata dalla nascita nel sud della Cina di potenti organizzazioni segrete, spesso coinvolte in attività contro i nuovi governanti e legate tramite leggende al Tempio Shaolin.
Famosa è la Leggenda dei 5 Antenati sopravvissuti alla distruzione del Tempio Shaolin, che è sprovvista di realtà storica. Questa leggenda appare nei miti di fondazione di società segrete quali appunto la Tiandihui (Società del cielo e della terra) e la Hongmen (nota per il suo ruolo centrale nella Rivolta dei Boxer).
Al centro di queste leggende non c'è il tempio Shaolin dell'Henan, bensì un tempio del Sud la cui collocazione è tutt'oggi oggetto di ricerche.
STRUTTURA
Dato certo è che nel 1760 nacque in Cina la Società del cielo e della terra, il cui scopo era rovesciare la dinastia Qing e restaurare il governo cinese. Quando la società segreta si diffuse in tutta la Cina, si frazionò in gruppi dai nomi differenti, uno dei quali fu la Società delle Tre Armonie, tutte caratterizzate dall'uso del triangolo come emblema, usualmente accompagnato da decorazioni raffiguranti spade o ritratti di Guan Yu. Il termine “Triade” venne appunto coniato dalle autorità britanniche di Hong Kong per indicare questo tipo di società segreta criminale causa il ricorrere del triangolo nella loro simbologia. Ad oggi è invece ancora da accertare quale peso abbiano avuto le triadi nel movimento rivoluzionario cinese noto come Società del Loto Bianco.
- Le Triadi utilizzano dei codici numerici per distinguere i gradi e le posizioni all'interno del gruppo criminale, i numeri sono ispirati dalla numerologia cinese basata su I Ching.
- Il 489 si riferisce alla Montagna o Capo dragone (il boss).
- Il 438 è usato per il Vice capo montagna (il vice-boss), per il Capo incenso che controlla le affiliazioni e per l'Avanguardia che coadiuva il Capo incenso.
- Il 426 è utilizzato per il capo dell'ala militare (il caporegime) che si occupa delle azioni difensive ed offensive
- Il 415 si occupa del lato economico, ricercando risorse e fornendo consigli, si può paragonare al Consigliere.
- Il 432 è deputato ai collegamenti tra le varie unità.
- Il 49 indica la posizione di quello che sarebbe il "soldato"
- Le "lanterne blu" sono invece coloro che non sono ancora stati affiliati all'organizzazione, gli equivalenti degli "associati" o "avvicinati" nella mafia siciliana.
Rito di affiliazione
Le triadi, come altre organizzazioni criminali affini, tendono a sottoporre i propri uomini ad un rito di affiliazione. La cerimonia tipica si svolge di fronte ad un altare dedicato a Guan Yu, sono presenti anche dell'incenso e un animale sacrificale, solitamente un pollo, un maiale o una capra. Il futuro affiliato, dopo aver bevuto del vino misto al sangue dell'animale sacrificato, passa sotto un arco di spade recitando la formula di giuramento delle triadi; un foglio di carta, sopra il quale la formula è scritta, viene bruciato per confermare che egli manterrà i suoi impegni verso gli dei. Tre dita della mano sinistra vengono sollevate come gesto vincolante.
Mafia nigeriana
Nasce dai “cults”, le confraternite delle università nigeriane, fondate intorno alla metà del secolo scorso sul modello di quelle statunitensi, con lo scopo di combattere l’apartheid e ogni forma di razzismo. Successivamente il fenomeno è degenerato in potenti associazioni criminali, anche a seguito di gravi vicissitudini della nazione, che è stata lacerata da un colpo di stato e da una guerra civile durata per lungo tempo.
Negli anni ’80, con l’arrivo dei cittadini nigeriani nel nostro Paese, è arrivata anche la loro criminalità, specializzata in particolare nella tratta di esseri umani, sfruttamento della prostituzione, estorsioni, falsificazione monetaria e contraffazione di documenti, reati contro la persona e il patrimonio, truffe e frodi informatiche, trasferimento fraudolento di denaro, narcotraffico e spaccio di stupefacenti.
Si tratta di un’organizzazione criminale caratterizzata da una forte unità e struttura piramidale, con solide basi in Nigeria, da dove si è ramificata in diversi continenti e nazioni, diventando di fatto una minaccia globale.
Le organizzazioni nigeriane si distinguono per l’uso della forza e il ricorso alla violenza, anche al suo interno, e per entrarne a far parte bisogna sottostare a riti magici ed esoterici che creano un forte legame e un assoggettamento psicologico all’organizzazione.
I nuovi adepti, spesso obbligati ad aderire minacciando le famiglie, devono obbedire a rigidi codici interni e superare violenti riti di iniziazione, come subire pestaggi, frustate o bere sangue, e pagare una tassa. Un aspetto sottovalutato da parte dei mass media su queste organizzazioni criminali nigeriane, a parte le loro ramificazioni internazionali, è la matrice “cultista” attraverso la quale agiscono la maggior parte dei loro componenti.
Queste "confraternite", che hanno una rigida struttura verticistica (con capi internazionali, nazionali e locali), puntano molto, per reclutare e incidere sull’operato dei loro affiliati, sull'aspetto magico-esoterico (a sfondo voodoo o ju-ju), che viene usato spesso come strumento di controllo e di legame "spirituale" per terrorizzare affiliati e vittime.
I rituali, praticati con unghie, capelli e sangue delle vittime, mediante la pronuncia di un giuramento nella mani delle cosiddette "maman" (donne anziane che in passato hanno vissuto la stessa sorte) inducono le vittime della tratta della prostituzione a cedere a qualsiasi genere di attività, spaventate da quello che potrebbe accadere loro o ai loro cari.
Nei diversi contesti territoriali dove opera la mafia nigeriana, e dove cerca di evitare qualsiasi tipo di conflittualità con le organizzazioni criminali già radicate sul territorio, il ricorso alle minacce esoteriche e alle violenze reali è in aumento e si registrano testimonianze scioccanti.
L’origine della Yakuza è poco chiara. Risale in primis ai ronin, i samurai senza padrone, che offrivano protezione ai villaggi dai briganti. Ma è soprattutto nel '700 che ha origine la mafia giapponese, nata dall'unione tra i giocatori d'azzardo e i venditori ambulanti.
Al tempo, nelle stazioni di posta lungo le strade del Giappone si potevano incontrare i Bakuto, i giocatori d’azzardo. Dichiarati fuorilegge, si organizzarono in gruppi legati dal vincolo di mutuo soccorso. A questa rete, estesa su tutto il Giappone, se ne affiancò un’altra: i tekiya, che controllavano le attività (anch’esse illegali) del commercio ambulante.
Il loro codice d’onore – tramandato alla moderna Yakuza – aveva tre comandamenti principali:
1) Non toccare la moglie dei seguaci;
2) Non rivelare a nessuno i segreti dell’organizzazione;
3) Sii fedele al tuo capo. L’ultima regola era presa dal codice dei samurai: assoluta obbedienza al proprio signore. Il nome deriva dall’unione di tre parole: ya (“otto”), ku (“nove”) e sa (“tre”), il punteggio perdente in un gioco di carte, lo Hanafuda, popolare nelle bische controllate dai mafiosi giapponesi di tre secoli fa. Per rimorso o cercare l'espiazione per un reato, ma anche in segno di fedeltà al capo, uno yakuza può arrivare a tagliarsi un dito, comunemente il mignolo, in un rituale chiamato yubitsume. Dunque le mani rappresentano un indizio.
I mafiosi della yakuza sono anche famosi per avere intricati tatuaggi in tutto il corpo.
Mafia giapponese
Caratteristiche
La Yakuza è popolata quasi esclusivamente da uomini, e ci sono pochissime donne coinvolte nel gruppo. Le donne Yakuza sono chiamate ane-san, che significa "sorelle maggiori". Si dice che in totale la Yakuza impieghi 100 mila affiliati.
Estorsione, riciclaggio di denaro, prostituzione, gioco d'azzardo, traffico di droga e armi, e reati finanziari: il campionario dei crimini è quello di tutte le mafie. Poi ci sono le cosiddette attività legali: agenzie di spettacolo, cambi valori, finanziarie.
LA KATANA, la spada tradizionale giapponese originariamente usata dai samurai, gioca ancora un ruolo importante nella Yakuza. Un certo numero di persone, tra cui alcuni politici e uomini d'affari di primo piano sono stati uccisi dagli yakuza con la spada. Non che gli yakuza non abbiano armi da fuoco, ma amano i paragoni con i samurai.
LA STRUTTURA DI POTERE DELLA YAKUZA è una tipica struttura piramidale, con i capi in alto e potere diffuso tra gli scagnozzi della base, vincolati da fedeltà e obbedienza.
LA NUOVA FRONTIERA DELLA YAKUZA È L’AMERICA. Negli ultimi anni, sono aumentate le attività della Yakuza negli Stati Uniti. La maggior parte sono alle Hawaii, terra di confine tra Usa e Giappone. Ma sono state segnalate attività sospette anche in California, Nevada e New York.
La Yakuza, secondo alcuni osservatori, fornirebbe anche la manovalanza all’industria del nucleare giapponese e si impegnerebbe anche in attività di soccorso per aiutare le persone colpite da calamità naturali, come terremoti e tsunami. Le attività illegali però sono preponderanti: tra esse c’è una singolare forma di estorsione, conosciuta come sokaiya, che prevede l’intervento dei membri della yakuza ai meeting delle grandi società, per umiliare il management. La Yakuza è anche ben introdotta in politica: in Giappone, un certo numero di politici di alto profilo tra cui ministri sono sospettati di aver avuto legami con l'organizzazione.
Mafia messicana e colombiana
Le organizzazioni criminali colombiane e messicane invece si occupano soprattutto del traffico di sostanze stupefacenti.La cocaina proviene da tre paesi della regione andina: Colombia, Perù e Bolivia. In un primo tempo, ovvero nel secondo dopoguerra, quasi tutta la produzione di cocaina era diretta a nord, verso il mercato statunitense. Ma a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso la domanda negli Usa è scesa, fino a calare drasticamente di recente, soprattutto a partire dal 2003. Al contempo il consumo di cocaina in Europa ha iniziato a crescere, aumentando rapidamente nell’ultimo decennio: nel 2010 il traffico di cocaina dai paesi andini si è diviso in parti quasi uguali (rispettivamente, circa il 40%) tra i mercati dell’America del Nord e dell’Europa, con il restante 20% commerciato altrove e, in maniera crescente, in Africa occidentale. Oggi la cocaina è per lo più trasportata dalla Colombia al Messico o all’America centrale via mare (solitamente dai colombiani), per poi proseguire via terra verso gli Stati Uniti e il Canada (solitamente attraverso i messicani). Le autorità statunitensi stimano che circa il 90% della cocaina entra nel paese attraversando il confine territoriale tra gli Stati Uniti e il Messico, mentre circa il 70% della cocaina lascia la Colombia via Oceano Pacifico, il 20% attraverso l’Atlantico e il 10% attraverso il Venezuela e i Caraibi.
L’arresto di Vincenzo Roccisano, boss della 'ndrangheta e narcotrafficante a livello internazionale, segnò la rivelazione dei rapporti intercorrenti tra 'ndrangheta e narcos messicani. L’arresto consentì agli inquirenti di capire che negli ultimi anni, la 'ndrangheta, ha certamente sovrastato i clan mafiosi siciliani e napoletani concorrenti nel commercio europeo di stupefacenti.
L’organizzazione calabrese è stata preferita dai messicani a quella siciliana e napoletana perché ritenuta più solida e affidabile avendo un legame familiare che lega tutti gli affiliati e che riduce notevolmente il pericolo di collaboratori di giustizia. La 'ndrangheta sta collaborando con i cartelli messicani per vendere droga in tutta l’Europa.
La simbiosi tra messicani e calabresi ha prodotto un’organizzazione criminale a sé che ha compreso a pieno il vero spirito di globalizzazione. La 'ndrangheta deve il suo successo transnazionale alla sua capacità fondersi e lavorare con altri gruppi criminali in piena sintonia. Il traffico di stupefacenti rimane la più redditizia delle iniziative criminali e la criminalità organizzata utilizza oggi le più moderne tecnologie a disposizione.
'Ndrangheta
Il primo, votandosi a San Giorgio, decise di restare in Sicilia e fondò la mafia, Mastrosso, devoto alla Madonna, scelse la Campania e diede vita alla Camorra, mentre Carcagnosso, con le preghiere a San Michele Arcangelo, decise di trasferirsi in Calabria dove diede vita alla ‘ndrangheta. Ma al di là degli elementi misteriosi e rituali (sempre presenti nella storia della mafia calabrese, dalle affiliazioni ai summit che vengono fatti storicamente presso il santuario della Madonna di Polsi nel comune di San Luca, nel cuore dell’Aspromonte.
L’organizzazione criminale che prende forma intorno alla metà del 1800 si chiama picciotteria, ha caratteristiche simili alla camorra che, a sua volta, s’era ispirata alla Garduna (faina, in spagnolo) nata a Toledo nel 1417.
Il legame con la Spagna è presente nel mito che accompagna la nascita della ‘ndrangheta. Si racconta infatti che nel Seicento su una nave partita dalla Spagna si erano imbarcati tre cavalieri costretti a fuggire per questioni di onore. Sbarcarono nell’isola di Favignana. Si chiamavano Osso, Mastrosso e Carcagnosso.
Non è chiara l’origine della ‘ndrangheta. Probabilmente il nome, di etimologia greca, si riferisce al termine "andragathos" che significa uomo coraggioso. Una conferma in questo senso viene dal ritrovamento di una cartografia del 1595 in cui si fa riferimento a una zona del Regno di Napoli nota come "Andragathia region", terra abitata da uomini valorosi.
La ndrangheta è stata fortemente segnata per oltre 15 anni dalla cosiddetta Faida di San Luca, una guerra tra fazioni criminali iniziata il 10 febbraio del 1991 fra la famiglia della 'ndrangheta dei Nirta-Strangio e la cosca dei Pelle-Vottari, nel paesino di San Luca, sull'Aspromonte.
La faida inizia il 10 febbraio 1991, quando un gruppo di ragazzi legati ai clan Strangio e Nirta, detti "Versu", in occasione delle festività di carnevale, lancia delle uova contro il circolo ricreativo ARCI, gestito da Domenico Pelle, uno dei "Gambazza", sporcando tra l'altro, anche l'auto di uno dei Vottari.
Successivamente il bar dell'ARCI fu nuovamente preso di mira dalle uova lanciate dai ragazzi, ma questa volta i ragazzi del clan Strangio e Nirta ricevettero per punizione, come si dice sul luogo, una "cardiata" di legnate.
Per vendicarsi, un altro gruppo di giovani dei Nirta-Strangio, venuti a conoscenza dell'accaduto, incontrarono un affiliato ai Vottari; questo, spaventato, incominciò a sparare uccidendo due giovani del gruppo, Francesco Strangio, 20 anni, Domenico Nirta, 19 anni, e ferendone altri 2, Giovanni Luca Nirta, e Sebastiano Nirta. Vista l'estrema gravità dell'azione il clan dei Vottari decise che l'autore degli omicidi avrebbe dovuto andarsene per sempre da San Luca e dai paesi limitrofi. Egli verrà comunque ucciso presso il comune di Bovalino, dove aveva trovato rifugio temporaneo.
Nel 1993 la faida continua fino a quando il 15 agosto 2007, per mano della cosca Strangio, vengono uccise a Duisburg 6 persone tra cui presunti componenti dei Vottari: è la cosiddetta Strage di Ferragosto.
Le immagini di questa strage fecero il giro del mondo e da allora quetsa terribile faida sembra essersi conclusa.
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Ambrogio Calicchia
Created on May 10, 2021
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Per criminalità organizzata si intendono attività criminose costituite in maniera stabile, con una certa organizzazione gerarchica e con obiettivi e fini comuni.Generalmente tali organizzazioni nascono con scopi economici, e si insediano in molti aspetti dell’illegalità. Queste organizzazioni si estendono non solo a livello nazionale, ma anche a livello mondiale. La prima organizzazione criminale è stata individuata in Italia, precisamente in Sicilia; conosciuta come “mafia”, con il nome di “Cosa Nostra”. Si tratta di un’ organizzazione criminale dotata di precise regole di comportamento, di organi formali di direzione, criteri di selezione rigidi, centri di potere provinciale e regionale ed una struttura di base detta “Famiglia”.
La mafia è un fenomeno antico, complesso e mutevole nel tempo, la cui esistenza per lunghi periodi è stata negata.È un fenomeno che cerca di rendersi invisibile ma al tempo stesso ha la necessità di essere percepito dalla società come presente e condizionante. Le sue caratteristiche antropologiche, culturali e psicologiche caratterizzano il pensiero mafioso come unico ed inconfondibile. Le organizzazioni mafiose sono in continua evoluzione e non esiste un modello di azione e di contrasto valido in ogni circostanza. In generale le organizzazioni di tipo mafioso si caratterizzano per alcuni aspetti comuni come tendere a mescolarsi con la società civile, cercare di esercitare il massimo controllo sul territorio, di svolgere in apparenza attività imprenditoriali legali, conoscere sino in fondo le attività economiche presenti, riconoscere potenziali alleanze ed eliminare i nemici.
Un'organizzazione viene definita "criminale" quando i membri che ne fanno parte compiono azioni illegali o crimini di varia natura. Solitamente lo scopo ultimo di tali organizzazioni è il profitto economico, ma possono essere considerati anche come organizzazioni terroristiche, che sono invece di matrice politica, ideologica o sociale. Le strutture dell'organizzazione sono formali e razionali con ruoli definiti, limitano l'ingresso di nuovi membri e influenzano le regole stabilite per il mantenimento dell'organizzazione e per il suo sostentamento.
Se una rete criminale opera principalmente all'interno di una giurisdizione ma svolge la sua attività illecita anche all'interno di altre giurisdizioni è definibile come "internazionale", anche se può essere appropriato utilizzare il termine "transnazionale" per etichettare le attività di un gruppo criminale incentrate non all'interno di una sola giurisdizione ma in molte altre realtà territoriali e giurisdizionali.
A livello internazionale, si usa il termine mafie per organizzazioni criminali complesse, antiche, come le Triadi cinesi e la Yakuza giapponese, o più recenti, come la mafia nigeriana, messicana e colombiana.
Mafia cinese
La Triade è un'organizzazione criminale di stampo mafioso di origine cinese. La base dell'organizzazione è a Hong Kong, ma essa opera anche a Taiwan, Macao, nel resto della Cina e nelle chinatown europee, in Nord America, Sudafrica, Australia, Estremo Oriente, Nuova Zelanda. Ci sono attualmente 58 gruppi della Triade attivi ad Hong Kong, alcuni di questi non sono altro che piccole bande di strada. I gruppi più grandi comprendono invece Sun Yee On, Wo Shing Wo e 14K. Le attività delle Triadi includono traffico di droga, riciclaggio di denaro, gioco d'azzardo, prostituzione, furto ed altre forme di racket. Abbondanti introiti provengono dalla contraffazione di programmi per computer, CD musicali e film in VCD e DVD. Operano anche il contrabbando di prodotti del tabacco. Nel 2013 il rapporto di Transcrime sugli investimenti delle mafie in Europa evidenzia la presenza cinese in Italia, Croazia, Spagna, Francia, Regno Unito e Paesi Bassi.
Origini
Sembra che le Triadi abbiano avuto origine nel XVIII secolo, nel contesto della resistenza Ming all'occupazione alla dinastia Manciù dei Qing. La storia cinese durante l'epoca dei Qing è infatti caratterizzata dalla nascita nel sud della Cina di potenti organizzazioni segrete, spesso coinvolte in attività contro i nuovi governanti e legate tramite leggende al Tempio Shaolin.
Famosa è la Leggenda dei 5 Antenati sopravvissuti alla distruzione del Tempio Shaolin, che è sprovvista di realtà storica. Questa leggenda appare nei miti di fondazione di società segrete quali appunto la Tiandihui (Società del cielo e della terra) e la Hongmen (nota per il suo ruolo centrale nella Rivolta dei Boxer).
Al centro di queste leggende non c'è il tempio Shaolin dell'Henan, bensì un tempio del Sud la cui collocazione è tutt'oggi oggetto di ricerche.
STRUTTURA
Dato certo è che nel 1760 nacque in Cina la Società del cielo e della terra, il cui scopo era rovesciare la dinastia Qing e restaurare il governo cinese. Quando la società segreta si diffuse in tutta la Cina, si frazionò in gruppi dai nomi differenti, uno dei quali fu la Società delle Tre Armonie, tutte caratterizzate dall'uso del triangolo come emblema, usualmente accompagnato da decorazioni raffiguranti spade o ritratti di Guan Yu. Il termine “Triade” venne appunto coniato dalle autorità britanniche di Hong Kong per indicare questo tipo di società segreta criminale causa il ricorrere del triangolo nella loro simbologia. Ad oggi è invece ancora da accertare quale peso abbiano avuto le triadi nel movimento rivoluzionario cinese noto come Società del Loto Bianco.
Rito di affiliazione
Le triadi, come altre organizzazioni criminali affini, tendono a sottoporre i propri uomini ad un rito di affiliazione. La cerimonia tipica si svolge di fronte ad un altare dedicato a Guan Yu, sono presenti anche dell'incenso e un animale sacrificale, solitamente un pollo, un maiale o una capra. Il futuro affiliato, dopo aver bevuto del vino misto al sangue dell'animale sacrificato, passa sotto un arco di spade recitando la formula di giuramento delle triadi; un foglio di carta, sopra il quale la formula è scritta, viene bruciato per confermare che egli manterrà i suoi impegni verso gli dei. Tre dita della mano sinistra vengono sollevate come gesto vincolante.
Mafia nigeriana
Nasce dai “cults”, le confraternite delle università nigeriane, fondate intorno alla metà del secolo scorso sul modello di quelle statunitensi, con lo scopo di combattere l’apartheid e ogni forma di razzismo. Successivamente il fenomeno è degenerato in potenti associazioni criminali, anche a seguito di gravi vicissitudini della nazione, che è stata lacerata da un colpo di stato e da una guerra civile durata per lungo tempo.
Negli anni ’80, con l’arrivo dei cittadini nigeriani nel nostro Paese, è arrivata anche la loro criminalità, specializzata in particolare nella tratta di esseri umani, sfruttamento della prostituzione, estorsioni, falsificazione monetaria e contraffazione di documenti, reati contro la persona e il patrimonio, truffe e frodi informatiche, trasferimento fraudolento di denaro, narcotraffico e spaccio di stupefacenti.
Si tratta di un’organizzazione criminale caratterizzata da una forte unità e struttura piramidale, con solide basi in Nigeria, da dove si è ramificata in diversi continenti e nazioni, diventando di fatto una minaccia globale.
Le organizzazioni nigeriane si distinguono per l’uso della forza e il ricorso alla violenza, anche al suo interno, e per entrarne a far parte bisogna sottostare a riti magici ed esoterici che creano un forte legame e un assoggettamento psicologico all’organizzazione. I nuovi adepti, spesso obbligati ad aderire minacciando le famiglie, devono obbedire a rigidi codici interni e superare violenti riti di iniziazione, come subire pestaggi, frustate o bere sangue, e pagare una tassa. Un aspetto sottovalutato da parte dei mass media su queste organizzazioni criminali nigeriane, a parte le loro ramificazioni internazionali, è la matrice “cultista” attraverso la quale agiscono la maggior parte dei loro componenti.
Queste "confraternite", che hanno una rigida struttura verticistica (con capi internazionali, nazionali e locali), puntano molto, per reclutare e incidere sull’operato dei loro affiliati, sull'aspetto magico-esoterico (a sfondo voodoo o ju-ju), che viene usato spesso come strumento di controllo e di legame "spirituale" per terrorizzare affiliati e vittime. I rituali, praticati con unghie, capelli e sangue delle vittime, mediante la pronuncia di un giuramento nella mani delle cosiddette "maman" (donne anziane che in passato hanno vissuto la stessa sorte) inducono le vittime della tratta della prostituzione a cedere a qualsiasi genere di attività, spaventate da quello che potrebbe accadere loro o ai loro cari. Nei diversi contesti territoriali dove opera la mafia nigeriana, e dove cerca di evitare qualsiasi tipo di conflittualità con le organizzazioni criminali già radicate sul territorio, il ricorso alle minacce esoteriche e alle violenze reali è in aumento e si registrano testimonianze scioccanti.
L’origine della Yakuza è poco chiara. Risale in primis ai ronin, i samurai senza padrone, che offrivano protezione ai villaggi dai briganti. Ma è soprattutto nel '700 che ha origine la mafia giapponese, nata dall'unione tra i giocatori d'azzardo e i venditori ambulanti. Al tempo, nelle stazioni di posta lungo le strade del Giappone si potevano incontrare i Bakuto, i giocatori d’azzardo. Dichiarati fuorilegge, si organizzarono in gruppi legati dal vincolo di mutuo soccorso. A questa rete, estesa su tutto il Giappone, se ne affiancò un’altra: i tekiya, che controllavano le attività (anch’esse illegali) del commercio ambulante. Il loro codice d’onore – tramandato alla moderna Yakuza – aveva tre comandamenti principali: 1) Non toccare la moglie dei seguaci; 2) Non rivelare a nessuno i segreti dell’organizzazione; 3) Sii fedele al tuo capo. L’ultima regola era presa dal codice dei samurai: assoluta obbedienza al proprio signore. Il nome deriva dall’unione di tre parole: ya (“otto”), ku (“nove”) e sa (“tre”), il punteggio perdente in un gioco di carte, lo Hanafuda, popolare nelle bische controllate dai mafiosi giapponesi di tre secoli fa. Per rimorso o cercare l'espiazione per un reato, ma anche in segno di fedeltà al capo, uno yakuza può arrivare a tagliarsi un dito, comunemente il mignolo, in un rituale chiamato yubitsume. Dunque le mani rappresentano un indizio. I mafiosi della yakuza sono anche famosi per avere intricati tatuaggi in tutto il corpo.
Mafia giapponese
Caratteristiche
La Yakuza è popolata quasi esclusivamente da uomini, e ci sono pochissime donne coinvolte nel gruppo. Le donne Yakuza sono chiamate ane-san, che significa "sorelle maggiori". Si dice che in totale la Yakuza impieghi 100 mila affiliati.
Estorsione, riciclaggio di denaro, prostituzione, gioco d'azzardo, traffico di droga e armi, e reati finanziari: il campionario dei crimini è quello di tutte le mafie. Poi ci sono le cosiddette attività legali: agenzie di spettacolo, cambi valori, finanziarie.
LA KATANA, la spada tradizionale giapponese originariamente usata dai samurai, gioca ancora un ruolo importante nella Yakuza. Un certo numero di persone, tra cui alcuni politici e uomini d'affari di primo piano sono stati uccisi dagli yakuza con la spada. Non che gli yakuza non abbiano armi da fuoco, ma amano i paragoni con i samurai.
LA STRUTTURA DI POTERE DELLA YAKUZA è una tipica struttura piramidale, con i capi in alto e potere diffuso tra gli scagnozzi della base, vincolati da fedeltà e obbedienza.
LA NUOVA FRONTIERA DELLA YAKUZA È L’AMERICA. Negli ultimi anni, sono aumentate le attività della Yakuza negli Stati Uniti. La maggior parte sono alle Hawaii, terra di confine tra Usa e Giappone. Ma sono state segnalate attività sospette anche in California, Nevada e New York.
La Yakuza, secondo alcuni osservatori, fornirebbe anche la manovalanza all’industria del nucleare giapponese e si impegnerebbe anche in attività di soccorso per aiutare le persone colpite da calamità naturali, come terremoti e tsunami. Le attività illegali però sono preponderanti: tra esse c’è una singolare forma di estorsione, conosciuta come sokaiya, che prevede l’intervento dei membri della yakuza ai meeting delle grandi società, per umiliare il management. La Yakuza è anche ben introdotta in politica: in Giappone, un certo numero di politici di alto profilo tra cui ministri sono sospettati di aver avuto legami con l'organizzazione.
Mafia messicana e colombiana
Le organizzazioni criminali colombiane e messicane invece si occupano soprattutto del traffico di sostanze stupefacenti.La cocaina proviene da tre paesi della regione andina: Colombia, Perù e Bolivia. In un primo tempo, ovvero nel secondo dopoguerra, quasi tutta la produzione di cocaina era diretta a nord, verso il mercato statunitense. Ma a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso la domanda negli Usa è scesa, fino a calare drasticamente di recente, soprattutto a partire dal 2003. Al contempo il consumo di cocaina in Europa ha iniziato a crescere, aumentando rapidamente nell’ultimo decennio: nel 2010 il traffico di cocaina dai paesi andini si è diviso in parti quasi uguali (rispettivamente, circa il 40%) tra i mercati dell’America del Nord e dell’Europa, con il restante 20% commerciato altrove e, in maniera crescente, in Africa occidentale. Oggi la cocaina è per lo più trasportata dalla Colombia al Messico o all’America centrale via mare (solitamente dai colombiani), per poi proseguire via terra verso gli Stati Uniti e il Canada (solitamente attraverso i messicani). Le autorità statunitensi stimano che circa il 90% della cocaina entra nel paese attraversando il confine territoriale tra gli Stati Uniti e il Messico, mentre circa il 70% della cocaina lascia la Colombia via Oceano Pacifico, il 20% attraverso l’Atlantico e il 10% attraverso il Venezuela e i Caraibi.
L’arresto di Vincenzo Roccisano, boss della 'ndrangheta e narcotrafficante a livello internazionale, segnò la rivelazione dei rapporti intercorrenti tra 'ndrangheta e narcos messicani. L’arresto consentì agli inquirenti di capire che negli ultimi anni, la 'ndrangheta, ha certamente sovrastato i clan mafiosi siciliani e napoletani concorrenti nel commercio europeo di stupefacenti.
L’organizzazione calabrese è stata preferita dai messicani a quella siciliana e napoletana perché ritenuta più solida e affidabile avendo un legame familiare che lega tutti gli affiliati e che riduce notevolmente il pericolo di collaboratori di giustizia. La 'ndrangheta sta collaborando con i cartelli messicani per vendere droga in tutta l’Europa.
La simbiosi tra messicani e calabresi ha prodotto un’organizzazione criminale a sé che ha compreso a pieno il vero spirito di globalizzazione. La 'ndrangheta deve il suo successo transnazionale alla sua capacità fondersi e lavorare con altri gruppi criminali in piena sintonia. Il traffico di stupefacenti rimane la più redditizia delle iniziative criminali e la criminalità organizzata utilizza oggi le più moderne tecnologie a disposizione.
'Ndrangheta
Il primo, votandosi a San Giorgio, decise di restare in Sicilia e fondò la mafia, Mastrosso, devoto alla Madonna, scelse la Campania e diede vita alla Camorra, mentre Carcagnosso, con le preghiere a San Michele Arcangelo, decise di trasferirsi in Calabria dove diede vita alla ‘ndrangheta. Ma al di là degli elementi misteriosi e rituali (sempre presenti nella storia della mafia calabrese, dalle affiliazioni ai summit che vengono fatti storicamente presso il santuario della Madonna di Polsi nel comune di San Luca, nel cuore dell’Aspromonte.
L’organizzazione criminale che prende forma intorno alla metà del 1800 si chiama picciotteria, ha caratteristiche simili alla camorra che, a sua volta, s’era ispirata alla Garduna (faina, in spagnolo) nata a Toledo nel 1417. Il legame con la Spagna è presente nel mito che accompagna la nascita della ‘ndrangheta. Si racconta infatti che nel Seicento su una nave partita dalla Spagna si erano imbarcati tre cavalieri costretti a fuggire per questioni di onore. Sbarcarono nell’isola di Favignana. Si chiamavano Osso, Mastrosso e Carcagnosso.
Non è chiara l’origine della ‘ndrangheta. Probabilmente il nome, di etimologia greca, si riferisce al termine "andragathos" che significa uomo coraggioso. Una conferma in questo senso viene dal ritrovamento di una cartografia del 1595 in cui si fa riferimento a una zona del Regno di Napoli nota come "Andragathia region", terra abitata da uomini valorosi.
La ndrangheta è stata fortemente segnata per oltre 15 anni dalla cosiddetta Faida di San Luca, una guerra tra fazioni criminali iniziata il 10 febbraio del 1991 fra la famiglia della 'ndrangheta dei Nirta-Strangio e la cosca dei Pelle-Vottari, nel paesino di San Luca, sull'Aspromonte. La faida inizia il 10 febbraio 1991, quando un gruppo di ragazzi legati ai clan Strangio e Nirta, detti "Versu", in occasione delle festività di carnevale, lancia delle uova contro il circolo ricreativo ARCI, gestito da Domenico Pelle, uno dei "Gambazza", sporcando tra l'altro, anche l'auto di uno dei Vottari. Successivamente il bar dell'ARCI fu nuovamente preso di mira dalle uova lanciate dai ragazzi, ma questa volta i ragazzi del clan Strangio e Nirta ricevettero per punizione, come si dice sul luogo, una "cardiata" di legnate. Per vendicarsi, un altro gruppo di giovani dei Nirta-Strangio, venuti a conoscenza dell'accaduto, incontrarono un affiliato ai Vottari; questo, spaventato, incominciò a sparare uccidendo due giovani del gruppo, Francesco Strangio, 20 anni, Domenico Nirta, 19 anni, e ferendone altri 2, Giovanni Luca Nirta, e Sebastiano Nirta. Vista l'estrema gravità dell'azione il clan dei Vottari decise che l'autore degli omicidi avrebbe dovuto andarsene per sempre da San Luca e dai paesi limitrofi. Egli verrà comunque ucciso presso il comune di Bovalino, dove aveva trovato rifugio temporaneo. Nel 1993 la faida continua fino a quando il 15 agosto 2007, per mano della cosca Strangio, vengono uccise a Duisburg 6 persone tra cui presunti componenti dei Vottari: è la cosiddetta Strage di Ferragosto. Le immagini di questa strage fecero il giro del mondo e da allora quetsa terribile faida sembra essersi conclusa.