magazine
Uno sguardo sul mondo
04
nº
Rivista della classe quinta D
I. C. S. La Giustiniana - Roma
24 maggio 2021
La festa della mamma
Editoriale
di Rebecca e Lucia
di Margherita e Riccardo
La Giornata mondiale della biodiversità
L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile
di Alessia e Tommaso
di Riccardo
Indice dei contenuti
Orto con materiali riciclati
Agenda 2030: ridurre le disuguaglianze
Giulia, Luca e Sofia
di Giacomo e Leonardo
Agenda 2030: istruzione di qualità
Terra, Acqua ed Aria: l’energia per il nostro Pianeta
di Francesca e Andrea
di Gabriel, Lucia, Maria Vittoria e Riccardo
20 maggio: Giornata mondiale delle api
Le emozioni - La follia
di Alice e Gabriele
di Gabriel Luis, Luca, Margherita e Giulia
Una domenica tra le api
Il singhiozzo
di Carlo e Gabroiele
di Ilenia e Flavia
DIRETTORE GENERALE: Anna Teresa DIRETTORE RESPONSABILE: Riccardo SEGRETARIO DI DIREZIONE: Gabriel CAPOREDATTORE: Margherita REDATTORI: Alice, Lucia, Maria Vittoria SEGRETARIA DI REDAZIONE: Giulia ART DIRECTOR: Sofia REDAZIONE GRAFICA E ARTISTICA: Alessia, Ilenia, Rebecca FOTOEDITOR: Flavia FOTOGRAFO/VIDEOMAKER: Carlo GIORNALISTI: Andrea, Giacomo, Francesca, Gabriel Luis, Gabriele, Leonardo, Luca, Tommaso
A partire dalla copertina , vi proponiamo articoli che sono un tributo alla Giornata Mondiale delle Api, che si celebra il 20 maggio con lo scopo di sensibilizzare sull'importanza delle api e dell'apicoltura per il nostro ambiente. Parleremo dell'incontro, avvenuto il 12 maggio, con le apicoltrici che ci hanno portato dei vasetti di miele fatto dalle nostre api. Vi diamo anche delle idee per passare una bella domenica in famiglia tra le api, come hanno fatto due dei nostri giornalisti.
Sotto unalente
di Margherita e Riccardo
Maggio è anche il mese della Festa della Mamma e della Giornata della Biodiversità e non potevamo non parlarne ancora su queste pagine.Siamo particolarmente orgogliosi di condividere con voi questo quarto numero perci non ci resta che augurarvi buona lettura. Ci vediamo al prossimo numero.
Cari lettori,in questo quarto numero di "Uno sguardo sul mondo Magazine" vogliamo celebrare la festa delle nostre amiche api ed il loro essere uniche per il doppio ruolo di impollinatrici delle piante e di produttrici i miele.
Inoltre, in occasione di questa celebrazione, tutti noi di "Uno sguardo sul mondo Magazine" ci siamo vestiti di giallo e nero. Potrete vedere qualche foto nella gallery.
Title 1
L’Agenda 2030 è basata su cinque concetti chiave: 1. Persone. Eliminare fame e povertà in tutte le forme, garantire dignità e uguaglianza. 2. Prosperità. Garantire vite prospere e piene in armonia con la natura. 3. Pace. Promuovere società pacifiche, giuste e inclusive. 4. Partnership. Implementare l’Agenda attraverso solide alleanze. 5. Pianeta. Proteggere le risorse naturali e il clima del pianeta per le generazioni future. E tu, come puoi contribuire al cambiamento?
Tutti siamo parte del cambiamento per un domani migliore, tutti ne siamo responsabili. E sono le nostre azioni che influenzeranno il futuro dei nostri figli e delle prossime generazioni. Stili di vita corretti e azioni individuali fanno la differenza. Informati sui 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile e interrogati su quel che puoi fare per contribuire al loro raggiungimento, condividi buone pratiche, partecipa alle campagne, racconta il tuo contributo alla realizzazione dell’Agenda 2030 sui social.
L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile
di Riccardo
L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.Gli Obiettivi per lo Sviluppo rappresentano obiettivi comuni su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, per citarne solo alcuni.
L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’.
agenda 2030
Ridurre le disuguaglianze
di Giacomo e Leonardo
L'obiettivo 10 dell'Agenda 2030 mira a ridurre le disuguaglianze tra gli Stati e al loro interno attraverso la promozione dell'inclusione sociale, economica e politica di tutti i cittadini, a prescindere da età, sesso, disabilità, razza, etnia e religione.
L’uguaglianza tra Paesi è auspicabile inoltre grazie alla promozione di politiche globali di protezione sociale e a una migliore pianificazione e gestione dei flussi migratori. La sfida più grande posta da tale obiettivo è di aumentare, entro il 2030, del 40% il reddito della popolazione che versa in condizioni economicamente più svantaggiate.
La comunità internazionale ricorda l’importanza di un’istruzione e di una formazione di qualità per migliorare le condizioni di vita delle persone, delle comunità e delle società. Forte degli insegnamenti tratti dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM), l’obiettivo 4 non si limita all’istruzione primaria dei bambini, ma si concentra anche sul punto di contatto tra istruzione di base e formazione professionale. Pone inoltre l’accento sull’equità e sulla qualità dell’istruzione in un’ottica di apprendimento che si estenda lungo tutto l’arco della vita, due dimensioni trascurate dagli OSM. L’obiettivo 4 mira a garantire che tutti i bambini, i giovani e gli adulti, in particolar modo i più emarginati e vulnerabili, possano accedere a un’istruzione e a una formazione adeguate alle loro esigenze e al contesto in cui vivono. L’istruzione contribuisce infatti a creare un mondo più sicuro, sostenibile e interdipendente.
agenda 2030
Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti
Rispetto ad altri Paesi, la Svizzera vanta una struttura particolarmente avanzata, sia dal punto di vista della formazione professionale (sistema duale) sia per quanto concerne l’istruzione di base (governance decentralizzata, sistema-passerella, bilinguismo). Attraverso i suoi aiuti, la DSC lavora a favore dell’accesso a un’istruzione di qualità per tutti e rinsalda il legame tra istruzione di base, formazione professionale e integrazione socioprofessionale con l’obiettivo di migliorare, in prospettiva, lo sviluppo economico e sociale.
di Francesca e Andrea
Obiettivo 4: Garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti
4.1: Garantire entro il 2030 ad ogni ragazza e ragazzo libertà, equità e qualità nel completamento dell'educazione primaria e secondaria che porti a risultati di apprendimento adeguati e concreti
4.2: Garantire entro il 2030 che ogni ragazza e ragazzo abbiano uno sviluppo infantile di qualità, ed un accesso a cure ed istruzione pre-scolastiche così da essere pronti alla scuola primaria
4.3: Garantire entro il 2030 ad ogni donna e uomo un accesso equo ad un’istruzione tecnica, professionale e terziaria -anche universitaria- che sia economicamente vantaggiosa e di qualità
4.4: Aumentare considerevolmente entro il 2030 il numero di giovani e adulti con competenze specifiche -anche tecniche e professionali- per l’occupazione, posti di lavoro dignitosi e per l’imprenditoria
4.5: Eliminare entro il 2030 le disparità di genere nell'istruzione e garantire un accesso equo a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale delle categorie protette, tra cui le persone con disabilità, le popolazioni indigene ed i bambini in situazioni di vulnerabilità
4.6: Garantire entro il 2030 che tutti i giovani e gran parte degli adulti, sia uomini che donne, abbiano un livello di alfabetizzazione ed una capacità di calcolo4.7: Garantire entro il 2030 che tutti i discenti acquisiscano la conoscenza e le competenze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile, anche tramite un educazione volta ad uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità di genere, alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversità culturali e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile 4.a: Costruire e potenziare le strutture dell'istruzione che siano sensibili ai bisogni dell'infanzia, alle disabilità e alla parità di genere e predisporre ambienti dedicati all'apprendimento che siano sicuri, non violenti e inclusivi per tutti 4.b: Espandere considerevolmente entro il 2020 a livello globale il numero di borse di studio disponibili per i paesi in via di sviluppo, specialmente nei paesi meno sviluppati, nei piccoli stati insulari e negli stati africani, per garantire l'accesso all'istruzione superiore - compresa la formazione professionale, le tecnologie dell'informazione e della comunicazione e i programmi tecnici, ingegneristici e scientifici - sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo 4.c: Aumentare considerevolmente entro il 2030 la presenza di insegnanti qualificati, anche grazie alla cooperazione internazionale, per la loro attività di formazione negli stati in via di sviluppo, specialmente nei paesi meno sviluppati e i piccoli stati insulari in via di sviluppo.
Title 1
Per secoli le api, tra le creature più laboriose del pianeta, hanno portato benefici alle persone, alle piante e all'ambiente. Trasportando il polline da un fiore all'altro, le api e altri impollinatori consentono non solo la produzione di un'abbondanza di frutta, noci e semi, ma anche una maggiore varietà e una migliore qualità, contribuendo alla sicurezza alimentare e alla nutrizione.
Il 20 maggio celebriamo la giornata mondiale delle api. Il festeggiamento di questa giornata è stato proposto dalla Slovenia.
L'iniziativa è stata sostenuta da tutti gli stati delle Nazioni Unite,mentre 115 paesi sono stati cosponsor, inclusi i principali paesi come Stati Uniti, Canada, Cina, Russia, India, Brasile, Argentina, Australia e tutti gli stati membri dell'UE.
Giornata mondiale delle api
di Alice e Gabriele
Il 20 maggio è la Giornata Mondiale delle Api, una ricorrenza internazionale che si celebra ogni anno, volta a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza degli impollinatori, sulle minacce che affrontano e sul loro contributo allo sviluppo sostenibile.Questi piccoli insetti hanno un ruolo straordinario come sentinelle ambientali e di sostegno della biodiversità.
Title 1
Lo scopo della giornata è sensibilizzare sull'importanza delle api e dell'apicoltura. L'obbiettivo principale è rafforzare le misure volte a proteggere le api e altri impollinatori, che contribuirebbero in modo significativo a risolvere i problemi legati al l'approvvigionamento alimentare globale e ad eliminare la fame nei paesi in via di sviluppo
Le api sono rinomate per il loro ruolo nel fornire cibo di alta qualità (miele, pappa reale e polline) e altri prodotti utilizzati ella sanità e in altri settori (cera d'api, propoli, veleno d'api).
Per questo noi della 5ª D stiamo cercando di far vivere queste piccole apette, fate anche voi quel che stiamo facendo noi, è per vivere bene.
Mostra: La Via delle Api
Dal 25 febbraio al 27 giugno 2021 il Museo Civico di Zoologia ospita la mostra La Via delle Api, un percorso attraverso il mondo delle api e i loro prodotti.
La mostra è a cura di Massimo Capula, Carla Marangoni, con la progettazione di Paola Marzoli ed è realizzata in collaborazione con il Gruppo Api Sparse – A.P.S. in apicoltura e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana “M. Aleandri” di Roma.
La mostra è incentrata sull’ape mellifera, sulla sua organizzazione sociale e sull’importante ruolo che svolge per la conservazione della biodiversità.
Title 1
Nel corso della visita il pubblico sarà guidato dall’Ape Agnese, la mascotte della mostra che, oltre a svelare alcune curiosità sulle api, è la protagonista di un gioco-quiz con risposte multiple. Al gioco potranno partecipare tutti i visitatori in possesso della App gratuita “AppAgnese”, scaricabile su tutti i dispositivi mobili*. Le domande poste dalla App saranno uno stimolo a riflettere sulle cause della progressiva scomparsa delle api, e sulla necessità di assumere nuovi comportamenti che aiutino le api a sopravvivere. Completato il gioco, il visitatore visualizzerà sulla propria App un “Attestato di consapevolezza e impegno” che potrà essere poi condiviso sui social con l’hashtag #iostoconlapeagnese.
Attraverso le attrezzature per l’apicoltura disposte al centro della sala e grazie ad un gradevole video, si potranno conoscere i segreti di questa antica arte.
Punto focale della mostra è il ruolo delle api nel mantenimento della biodiversità vegetale e animale. Le api sono inoltre ottimi indicatori biologici, poiché dalla loro presenza/assenza e dall’analisi dei loro prodotti si possono ricavare informazioni importantissime sullo stato di salute dell’ambiente.
Il visitatore, a metà percorso, potrà intraprendere un viaggio multimediale ed emozionale in un alveare e sperimentare così la “vita da ape”.
La mostra si conclude con un invito a riflettere sulle cause che stanno producendo in tutto il mondo una sensibile diminuzione delle api e degli altri insetti impollinatori, il cui ruolo è importantissimo per la conservazione della biodiversità e anche per la sopravvivenza stessa della nostra specie.
Info
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Una giornata con le apette
classe V D
Nell'ambito delle attività del progetto eTwinning "Bees save the Earth... let's save bees!" si è tenuto un incontro molto speciale nel giardino della scuola rosa.Il giorno 12 maggio, infatti, le apicoltrici Francesca e Guenda, dell'Associazione Sulla Cima dell'Olimpo, hanno organizzato un laboratorio con i bambini delle classi I B, IV B, IV C e V D, che hanno adottato un'arnia.
Le apicoltrici hanno portato tanti materiali che hanno permesso loro di spiegarci in modo divertente il meraviglioso modo delle api.Partendo da un modellino di ape gigante, l'apicoltrice Francesca ci ha spiegato tutte le caratteristiche di questo affascinante insetto.
Nel frattempo Guenda indossava la tuta protettiva e prendeva gli attrezzi tipici dell'apicoltore per spiegarci come ci si deve comportare con le api.Ci ha fatto vedere come si apre l'arnia al termine dell'inverno, come si usa l'affumicatore, l'uso del casco e dei guanti.
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Francesca e Guenda hanno proseguito spiegandoci il legame tra gli insetti impollinatori e i fiori.L'ape e il fiore sono alleati. Infatti il fiore nasconde il nettare molto in profondità e appena vede un insetto impollinatore si apre per permettere all'animale di entrare all'interno. Quando l'ape entra nel fiore, per raggiungere il nettare si sporca di polline che depositerà quando entrerà nel fiore successivo. Quindi ci hanno mostrato una piccola parte dell'arnia che abbiamo adottato. Le api erano chiuse in una teca e si muovevano freneticamente entrando e uscendo dalle cellette. Le apicoltrici si sono raccomandate di non battere sul vetro per non spaventarle ulteriormente.
Il primo anno era andato tutto bene e Angelino era molto soddisfatto dei limoni ottenuti.L'anno seguente, però, Angelino ebbe la brutta idea di utilizzare prodotti chimici proprio durante la fioritura e questo causò la morte di molti insetti. Da questa storia abbiamo imparato che i pesticidi non devono essere MAI usati durante la fioritura. Al termine dell'incontro a tutti i bambini è stato dato un vasetto di miele.
Ci hanno però permesso di toccare un favo con la cera e ci hanno indicato la differenza tra un favo costruito dall'uomo e quello costruito dalle api. Un momento molto toccante di questo incontro è stato quando Francesca ci ha raccontato la storia di Angelino.Angelino è un coltivatore di limoni che si era rivolto a loro per avere le api per impollinare i fiori dei suoi alberi.
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L'apiario è sull'Appia Antica, ovviamente immerso nel verde. Qui abbiamo trovato anche altri animali, ci sono venuti incontro due asini e un cane, ma il nostro interesse era tutto per le api.Francesca, Guenda e Claudio ci hanno spiegato come è fatta un'ape utilizzando il modellino di ape che avevano portato a scuola. Quindi ci hanno descritto nel dettaglio tutti i lavori di cui si occupa l'ape nel corso della sua breve ma intensa vita: spazzina, nutrice, ventilatrice, bottinatrice, ecc.. Quando l'ape nasce va subito in perlustrazione fissando dei punti di riferimento per ricordarsi dove si trova l' alveare.
Il momento più bello è stato quando ci hanno dato i vestiti da apicoltore e ci hanno fatto maneggiare le api.Sapete che i vestiti da apicoltore sono gialli o bianchi perché questi sono i colori preferiti dalle api?
Il mese di maggio è il mese perfetto, restrizioni permettendo, per visitare un apiario didattico, dove ammirare la laboriosa vita delle api Apis mellifera. È, infatti, il mese delle fioriture che colorano i giardini e le api sono uno spettacolo davvero da non perdere. Noi abbiamo convinto i nostri genitori a portarci all'apiario dell'Associazione Culturale Sulla Cima dell'Olimpo. Ed è stata una domenica indimenticabile.
Una domenica tra le api
Un'esperienza indimenticabile
di Carlo e Gabriele
Title 1
Ci hanno fatto vedere l'arnia verde (la seconda a partire da destra, nella foto in basso) che è l'arnia che i bambini e le maestre Anna Teresa, Rosella e Anna della quinta D hanno adottato e l'arnia blu (l'ultima nella foto) che è l'arnia adottata dalla maestra Lucia e dai bambini della quarta B.
Infine abbiamo fatto una degustazione di mieli diversi, per concludere la giornata in dolcezza.
+info
Abbiamo visto l'ape regina, riconoscendola subito dalle sue dimensioni e anche dal puntino, che abbiamo scoperto essere apposto dall'apicoltore.
L'ape regina era impegnata a deporre le uova e c'erano tante api intorno a lei che freneticamente chiudevano le cellette dopo il suo passaggio.
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Come ha festeggiato la festa della mamma la 5 D La maestra Anna Teresa, la maestra Lucia, la maestra Lavinia e la maestra Rita hanno voluto che facessimo un piccolo regalo alle mamme, attinente al progetto delle api. Hanno comprato della cera d'api, olio di oliva e piccoli vasetti. Abbiamo sciolto della cera fatta dalle api e l’abbiamo mischiata con l’olio d’oliva creando così una crema da viso. Poi ogni bambino ha costruito la propria scatoletta decorandola come meglio preferiva, all'interno ha messo un esagono con gli ingredienti e un bigliettino con un messaggio di auguri chiuso con la ceralacca a forma di ape.
La mamma è una delle persone più importanti della nostra vita, perciò ci deve essere un giorno all’anno da dedicarle.
LA FESTA DELLA MAMMA
di Lucia e Rebecca
Come e quando si festeggia?
Il 9 maggio si celebra festa della mamma. Questa celebrazione ha origini molto antiche e un valore profondo. Come molti elementi della cultura occidentale, questa ricorrenza risale all’antica Grecia, in cui era legata al culto delle divinità femminili .Da questi antichi e ormai sconosciuti riti ai giorni nostri è passato molto tempo ma lo spirito è sempre lo stesso e quindi celebrare la donna nella più grande espressione della sua femminilità. La festa dalla mamma così come la conosciamo fu proposta nel maggio 1870 negli Stati Uniti da Julia Ward Howe, pacifista e femminista statunitense che si batteva per i diritti delle donne. L’iniziativa non ebbe molto seguito e nel 1908 fu riportata in auge da Anna Jarvis, un’altra attivista che organizzò il primo Mother’s Day della storia. Il successo raggiunto grazie a questa seconda celebrazione portò la ricorrenza all’attenzione del Congresso che nel 1914 la istituì come festività ufficiale, stabilendo di celebrarla la seconda domenica del mese di maggio. Per quanto riguarda l’Italia, la prima giornata ufficiale dedicata alla mamma è stata organizzata il 24 dicembre 1933, in cui venivano premiate le madri che avevano avuto più figli. A metà Anni ’50 per motivi religiosi ma anche commerciali questa
festività fu spostata l’8 maggio e così rimase fino al 2000, quando si decise di fissarla nella seconda domenica del mese affinché
cadesse sempre in un giorno festivo.
Per fare la crema abbiamo riempito una ciotola con 1 litro d’acqua che era stata messa in un bollitore a 100 gradi. Nella ciotola. abbiamo messo un pentolino a bagnomaria con 20 grammi di cera, poi abbiamo mischiato insieme alla cera 100 grammi di olio d’oliva. infine abbiamo preso un vasetto e ci abbiamo versato dentro il composto e abbiamo lasciato raffreddare. Una volta raffreddata abbiamo chiuso il vasetto e la nostra crema era pronta.
Title 1
La Giornata Mondiale della Biodiversità
di Alessia e Tommaso
Si celebra il 22 maggio.Si tratta di un giorno speciale per ricordare l'importanza di salvaguardare la straordinaria ricchezza costituita da tutte le specie viventi sulla Terra e che, quest'anno, è dedicato nello specifico allo sviluppo sostenibile. .
La Giornata Mondiale della Biodiversità fu proclamata nel 2000 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite per celebrare l'adozione della Convenzione sulla Diversità Biologica. È dedicata alla difesa e alla tutela della biodiversità.
Title 1
Un riciclo creativo ci permette di creare un orto delle erbe aromatiche, ricavando dei vasetti da bottiglie di plastica tagliate a metà, da contenitori i alluminio, da piccoli barattoli, dai contenitori di plastica trasparente e anche da vecchi cassetti o da giocattoli inutilizzati. Ogni contenitore deve essere pulito bene e ben lavato. Poi basterà mettere la terra, piantare i semini, bagnare con un vaporizzatore e le piantine germoglieranno in breve tempo.
La maestra Adanella Mazzuoli ha utilizzato un vecchio lavandino (foto qui a lato) per realizzare la sua idea fantastica: un originalissimo vaso di splendidi fiori. Trucchi per riutilizzare oggetti che altrimenti dovremmo smaltire ce ne sono, basta stimolare la nostra creatività e metterci all'opera.
Realizziamo un orto con materiali riciclati
L'iItalia per il terzo anno consecutivo primeggia in Europa per l'economia circolare.La raccolta differenziata e la riduzione degli sprechi sono due passaggi fondamentali per mantenere questo importante primato.
di Giulia, LUCA e Sofia
Title 1
Per tenere in equilibrio l’ecosistema naturale è necessario ridurre le emissioni nocive e lottare contro l’inquinamento.
Gas di scarico, combustioni di gas naturali o artificiali, sistemi di trattamento dei rifiuti, agenti chimici usati in ambito agricolo o industriale, emissioni di CO2 da impianti di aerazione e riscaldamento: emissioni che alterano negativamente la composizione dell’aria che respiriamo. Quando tali emissioni raggiungono concentrazioni eccessive, non bastano le targhe alterne: il nostro corpo e l’ambiente stesso non riescono a smaltire gli agenti inquinanti. Dal cielo alla terra: la lotta per la sostenibilità ambientale passa anche attraverso il controllo dell’inquinamento del suolo causato da attività nocive dell’uomo, come l’utilizzo di prodotti chimici e fertilizzanti, l’abbandono di rifiuti non biodegradabili, lo scarico in aree non idonee di acque sporche e solventi.
Terra, Acqua ed Aria: energia per il nostro pianeta
Inquinamento atmosferico, del suolo e dell’acqua Raggiungere la sostenibilità ambientale significa come prima cosa fare i conti con il nemico numero uno, l’inquinamento. Non si deve pensare solo all’immagine di una città congestionata dal traffico e coperta da una cappa di smog. L'immagine della foto in basso si riferisce al solo inquinamento atmosferico che è una minima parte delle forme di inquinamento esistenti.
- di Gabriel, Lucia, Maria Vittoria e Riccardo
Ultima ma non ultima per importanza, l’acqua: l’inquinamento idrico contamina in maniera sempre più allarmante mari, fiumi e laghi. Dagli scarichi abusivi di liquami ai rifiuti di qualsiasi tipo: domestici, industriali ed urbani. Una delle grandi battaglie per la riduzione dell’utilizzo della plastica ha un motivo fondato proprio nell’inquinamento delle acque: dal 2000 a oggi, i rifiuti a base di plastica nel solo Oceano Atlantico sono triplicati.
Quando parliamo di sostenibilità ambientale dobbiamo tenere a mente un elemento fondamentale: siamo di fronte ad un tema che riguarda l’esistenza stessa del Pianeta che abitiamo.
Garantire la sostenibilità ambientale significa tenere in equilibrio il nostro ecosistema naturale: lottare contro l’inquinamento, prendere provvedimenti in tema di emissioni nocive e produzione di rifiuti, riciclare o riusare le risorse.
Title 1
Obiettivi per lo sviluppo ambientale
"Credo che avere la Terra e non rovinarla sia la più bella forma d'arte che si possa desiderare"
Gli obiettivi da perseguire per mantenere in equilibrio la bilancia tra uomo ed ambiente si riconducono tutti ad una sola parola: ridurre
- le emissioni di CO2 nell’atmosfera;
- l'estrazione di sostanze naturali;
- la produzione di sostanze chimici.
ANDY WARHOL
"La Terra è un bel posto e vale la pena lottare per lei"
Tra inquinamento dei mari e spreco di risorse idriche, impoverimento e consumo dei suoli ed emissioni in atmosfera, le tre dimensioni acqua, terra e aria sono ridotte in pessimo stato in ogni angolo del Pianeta. È necessario accelerare il passaggio a modelli di sviluppo basati non più sull’estrazione e consumo di risorse naturali ma sulla riduzione degli sprechi, sul recupero degli scarti e sullo sfruttamento di nuove fonti di energia non fossile: questa, oggi più che mai, appare come l’unica via possibile per scongiurare il disastro.
- Ernest Hemingway
Title 1
Le emozioni
rabbia
di Gabriel Luis e Luca
Le emozioni umane sono pensieri, riflessi, impulsi comportamentali. Molte volte le emozioni vengono confuse con gli stati d’animo e con i sentimenti, ma sono processi multicomponenziali: cioè informano le nostre vite, determinano le nostre azioni e i nostri comportamenti, sono risposte innate, composte da azioni volontarie, involontarie e automatiche. Le emozioni sono risposte a uno stimolo. Per esprimere le emozioni utilizziamo la faccia, i gesti e la voce, e questi sono importanti vie di comunicazione. Le "sei emozioni fondamentali" descritte da Paul Ekman sono felicità, rabbia, sorpresa, tristezza, paura e disgusto.
tristezza
felicità
La tristezza è un'emozione contraria alla gioia e alla felicità. Essa può essere provata in condizioni normali, durante la vita di tutti i giorni, oppure a causa di un evento particolarmente drammatico, come una perdita, un lutto o una scomparsa.Questo sentimento è proprio soprattutto degli artisti, che cercano continuamente di superare sé stessi. Molti pittori, poeti, musicisti hanno prodotto le loro migliori opere in momenti di grande tristezza e malinconia.
La rabbia è un sentimento primordiale, di base, che è determinato dall'istinto di difendersi per sopravvivere nell'ambiente in cui ci si trova. Quindi, possiamo dire che la rabbia inizialmente ha una funzione adattiva.La rabbia si attiva quando l'individuo interpreta un evento come ostacolo al perseguimento di un proprio obiettivo o quando ritiene di aver subito immeritatamente un torto, un danno.
La felicità è quell'insieme di emozioni e sensazioni del corpo e dell'intelletto che procurano benessere e gioia in un momento più o meno lungo della nostra vita. Se l'uomo è felice, subentrano anche la soddisfazione e l'appagamento.La felicità è lo stato d'animo (sentimento) positivo di chi ritiene soddisfatti i propri desideri. L'uomo fin dalla sua comparsa ricerca questo stato di benessere. Le sue caratteristiche sono variabili secondo l'entità che la prova (serenità, appagamento, ottimismo, ecc.).
Title 1
noia
sorpresa
imbarazzo
disgusto
Senso o motivo di malessere interiore, connesso a una prolungata condizione di uniformità e monotonia e talvolta associato a impazienza, irritazione, disgusto, o di avvilimento psicologico derivante da mancanza d'interessi o da passiva indifferenza nei confronti della vita
Per imbarazzo si intende di solito uno stato emotivo più o meno intenso e generalmente di breve durata che si manifesta esclusivamente in una situazione sociale. L'imbarazzo può essere un sentimento simile alla vergogna, ma il senso di vergogna può essere anche provocato da motivazioni che nessun altro conosce, mentre l'imbarazzo è sempre pubblico
La sorpresa è uno stato emotivo conseguente ad un evento inaspettato o contrario all'aspettativa di chi lo sperimenta. Dura pochi istanti ed è in genere seguita da paura o gioia.
Acuto e persistente senso di avversione o ripugnanza fisica o morale proveniente da sazietà, o da malumore o risentimento più o meno motivati.
Title 1
È convinzione comune che egli fosse pazzo. Geniale, certo, ma pazzo. D’altro canto, ci sono tre passaggi della sua biografia, noti a tutti, che sembrerebbero dimostrarlo: il taglio dell’orecchio, il ricovero in manicomio, il suicidio. Gli si può perdonare di essere stato pazzo, perché a un artista si perdona tutto, e poi, si sa, gli artisti sono diversi, anzi in fondo sono tutti un po’ pazzi. E Vincent lo era più degli altri, altrimenti non gli sarebbe capitato tutto quello che sappiamo. La verità, come sempre, è molto più complessa.
La sera del 23 dicembre 1888, ad Arles, Vincent Van Gogh si tagliò un orecchio con un rasoio, lo avvolse in un foglio di giornale e lo fece recapitare a una donna. Era stato un gesto di rabbia, di disperazione (per che cosa?), l’esito di un litigio con l’amico pittore Paul Gauguin? Nel corso degli anni le teorie sono state le più disparate.
Folli famosi: Vincent Van Gogh
La follia
Come tutti ben sappiamo Vincent Van Gogh era un folle.
Nel 1881, dopo una breve e tormentata convivenza con i genitori, Vincent venne cacciato di casa dal padre. Trasferitosi a Bruxelles e poi all’Aia, decise di dedicarsi alla pittura, incoraggiato dal fratello Theo. Questi era tutto ciò che Vincent avrebbe voluto essere, senza riuscirci. Bello, perbene, ordinato, a modo, cordiale, era entrato nella stessa galleria da cui lui era stato licenziato, lavorandovi con profitto. Vincent gli fu sempre legato, in un rapporto intensissimo; proprio la ricca corrispondenza epistolare con Theo, di oltre 650 lettere, mantenuta lungo il corso di tutta la vita, ci consente oggi di scandagliare la sua opera e d’indagare la sua travagliata interiorità. Theo, soprattutto, decise di farsi carico di quel fratello disperato.
di Margherita e Giulia
Il termine follia deriva dal latino “follis” di origine onomatopeica, significa vuoto.
Nel medioevo la follia diventò rappresentante del demonio.
Nel rinascimento il folle venne considerato una persona diversa, quindi andava rispettato, lasciato libero.
A metà del settecento i folli erano detenuti nei carceri, perché mancavano le strutture sanitarie specifiche.
In questo periodo in Francia, in Germania e in Inghilterra si mise in moto un metodo per diminuire la follia.
Title 1
Si è sempre pensato però che la mutilazione fosse stata tutto sommato piccola, e che avesse riguardato solo un pezzetto del lobo sinistro. Ora emerge da un nuovo documento che si sarebbe trattato in realtà di una ferita ben più grave: il pittore si sarebbe asportato quasi l’intero padiglione sinistro. Un gesto di violento autolesionismo che precedette il suicidio, avvenuto due anni dopo.
Van Gogh entrò nel manicomio di Saint-Paul-de-Mausole l’8 maggio 1889. Alcune delle sue opere di questo periodo sono caratterizzate da volute, come La notte stellata. Fu permesso a brevi passeggiate sorvegliate, durante le quali dipinse cipressi e ulivi, tra cui Ulivi con le Alpilles sullo sfondo 1889, Cipressi 1889, Campo di grano con cipressi (1889), Strada campestre in Provenza di notte (1890).
Nonostante tali ricadute, tuttavia, Vincent è stato eccezionalmente produttivo a Saint-Rémy, dove ha completato circa 150 dipinti nello spazio di un anno. Vincent lasciò l’ospedale psichiatrico di Saint-Rémy nel maggio 1890 e si diresse a nord verso Auvers-sur-Oise, dove molti artisti stavano già vivendo.
Auvers offrì a Vincent la pace e la tranquillità di cui aveva bisogno, pur essendo abbastanza vicino a Parigi da poter visitare suo fratello Theo.
L’accesso limitato alla vita al di fuori della clinica ha comportato una carenza di argomenti. Van Gogh invece ha lavorato su interpretazioni di altri dipinti dell’artista, come The Millet’s Sower e Noonday Rest, e variazioni sul suo stesso lavoro precedente.La salute mentale di Vincent ha continuato a fluttuare. Durante un periodo di estrema confusione, mangiò un po ‘della sua pittura a olio, dopo di che si limitò a disegnare per un po’.
Title 1
La vicina cittadina di Méry, comunque, acconsentì alla sepoltura e il funerale si tenne il 30 luglio. Van Gogh venne sepolto adagiato in una bara, rivestita da un drappo bianco e ricoperta da mazzi di girasoli che amava tanto, die dalie e da altri fiori gialli. Oltre a Théo e al dottor Gachet furono presenti pochi amici giunti da Parigi: Lucien Pissarro, figlio di Camille, Émile Bernard, Père Tanguy.
Van Gogh dipinse “NOTTE STELLATA” nel manicomio dove venne ricoverato, il quadro rappresenta il paesaggio che Vincent vedeva dalla finestra della sua camera. Nel manicomio dipinse anche campi di grano che lui poteva andare a visitare sotto sorveglianza durante le sue passeggiate.
Dentro ognuno di noi c’è un piccolo omino folle, magari riusciamo a nasconderlo bene o magari lo incoraggiamo a crescere ma c’è sempre.
Indipendentemente da quanto “salutare e fortificante”, Vincent abbia trovato la campagna, è stato inutile. La sua malattia e la sua incertezza sul futuro sono diventati troppo faticosi da sopportare.
La sera del 27 luglio 1890, una domenica, dopo essere uscito per dipingere i suoi quadri come al solito nelle campagne che circondavano il paese, rientrò sofferente nella locanda e si rifugiò subito nella sua camera: Ravoux, non vedendolo a pranzo, salì in camera sua, trovandolo disteso e sanguinante sul letto: a lui Van Gogh confessò di essersi sparato un colpo di rivoltella al petto in un campo vicino.
Al dottor Gachet - che, non potendo estrarre il proiettile, si limitò ad applicare una fasciatura mentre gli esprimeva, comunque, la speranza di salvarlo - rispose che aveva tentato con coscienza il suicidio e che, se fosse sopravvissuto, avrebbe dovuto «riprovarci»: «volevo uccidermi, ma ho fatto cilecca». Rifiutò di dare spiegazioni del suo gesto ai gendarmi e, con il fratello Théo che, avvertito, era accorso la mattina dopo, trascorse tutto il 28 luglio, fumando la pipa e chiacchierando seduto sul letto: gli confidò ancora che la sua «tristezza non avrà mai fine».
Sembra che le sue ultime parole siano state «ora vorrei ritornare»
Poco dopo ebbe un accesso di soffocamento, poi perse conoscenza e morì quella notte stessa, verso l’1:30 del 29 luglio.In tasca gli trovarono una lettera non spedita a Théo, dove aveva scritto, tra l’altro: «Vorrei scriverti molte cose ma ne sento l’inutilità per il mio lavoro io rischio la vita e ho compromesso a metà la mia ragione».
Essendo il pittore morto suicida, il parroco di Auvers si rifiutò di benedirne la salma, e il carro funebre fu fornito da un municipio vicino.
C’era anche un dottore, Paul Gachet, che poteva tenerlo d’occhio. Vincent divenne presto amico di Gachet, lui stesso un pittore dilettante, che consigliò a Van Gogh di dedicarsi completamente alla sua arte. Ha fatto esattamente questo, dipingendo i giardini e i campi di grano intorno al villaggio ad un ritmo febbrile.
Vincent si gettò interamente nella sua pittura in questo periodo, completando praticamente un lavoro al giorno. Anche la sua salute sembrava migliorare.
‘. . . sapendo chiaramente quello che volevo, ho dipinto altre tre tele di grandi dimensioni da allora. Sono immense distese di campi di grano sotto cieli turbolenti, e ho cercato di esprimere la tristezza, l’estrema solitudine. Lo vedrai presto, spero, perché spero di portarteli a Parigi il più presto possibile, dato che credo quasi che queste tele ti diranno ciò che non posso dire a parole, ciò che considero sano e fortifica la campagna “.
Fonti: Wikipedia, Focus.it, Arte svelata, Hisour, L’espressionismo di Van Gogh
Title 1
Quanto può durare
Che cos'è
Il singhiozzo è un fenomeno dovuto a contrazioni ripetute e involontarie del diaframma, il muscolo che si contrae durante l’inspirazione e si distende durante l’espirazione. La causa scatenante è l’irritazione del nervo frenico, che ha il compito proprio di controllare le contrazioni del diaframma.
In media un episodio di singhiozzo occasionale ha una durata che varia da pochi secondi a qualche minuto. Nei casi di singhiozzo persistente, legato a malattie, può durare anche ore, mentre nei casi più gravi può avere una durata di giorni.
Come farlo passare
Se il nervo frenico viene irritato in un punto qualsiasi, può scatenarsi il singhiozzo. Il tipico suono “hic”, che si ripete in modo ritmico e continuo per vari minuti, è dovuto al fatto che ogni contrazione del diaframma si conclude con una brusca chiusura della glottide, la valvola che separa l’apparato respiratorio da quello digerente.
Già più di 2000 anni fa Ippocrate consigliava un metodo che tutt’ora è quello più usato ed efficace per far passare il singhiozzo: aspirare profondamente e trattenere il fiato e restare in apnea per 10-25 secondi per far rilassare il diaframma.
Il singhiozzo
di Flavia e Ilenia
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Esiste un modo per prevenire il singhiozzo?
Altri rimedi
Ci sono anche altri rimedi:
- ingerire velocemente acqua a piccoli sorsi,
- favorire uno starnuto,
- inghiottire rapidamente un cucchiaio di zucchero,
- assumere un cucchiaino d’aceto o di succo di limone puro,
- comprimere con le unghie degli indici un punto di agopuntura situato all’interno dei padiglioni auricolari.
Utili accorgimenti da adottare per prevenire la comparsa del singhiozzo sono:
- evitare una rapida ingestione di cibo e liquidi;
- masticare bene il cibo prima di deglutirlo;
- limitare l’assunzione di alcolici;
- evitare l’ingestione di alimenti troppo caldi o troppo freddi.
Title 1
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Giornalino Classe V D n.04
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magazine
Uno sguardo sul mondo
04
nº
Rivista della classe quinta D
I. C. S. La Giustiniana - Roma
24 maggio 2021
La festa della mamma
Editoriale
di Rebecca e Lucia
di Margherita e Riccardo
La Giornata mondiale della biodiversità
L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile
di Alessia e Tommaso
di Riccardo
Indice dei contenuti
Orto con materiali riciclati
Agenda 2030: ridurre le disuguaglianze
Giulia, Luca e Sofia
di Giacomo e Leonardo
Agenda 2030: istruzione di qualità
Terra, Acqua ed Aria: l’energia per il nostro Pianeta
di Francesca e Andrea
di Gabriel, Lucia, Maria Vittoria e Riccardo
20 maggio: Giornata mondiale delle api
Le emozioni - La follia
di Alice e Gabriele
di Gabriel Luis, Luca, Margherita e Giulia
Una domenica tra le api
Il singhiozzo
di Carlo e Gabroiele
di Ilenia e Flavia
DIRETTORE GENERALE: Anna Teresa DIRETTORE RESPONSABILE: Riccardo SEGRETARIO DI DIREZIONE: Gabriel CAPOREDATTORE: Margherita REDATTORI: Alice, Lucia, Maria Vittoria SEGRETARIA DI REDAZIONE: Giulia ART DIRECTOR: Sofia REDAZIONE GRAFICA E ARTISTICA: Alessia, Ilenia, Rebecca FOTOEDITOR: Flavia FOTOGRAFO/VIDEOMAKER: Carlo GIORNALISTI: Andrea, Giacomo, Francesca, Gabriel Luis, Gabriele, Leonardo, Luca, Tommaso
A partire dalla copertina , vi proponiamo articoli che sono un tributo alla Giornata Mondiale delle Api, che si celebra il 20 maggio con lo scopo di sensibilizzare sull'importanza delle api e dell'apicoltura per il nostro ambiente. Parleremo dell'incontro, avvenuto il 12 maggio, con le apicoltrici che ci hanno portato dei vasetti di miele fatto dalle nostre api. Vi diamo anche delle idee per passare una bella domenica in famiglia tra le api, come hanno fatto due dei nostri giornalisti.
Sotto unalente
di Margherita e Riccardo
Maggio è anche il mese della Festa della Mamma e della Giornata della Biodiversità e non potevamo non parlarne ancora su queste pagine.Siamo particolarmente orgogliosi di condividere con voi questo quarto numero perci non ci resta che augurarvi buona lettura. Ci vediamo al prossimo numero.
Cari lettori,in questo quarto numero di "Uno sguardo sul mondo Magazine" vogliamo celebrare la festa delle nostre amiche api ed il loro essere uniche per il doppio ruolo di impollinatrici delle piante e di produttrici i miele.
Inoltre, in occasione di questa celebrazione, tutti noi di "Uno sguardo sul mondo Magazine" ci siamo vestiti di giallo e nero. Potrete vedere qualche foto nella gallery.
Title 1
L’Agenda 2030 è basata su cinque concetti chiave: 1. Persone. Eliminare fame e povertà in tutte le forme, garantire dignità e uguaglianza. 2. Prosperità. Garantire vite prospere e piene in armonia con la natura. 3. Pace. Promuovere società pacifiche, giuste e inclusive. 4. Partnership. Implementare l’Agenda attraverso solide alleanze. 5. Pianeta. Proteggere le risorse naturali e il clima del pianeta per le generazioni future. E tu, come puoi contribuire al cambiamento? Tutti siamo parte del cambiamento per un domani migliore, tutti ne siamo responsabili. E sono le nostre azioni che influenzeranno il futuro dei nostri figli e delle prossime generazioni. Stili di vita corretti e azioni individuali fanno la differenza. Informati sui 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile e interrogati su quel che puoi fare per contribuire al loro raggiungimento, condividi buone pratiche, partecipa alle campagne, racconta il tuo contributo alla realizzazione dell’Agenda 2030 sui social.
L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile
di Riccardo
L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.Gli Obiettivi per lo Sviluppo rappresentano obiettivi comuni su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, per citarne solo alcuni.
L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’.
agenda 2030
Ridurre le disuguaglianze
di Giacomo e Leonardo
L'obiettivo 10 dell'Agenda 2030 mira a ridurre le disuguaglianze tra gli Stati e al loro interno attraverso la promozione dell'inclusione sociale, economica e politica di tutti i cittadini, a prescindere da età, sesso, disabilità, razza, etnia e religione.
L’uguaglianza tra Paesi è auspicabile inoltre grazie alla promozione di politiche globali di protezione sociale e a una migliore pianificazione e gestione dei flussi migratori. La sfida più grande posta da tale obiettivo è di aumentare, entro il 2030, del 40% il reddito della popolazione che versa in condizioni economicamente più svantaggiate.
La comunità internazionale ricorda l’importanza di un’istruzione e di una formazione di qualità per migliorare le condizioni di vita delle persone, delle comunità e delle società. Forte degli insegnamenti tratti dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM), l’obiettivo 4 non si limita all’istruzione primaria dei bambini, ma si concentra anche sul punto di contatto tra istruzione di base e formazione professionale. Pone inoltre l’accento sull’equità e sulla qualità dell’istruzione in un’ottica di apprendimento che si estenda lungo tutto l’arco della vita, due dimensioni trascurate dagli OSM. L’obiettivo 4 mira a garantire che tutti i bambini, i giovani e gli adulti, in particolar modo i più emarginati e vulnerabili, possano accedere a un’istruzione e a una formazione adeguate alle loro esigenze e al contesto in cui vivono. L’istruzione contribuisce infatti a creare un mondo più sicuro, sostenibile e interdipendente.
agenda 2030
Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti
Rispetto ad altri Paesi, la Svizzera vanta una struttura particolarmente avanzata, sia dal punto di vista della formazione professionale (sistema duale) sia per quanto concerne l’istruzione di base (governance decentralizzata, sistema-passerella, bilinguismo). Attraverso i suoi aiuti, la DSC lavora a favore dell’accesso a un’istruzione di qualità per tutti e rinsalda il legame tra istruzione di base, formazione professionale e integrazione socioprofessionale con l’obiettivo di migliorare, in prospettiva, lo sviluppo economico e sociale.
di Francesca e Andrea
Obiettivo 4: Garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti 4.1: Garantire entro il 2030 ad ogni ragazza e ragazzo libertà, equità e qualità nel completamento dell'educazione primaria e secondaria che porti a risultati di apprendimento adeguati e concreti 4.2: Garantire entro il 2030 che ogni ragazza e ragazzo abbiano uno sviluppo infantile di qualità, ed un accesso a cure ed istruzione pre-scolastiche così da essere pronti alla scuola primaria 4.3: Garantire entro il 2030 ad ogni donna e uomo un accesso equo ad un’istruzione tecnica, professionale e terziaria -anche universitaria- che sia economicamente vantaggiosa e di qualità 4.4: Aumentare considerevolmente entro il 2030 il numero di giovani e adulti con competenze specifiche -anche tecniche e professionali- per l’occupazione, posti di lavoro dignitosi e per l’imprenditoria 4.5: Eliminare entro il 2030 le disparità di genere nell'istruzione e garantire un accesso equo a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale delle categorie protette, tra cui le persone con disabilità, le popolazioni indigene ed i bambini in situazioni di vulnerabilità
4.6: Garantire entro il 2030 che tutti i giovani e gran parte degli adulti, sia uomini che donne, abbiano un livello di alfabetizzazione ed una capacità di calcolo4.7: Garantire entro il 2030 che tutti i discenti acquisiscano la conoscenza e le competenze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile, anche tramite un educazione volta ad uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità di genere, alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversità culturali e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile 4.a: Costruire e potenziare le strutture dell'istruzione che siano sensibili ai bisogni dell'infanzia, alle disabilità e alla parità di genere e predisporre ambienti dedicati all'apprendimento che siano sicuri, non violenti e inclusivi per tutti 4.b: Espandere considerevolmente entro il 2020 a livello globale il numero di borse di studio disponibili per i paesi in via di sviluppo, specialmente nei paesi meno sviluppati, nei piccoli stati insulari e negli stati africani, per garantire l'accesso all'istruzione superiore - compresa la formazione professionale, le tecnologie dell'informazione e della comunicazione e i programmi tecnici, ingegneristici e scientifici - sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo 4.c: Aumentare considerevolmente entro il 2030 la presenza di insegnanti qualificati, anche grazie alla cooperazione internazionale, per la loro attività di formazione negli stati in via di sviluppo, specialmente nei paesi meno sviluppati e i piccoli stati insulari in via di sviluppo.
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Per secoli le api, tra le creature più laboriose del pianeta, hanno portato benefici alle persone, alle piante e all'ambiente. Trasportando il polline da un fiore all'altro, le api e altri impollinatori consentono non solo la produzione di un'abbondanza di frutta, noci e semi, ma anche una maggiore varietà e una migliore qualità, contribuendo alla sicurezza alimentare e alla nutrizione. Il 20 maggio celebriamo la giornata mondiale delle api. Il festeggiamento di questa giornata è stato proposto dalla Slovenia. L'iniziativa è stata sostenuta da tutti gli stati delle Nazioni Unite,mentre 115 paesi sono stati cosponsor, inclusi i principali paesi come Stati Uniti, Canada, Cina, Russia, India, Brasile, Argentina, Australia e tutti gli stati membri dell'UE.
Giornata mondiale delle api
di Alice e Gabriele
Il 20 maggio è la Giornata Mondiale delle Api, una ricorrenza internazionale che si celebra ogni anno, volta a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza degli impollinatori, sulle minacce che affrontano e sul loro contributo allo sviluppo sostenibile.Questi piccoli insetti hanno un ruolo straordinario come sentinelle ambientali e di sostegno della biodiversità.
Title 1
Lo scopo della giornata è sensibilizzare sull'importanza delle api e dell'apicoltura. L'obbiettivo principale è rafforzare le misure volte a proteggere le api e altri impollinatori, che contribuirebbero in modo significativo a risolvere i problemi legati al l'approvvigionamento alimentare globale e ad eliminare la fame nei paesi in via di sviluppo Le api sono rinomate per il loro ruolo nel fornire cibo di alta qualità (miele, pappa reale e polline) e altri prodotti utilizzati ella sanità e in altri settori (cera d'api, propoli, veleno d'api). Per questo noi della 5ª D stiamo cercando di far vivere queste piccole apette, fate anche voi quel che stiamo facendo noi, è per vivere bene.
Mostra: La Via delle Api
Dal 25 febbraio al 27 giugno 2021 il Museo Civico di Zoologia ospita la mostra La Via delle Api, un percorso attraverso il mondo delle api e i loro prodotti. La mostra è a cura di Massimo Capula, Carla Marangoni, con la progettazione di Paola Marzoli ed è realizzata in collaborazione con il Gruppo Api Sparse – A.P.S. in apicoltura e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana “M. Aleandri” di Roma. La mostra è incentrata sull’ape mellifera, sulla sua organizzazione sociale e sull’importante ruolo che svolge per la conservazione della biodiversità.
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Nel corso della visita il pubblico sarà guidato dall’Ape Agnese, la mascotte della mostra che, oltre a svelare alcune curiosità sulle api, è la protagonista di un gioco-quiz con risposte multiple. Al gioco potranno partecipare tutti i visitatori in possesso della App gratuita “AppAgnese”, scaricabile su tutti i dispositivi mobili*. Le domande poste dalla App saranno uno stimolo a riflettere sulle cause della progressiva scomparsa delle api, e sulla necessità di assumere nuovi comportamenti che aiutino le api a sopravvivere. Completato il gioco, il visitatore visualizzerà sulla propria App un “Attestato di consapevolezza e impegno” che potrà essere poi condiviso sui social con l’hashtag #iostoconlapeagnese.
Attraverso le attrezzature per l’apicoltura disposte al centro della sala e grazie ad un gradevole video, si potranno conoscere i segreti di questa antica arte. Punto focale della mostra è il ruolo delle api nel mantenimento della biodiversità vegetale e animale. Le api sono inoltre ottimi indicatori biologici, poiché dalla loro presenza/assenza e dall’analisi dei loro prodotti si possono ricavare informazioni importantissime sullo stato di salute dell’ambiente. Il visitatore, a metà percorso, potrà intraprendere un viaggio multimediale ed emozionale in un alveare e sperimentare così la “vita da ape”. La mostra si conclude con un invito a riflettere sulle cause che stanno producendo in tutto il mondo una sensibile diminuzione delle api e degli altri insetti impollinatori, il cui ruolo è importantissimo per la conservazione della biodiversità e anche per la sopravvivenza stessa della nostra specie.
Info
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Una giornata con le apette
classe V D
Nell'ambito delle attività del progetto eTwinning "Bees save the Earth... let's save bees!" si è tenuto un incontro molto speciale nel giardino della scuola rosa.Il giorno 12 maggio, infatti, le apicoltrici Francesca e Guenda, dell'Associazione Sulla Cima dell'Olimpo, hanno organizzato un laboratorio con i bambini delle classi I B, IV B, IV C e V D, che hanno adottato un'arnia.
Le apicoltrici hanno portato tanti materiali che hanno permesso loro di spiegarci in modo divertente il meraviglioso modo delle api.Partendo da un modellino di ape gigante, l'apicoltrice Francesca ci ha spiegato tutte le caratteristiche di questo affascinante insetto.
Nel frattempo Guenda indossava la tuta protettiva e prendeva gli attrezzi tipici dell'apicoltore per spiegarci come ci si deve comportare con le api.Ci ha fatto vedere come si apre l'arnia al termine dell'inverno, come si usa l'affumicatore, l'uso del casco e dei guanti.
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Francesca e Guenda hanno proseguito spiegandoci il legame tra gli insetti impollinatori e i fiori.L'ape e il fiore sono alleati. Infatti il fiore nasconde il nettare molto in profondità e appena vede un insetto impollinatore si apre per permettere all'animale di entrare all'interno. Quando l'ape entra nel fiore, per raggiungere il nettare si sporca di polline che depositerà quando entrerà nel fiore successivo. Quindi ci hanno mostrato una piccola parte dell'arnia che abbiamo adottato. Le api erano chiuse in una teca e si muovevano freneticamente entrando e uscendo dalle cellette. Le apicoltrici si sono raccomandate di non battere sul vetro per non spaventarle ulteriormente.
Il primo anno era andato tutto bene e Angelino era molto soddisfatto dei limoni ottenuti.L'anno seguente, però, Angelino ebbe la brutta idea di utilizzare prodotti chimici proprio durante la fioritura e questo causò la morte di molti insetti. Da questa storia abbiamo imparato che i pesticidi non devono essere MAI usati durante la fioritura. Al termine dell'incontro a tutti i bambini è stato dato un vasetto di miele.
Ci hanno però permesso di toccare un favo con la cera e ci hanno indicato la differenza tra un favo costruito dall'uomo e quello costruito dalle api. Un momento molto toccante di questo incontro è stato quando Francesca ci ha raccontato la storia di Angelino.Angelino è un coltivatore di limoni che si era rivolto a loro per avere le api per impollinare i fiori dei suoi alberi.
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L'apiario è sull'Appia Antica, ovviamente immerso nel verde. Qui abbiamo trovato anche altri animali, ci sono venuti incontro due asini e un cane, ma il nostro interesse era tutto per le api.Francesca, Guenda e Claudio ci hanno spiegato come è fatta un'ape utilizzando il modellino di ape che avevano portato a scuola. Quindi ci hanno descritto nel dettaglio tutti i lavori di cui si occupa l'ape nel corso della sua breve ma intensa vita: spazzina, nutrice, ventilatrice, bottinatrice, ecc.. Quando l'ape nasce va subito in perlustrazione fissando dei punti di riferimento per ricordarsi dove si trova l' alveare.
Il momento più bello è stato quando ci hanno dato i vestiti da apicoltore e ci hanno fatto maneggiare le api.Sapete che i vestiti da apicoltore sono gialli o bianchi perché questi sono i colori preferiti dalle api?
Il mese di maggio è il mese perfetto, restrizioni permettendo, per visitare un apiario didattico, dove ammirare la laboriosa vita delle api Apis mellifera. È, infatti, il mese delle fioriture che colorano i giardini e le api sono uno spettacolo davvero da non perdere. Noi abbiamo convinto i nostri genitori a portarci all'apiario dell'Associazione Culturale Sulla Cima dell'Olimpo. Ed è stata una domenica indimenticabile.
Una domenica tra le api
Un'esperienza indimenticabile
di Carlo e Gabriele
Title 1
Ci hanno fatto vedere l'arnia verde (la seconda a partire da destra, nella foto in basso) che è l'arnia che i bambini e le maestre Anna Teresa, Rosella e Anna della quinta D hanno adottato e l'arnia blu (l'ultima nella foto) che è l'arnia adottata dalla maestra Lucia e dai bambini della quarta B.
Infine abbiamo fatto una degustazione di mieli diversi, per concludere la giornata in dolcezza.
+info
Abbiamo visto l'ape regina, riconoscendola subito dalle sue dimensioni e anche dal puntino, che abbiamo scoperto essere apposto dall'apicoltore. L'ape regina era impegnata a deporre le uova e c'erano tante api intorno a lei che freneticamente chiudevano le cellette dopo il suo passaggio.
Title 1
Come ha festeggiato la festa della mamma la 5 D La maestra Anna Teresa, la maestra Lucia, la maestra Lavinia e la maestra Rita hanno voluto che facessimo un piccolo regalo alle mamme, attinente al progetto delle api. Hanno comprato della cera d'api, olio di oliva e piccoli vasetti. Abbiamo sciolto della cera fatta dalle api e l’abbiamo mischiata con l’olio d’oliva creando così una crema da viso. Poi ogni bambino ha costruito la propria scatoletta decorandola come meglio preferiva, all'interno ha messo un esagono con gli ingredienti e un bigliettino con un messaggio di auguri chiuso con la ceralacca a forma di ape.
La mamma è una delle persone più importanti della nostra vita, perciò ci deve essere un giorno all’anno da dedicarle.
LA FESTA DELLA MAMMA
di Lucia e Rebecca
Come e quando si festeggia? Il 9 maggio si celebra festa della mamma. Questa celebrazione ha origini molto antiche e un valore profondo. Come molti elementi della cultura occidentale, questa ricorrenza risale all’antica Grecia, in cui era legata al culto delle divinità femminili .Da questi antichi e ormai sconosciuti riti ai giorni nostri è passato molto tempo ma lo spirito è sempre lo stesso e quindi celebrare la donna nella più grande espressione della sua femminilità. La festa dalla mamma così come la conosciamo fu proposta nel maggio 1870 negli Stati Uniti da Julia Ward Howe, pacifista e femminista statunitense che si batteva per i diritti delle donne. L’iniziativa non ebbe molto seguito e nel 1908 fu riportata in auge da Anna Jarvis, un’altra attivista che organizzò il primo Mother’s Day della storia. Il successo raggiunto grazie a questa seconda celebrazione portò la ricorrenza all’attenzione del Congresso che nel 1914 la istituì come festività ufficiale, stabilendo di celebrarla la seconda domenica del mese di maggio. Per quanto riguarda l’Italia, la prima giornata ufficiale dedicata alla mamma è stata organizzata il 24 dicembre 1933, in cui venivano premiate le madri che avevano avuto più figli. A metà Anni ’50 per motivi religiosi ma anche commerciali questa festività fu spostata l’8 maggio e così rimase fino al 2000, quando si decise di fissarla nella seconda domenica del mese affinché cadesse sempre in un giorno festivo.
Per fare la crema abbiamo riempito una ciotola con 1 litro d’acqua che era stata messa in un bollitore a 100 gradi. Nella ciotola. abbiamo messo un pentolino a bagnomaria con 20 grammi di cera, poi abbiamo mischiato insieme alla cera 100 grammi di olio d’oliva. infine abbiamo preso un vasetto e ci abbiamo versato dentro il composto e abbiamo lasciato raffreddare. Una volta raffreddata abbiamo chiuso il vasetto e la nostra crema era pronta.
Title 1
La Giornata Mondiale della Biodiversità
di Alessia e Tommaso
Si celebra il 22 maggio.Si tratta di un giorno speciale per ricordare l'importanza di salvaguardare la straordinaria ricchezza costituita da tutte le specie viventi sulla Terra e che, quest'anno, è dedicato nello specifico allo sviluppo sostenibile. .
La Giornata Mondiale della Biodiversità fu proclamata nel 2000 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite per celebrare l'adozione della Convenzione sulla Diversità Biologica. È dedicata alla difesa e alla tutela della biodiversità.
Title 1
Un riciclo creativo ci permette di creare un orto delle erbe aromatiche, ricavando dei vasetti da bottiglie di plastica tagliate a metà, da contenitori i alluminio, da piccoli barattoli, dai contenitori di plastica trasparente e anche da vecchi cassetti o da giocattoli inutilizzati. Ogni contenitore deve essere pulito bene e ben lavato. Poi basterà mettere la terra, piantare i semini, bagnare con un vaporizzatore e le piantine germoglieranno in breve tempo.
La maestra Adanella Mazzuoli ha utilizzato un vecchio lavandino (foto qui a lato) per realizzare la sua idea fantastica: un originalissimo vaso di splendidi fiori. Trucchi per riutilizzare oggetti che altrimenti dovremmo smaltire ce ne sono, basta stimolare la nostra creatività e metterci all'opera.
Realizziamo un orto con materiali riciclati
L'iItalia per il terzo anno consecutivo primeggia in Europa per l'economia circolare.La raccolta differenziata e la riduzione degli sprechi sono due passaggi fondamentali per mantenere questo importante primato.
di Giulia, LUCA e Sofia
Title 1
Per tenere in equilibrio l’ecosistema naturale è necessario ridurre le emissioni nocive e lottare contro l’inquinamento.
Gas di scarico, combustioni di gas naturali o artificiali, sistemi di trattamento dei rifiuti, agenti chimici usati in ambito agricolo o industriale, emissioni di CO2 da impianti di aerazione e riscaldamento: emissioni che alterano negativamente la composizione dell’aria che respiriamo. Quando tali emissioni raggiungono concentrazioni eccessive, non bastano le targhe alterne: il nostro corpo e l’ambiente stesso non riescono a smaltire gli agenti inquinanti. Dal cielo alla terra: la lotta per la sostenibilità ambientale passa anche attraverso il controllo dell’inquinamento del suolo causato da attività nocive dell’uomo, come l’utilizzo di prodotti chimici e fertilizzanti, l’abbandono di rifiuti non biodegradabili, lo scarico in aree non idonee di acque sporche e solventi.
Terra, Acqua ed Aria: energia per il nostro pianeta
Inquinamento atmosferico, del suolo e dell’acqua Raggiungere la sostenibilità ambientale significa come prima cosa fare i conti con il nemico numero uno, l’inquinamento. Non si deve pensare solo all’immagine di una città congestionata dal traffico e coperta da una cappa di smog. L'immagine della foto in basso si riferisce al solo inquinamento atmosferico che è una minima parte delle forme di inquinamento esistenti.
- di Gabriel, Lucia, Maria Vittoria e Riccardo
Ultima ma non ultima per importanza, l’acqua: l’inquinamento idrico contamina in maniera sempre più allarmante mari, fiumi e laghi. Dagli scarichi abusivi di liquami ai rifiuti di qualsiasi tipo: domestici, industriali ed urbani. Una delle grandi battaglie per la riduzione dell’utilizzo della plastica ha un motivo fondato proprio nell’inquinamento delle acque: dal 2000 a oggi, i rifiuti a base di plastica nel solo Oceano Atlantico sono triplicati.
Quando parliamo di sostenibilità ambientale dobbiamo tenere a mente un elemento fondamentale: siamo di fronte ad un tema che riguarda l’esistenza stessa del Pianeta che abitiamo. Garantire la sostenibilità ambientale significa tenere in equilibrio il nostro ecosistema naturale: lottare contro l’inquinamento, prendere provvedimenti in tema di emissioni nocive e produzione di rifiuti, riciclare o riusare le risorse.
Title 1
Obiettivi per lo sviluppo ambientale
"Credo che avere la Terra e non rovinarla sia la più bella forma d'arte che si possa desiderare"
Gli obiettivi da perseguire per mantenere in equilibrio la bilancia tra uomo ed ambiente si riconducono tutti ad una sola parola: ridurre
ANDY WARHOL
"La Terra è un bel posto e vale la pena lottare per lei"
Tra inquinamento dei mari e spreco di risorse idriche, impoverimento e consumo dei suoli ed emissioni in atmosfera, le tre dimensioni acqua, terra e aria sono ridotte in pessimo stato in ogni angolo del Pianeta. È necessario accelerare il passaggio a modelli di sviluppo basati non più sull’estrazione e consumo di risorse naturali ma sulla riduzione degli sprechi, sul recupero degli scarti e sullo sfruttamento di nuove fonti di energia non fossile: questa, oggi più che mai, appare come l’unica via possibile per scongiurare il disastro.
- Ernest Hemingway
Title 1
Le emozioni
rabbia
di Gabriel Luis e Luca
Le emozioni umane sono pensieri, riflessi, impulsi comportamentali. Molte volte le emozioni vengono confuse con gli stati d’animo e con i sentimenti, ma sono processi multicomponenziali: cioè informano le nostre vite, determinano le nostre azioni e i nostri comportamenti, sono risposte innate, composte da azioni volontarie, involontarie e automatiche. Le emozioni sono risposte a uno stimolo. Per esprimere le emozioni utilizziamo la faccia, i gesti e la voce, e questi sono importanti vie di comunicazione. Le "sei emozioni fondamentali" descritte da Paul Ekman sono felicità, rabbia, sorpresa, tristezza, paura e disgusto.
tristezza
felicità
La tristezza è un'emozione contraria alla gioia e alla felicità. Essa può essere provata in condizioni normali, durante la vita di tutti i giorni, oppure a causa di un evento particolarmente drammatico, come una perdita, un lutto o una scomparsa.Questo sentimento è proprio soprattutto degli artisti, che cercano continuamente di superare sé stessi. Molti pittori, poeti, musicisti hanno prodotto le loro migliori opere in momenti di grande tristezza e malinconia.
La rabbia è un sentimento primordiale, di base, che è determinato dall'istinto di difendersi per sopravvivere nell'ambiente in cui ci si trova. Quindi, possiamo dire che la rabbia inizialmente ha una funzione adattiva.La rabbia si attiva quando l'individuo interpreta un evento come ostacolo al perseguimento di un proprio obiettivo o quando ritiene di aver subito immeritatamente un torto, un danno.
La felicità è quell'insieme di emozioni e sensazioni del corpo e dell'intelletto che procurano benessere e gioia in un momento più o meno lungo della nostra vita. Se l'uomo è felice, subentrano anche la soddisfazione e l'appagamento.La felicità è lo stato d'animo (sentimento) positivo di chi ritiene soddisfatti i propri desideri. L'uomo fin dalla sua comparsa ricerca questo stato di benessere. Le sue caratteristiche sono variabili secondo l'entità che la prova (serenità, appagamento, ottimismo, ecc.).
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noia
sorpresa
imbarazzo
disgusto
Senso o motivo di malessere interiore, connesso a una prolungata condizione di uniformità e monotonia e talvolta associato a impazienza, irritazione, disgusto, o di avvilimento psicologico derivante da mancanza d'interessi o da passiva indifferenza nei confronti della vita
Per imbarazzo si intende di solito uno stato emotivo più o meno intenso e generalmente di breve durata che si manifesta esclusivamente in una situazione sociale. L'imbarazzo può essere un sentimento simile alla vergogna, ma il senso di vergogna può essere anche provocato da motivazioni che nessun altro conosce, mentre l'imbarazzo è sempre pubblico
La sorpresa è uno stato emotivo conseguente ad un evento inaspettato o contrario all'aspettativa di chi lo sperimenta. Dura pochi istanti ed è in genere seguita da paura o gioia.
Acuto e persistente senso di avversione o ripugnanza fisica o morale proveniente da sazietà, o da malumore o risentimento più o meno motivati.
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È convinzione comune che egli fosse pazzo. Geniale, certo, ma pazzo. D’altro canto, ci sono tre passaggi della sua biografia, noti a tutti, che sembrerebbero dimostrarlo: il taglio dell’orecchio, il ricovero in manicomio, il suicidio. Gli si può perdonare di essere stato pazzo, perché a un artista si perdona tutto, e poi, si sa, gli artisti sono diversi, anzi in fondo sono tutti un po’ pazzi. E Vincent lo era più degli altri, altrimenti non gli sarebbe capitato tutto quello che sappiamo. La verità, come sempre, è molto più complessa. La sera del 23 dicembre 1888, ad Arles, Vincent Van Gogh si tagliò un orecchio con un rasoio, lo avvolse in un foglio di giornale e lo fece recapitare a una donna. Era stato un gesto di rabbia, di disperazione (per che cosa?), l’esito di un litigio con l’amico pittore Paul Gauguin? Nel corso degli anni le teorie sono state le più disparate.
Folli famosi: Vincent Van Gogh
La follia
Come tutti ben sappiamo Vincent Van Gogh era un folle. Nel 1881, dopo una breve e tormentata convivenza con i genitori, Vincent venne cacciato di casa dal padre. Trasferitosi a Bruxelles e poi all’Aia, decise di dedicarsi alla pittura, incoraggiato dal fratello Theo. Questi era tutto ciò che Vincent avrebbe voluto essere, senza riuscirci. Bello, perbene, ordinato, a modo, cordiale, era entrato nella stessa galleria da cui lui era stato licenziato, lavorandovi con profitto. Vincent gli fu sempre legato, in un rapporto intensissimo; proprio la ricca corrispondenza epistolare con Theo, di oltre 650 lettere, mantenuta lungo il corso di tutta la vita, ci consente oggi di scandagliare la sua opera e d’indagare la sua travagliata interiorità. Theo, soprattutto, decise di farsi carico di quel fratello disperato.
di Margherita e Giulia
Il termine follia deriva dal latino “follis” di origine onomatopeica, significa vuoto. Nel medioevo la follia diventò rappresentante del demonio. Nel rinascimento il folle venne considerato una persona diversa, quindi andava rispettato, lasciato libero. A metà del settecento i folli erano detenuti nei carceri, perché mancavano le strutture sanitarie specifiche. In questo periodo in Francia, in Germania e in Inghilterra si mise in moto un metodo per diminuire la follia.
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Si è sempre pensato però che la mutilazione fosse stata tutto sommato piccola, e che avesse riguardato solo un pezzetto del lobo sinistro. Ora emerge da un nuovo documento che si sarebbe trattato in realtà di una ferita ben più grave: il pittore si sarebbe asportato quasi l’intero padiglione sinistro. Un gesto di violento autolesionismo che precedette il suicidio, avvenuto due anni dopo. Van Gogh entrò nel manicomio di Saint-Paul-de-Mausole l’8 maggio 1889. Alcune delle sue opere di questo periodo sono caratterizzate da volute, come La notte stellata. Fu permesso a brevi passeggiate sorvegliate, durante le quali dipinse cipressi e ulivi, tra cui Ulivi con le Alpilles sullo sfondo 1889, Cipressi 1889, Campo di grano con cipressi (1889), Strada campestre in Provenza di notte (1890).
Nonostante tali ricadute, tuttavia, Vincent è stato eccezionalmente produttivo a Saint-Rémy, dove ha completato circa 150 dipinti nello spazio di un anno. Vincent lasciò l’ospedale psichiatrico di Saint-Rémy nel maggio 1890 e si diresse a nord verso Auvers-sur-Oise, dove molti artisti stavano già vivendo. Auvers offrì a Vincent la pace e la tranquillità di cui aveva bisogno, pur essendo abbastanza vicino a Parigi da poter visitare suo fratello Theo.
L’accesso limitato alla vita al di fuori della clinica ha comportato una carenza di argomenti. Van Gogh invece ha lavorato su interpretazioni di altri dipinti dell’artista, come The Millet’s Sower e Noonday Rest, e variazioni sul suo stesso lavoro precedente.La salute mentale di Vincent ha continuato a fluttuare. Durante un periodo di estrema confusione, mangiò un po ‘della sua pittura a olio, dopo di che si limitò a disegnare per un po’.
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La vicina cittadina di Méry, comunque, acconsentì alla sepoltura e il funerale si tenne il 30 luglio. Van Gogh venne sepolto adagiato in una bara, rivestita da un drappo bianco e ricoperta da mazzi di girasoli che amava tanto, die dalie e da altri fiori gialli. Oltre a Théo e al dottor Gachet furono presenti pochi amici giunti da Parigi: Lucien Pissarro, figlio di Camille, Émile Bernard, Père Tanguy. Van Gogh dipinse “NOTTE STELLATA” nel manicomio dove venne ricoverato, il quadro rappresenta il paesaggio che Vincent vedeva dalla finestra della sua camera. Nel manicomio dipinse anche campi di grano che lui poteva andare a visitare sotto sorveglianza durante le sue passeggiate. Dentro ognuno di noi c’è un piccolo omino folle, magari riusciamo a nasconderlo bene o magari lo incoraggiamo a crescere ma c’è sempre.
Indipendentemente da quanto “salutare e fortificante”, Vincent abbia trovato la campagna, è stato inutile. La sua malattia e la sua incertezza sul futuro sono diventati troppo faticosi da sopportare. La sera del 27 luglio 1890, una domenica, dopo essere uscito per dipingere i suoi quadri come al solito nelle campagne che circondavano il paese, rientrò sofferente nella locanda e si rifugiò subito nella sua camera: Ravoux, non vedendolo a pranzo, salì in camera sua, trovandolo disteso e sanguinante sul letto: a lui Van Gogh confessò di essersi sparato un colpo di rivoltella al petto in un campo vicino.
Al dottor Gachet - che, non potendo estrarre il proiettile, si limitò ad applicare una fasciatura mentre gli esprimeva, comunque, la speranza di salvarlo - rispose che aveva tentato con coscienza il suicidio e che, se fosse sopravvissuto, avrebbe dovuto «riprovarci»: «volevo uccidermi, ma ho fatto cilecca». Rifiutò di dare spiegazioni del suo gesto ai gendarmi e, con il fratello Théo che, avvertito, era accorso la mattina dopo, trascorse tutto il 28 luglio, fumando la pipa e chiacchierando seduto sul letto: gli confidò ancora che la sua «tristezza non avrà mai fine». Sembra che le sue ultime parole siano state «ora vorrei ritornare» Poco dopo ebbe un accesso di soffocamento, poi perse conoscenza e morì quella notte stessa, verso l’1:30 del 29 luglio.In tasca gli trovarono una lettera non spedita a Théo, dove aveva scritto, tra l’altro: «Vorrei scriverti molte cose ma ne sento l’inutilità per il mio lavoro io rischio la vita e ho compromesso a metà la mia ragione». Essendo il pittore morto suicida, il parroco di Auvers si rifiutò di benedirne la salma, e il carro funebre fu fornito da un municipio vicino.
C’era anche un dottore, Paul Gachet, che poteva tenerlo d’occhio. Vincent divenne presto amico di Gachet, lui stesso un pittore dilettante, che consigliò a Van Gogh di dedicarsi completamente alla sua arte. Ha fatto esattamente questo, dipingendo i giardini e i campi di grano intorno al villaggio ad un ritmo febbrile. Vincent si gettò interamente nella sua pittura in questo periodo, completando praticamente un lavoro al giorno. Anche la sua salute sembrava migliorare. ‘. . . sapendo chiaramente quello che volevo, ho dipinto altre tre tele di grandi dimensioni da allora. Sono immense distese di campi di grano sotto cieli turbolenti, e ho cercato di esprimere la tristezza, l’estrema solitudine. Lo vedrai presto, spero, perché spero di portarteli a Parigi il più presto possibile, dato che credo quasi che queste tele ti diranno ciò che non posso dire a parole, ciò che considero sano e fortifica la campagna “.
Fonti: Wikipedia, Focus.it, Arte svelata, Hisour, L’espressionismo di Van Gogh
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Quanto può durare
Che cos'è
Il singhiozzo è un fenomeno dovuto a contrazioni ripetute e involontarie del diaframma, il muscolo che si contrae durante l’inspirazione e si distende durante l’espirazione. La causa scatenante è l’irritazione del nervo frenico, che ha il compito proprio di controllare le contrazioni del diaframma.
In media un episodio di singhiozzo occasionale ha una durata che varia da pochi secondi a qualche minuto. Nei casi di singhiozzo persistente, legato a malattie, può durare anche ore, mentre nei casi più gravi può avere una durata di giorni.
Come farlo passare
Se il nervo frenico viene irritato in un punto qualsiasi, può scatenarsi il singhiozzo. Il tipico suono “hic”, che si ripete in modo ritmico e continuo per vari minuti, è dovuto al fatto che ogni contrazione del diaframma si conclude con una brusca chiusura della glottide, la valvola che separa l’apparato respiratorio da quello digerente.
Già più di 2000 anni fa Ippocrate consigliava un metodo che tutt’ora è quello più usato ed efficace per far passare il singhiozzo: aspirare profondamente e trattenere il fiato e restare in apnea per 10-25 secondi per far rilassare il diaframma.
Il singhiozzo
di Flavia e Ilenia
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Esiste un modo per prevenire il singhiozzo?
Altri rimedi
Ci sono anche altri rimedi:
Utili accorgimenti da adottare per prevenire la comparsa del singhiozzo sono:
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photography: Thought Catalog